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  1. #31
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    Predefinito Re: Fallimento dell’Euro: perché?

    In Spagna arrivano i miliardi

    di Marco Cedolin

    In Spagna arrivano 30 miliardi di euro di "aiuti" europei, ma contrariamente a quanto viene lasciato intendere nell'immaginario collettivo, non sono destinati agli spagnoli, ma alle banche che ne hanno estrema necessità per calmierare temporaneamente la propria fame bulimica. I cittadini spagnoli in compenso stanno intascando anche loro i propri miliardi, ma purtroppo non si tratta di euro, bensì di bastonate, sia in senso metaforico che in quello letterale del termine.
    Il senso metaforico alligna nella nuova manovra lacrime e sangue da 65 miliardi di euro, varata dal premier Rajoy per compiacere la BCE e le banche di cui sopra. Quello letterale nei pestaggi selvaggi (stile G8 di Genova eVal di Susa ) dispensati dalla polizia nei confronti dei minatori che protestano per i difendere i propri sacrosanti diritti....


    La manovra imposta dalla BCE, prevede una lunga serie di "doni" per il popolo spagnolo, i più significativi dei quali saranno il taglio delle tredicesime e delle ferie dei dipendenti pubblici e l'aumento di 3 punti percentuali dell'IVA che dal 18% sale al 21%.

    Le cariche, i pestaggi selvaggi e gli assalti , durante i quali la polizia non ha lesinato nell'uso dei proiettili di gomma, provocando il ferimento di oltre 50 manifestanti, hanno seguito un copione che in Italia conosciamo bene e si basa sul soffocare nel sangue qualsiasi accenno di protesta popolare, a prescindere dalle motivazioni che la sostengono.

    La nuova Europa continua ad avanzare a grandi passi, con le sue parole d'ordine ormai divenute di una chiarezza adamantina. Smantellamento di qualsiasi sovranità nazionale, totale sudditanza al sistema bancario, progressiva eliminazione del welfare e dei servizi al cittadino, creazione di una sempre più ampia fascia di disoccupazione che possa contribuire ad aumentare il dumping sociale, eutanasia dei diritti e repressione feroce di ogni protesta che possa intralciare il cammino intrapreso.

    Avanti così, greci, portoghesi, irlandesi, italiani, spagnoli, un futuro radioso vi attende tutti e nel caso le sorti progressive non risultino radiose come era nelle vostre aspettative, accontentatevi della prospettiva di avere un futuro, un giorno di questi qualche riforma potrebbe anche decidere che in fondo non ne avete diritto.

    IL CORROSIVO di marco cedolin: In Spagna arrivano i miliardi
    Nessuno si crea, nessuno si distrugge, tutti si ricandidano.

  2. #32
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    Predefinito Re: Fallimento dell’Euro: perché?

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Che sia impossibile su modello centralista è chiaro ed evidente. Altri modelli (federale, confederale) hanno permesso unioni simili, anche se con ben'altre premesse e tempistiche; uno dei più grandi errori del processo unitario è proprio di ragionare in tempi compatibili con le legislature politiche e non con le ere storiche. Ma è oltretutto abbastanza chiaro che simili metodi di unione non le si sta prendendo in considerazione.
    Resta l'idea che l'Euro non doveva essere fatto prima di qualsivoglia entità Statale. Se quest'ultima era (ed è) impossibile da creare, allora l'Euro doveva rimanere una bozza in un archivio, e nient'altro.
    L'euro ripropone un sistema che va contro centinaia di anni di processo storico, che ha smantellato gli imperi per approdare agli Stati nazionali. Le economie europee erano integrate benissimo prima dell'euro, e a parte qualche bizza francese negli anni '60 (si opposero all'ingresso della Gran Bretagna) e inglese successivamente (l'Isola), erano svaniti i motivi di attrito e di confronto: c'erno troppi vantaggi per tutti.
    Adesso siamo tornati agli "svantaggi per tutti" e la baracca non può reggere. Se ne rendono conto anche i politici, economisti, industriali, che sollecitano a fare qualcosa di positivo che però non può venire.
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  3. #33
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    Predefinito Re: Fallimento dell’Euro: perché?

