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  1. #481
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    Predefinito Re: Monti: "Il separatismo non risolve i problemi"

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Tutti questi fatti, compreso l'atto del Consiglio dei ministri austro-ungarico, sono successivi all'unità d'Italia. Anzi, i fatti del 1909 avvengono in un contesto molto teso, in cui già la Triplice Alleanza (firmata nel 1882) si stava rapidamente deteriorando per vari motivi, non da ultime le sempre più forti manifestazioni irredentiste italiane.
    Per cui non vedo alcun nesso tra la necessità dell'unità d'Italia (su cui non ho intenzione di discutere) e la politica di espulsione degli italiani da ciò che restava dell'Impero. Semmai che fu proprio il processo unitario e il successivo irredentismo a provocare e inasprire tale politica.
    Arena di Pola - La politica del Regno d’Italia verso gli italiani dell’Adriatico orientale di Paolo Radivo

    La politica del Regno d’Italia verso gli italiani dell’Adriatico orientale
    di Paolo Radivo


    La politica del Regno d’Italia verso gli italiani dell’Adriatico orientale fu cauta, esitante, rinunciataria… fino a che lo scoppio della Prima guerra mondiale gli fornì l’occasione propizia per dirottare sull’Europa sud-orientale la politica di potenza avviata prima in Africa e poi anche nell’Egeo. L’unica parziale eccezione a tale prudente linea di condotta fu la guerra del 1866, quando si tentò di conquistare il Tirolo meridionale, il Litorale e la Dalmazia, ma in modo velleitario e perciò infruttuoso.

    Gli ostacoli all’acquisizione dei territori italofoni dell’Impero asburgico furono, insieme alle sfavorevoli contingenze internazionali, il pervicace rifiuto austriaco e l’irresolutezza italiana.

    Le autorità austriache consideravano come "Stati italiani" il Regno Lombardo-Veneto, ma non il Tirolo, il Litorale, Fiume e la Dalmazia, in quanto Province plurietniche, di cui solo Fiume era a maggioranza italofona, mentre il Tirolo (comprendente allora anche il Vorarlberg) era a maggioranza germanofona e il Litorale e la Dalmazia a maggioranza slava. E se fin dal 1848 avevano compreso che presto o tardi avrebbero potuto perdere il Lombardo-Veneto, così come i Ducati Parma e Modena e il Granducato di Toscana, rimasero invece sempre fermamente decise a tenersi strette Tirolo, Litorale, Fiume e Dalmazia, senza neppure mettere in conto l’eventualità di una loro spartizione in base al principio di nazionalità, essenzialmente democratico perché legato alla lingua e alla cultura degli abitanti di un territorio. L’Impero d’Austria si basava infatti sull’opposto principio dinastico-patrimoniale: era infatti l’insieme dei patrimoni della Casa d’Austria. Accettare il principio di nazionalità avrebbe significato scardinare il fondamento stesso di quello Stato.

    In vista di un possibile ritiro da Venezia, già nel 1850 l’imperatore Francesco Giuseppe decise la creazione a Pola di un arsenale, che si cominciò a costruire nel 1856. La città divenne una piazzaforte anti-italiana e, dopo il 1859, il principale porto militare dell’Impero, dominato dalla Marina. Gli investimenti statali per il potenziamento di tale ruolo compresero anche la realizzazione della ferrovia che nel 1876 collegò Pola a Trieste, Fiume e al resto dell’Impero. Pola dunque non era cedibile.

    Anche in previsione di sbarchi garibaldini, furono potenziate le difese costiere in Istria e Dalmazia.

    Dopo il 1866 la perdita di Venezia incrementò gli investimenti pubblici e privati austriaci su Trieste e Fiume, sebbene in chiave economica. La successiva nascita dei cantieri di Monfalcone rese anche questa località cruciale, redditizia e dunque non pacificamente cedibile.

    Dal 1906, con la realizzazione della Ferrovia Transalpina collegante Trieste a Praga via Gorizia, anche quest’ultima città divenne oggettivamente non negoziabile, se mai lo era stata.
    Ultima modifica di Andre86; 28-05-12 alle 23:40
    IL BACICCIA E' BULICCIO

    Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.

    (Silvio Berlusconi, 1994)

  2. #482
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    Predefinito Re: Monti: "Il separatismo non risolve i problemi"

    Citazione Originariamente Scritto da Juv Visualizza Messaggio
    L'unitarismo invece li risolve eh....
    Appunto: non credo proprio che l'unitarismo li risolva. Anzi...

