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Discussione: Renzi su Repubblica

  1. #1
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    Predefinito Renzi su Repubblica

    Cara Bonsanti, non parlo dei caimani
    ecco perché non sarò mai uno di voi
    Il sindaco risponde all'articolo di Sandra Bonsanti comparso lo scorso giovedì. sul nostro giornale. "Non sto a sinistra, insomma, perché parlo male di Berlusconi. Sto a sinistra perchè voglio parlar bene dell'Italia"

    di MATTEO RENZI

    Una persona che stimo come Sandra Bonsanti, su Repubblica Firenze di giovedì, pone alcuni interrogativi su mie "posizioni e atteggiamenti che non sono affatto chiari... e che possono far nascere malintesi". Argomenti come le primarie aperte, il rinnovamento del Pd, la rottamazione, singole scelte del Governo Monti. Non può essere un articolo a dare la risposta a questioni così complesse. Peraltro in tutte le sedi, a partire dalla Leopolda, abbiamo spiegato come la richiesta di rinnovamento sia generale prima che generazionale e come le primarie libere e aperte siano oggi l'unico strumento per sottrarre scelta di leadership e parlamentari all'autoreferenzialità della classe dirigente. Mi scuserà Bonsanti se concentro la risposta soprattutto sul rapporto tra l'antiberlusconismo e la sinistra, che mi sembra peraltro il punto centrale del suo ragionamento.

    La lettera di Sandra Bonsanti

    "Non capisco quale sia il tuo atteggiamento nei confronti di Berlusconi candidato a guidare un nuovo governo", scrive Bonsanti. Provo a dirlo con la franchezza e la libertà di chi non ama giri di parole. Silvio Berlusconi si è dimostrato uno straordinario uomo da campagna elettorale, riuscendo a vincere sfide che sembravano impossibili, anche grazie a una sinistra che attaccandolo in modo sguaiato gli ha consegnato una parte del Paese. Ha vinto persino quando ha perso, come nel 2006, complice una maggioranza – quella della presunta Unione – che dal giorno dopo si è disgregata in modo vergognoso. Berlusconi è "sceso in campo" nel 1994: i bambini di allora sono già maggiorenni: alla faccia della novità. Eppure la maggioranza degli italiani lo ha votato più volte. Lo rivoterebbero ancora, ci domandiamo noi sorpresi? La risposta è: sicuramente una parte sì. Ma non tutti, finalmente. E questa è la novità politica più interessante. C'è infatti una significativa fetta di italiani che è delusa dal fallimento dei governi del Cavaliere. Io non sono deluso dal governo di destra: non mi aspettavo infatti molto di più di quello che ha fatto e soprattutto di quello che non ha fatto. Non avevo fiducia in loro, non li ho votati, dunque hanno confermato le mie previsioni. Peccato.

    Mi sarebbe piaciuto farmi sorprendere da un governo di avversari politici capaci di fare cose serie e concrete, nell'interesse dell'Italia. Perché io – come te, ne sono certo – faccio il tifo per l'Italia, sempre. Non solo quando gioca agli Europei. E se il Paese migliora non mi interessa se è merito dei miei avversari politici: mi va bene lo stesso. Il Paese, però, non è migliorato. E i primi a saperlo sono quelli che hanno votato Berlusconi e sono rimasti perplessi, delusi, traditi. Gente che sognava la rivoluzione liberale, l'abbattimento della burocrazia e della pressione fiscale, un paese più semplice e più bello: e che immaginava Berlusconi come l'uomo adatto a realizzarlo. A questi elettori – delusi dalla destra – guardo con rispetto.