    Citazione Originariamente Scritto da Medsim Visualizza Messaggio
    Fallimento dell’Euro: perché?

    - di Aldo Giannuli- aldogiannuli.it -

    La fine dell’Euro non è più fantascienza, ma una ipotesi considerata nel campo del possibile (anche se deprecata) da tutti i politici europei e dai banchieri di tutto il Mondo. Non è detto che finisca necessariamente così, ma tutti pensano che possa accadere. O perché ne esca la Grecia, avviando un processo a catena, o perché ne esca la Germania, facendo perdere senso a tutta l’operazione e spingendo tutti a tornare all’ovile della moneta nazionale. Nessuno più esclude che questo possa accadere.

    I presupposti ci sono tutti e anche il più sprovveduto capisce che:

    a – la Grecia non sarà mai in grado né di restituire il suo debito né di pagare gli interessi che man mano si accumulano, in una dinamica di ammortamento negativo

    b – che il Portogallo non è in condizioni migliori

    c – che il sistema bancario spagnolo non è in grado di reggere la pressione dei mercati internazionali
    d – che l’Italia, forse, può sostenere il peso degli interessi alle scadenze, a condizione che la tempesta dello spread non superi certe soglie, forse potrà restituire qualche frazione del suo debito svendendo il suo asset, ma, comunque non sarà mai in grado di raggiungere la mitica soglia 60% sul Pil, perché, nel frattempo, la politica di austerità farà crollare il Pil, azzerando ogni miglioria

    e – che il sistema bancario francese è troppo esposto con Grecia, Spagna, Portogallo ed Italia, per cui la crisi è destinata a rimbalzare su di esso

    In queste condizioni, questo gruppo di paesi è tecnicamente fallito e si tratta solo di vedere se, con qualche giochino finanziario si riesce a prendere tempo o no; e pare che di tempo ormai ce ne sia davvero pochino: diciamo al massimo 5 o 6 mesi. George Soros è stato anche più drastico parlando di 3 mesi oltre i quali l’Euro perderà la fiducia dei mercati finanziari e crollerà.

    Da un punto di vista finanziario la situazione non ha speranze perché non ci sono le condizioni strutturali per uscire dalla trappola: le banche hanno la pancia piena di titoli di stato inesigibili (oltre ad ogni altro tipo di spazzatura) e gli Stati non sono in grado di invertire la tendenza che li ha travolti. Soros ha ragione a sostenere che la crisi europea, prima ancora che finanziaria è fiscale: in questo ventennio si è creata una enorme bolla di denaro finito nei paradisi fiscali della stessa Ue (a cominciare dall’Olanda o dall’Irlanda di qualche anno fa) o appena dal di fuori (si pensi alla Svizzera), Questa massa di denaro, alla ricerca di bassi prelievi, è fuggita proprio dai paesi che oggi hanno un alto debito, anche perché hanno compensato con il debito il gettito fiscale mancante.

    Ma il fallimento dell’Euro è qualcosa di ben più profondo. La scommessa era che la moneta unica avrebbe creato convergenza fra le economie di diversi paesi ed avrebbe fatto da traino al processo di unificazione politica. Non si è verificata né l’una né l’altra cosa. Le economie dei diversi paesi dell’Eurozona sono rimaste quali erano, anzi, i vantaggi della moneta unica, che consentiva anche a paesi tradizionalmente deboli e ad alto rischio finanziario, come appunto la Grecia, di piazzare i propri titoli di debito ad interessi bassissimi, ha incoraggiato la politica dell’indebitamento crescente, senza attuare alcuna riforma economica. Chi ha tratto i vantaggi maggiori è stata la Germania che ha potuto esportare massicciamente nei paesi vicini ed, alla fine, il differenziale fra i diversi paesi è rimasto lo stesso, quando non è ulteriormente cresciuto. Sinché le cose sono filate lisce nell’economia mondiale, il problema non si è posto, ma quando la crisi ha iniziato a mordere si è rotto il giocattolo e la moneta unica, non governata da nessuno Stato, è diventata una camicia di forza che tiene tutti in sofferenza.

