Citazione:
Dire che qualcosa diviene significa dire che diviene altro, altrimenti, per definizione, non diverrebbe, cioè resterebbe eternamente presso di sé, immutabile. Ogni divenire è cioè divenir altro da sè da parte di un incominciante, cioè divenire risultante: non può prescindere da un terminus a quo e da un terminus ad quem.
Quindi dire che nel divenire l'ente permanga se stesso è una sciocchezza, come a dire che in una trasformazione non si dia un trasformato e come abbiamo già appurato per te l'ente (la relazione tra soggetto e predicato, tra momenti astratti) non rimane se stesso ma diviene.
D'altra parte, se per te il divenire non è divenir altro da parte dell'ente dai ragione a me, cioè mi concedi che l'ente rimanga tale e quale anche quando scompare dall'orizzonte dell'esperienza.
Mi sembra che il problema stia diventando linguistico..
In una serie numerica dall'1 si passa al 2..ma non per questo l'1 diviene 2..
L'1 scompare e si afferma il 2.. che non è l'1 che diviene ma semplicemente un altro numero che si afferma all'Essere..
Sei fissato con la trasformazione..mentre invece abbiamo per così dire una sostituzione..
Citazione:
Ma che discorsi fai? ma ti pare che l'ente possa rimanere identico a se stesso se mi vieni a dire che muta?
L'ente muta come aspetto linguistico..in realtà un ente scompare ed uno appare e i due enti hanno in comune l'Esistenza..mentre la sostanza o la figura non si modifica che sarebbe impossibile ..ma passa in molteplici condizioni determinate dall'Essere o dal Non Essere..
Posta una serie numerica in progressione ..ciascun numero appare come successivo e scompare come precedente..ma non diviene..
Citazione:
E infatti scrivi che l'ente di dopo non è l'ente di prima. Ma (domanda) che fine ha fatto l'ente di prima? Se A diventa B non puoi dirmi che prima c'è solo A e poi c'è solo B, perchè ora io ti domando: e A che fine ha fatto? risposta: A è diventato B, cioè A è B, cioè A = B.
Questo è il punto, non puoi limitarti banalmente a rilevare che prima c'è solo l'ente incominciante e poi solo l'ente risultante, proprio perchè è l'ente incominciante a divenire risultante, e una volta divenuto risultante l'ente incominciante è l'ente risultante, cioè l'uno è l'altro.
Quindi qui abbiamo già una contraddizione. Ed è una contraddizione finita perchè identifica due essenti. Non solo, ma visto che nel divenir risultante l'ente incominciante (come incominciante) diventa un nulla assoluto (non c'è più da nessuna parte, neanche nel non-essere: se Ax diventa Ay nel non essere va solo x, tientelo a mente che non ho certo voglia di riprendere da capo i tuoi discorsi ogni volta solo perchè tu non lo fai), allora la contraddizione non è più finita ma infinita, perchè identifica l'ente incominciante con il nihil absolutum (perchè l'incominciante diviene, come tale, cioè in quanto a se stesso, un nihil absolutum) cioè identifica gli infinitamente differenti.
Tripla contraddizione: A diventa nihil absolutum, B lo era, A = B
A non diventa B..B è un'altra cosa rispetto ad A
Sei tu che affermi l'impossibilità che che A divenga B quando nessuno ha affermato che A diviene B..
Quando B si afferma A scompare nel Non Essere..come i gesti che ho compiuto rimangono nel Non Essere come possibilità che hanno avuto manifestazione..sostituiti da altri gesti che sono possibilità che si manifestano..
Citazione:
Ma per favore, ma dopo tutti questi post come fai ancora a non capire che
il pdnc non nega il non-essere, cioè la dimensione in cui consiste il non-apparire attuale. Saranno 30 post che sto qui a spiegarti che è proprio il pdnc che assicura che vi sia una dimensione ulteriore a quella che tu chiami esistenza (cioè l'esperienza dell'apparire dell'ente).
Cerchiamo di non far tabula rasa ogni volta delle repliche, una volta che sono commentate, che non ho certo intenzione di riprendere (come ti ho giò detto sopra) gli stessi temi ogni volta daccapo.
Ma se è mesi che identifichi il Non Essere col nulla....perchè il Non Essere non è..
Comunque se affermi la realtà del Non Essere allora non vedo di cosa stiamo a discutere..
