io credo che non siamo in grado di creare energia dalle sole rinnovabili, quindi un minimo di nucleare servirà. la via giusta è un mix nucleare( poco) e energie verdi( tante)


io credo che non siamo in grado di creare energia dalle sole rinnovabili, quindi un minimo di nucleare servirà. la via giusta è un mix nucleare( poco) e energie verdi( tante)
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


Nessun nucleare,non voglio ritrovarmi dietro casa una centrale costruita con cemento depotenziato che crolla alla minima scossa,non voglio ritrovarmi giardini pubblici trasformati in discariche di scorie radioattive per colpa di personaggi corrotti.
No al nucleare,ora e sempre.:giagia:
Tutto il potere ai Soviet! Lenin.


se si costruisse una centrale in una zona non sismica, e in una zona che dicerto giardino pubblico non è, e visto che è una la centrale, dei problemi di scorie saranno minime, e controllate periodicamente da gente dello Stato non vedo il problema
nahce perchè adesso come adesso le rinnovabili da sole non bastano, serve un mix
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


Haxel , credo che l' amico antares volesse sottolineare come in italia il malcostume aggiunge pericolo a pericolo: abbiamo visto in giappone come l' evento imprevedibile possa sempre accadere , figuriamoci in italia dove il rispetto delle regole di sicurezza nella costruzione e nella manutenzione di opere pubbliche, anche importanti, non è stato mai il nostro miglior pregio :gratgrat:


(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


Sono d'accordo con te su non rassegnarsi al malcostume, magari però cerchiamo di debellarlo prima nelle opere pubbliche "normali", poi ricominciamo a discutere su quelle che se si sbaglia portano conseguenze per qualche decina di migliaia di anni ( se va bene)iaociao:
invece sul significato dell' astensione vi segnalo questo scambio di idee
IL DIBATTITO SUL NUCLEARE | novefebbraio.it
IL DIBATTITO SUL NUCLEARE | novefebbraio.it


sono dell'avviso che spetti principalmente ai referendari convincere l'opinione pubblica ad andar a votare e l'invito all'astensione dal voto debba essere considerato non solo un diritto , ma in qualche caso possa avere anche una sua dignità. Non credo che, in questo caso, esista una sorta di obbligo volterriano di favorire il gioco del proprio avversario. Chi ha richiesto dei referendum ,rispetto a delle leggi approvate dal parlamento, deve partire dalla presunzioni che le sue richieste corrispondono, almeno in via potenziale, ad un profondo sentire del corpo elettorale in disaccordo con gli stessi parlamentari che lo stesso ha eletto. Non si capisce, ad esempio, il senso del proporre referendum che già in partenza si sa avranno l'approvazione solo di quei cittadini che hanno votato per quei parlamentari che si sono già espressi contrari in sede di approvazione della legge oggetto di referendum. La presunzione da cui partire è quella che una certa legge rappresenta una rottura tra corpo degli elettori e corpo degli eletti preso nella sua globalità.
Solo che lo stato, attraverso la sua radio e la sua televisione oltre che attraverso gli appositi spazi per i manifesti elettorali, dovrebbe concedere ai referendari la possibilità concreta di rendere note le sue posizioni a tutti i cittadini e questo per far sì che la verifica delle intenzioni della volontà del cittadino parta dall'einaudiano "conoscere per deliberare" e non da una informazione diretta dai soliti noti.
Vi è inoltre il problema del quorum referendario. Come già detto in altra occasione, sono dell'avviso che in un referendum abrogativo ( e che dovrebbe restar veramente tale senza concedere i giochetti del taglia e cuci che lo trasformano spesso in un referendum quasi propositivo con le conseguenze negative a cui abbiamo assistito in amteria di referendum elettorali) debba permettere che siano o cittadini che hanno eletto un parlamento ad esprimere il loro dissenso dall'operato dell ostesso relativamente ad una determinata legge , e non tutto un corpo elettorale solo teorico che di fatto non è mai esistito. Per questo ritengo che il quorum dovrebbe essere abbassato in rapporto al numero degli elettori partecipanti alleuiltime elezioni politiche. %%%
Ultima modifica di edera rossa; 07-06-11 alle 01:41
"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
http://www.novefebbraio.it/


%%
Percentuale di partecipanti che potrebbe essere presa con riferimento all'elezione della Camera dei Deputati dove il diritto di voto corrisponde a quello dello o stesso referendum ( cittadini che abbiano raggiunto la maggiore età e non i 25 anni come per il Senato) .
Così se . a d esempio, per la camera dei deputati ha votato il 78 per cento dei cittadini aventi diritto , per abrogare una legge fatta da quel parlamento dovrebbe essere necessario un quorum di partecipazione pari al 39 per cento degl iaventi diritto più, ovviamente, un elettore .
In tal modo , del resto, è probabile che la stessa lartecipazione al voto referendario finirebbe per vedere non un calo di partecipanti ( per il quorum più basso da raggiungere,)ma semmai una partecipazione più elevata , sia perchè si trattarebbe di un obbiettivo più facilmente raggiungibile, sia perchè, a quel punto, anche gli avversari di un certo referendum sarebbero spronati a non rischiare di perdere senza combattere e parteciperebbero anch'essi per far si che i no prevalessero sui si.
"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
http://www.novefebbraio.it/


I controllori a loro volta dovrebbero essere controllati e cosi via,siamo in Italia purtroppo e non è questione di malcostume secondo me,ma anche questione di mettercela veramente tutta per farci riconoscere in senso negativo. Se non riusciamo a costruire palazzi antisismici,come si può pensare di costruire una mezza centrale come dio comanda?
Per quanto riguarda l'utilità delle centrali non sono d'accordo. Le rinnovabili sono insufficienti allo stato moderno della tecnologia ma ciò non esclude che con ricerca e sviluppo esse possano bastare rendendo superfluo l'utilizzo di energia molto pericolosa e non certo rinnovabile come il nucleare. Serve ricerca,non cementificare e nuclearizzare il bel paese.
Tutto il potere ai Soviet! Lenin.


credo che il primo passo per ridare fiducia ai citttadini sia quello di far andare a casa l'attuale classe di governo.
La proposta di una moratoria, ad esempio, se fatta in buona fede e da persone attendibili poteva essere una soluzione valida. Solo che non solo è venuta fuori di fronte ad un referendum già in corso , ma altresì mentre nel frattempo chi la proponeva stava già lavorando per proporre altre soluzioni nucleari quali quella delle central ipiù piccole di cui oggi veniamo a conoscenza. E' pur vero che il disastro giapponese aveva creato un clima non favorevole alle centrali atomiche e che poteva far sorgere dubbi anche ai filonucleari , dubbi che potevano portare alla richiesta di moratoria, ma quanti sono disposti a credere che fosse qualcosa di più di una manovra d'occasione per far saltare un referendum che si temeva di perdere? Il mio avatar , riprendendo ritengo Machiavelli, affermava che "la diffidenza è l'arte della libertà". Oggi stiamo assistendo ad un paese nel quale la diffidenza verso i governanti certamente non manca, forse per questo chi governa cerca di limitare le espressioni di libertà.
"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
http://www.novefebbraio.it/