  3. #483
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    Predefinito Re: Monti: "Il separatismo non risolve i problemi"

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Tutti questi fatti, compreso l'atto del Consiglio dei ministri austro-ungarico, sono successivi all'unità d'Italia. Anzi, i fatti del 1909 che citi avvengono in un contesto molto teso, in cui già la Triplice Alleanza (firmata nel 1882) si stava rapidamente deteriorando per vari motivi, non da ultime le sempre più forti manifestazioni irredentiste italiane.
    Per cui non vedo alcun nesso tra la necessità dell'unità d'Italia (su cui non ho intenzione di discutere) e la politica di espulsione degli italiani da ciò che restava dell'Impero. Semmai che fu proprio il processo unitario e il successivo irredentismo a provocare e inasprire tale politica.
    Secondo questo ragionamento lo stato italiano potrebbe trarre un 'illuminante lezione dal defunto impero Austro Ungarico circa le politiche di contenimento da applicare nei confronti dell'irredentismo leghista, cispadano, celtico, unno o come lo vuoi chiamare.

    Irredentista rompi troppo le balle ? Sonore mazzolate.
    - Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
    - Ne sei sicuro ?
    - Non ho alcun dubbio !

  4. #484
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    Predefinito Re: Monti: "Il separatismo non risolve i problemi"

    Citazione Originariamente Scritto da Andre86 Visualizza Messaggio
    Arena di Pola - La politica del Regno d’Italia verso gli italiani dell’Adriatico orientale di Paolo Radivo

    La politica del Regno d’Italia verso gli italiani dell’Adriatico orientale
    di Paolo Radivo


    La politica del Regno d’Italia verso gli italiani dell’Adriatico orientale fu cauta, esitante, rinunciataria… fino a che lo scoppio della Prima guerra mondiale gli fornì l’occasione propizia per dirottare sull’Europa sud-orientale la politica di potenza avviata prima in Africa e poi anche nell’Egeo. L’unica parziale eccezione a tale prudente linea di condotta fu la guerra del 1866, quando si tentò di conquistare il Tirolo meridionale, il Litorale e la Dalmazia, ma in modo velleitario e perciò infruttuoso.

    Gli ostacoli all’acquisizione dei territori italofoni dell’Impero asburgico furono, insieme alle sfavorevoli contingenze internazionali, il pervicace rifiuto austriaco e l’irresolutezza italiana.

    Le autorità austriache consideravano come "Stati italiani" il Regno Lombardo-Veneto, ma non il Tirolo, il Litorale, Fiume e la Dalmazia, in quanto Province plurietniche, di cui solo Fiume era a maggioranza italofona, mentre il Tirolo (comprendente allora anche il Vorarlberg) era a maggioranza germanofona e il Litorale e la Dalmazia a maggioranza slava. E se fin dal 1848 avevano compreso che presto o tardi avrebbero potuto perdere il Lombardo-Veneto, così come i Ducati Parma e Modena e il Granducato di Toscana, rimasero invece sempre fermamente decise a tenersi strette Tirolo, Litorale, Fiume e Dalmazia, senza neppure mettere in conto l’eventualità di una loro spartizione in base al principio di nazionalità, essenzialmente democratico perché legato alla lingua e alla cultura degli abitanti di un territorio. L’Impero d’Austria si basava infatti sull’opposto principio dinastico-patrimoniale: era infatti l’insieme dei patrimoni della Casa d’Austria. Accettare il principio di nazionalità avrebbe significato scardinare il fondamento stesso di quello Stato.

    In vista di un possibile ritiro da Venezia, già nel 1850 l’imperatore Francesco Giuseppe decise la creazione a Pola di un arsenale, che si cominciò a costruire nel 1856. La città divenne una piazzaforte anti-italiana e, dopo il 1859, il principale porto militare dell’Impero, dominato dalla Marina. Gli investimenti statali per il potenziamento di tale ruolo compresero anche la realizzazione della ferrovia che nel 1876 collegò Pola a Trieste, Fiume e al resto dell’Impero. Pola dunque non era cedibile.

    Anche in previsione di sbarchi garibaldini, furono potenziate le difese costiere in Istria e Dalmazia.

    Dopo il 1866 la perdita di Venezia incrementò gli investimenti pubblici e privati austriaci su Trieste e Fiume, sebbene in chiave economica. La successiva nascita dei cantieri di Monfalcone rese anche questa località cruciale, redditizia e dunque non pacificamente cedibile.

    Dal 1906, con la realizzazione della Ferrovia Transalpina collegante Trieste a Praga via Gorizia, anche quest’ultima città divenne oggettivamente non negoziabile, se mai lo era stata.
    Onestamente non leggo niente che smentisca quanto da me detto.

    Edit:
    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    Secondo questo ragionamento lo stato italiano potrebbe trarre un 'illuminante lezione dal defunto impero Austro Ungarico circa le politiche di contenimento da applicare nei confronti dell'irredentismo leghista, cispadano, celtico, unno o come lo vuoi chiamare.