    Molti esponenti della sinistra li giudicano con disprezzo (Ma come? Parli con chi ha votato per Berlusconi? Punti all'elettorato che la volta scorsa ha scelto il centrodestra? Ma non ti vergogni?). Qualcuno mi accusa di intelligenza con il nemico perché ho più volte detto che voglio i voti di queste persone, giudicandoli fondamentale per tornare a vincere. Voglio convincerli a stare con noi, perché noi non li deluderemo. E voglio convincerli perché prendere il voto di chi l'altra volta non ti ha scelto significa realizzare un punto che vale doppio. Ma voglio convincerli, più banalmente, perché senza di loro non si vince. Lo dice la logica, lo dicono i numeri, lo dice la realtà. Quella realtà che una parte della sinistra ignora, sentendosi più al rifugio nel porto dell'ideologia che non nel mare aperto della quotidianità. Per convincere, e per vincere, dobbiamo dirci una verità che mi sembra semplice: l'antiberlusconismo non può essere il collante di una coalizione. Se ci mettiamo insieme tutti, contro Berlusconi, forse vinciamo le elezioni (forse) ma dopo non governiamo. Lo sforzo che ci è chiesto non è quello di rinunciare a un giudizio negativo sulla destra, ma provare a raccontare cosa vogliamo noi. Non sto a sinistra, insomma, perché parlo male di Berlusconi. Sto a sinistra perchè voglio parlar bene dell'Italia, perché voglio più giustizia sociale, perché sogno un maggiore rispetto del territorio, perché punto su un modello energetico diverso, perché credo nella cultura, perché voglio l'Europa dei popoli e non delle banche e l'elenco potrebbe continuare a lungo. Dunque, non sarò mai tra quelli che si esercitano nell'attacco ad personam. Chi mi conosce sa che quando mi danno del berlusconino c'è solo da ridere. Non c'è diversità tra Berlusconi e il sottoscritto: c'è un'alterità totale che parte dall'idea di politica e arriva fino al conto corrente passando per le donne e per la religione. Ma non accetterò mai di diventare anch'io uno dei tanti che trova in Berlusconi il proprio alibi per non fare politica accontentandosi di un buon capro espiatorio. Davvero, cara Sandra, è solo Berlusconi il responsabile dello sfascio morale degli italiani? Della tv diseducativa? Delle difficoltà economiche degli italiani? Della crisi e del debito pubblico? Della mancata attenzione alla cultura e alla pubblica istruzione? Delle spaventose statistiche sulla disoccupazione giovanile? Del ritardo infrastrutturale? Certo, stiamo parlando dell'uomo che ha governato a lungo negli ultimi vent'anni, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Ma noi non abbiamo nulla da rimproverarci? Troppo facile è pensare di individuare un solo colpevole per mettere a tacere le responsabilità di una generazione intera di italiani che ha perso la sfida del futuro e oggi vorrebbe mettere noi, più giovani, nelle condizioni di rimpiangere solo il passato. Mentre il berlusconismo falliva alla prova del governo, l'antiberlusconismo falliva nel modello di opposizione. Non è un caso se quando Berlusconi è andato a casa, non ci sono state elezioni – come altrove in Europa – ma si è dovuto ricorrere alla supplenza tecnica del Governo Monti. Perché la classe dirigente della sinistra non era sufficientemente autorevole e credibile per governare. Alle primarie noi proveremo, con amministratori di tutta Italia, a cambiare questa sinistra per dare un futuro all'Italia.

    La crisi è un problema, lo sappiamo: ma per come siamo fatti noi italiani è la più grande opportunità per fare davvero i cambiamenti necessari alla nostra comunità. Cara Sandra, so che molti dei tuoi amici e colleghi profondamente antiberlusconiani faticano a considerarmi uno di sinistra. Non basta loro lo sforzo sui servizi sociali e educativi del Comune, gli investimenti in cultura, la politica ambientale di stop al consumo del territorio e di pedonalizzazioni, l'abbassamento della pressione fiscale e l'Imu che qui si configura come una minipatrimoniale per la diversità che c'è tra prime e seconde case. No, non bastano i fatti. Vogliono le parole. Vogliono sentirmi parlare di caimani e di pericoli per la democrazia. Non lo farò mai. Non sarò anti qualcosa o qualcuno. E se questo vorrà dire non appartenere al vostro club, vorrà dire che non sarò mai uno di voi. Io parlo e parlerò delle famiglie che non arrivano alla fine del mese e dei ragazzi cui offrire un'opportunità. Delle cose concrete, quelle di tutti i giorni, quelle che un sindaco che sta nelle piazze e nelle strade, nei circoli e nelle scuole sa essere veramente necessarie. Sono fatto così. Non riesco a star bene nei salotti in cui molti di voi stanno, nel confortevole rifugio di intellettuali di professione, nella riserva degli antiberlusconiani per vocazione.