    Quanto all’unificazione politica, va detto che dopo la demenziale proposta di “trattato istitutivo” (detto anche “Costituzione”) della Ue – e la sua sonora bocciatura nei referendum di Francia, Danimarca ecc. – semplicemente non se ne è parlato più. Il punto è che gli stati non si inventano e non bastano le più spericolate acrobazie giuridiche a farli esistere. L’Europa, come nazione non esiste nella coscienza degli europei che, volenti o no, continuano a sentirsi prima di tutto tedeschi, francesi, danesi, spagnoli, olandesi ecc. E’ vero che sono sempre esistiti Stati pluri nazionali (dalla Cina all’Urss, dalla Svizzera alla Spagna) ma si è sempre trattato di stati con un gruppo nazionale dominante che ha affermato la sua come lingua dello Stato e considerato gli altri come “minoranze nazionali” più o meno garantite e riconosciute, ma sempre marginali. Non era e non è questa la situazione dell’Europa, dove nessuno è in grado di porsi come nazione dominante.

    Né la cosa è risolvibile in modo negoziale: le alchimie giuridiche per cui la Ue è qualcosa di più di una alleanza, ma qualcosa di meno di una confederazione, non è uno Stato, ma assorbe funzioni statali come la moneta, ha un Parlamento comune che emana direttive che poi devono essere recepite dai parlamenti nazionali ecc. non ha incantato nessuno. Quello che veniva fuori erano testi indigeribili di 6-700 articoli ciascuno con una selva di commi e sotto commi, che descrivevano un processo decisionale farraginoso, lento ed incoerente. E, infatti le bocciature referendarie sono fioccate, mentre in molti paesi (compresi Italia e Germania) non ci si è neppure preoccupati di fare un referendum.

    Le burocrazie degli stati nazionali (sicuramente poco vogliose di vedersi declassate rispetto allo Stato confederale) hanno colto la palla al balzo per annacquare sempre di più il processo di unificazione politica di cui si è poi smesso di parlare. Con il risultato che, quello che doveva essere un momento transitorio (la moneta senza Stato) è diventato definitivo e tutti hanno pensato che, in fondo, andava bene così. E così, invece, non va affatto bene, come la crisi sta dimostrando. Questa situazione di una moneta sospesa nel vuoto e non governata, ma che, anzi, vorrebbe governare gli Stati, è un assurdo politico ed economico, prima che giuridico, che è arrivato al capolinea.

    Oggi le alternative secche sono due: o il debito dei vari paesi membri viene assunto dalla Ue in quanto tale e si va rapidamente ad un’unione politica (cioè ad uno Stato europeo), o la moneta salta in aria. Puramente e semplicemente: non ci sono alternative. In astratto, la soluzione più auspicabile sarebbe la prima, ma, personalmente non ci credo affatto: se l’unione politica non si è fatta in tempi favorevoli, quando il vento soffiava nelle vele dell’Europa, non si capisce perché dovrebbe riuscire ora che la crisi accentua tutti gli egoismi nazionali, con un ceto politico di mezza tacca in ciascuno dei paesi membri, dopo la raffica di fallimenti sul piano della politica estera (dove mai l’Unione è riuscita a parlare con una sola voce), in una situazione sociale difficilissima. Qualcuno pensa che sono proprio le asprezze della crisi a poter fare il miracolo, costringendo gli europei a fare per forza quello che non sono riusciti a fare per amore. Certamente la situazione richiederebbe una soluzione del genere, ma avere bisogno di 1000 talleri ed avere 1000 talleri non è la stessa cosa, avrebbe detto, più o meno, Kant.