    Irredentista rompi troppo le balle ? Sonore mazzolate.
    Sai qual'è la differenza tra un irredentista ed un indipendentista, vero? Il primo vuole unire alla propria Nazione territori appartenenti ad un altro Stato, mentre il secondo vuole la nascita di uno Stato indipendente, staccato da un altra unità statale.
    Ma anche se così fosse, oggi progettare un'espulsione di massa o una forte limitazione dei diritti delle minoranze non sarebbe benvisto. Altri tempi, altre condizioni.
    Ultima modifica di Halberdier; 28-05-12 alle 23:53

  5. #485
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    Predefinito Re: Monti: "Il separatismo non risolve i problemi"

    Citazione Originariamente Scritto da Andre86 Visualizza Messaggio
    "Sua maestà ha espresso il preciso ordine di opporsi in modo risolutivo all'influsso dell'elemento italiano ancora presente in alcuni Kronländer, e di mirare alla germanizzazione o slavizzazione - a seconda delle circostanze - delle zone in questione con tutte le energie e senza alcun riguardo, mediante un adeguato affidamento di incarichi a magistrati politici ed insegnanti, nonché attraverso l'influenza della stampa in Tirolo meridionale, Dalmazia e Litorale adriatico."

    Consiglio dei ministri autro-ungarico del 12 novembre 1866
    Ue' mi ricorda qualcosa

  6. #486
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    Predefinito Re: Monti: "Il separatismo non risolve i problemi"

    Citazione Originariamente Scritto da Italiano Visualizza Messaggio
    Scoprire che persino un Tecnoduce nominato dal Presidentissimo, possa covare pulsioni leghiste, deve essere stato scioccante...
    Ci sono problemi e situazioni oggettive (di sperequazione che di fatto configura una colonizzazione , della parte peggiore del paese su quella più Europea , moderna e sviluppata ).

  7. #487
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    Predefinito Re: Monti: "Il separatismo non risolve i problemi"

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Sai qual'è la differenza tra un irredentista ed un indipendentista, vero? Il primo vuole unire alla propria Nazione territori appartenenti ad un altro Stato, mentre il secondo vuole la nascita di uno Stato indipendente, staccato da un altra unità statale.
    Mi pare che certo leghismo ed indipentismo si senta defraudato delle piccole patrie che gli sono state sottratte dal turpe Garibaldi e dalla sua accolita di manipoli. Io questo lo chiamo irredentismo.

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Ma anche se così fosse, oggi progettare un'espulsione di massa o una forte limitazione dei diritti delle minoranze non sarebbe benvisto. Altri tempi, altre condizioni.
    Ma no, perchè ? In fin dei conti è passato solo un secolo. Io direi che possiamo prendere esempio dai crucchi. Depadanizziamo il Nord Italia
    - Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
    - Ne sei sicuro ?
    - Non ho alcun dubbio !

  8. #488
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    Predefinito Re: Monti: "Il separatismo non risolve i problemi"

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    Mi pare che certo leghismo ed indipentismo si senta defraudato delle piccole patrie che gli sono state sottratte dal turpe Garibaldi e dalla sua accolita di manipoli. Io questo lo chiamo irredentismo.
    Restaurare uno Stato che non esiste più è comunque indipendentismo, non irredentismo. Se poi, una volta restaurato, dovesse chiedere ad un altro Stato ulteriori terre, o se gli abitanti di queste terre volessero unirsi ad esso, allora quello sarebbe irredentismo, ma non prima.

    « Il termine irredentismo indica l'aspirazione di un popolo a completare la propria unità territoriale nazionale, acquisendo terre soggette al dominio straniero (terre irredente) sulla base di un'identità etnica o di un precedente legame storico.

    L'irredentismo può essere inteso in un duplice modo: da un lato come il desiderio di alcuni popoli che, vivendo in una terra soggetta all'autorità di un certo Stato, vogliono distaccarsene per entrare a far parte dello Stato del quale sentono la paternità e l'origine, ovvero costituire un proprio Stato nazionale; dall'altro come la motivata pretesa territoriale di uno Stato su una parte del territorio di un altro Stato.
    »
    Irredentismo
    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    Ma no, perchè ? In fin dei conti è passato solo un secolo. Io direi che possiamo prendere esempio dai crucchi. Depadanizziamo il Nord Italia
    L'esempio della Yugoslavia è molto più vicino; dimmi come è andata...

  9. #489
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    Predefinito Re: Monti: "Il separatismo non risolve i problemi"

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    Ma no, perchè ? In fin dei conti è passato solo un secolo. Io direi che possiamo prendere esempio dai crucchi. Depadanizziamo il Nord Italia
    Ma si, hai ragione, invece di innalzare il sud a livello settentrionale, abbassiamo il nord a livello meridionale, facciamo un paese a immagine e somiglianza dell'area più incivile d'Europa, poi lo stipendio da statale vai a elemosinarlo in Etiopia.



  10. #490
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    Predefinito Re: Monti: "Il separatismo non risolve i problemi"

    Citazione Originariamente Scritto da Andre86 Visualizza Messaggio
    L'unità d'Italia nadava fatta e l'impero asburgico promuoveveva la germanizzazione e la slavizzazione dei territori italofoni.
    :sofico: l'itagghia la volevano solo le logge francesi e inglesi, quindi l'italia è stata cagata fuori dalla storia non è nata come movimento spontaneo

 

 
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