    Un po' vi invidio, perché se aveste ragione sarebbe tutto più semplice. Ma la storia di questi vent'anni ci insegna che non è andata come voi speravate. E se la vostra generazione ha raggiunto il paradosso di proclamare l'antiberlusconismo, regalandoci "a sua insaputa" vent'anni di berlusconismo, beh, sappiate che toccherà a noi rimediare. Non parleremo dalla mattina alla sera del Cavaliere di Arcore. Parleremo dell'Italia e dei suoi valori. Parleremo di una sinistra che sia capace di essere per qualcosa e non solo contro qualcuno. Parleremo di una generazione che non starà ad aspettare che sia troppo tardi. Lo faremo con il sorriso e l'entusiasmo di chi crede nel valore della politica come servizio e nella vocazione originale e originaria del Partito Democratico.
    Cara Bonsanti, non parlo dei caimani ecco perché non sarò mai uno di voi - Firenze - Repubblica.it

    Sarà un demagogo, avrà alcune idee non puramente socialiste, probabilmente non è la persona adatta a governare però a volte dice delle cose lapalissiane che io (e tanti altri più a sinistra di me) vado ripetendo da anni.

  2. #2
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    Predefinito Re: Renzi su Repubblica

    In questa risposta molte analisi sono veritiere, ma Renzi fa finta che Berlusconi abbia rappresentato un normale governante di centrodestra, uno con delle idee anche opposte alle nostre, ma che non è caricaturizzare come il vampiro affamapopolo. Berlusocni invece non è stato solo questo, e non si può dire "lo critico per quello che non ha fatto e per le speranze a cui non ha risposto" perchè una cosa del genere la si potrebbe dire ad una Merkel, anche magari ad un Cameron...ma Berlusocni è stato a tutti gli effetti eversivo, e questo non si può ignorarlo volutamente. Non si può far finta che non abbia portato avanti per anni i suoi soli interessi con leggi ad personam e con una gestione del potere assolutamente condannabile per conflitto d'interessi e aree oscure. Questo per non parlare poi dei suoi costumi personali, che rispetto a quello che ha fatto allo Stato Italiano sono secondari ( tranne nei casi in cui ovviamente ha piegato lo Stato ai suoi bisogni).

    Voler vincere con un progetto di governo e non con l'antiberlusconismo va bene, far finta che Berlusconi sia un normale governenante di cdx che ha tradito le attese è modificare la realtà. Se qualcuno che non conosce Berlusconi leggesse questa risposta, sembrerebbe che Berlusconi ha subito senza meritarla una campagna diffamatoria ad personam! D'altra parte, rimane sempre il sospetto che data questa non condanna di Berlusconi Renzi voglia far convergere su di lui non i voti di persone non collocabili e che in passato hanno scelto cdx ( come sarebbe normale) ma proprio i voti dei Berlusconiani accesi ( che molte volte non sono nè di destra nè di sinistra). Allora, cercare di prendersi i voti di chi ancora crede che Berlusconi sia un uomo perseguitato non penso sia un obiettivo da perseguire.
    Ultima modifica di Gdem88; 23-07-12 alle 15:53
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  3. #3
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    Predefinito Re: Renzi su Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da Gdem88 Visualizza Messaggio
    In questa risposta molte analisi sono veritiere, ma Renzi fa finta che Berlusconi abbia rappresentato un normale governante di centrodestra, uno con delle idee anche opposte alle nostre, ma che non è caricaturizzare come il vampiro affamapopolo. Berlusocni invece non è stato solo questo, e non si può dire "lo critico per quello che non ha fatto e per le speranze a cui non ha risposto" perchè una cosa del genere la si potrebbe dire ad una Merkel, anche magari ad un Cameron...ma Berlusocni è stato a tutti gli effetti eversivo, e questo non si può ignorarlo volutamente. Non si può far finta che non abbia portato avanti per anni i suoi soli interessi con leggi ad personam e con una gestione del potere assolutamente condannabile per conflitto d'interessi e aree oscure. Questo per non parlare poi dei suoi costumi personali, che rispetto a quello che ha fatto allo Stato Italiano sono secondari ( tranne nei casi in cui ovviamente ha piegato lo Stato ai suoi bisogni).

