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Il vizio insito nel capitalismo è la ineguale distribuzione della ricchezza. La virtù insita nel socialismo è la uguale distribuzione della miseria.


Infatti. Non è pensabile che si attribuisca ad un giornale (il Manifesto, ma qualunque altro) la rappresentanza di milioni di persone che però non si sentono rappresentate, visto che non lo leggono. Basta considerare l'andamento delle copie vendute negli ultimi anni.
Ultima modifica di von Dekken; 04-06-12 alle 15:43


[QUOTE=mirkevicius;3126673]Ma quali lavoratori. Chissà quand'è l'ultia volta che il Manifesto è stato acquistato o letto da un operaio! Il Manifesto era il giornale dei militanti intellettuali, universitari, dipendenti statali, ecc, solo che ora sono ultra-rappresentati (altro che mancanza di rappresentanza) da altri mezzi di comunicazione che loro stessi hanno scelto come alternativa, dal Fatto quotidiano a internet.
Against all odds




Non capisco perché l'editoria pretende di essere l'unico settore al di sopra delle leggi di mercato. In un regime dove vige libertà d'informazione, decidono i lettori. E' dove questa libertà non c'è che decide lo Stato. Quindi il ragionamento degli amici de Il Manifesto dovrebbe essere capovolto, perché a condannarlo è la mancanza di lettori, la loro disaffezione, il loro mancato ricambio generazionale. Quando nel 2012 ti ostini a stampare un quotidiano comunista su carta in barba ai cambiamenti storici, sociali e tecnologici intercorsi dagli anni 60 ad oggi, sono cose che succedono. Anzi, sono da mettere in conto. Ma niente drammi: oggi esiste il web, con le sue infinite possibilità di fare comunicazione, vuoi giornalistica vuoi sociale. E il web - terra di conquista da parte di tutti - ha bisogno oggi più che mai di buona informazione, di buoni articolisti, di contenuti validi da condividere. Quindi, buon lavoro.








E' sempre bello produrre un bene e non doversi preoccupare di venderlo,tanto puoi obbligare tutti a pagarlo,che gli piaccia o meno.Si, la violenza è sempre bella.
"Il diritto alla libertà di parola significa che un uomo ha il diritto a esprimere le proprie idee senza temere il pericolo della soppressione, dell'interferenza o di azioni punitive da parte dello Stato, ma non significa che altri debbano fornirgli una sala per conferenze, una stazione radiofonica o una tipografia per esprimere tali idee." Ayn Rand