



Poteva esserlo prima, quando ancora c'erano i Ds che faticarono non poco ad inserire la rosa socialista nel simbolo. Ora, le motivazioni per non entrare nel Pse non sono semplicemente associabili all'allergia socialista dei post-comunisti. il Pd non poteva certo chiamarsi "socialista" perchè a differenza del Pds e dei Ds nasceva genuinamente per non esserlo. Quello di cui tu parli può essere un'argomento per analizzare le cause storiche per cui si è arrivati all'Ulivo, ma non può essere un'argomento da usare nella querelle eterna del Pd nel Pse. Come dicevo prima, il Pd non sono i Ds, sono tutto un'altro partito con dinamiche diverse.
«Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]


Ovvio, ora sarebbe folle, parlo epr quei momenti, gli elettori alla fine votano in base all'offerta. Non è che gli elettori di centrodestra, a aprte un 10-15%, fossero berlusconiani, votano quello che passa il convento della propria area politica. Il PDS, senza prodismo e ulivismo per forza di cose, con turamenti di naso, sarebbe stato il rappresentante di tutti coloro che si sentivano di sinsitra, e nei momenti di delusione per il centrodestra si sarebbe avveicinato per forza al 30%
Against all odds


Di questo non sono convinto, data la grossa frammentazione italiana: Rifondazione Comunista a Sinistra e la Margherita al centro avrebbero sempre drenato voti...al di là della questione numerica poi si dovrebbe parlare di quella di merito: come rapportarsi con le alleanze in un sistema come il nostro? Alleati con la sola sinistra? In quel caso addio socialdemocrazia e ribenvenuto Pci....alleati con il centro? Allora ci riavviciniamo all'Ulivo. Ragionare in modo bipartitico sarebbe poco realistico...anche perchè con il bipartitismo un partito rigido come il Pds dal centrodestra ne avrebbe prese tante a mio parere, si sarebbe riproposta la sfida PCI-Dc ( spostata a destra). Il Pds del 1995 non era certo un partito socialdemocratico....
«Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]


Ho capito. A mio modo di vedere, però, è stato un errore dettato da una contingenza di nome Berlusconi. In fondo l'idea del Pd non è molto diversa da quella che sta alla base della coalizione de "I Progressisti", ovvero è il listone antiberlusconiano che si fa carico di tutte le forze "sane" del Paese per combattere il nemico populista e illiberale. Curioso che dall'altra parte il concetto in voga sia lo stesso, la costruzione di un listone "liberal-garantista" contro i cattivi "giustizialisti".
Berlusconismo e antiberlusconismo, Pdl e Pd, sono costruzioni messe su alla bisogna, al seguito di una guerra civil-giudiziaria che si sta trascinando da vent'anni. Ma ciò non ha nulla di politico. La vicenda italiana, segnata dalla crisi della forma "partito" come dalla mancanza e dall'arbitrarietà delle tradizioni politiche, rappresenta un "unicum" in tutta Europa. Un unicum a cui si dovrà trovare soluzione, ma quando?
Ultima modifica di Florian; 26-07-12 alle 14:51
SADNESS IS REBELLION


Non mi pare, il Pd nasce come aggregazione dei riformisti e non come coalizione con dentro tutto e il contrario di tutto....nasce come progetto unitario, magari complesso, ma unitario e non coalizionale. Tutto sta a volerlo realizzare, cosa che ancora in troppi non vogliono fare...è proprio una visione diversa da quella del partito socialdemocratico, che vorrebbe riunire tutta la sinistra ( magari unendo ex ds, sel e parti della Fds). Il Pd nasce prendendo atto dell'anomalia italiana, che ha visto energie riformatrici e progressiste spezzettate tra Dc, PCI, PSI e altri partiti, mischiate a correnti conservatrici o radicali. Il progetto è quindi quello di riunirle tutte in un unico soggetto...un obiettivo che ripeto, se si volesse raggiungere sul serio non sarebbbe impossibile. Purtroppo questa classe dirigente fino ad adesso non se nè dimostrata capace...mi auguro che quella che verrà, isolando nostalgici ed entristi, possa colmare la lacuna.
Ultima modifica di Gdem88; 26-07-12 alle 15:10
«Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]


La margherita non sarebbe esistita, solo un partito popolare di stampo democristiano e clericale, cui il PDS si sarebbe alleato ma con distanza, e non avrebbe attirato tutti quegli elettori progressisti e liberal che la margherita prodian-rutelliana ha attirato invece.
Against all odds


Non sono d'accordo, l'evoluzione della Margherita è avvenuta parallelamente a quella del Pds, e peraltro la corrente della sinistra Dc non si sarebbe mai potuta ridurre ad un partito popolare conservatore e clericale come la Cdu...
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In più ci si potrebbe chiedere dove sarebbero finiti quei voti liberal e moderati se non li avesse presi la margherita....sarebbero finiti nel blocco alternativo al Pds? Il Pds avrebbe perso, come perdeva il Pci. Al Pds, partito fortemente post-comunista, quei voti non sarebbero mai andati.
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