    Voler vincere con un progetto di governo e non con l'antiberlusconismo va bene, far finta che Berlusconi sia un normale governenante di cdx che ha tradito le attese è modificare la realtà. Se qualcuno che non conosce Berlusconi leggesse questa risposta, sembrerebbe che Berlusconi ha subito senza meritarla una campagna diffamatoria ad personam! D'altra parte, rimane sempre il sospetto che data questa non condanna di Berlusconi Renzi voglia far convergere su di lui non i voti di persone non collocabili e che in passato hanno scelto cdx ( come sarebbe normale) ma proprio i voti dei Berlusconiani accesi ( che molte volte non sono nè di destra nè di sinistra). Allora, cercare di prendersi i voti di chi ancora crede che Berlusconi sia un uomo perseguitato non penso sia un obiettivo da perseguire.
    Condivido questo tuo intervento in buona parte.
    Quello che ci tengo a sottolineare è come però non si può continuare ad inseguire il demone Berlusconi e usarlo come spauracchio per trovare una quadra a sinistra. E' vero che Berlusconi sia stata un eversivo in tanti suoi aspetti e che sia il peggior pdc che questo paese abbia mai avuto dal punto di vista istituzionale, infatti questo va detto e Renzi sbaglia a non mettere per bene i puntini sulle i su questa questione, ma è altresì vero che se si vuole governare questo paese non si può sempre rincorrere solo ed esclusivamente l'elettorato affiliato. Spesse volte si ragiona a blocchi: quello ha votato a destra e quindi voterà sempre a destra, quello ha votato a sinistra e allora voterà sempre a sinistra. Le cose stanno diversamente, altrimenti a cosa servono le campagne elettorali? E' evidente che ad un certo punto bisogna lasciare in disparte Berlusconi o non Berlusconi perché è vero che ci sono persone convinte che B. sia una povera vittima e un politico capacissimo ma è anche vero che tra il vecchio elettorato di cdx (e anche su questo forum ci sono diversi esempi) ci sono dei non-Berlusconiani ossia persone che semplicemente si erano convinte che alcune schifezze all'italiana sarebbero state, a seguito delle promesse, risolte dai governi forzisti e che sono state deluse. Per cui non mi sembra un male puntare a convincere anche quegli elettori per mezzo di un programma chiaro e di rappresentanti seri, senza ovviamente tradire certi valori (laicità, difesa del più debole etc. etc.).

  4. #4
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    Predefinito Re: Renzi su Repubblica

    è un intervento di destra.
    berlusconi ha promesso delle cose di destra. se te la prendi con lui perché ha promesso delle cose e NON le ha fatte, sei di destra.
    per me che sono di sinistra è un bene che non le abbia realizzate.
    realizzare delle promesse è un valore solo per chi crede che quelle promesse siano giuste.
    Ultima modifica di l'infame; 23-07-12 alle 17:54

  5. #5
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    Predefinito Re: Renzi su Repubblica

    infatti infame, è proprio questo il punto , si confonde ( non so quanto involontariamente ) la necessità di rivolgersi anche agli elettorì dell' avversario per convincerli che le proprie proposte sono meglio di quelle dell' avversario, e rivolgersi a quegli stessi eletttori dicendo , noi siamo più bravi a realizzare le proposte che ti ha fatto il nostro avversario. Sono posizioni legittime, ma la seconda non è la nostra (almen o non dovrebbe esserlo)

  6. #6
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    Predefinito Re: Renzi su Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da l'infame Visualizza Messaggio
    è un intervento di destra.
    berlusconi ha promesso delle cose di destra. se te la prendi con lui perché ha promesso delle cose e NON le ha fatte, sei di destra.
    per me che sono di sinistra è un bene che non le abbia realizzate.
    realizzare delle promesse è un valore solo per chi crede che quelle promesse siano giuste.
    analisi troppo semplicistica

    il paese va riformato, ci son molti modi per farlo, berlusconi prometteva di riformalo con una ricetta liberale (noi sappiamo che in realtà non gli interessava assolutamente niente, doveva salire al potere per i propri affari, e una volta salito al potere doveva fare politiche volte solo a mantenerlo).