    D’altra parte, le condizioni strutturali per l’edificazione di un “Io” collettivo europeo continuano a non esserci per la mancata unificazione linguistica e culturale del continente. Tutto quello che può venir fuori da un processo forzato di unificazione sarebbe una buro-tecnocrazia centralizzata e totalmente priva di qualsiasi legame con la base popolare, un orrendo pasticcio antidemocratico assai poco auspicabile. Ma in ogni caso, anche questo appare come un disegno del tutto velleitario.

    Ed allora che si fa? Semplicemente non resta che prendere atto del fallimento politico dell’operazione Euro e cercare di guidare il processo di scioglimento dell’Eurozona attraverso una exit strategy concordata. E magari farlo prima che salti tutto in aria, con costi ben peggiori da sopportare.



    Tratto da: Fallimento dell’Euro: perché? | Informare per Resistere Fallimento dell
    - Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!


    Una moneta per andare bene deve avere una svalutazione costante del 2/3 per cento l'anno ed essere circoscritta in un territorio il più piccolo possibile.
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  4. #34
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    Predefinito Re: Fallimento dell’Euro: perché?

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    L'euro ripropone un sistema che va contro centinaia di anni di processo storico, che ha smantellato gli imperi per approdare agli Stati nazionali. Le economie europee erano integrate benissimo prima dell'euro
    Si è parlato per tanto tempo di crisi dello Stato nazionale a causa dei fenomeni d'immigrazione (regolare, s'intende hefico e della globalizzazione. All'inizio degli anni Novanta, Mitterand impose alla Germania l'euro, temendo che con un economia e (un marco) così forte potesse in qualche modo contenere il colosso tedesco; inoltre pareva essere il momento della creazione dell'Europa federale, seguendo il progetto di Monnet che prevedeva prima l'integrazione economica e poi politica degli Stati europei. Ma le cose non sono andate come previste. L'euro, nato come limitazione, si è trasformato in un elemento di forza della Germania, che lo sta usando come strumento di ricatto verso i Paesi periferici, che hanno certo le loro colpe (evasione fiscale, criminalità organizzata, sommerso ecc.), ma che non si meritano certo un trattamento così umiliante. Il processo di integrazione europeo si sta arenando e l'unico motivo che sembra farlo procedere è la scusa che senza l'Unione politica (qualsiasi cosa s'intenda con quest'espressione) fallisce anche l'Unione monetaria, il che a ben guardare, è una specie di fallacia logica.
    Ultima modifica di Carnby; 12-07-12 alle 13:06

  5. #35
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    Predefinito Re: Fallimento dell’Euro: perché?

    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio


    Una moneta per andare bene deve avere una svalutazione
    costante del 2/3 per cento l'anno ed essere circoscritta
    in un territorio il più piccolo possibile.

    assolutamente sì,
    io sono per una economia con
    più monete all'interno dello stesso
    stato nazionale, giusto per modulare
    e rappresentare in toto la realtà
    socio economica di ogni territorio.

    niente taglie uniche.

  6. #36
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    Predefinito Re: Fallimento dell’Euro: perché?

    Citazione Originariamente Scritto da Carnby Visualizza Messaggio
    Si è parlato per tanto tempo di crisi dello Stato nazionale a causa dei fenomeni d'immigrazione (regolare, s'intende hefico e della globalizzazione. All'inizio degli anni Novanta, Mitterand impose alla Germania l'euro, temendo che con un economia e (un marco) così forte potesse in qualche modo contenere il colosso tedesco; inoltre pareva essere il momento della creazione dell'Europa federale, seguendo il progetto di Monnet che prevedeva prima l'integrazione economica e poi politica degli Stati europei. Ma le cose non sono andate come previste. L'euro, nato come limitazione, si è trasformato in un elemento di forza della Germania, che lo sta usando come strumento di ricatto verso i Paesi periferici, che hanno certo le loro colpe (evasione fiscale, criminalità organizzata, sommerso ecc.), ma che non si meritano certo un trattamento così umiliante. Il processo di integrazione europeo si sta arenando e l'unico motivo che sembra farlo procedere è la scusa che senza l'Unione politica (qualsiasi cosa s'intenda con quest'espressione) fallisce anche l'Unione monetaria, il che a ben guardare, è una specie di fallacia logica.
    Quoto, l'Euro è stato concepito in base all'eterno confronto Franco-Tedesco, per tentare di contenere lo storico conflitto fra i due paesi. Ma proprio per questo il processo di integrazione si è trasformato in Direttorio franco-tedesco e l'euro lo strumento del Direttorio.