Se lo scomparire dell'ente è il suo passaggio nel Non Essere e il suo riapparire in nuova forma..non vedo di cosa discutiamo..
Citazione:
Ti faccio notare che senza questo dogma il tuo misero ragionamento di deduzione dell'infinito non starebbe neanche in piedi: è solo perchè opponi il nulla a ciò che non lo è che quel ragionamento può pretendere di avere un senso, quindi solo in base al pdnc: quindi chiamarlo dogma è patetico perchè è lo stesso che togliere il fondamento delle tesi che tu stesso porti avanti.
Dunque vedi di deciderti una buona volta: o il pdnc è dogma e rinuncia al tuo ragionamento o evita proprio di muovere critiche di cui non ti rendi conto, perchè è chiaro che tu non conosci i motivi per cui il pdnc possa o meno essere negato o perchè debba o meno avere valore ontologico (lo stesso, ti informo, che gli dai tu stesso quando affermi che è logico che il Tutto sia infinito).
Il motivo per cui il pdnc e il principio d'identità sono innegabili è che ogni loro negazione (ogni modalità con cui le indefinite negazioni lo negano) è costretta a presupporli, cioè ogni negazione (quindi anche le tue) lo affermano, invece di negarlo, perchè continuano a ripetere il principio.
L'elenchos aristotelico (e la sua riformulazione severiniana) sono appunto lo strumento (la confutazione, per definizione) che si abbatte su tutti i negatori del pdnc, perchè rilevano che ogni negazione della determinatezza del reale è una determinatezza, ogni posizione dell'identità degli opposti riconosce l'opposizione degli opposti e dunque è autonegazione.
Mah...
Io ho sempre detto che il pdncp ha valore ontologico ma non metafisico perchè la metafisica è oltre l'Essere e il pdncp nega che il Non Essere sia..
Mi sembra che qui siamo alla fiera dei significanti che prescindono il significato..
Oppure adesso il pdncp dice che anche il Non Essere è in qualche modo..?
Citazione:
Ma che vol dire sta roba che hai scritto? testadiprazzo ci siamo o no con la logica? se un ente subisce cambiamento non può logicamente rimanere identico a se stesso, ce la facciamo a capirla una banalità simile? E se non muta è e rimane identico a sé, e allora ciò che tu intendi con mutamente ne è solo l'apparire e lo scomparire, che è ben altro da ciò che chiami mutamento.
Ma allora, volente o nolente, mi dai ragione su tutti i fronti, cioè concedi che l'ente sia e rimanga eternamente presso di sé, anche quando fuoriesce dall'esperienza.
Di nuovo..un ente subisce cambiamento solo all'osservazione..in realtà l'ente passa da una condizione di Essere ad una di Non Essere..e ritorna all'esperienza in una nuova forma..
I mistici dicono di morire ad ogni momento..
Ti ostini a considerare l'ente un tutto unico..ed allora è logico che non divenga ..e se lo fa è solo apparentemente rimanendo uguale a se stesso nell'eternità..
In realtà l'ente è impermanente..come dicono i buddisti..rimane all'Esistenza e poi scompare per poi riapparire..non più lo stesso ente ma
apparentemente diveniente solo per comodità mentale..che sarebbe difficile dare nomi diversi alla cose che apparentemenmte si modificano quando invece si sostituiscono..
Citazione:
Cosa vorrà mai dire e che senso potrà avere questo concetto di atto immediato lo sai solo tu.
L'atto immediato è quello che ci consente di passare dal'1 al 2..senza percorrere successivamente tutti i numeri indefiniti che si frapppongono tra l'1 e il 2..
La soluzione di Achille e la tartaruga..
e ci consente anche di passare dalla bottiglia al bicchiere senza percorrere gli stati intermendi..che sono indefiniti..
Citazione:
Ah è bella questa eh, l'ente rimane identico a sé sempre e comunque hai scritto: ti faccio notare che ti sei appena rimangiato ciò che scrivevi fino al post precedente, dal momento che per te l'ente non rimaneva identico a sé, ma solo i suoi momenti astratti (soggetto isolato da predicato).
Mi compiaccio di leggere che mi concedi l'eternità dell'ente dunque.
Eterne sono le indefinite possibilità che non si manifestano mentre transitorie sono quelle che si manifestano..
Cioè un bicchiere una volta che appare come bottiglia non rimane eterno come bicchiere..ma come possibilità di essere bicchiere..ma se l'Essere non vivifica queste possibilità..non ha senso parlare di bicchiere al riguardo di qualcosa che non esiste sul piano dell'Esistenza..