    il fatto che berlusconi non abbia mantenuto la promessa di riformare il paese è vero.
    forse vuoi dire che il paese non va riformato? non funziona praticamente più niente, dalla giustizia e la burocrazia in genere, al mercato del lavoro, a praticamente ogni settore della vita socio-economica.

    uno di sinistra deve riformare, in alcuni settori anche con spirito liberale (se pensiamo alle corporazioni e ai monopoli... in teoria questo lo doveva fare berlusconi, sarebbe una cosa di destra?), altrove in maniera neutra (rendere efficiente la sanità, la giustizia e via dicendo non richiede una impostazione ideale predeterminata, ma sano pragmatismo), altrove con spirito socialista, ovviamente per ciò che riguarda un sistema di welfare che copra tendenzialmente tutti i cittadini, in particolare i cosiddetti ultimi.

    berlusconi non è di destra, anche questo non lo consideri. è semplicemente berlusconiano. quindi i suoi programmi non sono neanche considerabili tutti di destra, semplicemente son stronzate perchè son fatti sapendo già che l'azione di governo verte in altre direzioni...

    se poi dire "il licenziamento economico è permesso se non discriminatorio, ma lo stato a quel punto interviene fornendo un reddito e cercando un ricollocamento" è una roba di destra, allora in tutta europa le socialdemocrazie son di destra.
    la dimostrazione che ciò non è vero è che quando la riforma dell'art 18 la fa il centrodestra, non si parla mai di sussidio... non a caso dell'agenda biagi sulla flexsecurity, si è vista solo la flexibility... ma mai la security.....
    Ultima modifica di zlais; 23-07-12 alle 18:59
    Il coro del Bunga Bunga:
    Silvio: ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    I ministri: ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    Le ministre: ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do
    Il giudice: ♪si ♪fa ♪la minore ♪si ♪fa ♪la minore

  7. #7
    Maria Di Donna Presidente
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    Predefinito Re: Renzi su Repubblica

    1)"riformare" non vuol dire un accidenti, diciamolo una volta per tutte.
    si può riformare per i più forti, come per i più deboli.
    il fatto stesso che tu mi parli della riforma della sanità come di una cosa "neutra", quando per le destre liberiste di tutto il mondo la sanità pubblica NON è necessariamente un valore, dimostra che hai le idee un po'confuse sul punto.
    la prima repubblica bene o male qualche sicurezza e qualche diritto ce l'ha lasciato assieme ai debiti e alle schifezze, togliere di mezzo quelle sicurezze e quei diritti è una riforma, ma non è affatto detto che vada bene. a me non va bene, ad esempio.

    2)magari una volta per tutte diciamo anche che quelle di berlusconi erano (anzi: sono) parole d'ordine di destra, visto che il termine "deregulation" era caro a reagan, non a nicole minetti. (che poi berlusconi sia più estremista di reagan, è un altro discorso).
    berlusconi è di destra, è inutile che scappiamo (ma perché negarlo, poi? capisco che lo neghino quelli di destra perché si vergognano, ma tu che ti dici di sinistra?).
    berlusconi prometteva meno stato e meno regole, meno interventi nell'economia anche a scapito dei diritti sociali, meno parlamento e meno partiti (quindi, meno rappresentanza ai più deboli). in parte queste cose di destra le ha mantenute (i tagli lineari ai servizi sociali a casa mia sono una roba di destra), in parte no (vedi articolo 18 o privatizzazione del servizio sanitario nazionale). per te è un rimpianto sapere che non ha fatto certe cose? per me no, perché sono di sinistra.

    ps: per l'ennesima volta, dare libertà di licenziare a caso, in italia, significa rendere i lavoratori ricattabili e dare la possibilità di imporre salari molto bassi. in scandinavia no, in italia sì, se pensavi di portare la scandinavia in italia mi spiace svegliarti dal tuo sogno.
    dare la possibilità di imporre salari bassi è di destra? sì, è di destra. il resto son chiacchiere.
    Ultima modifica di l'infame; 23-07-12 alle 19:18

  8. #8
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    Predefinito Re: Renzi su Repubblica