    Ma questo disegno è già finito, finito perchè la prevalenza tedesca stava trasformando la Francia i potenza di secondo ordine rispetto alla Germania, e questo non è ammissibile.
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
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  7. #37
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    Predefinito Re: Fallimento dell’Euro: perché?

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Quoto, l'Euro è stato concepito in base all'eterno confronto Franco-Tedesco, per tentare di contenere lo storico conflitto fra i due paesi. Ma proprio per questo il processo di integrazione si è trasformato in Direttorio franco-tedesco e l'euro lo strumento del Direttorio.

    Ma questo disegno è già finito, finito perchè la prevalenza tedesca stava trasformando la Francia i potenza di secondo ordine rispetto alla Germania, e questo non è ammissibile.
    Uno o due anni fa avevo parlato dell'asse Franco-Tedesco che rischiava di trasformarsi nella quarta sfida Franco-Tedesca. Beh, finché c'era Sarkozy e la Francia aveva la tripla A non era così probabile, ma ora c'è Hollande e ci sono due sole A...

  8. #38
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    Predefinito Re: Fallimento dell’Euro: perché?

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Uno o due anni fa avevo parlato dell'asse Franco-Tedesco che rischiava di trasformarsi nella quarta sfida Franco-Tedesca. Beh, finché c'era Sarkozy e la Francia aveva la tripla A non era così probabile, ma ora c'è Hollande e ci sono due sole A...
    A me pare che la Francia non possa sfidare la Germania nemmeno a barzellette, figuriamoci in un conflitto, di qualsiasi natura esso sia.

  9. #39
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    Predefinito Re: Fallimento dell’Euro: perché?

    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    assolutamente sì,
    io sono per una economia con
    più monete all'interno dello stesso
    stato nazionale, giusto per modulare
    e rappresentare in toto la realtà
    socio economica di ogni territorio.

    niente taglie uniche.

    I venditori di taglie uniche sono dei poltroni, dei magnaccia, dei perdenti, dei sognatori possessivi con manie di grandezze, svitati, perfezionisti difettosi. I venditori di taglie uniche pretendono di infilare, nei loro schifosi vestiti sobri di lana grezza, color nocciola, grassi e magri, alti e bassi. I venditori di taglie uniche se ne fregano dei gusti degli individui, bollandoli come dei viziati con scarso spirito di adattamento, come degli egoisti incalliti e superficiali. I venditori di taglie uniche non hanno pietà per il genere umano che si deve adattare ai loro sogni e alle loro manie egualitarie.

    Mi fanno schifo, sono l'anticristo, sono il nemico dell'essere umano, i distruttori dell'umanità.

    L'euro e il dollaro, gli USA e la UE, tutti i bric, l'ONU, l'FMI, le banche centrali, la BCE, tutte taglie uniche......
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  10. #40
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    Predefinito Re: Fallimento dell’Euro: perché?

    Citazione Originariamente Scritto da Carnby Visualizza Messaggio
    A me pare che la Francia non possa sfidare la Germania nemmeno a barzellette, figuriamoci in un conflitto, di qualsiasi natura esso sia.
    Conoscendo la furbizia del francesi, il fatto che non abbiano i mezzi per farlo non significa che non lo farebbero. :sofico:

 

 
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