Un DVD diventa film solo se lo proietto.. ma se non ho proiettore il film è solo una possibilità..che non esiste come film.. ma solo come DVD..
Citazione:
Se questo significa che A scompare (continuando a rimanere identico a sé, nella sua concretezza) e compare A1 (un altro ente) ti comunico che stai sottoscrivendo a chiare lettere la mia posizione.
Bè..io ho sempre detto questo..solo quando A scompare perde la concretezza e diventa possibilità come ho detto sopra..
Citazione:
Spero di doverlo ripetere per l'ultima volta: non solo non sto negando la realtà del non-essere, ma anzi sono più rigoroso di te nell'ammetterla, perchè a differenza tua il mio non-essere accoglie l'ente nella sua concretezza mentre per te solo come idealità, possibilità, e così sei contretto a dire che la sua concretezza vada nel water (nel nihil absolutum). Proprio perchè nessun positivo significante può essere affidato al nihil absolutum è necessario che ogni positivo significante che si porta fuori dall'esperienza (nel non apparire, nel non essere, chiamalo come ti pare)continui a permanere concretamente nella sua positiva significanza.
Adesso mi spieghi come è possibile e a quale logica ci riferiamo se un ente privato dell'Esistenza può esistere nella sua concretezza..
La concretezza che dici tu deriva dal fatto che l'ente partecipa all'Esistenza e meglio sarebbe dire che la possibilità inesistente diventa ente partecipando all'Essere..e che privato dell'Essere torna possibilità
L'ente è sempre una relazione tra la possibilità e l'Essere..e se manca una delle due..non si da più l'Esistenza..
Neanche l'Essere esiste se non si manifesta nelle possibilità che diventano così enti..diventando transitorie..
mentre sia l'Essere che le possibilità sono eterni fintanto che non si manifestano..cambiando natura da quest'incontro..
Possiamo dire che un film nasce dall'incontro di un proiettore con un DVD..
ma sia proiettore che DVD presi singolarmente non fanno nessun spettacolo..e ..se l'esempio non avesse dei limiti materiali..si potrebbe dire che il DVD che il proiettore sono eterni finchè sono chiusi nelle loro custodie..e non si incontrano consumandosi..
L'ente cioè non è eterno..perchè frutto dell'incontro tra Essere e possibilità..esiste solo l'ente manifestato..e una volta che scompare..cessa di essere ente e si scompone di nuovo in Essere e possibilità..
Citazione:
Ma ti faccio notare che tu, fino al precedente post (o forse anche ora, francamente non capisco fino a che punto tu abbia cambiato posizione in merito) sostenevi che non fosse l'ente come ente, concretamente a sparire nella sua pienezza. E questo, come ti ho già fatto notare a più riprese, è l'assurdo, l'impossibile: se il non-essere c'è esso deve accogliere la totalità di ciò che esce dall'esperienza, e deve farlo nella totale concretezza, altrimenti qualcosa non c'è più (ma proprio più, sia nel non essere sia nell'essere) e di conseguenza il nihil absolutum torna in gioco.
Il Non Essere non può accogliere l'Essere ma solo la possibilità che era diventata ente partecipando all'Essere..
Una volta che l'ente scompare l'Essere torna all'Essere e la materia torna polvere cioè possibilità..
Citazione:
Ti invito caldamente a leggerti il mio post 138, grazie
Inoltre ti invito a rispondere pezzo per pezzo e non riprendendo integralmente il post che poi finisci (come sempre) per evitare di rispondere ai nodi cruciali della questione, evitando così di tirare i nodi al pettine, che la discussione avrebbe potuto chiudersi molto prima se lo avessi fatto fin da subito.
Inoltre evita quegli atteggiamenti fuori luogo circa il pdnc (o Severino, o le solite sciocchezze che tiri fuori in assenza di argomenti) che poi, come vedi (basta vedere il pdnc) ti si ritorcono contro e comunque finiscono solo per instupidire la conversazione, e a una certa età si dovrebbe capirlo.
Mi sembra di avere risposto punto per punto..
anche se mi piacerebbe sviluppare gli argomenti e ciò non è possibile farlo in modo telegrafico..quindi poni un problema alla volta e non 20 tutti assieme che altrimenti qui diventa un Bignami..per davvero..