    Il sostenere che la sinistra quando ha perso le elezioni perché è stata troppo antiberlusconiana mi sembra un'idea ridicola, oltre che vecchia. La stessa che hanno cercato di farci digerire, ma la cui assurdità è sempre emersa.
    A Berlusconi da noia chi dice la verità su di lui, non chi finge che sia un avversario come un altro, senza conflitto di interesse e senza volontà eversiva. E se non ci fossero stati i "salotti intellettuali" saremmo un paese ancora molto peggiore.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  9. #9
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    Predefinito Re: Renzi su Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da zlais Visualizza Messaggio
    analisi troppo semplicistica

    il paese va riformato, ci son molti modi per farlo, berlusconi prometteva di riformalo con una ricetta liberale (noi sappiamo che in realtà non gli interessava assolutamente niente, doveva salire al potere per i propri affari, e una volta salito al potere doveva fare politiche volte solo a mantenerlo).

    il fatto che berlusconi non abbia mantenuto la promessa di riformare il paese è vero.
    forse vuoi dire che il paese non va riformato? non funziona praticamente più niente, dalla giustizia e la burocrazia in genere, al mercato del lavoro, a praticamente ogni settore della vita socio-economica.

    uno di sinistra deve riformare, in alcuni settori anche con spirito liberale (se pensiamo alle corporazioni e ai monopoli... in teoria questo lo doveva fare berlusconi, sarebbe una cosa di destra?), altrove in maniera neutra (rendere efficiente la sanità, la giustizia e via dicendo non richiede una impostazione ideale predeterminata, ma sano pragmatismo), altrove con spirito socialista, ovviamente per ciò che riguarda un sistema di welfare che copra tendenzialmente tutti i cittadini, in particolare i cosiddetti ultimi.

    berlusconi non è di destra, anche questo non lo consideri. è semplicemente berlusconiano. quindi i suoi programmi non sono neanche considerabili tutti di destra, semplicemente son stronzate perchè son fatti sapendo già che l'azione di governo verte in altre direzioni...

    se poi dire "il licenziamento economico è permesso se non discriminatorio, ma lo stato a quel punto interviene fornendo un reddito e cercando un ricollocamento" è una roba di destra, allora in tutta europa le socialdemocrazie son di destra.
    la dimostrazione che ciò non è vero è che quando la riforma dell'art 18 la fa il centrodestra, non si parla mai di sussidio... non a caso dell'agenda biagi sulla flexsecurity, si è vista solo la flexibility... ma mai la security.....
    discorsi vuoti, Monti la riforma dell'articolo 18 l'ha fatta e dov'è il sussidio ? anzi, gli ammortizzatori li ha anche riformati molto male. L'agenda di Berlusconi, che si chiami liberale o no, era una agenda individualista e di destra. Mix avvelenato di liberismo spinto e populismo. Che poi non sia riuscito a fare tutto quello che si riprometteva di fare poichè si basava principalmente sulla classe dirigente ex-pentapartito (quindi statalista) e sullo stesso blocco sociale è un altro conto. Ma questo non significa che dobbiamo spacciare per "sinistra" il fare quello che Berlusconi non può fare.
    La riforma delle pensioni Fornero è quella che voleva fare Berlusconi ma la Lega, che aveva un determinato blocco sociale al nord, glielo impediva. Ora lo ha fatto Monti ed è un disastro. Ha fatto una cosa di "sinistra". No, migliaia di esodati e pensioni future comunque da fame per i più giovani. Tutto questo è "sinistra" ? "pragmatismo" ? Allora non mi interessa.
    Ultima modifica di SteCompagno; 23-07-12 alle 21:09
    VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
    UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
    http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/

  10. #10
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    Predefinito Re: Renzi su Repubblica

    renzi pur di lasciare firenze e venire a roma farebbe pure un patto col diavolo....ma che dico il diavolo persino con rosy bindi
    quindi quel che dice ha, diciamo, un valore relativo.
    diamo cmq a renzi quel che è di renzi...è l'unico sindaco fiorentino ad aver avuto la geniale idea di pedonalizzare piazza duomo. il genio fiorentino a volte...si riaccende...improvviso come favilla da sotto il moggio. domenici per esempio non solo non ci aveva mai pensato ma ci voleva pure far passare la tranvia a due metri dal battistero.
    veni vidi mici

 

 
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