

Regressista amante della pucchiacca.




La progressione del debito pubblico con un alto tasso di interesse è tutto meno che fantasia. Ti sei mai chiesta perché esistono i requisiti di Maastricht e qual'è l'effetto combinato di rispettarli tutti e tre?
Volevi i dati, te li ho forniti.
D'altra parte non è certo un mistero che per me le socialdemocrazie del nord europa sono un modello, ma l'Italia è molto diversa dalla Norvegia. Loro hanno grandissimi proventi dalle materie prime di cui il loro territorio è ricco e li gestiscono egregiamente ed hanno un debito pubblico basso visto che nessun governo ha mai speso più di quanto era sostenibile.
Noi non abbiamo quelle materie prime da poter vendere all'estero, la gestione della cosa pubblica è stata scandalosa ed in poco più di dieci anni a partire dal 1980 il nostro debito pubblico è passato dal 55% al 120%.
Se i tassi di interesse fossero rimasti sulla stessa linea la progressione del deficit e del debito pubblico ci avrebbe schiacciati.


Lasciando perdere le Sue revanche polemiche che non ci interessano e servono solo a soddisfare il Suo ego ci sembra di capire - forse alla buon'ora! - che il passaggio da una media di 452 a 24 (tralasciando questa "varianza" che non abbiamo capito se serva, non serva, se sia in diminuzione o in aumento) significa una riduzione media di 428 punti il che (428 / 100* 13) farebbero 55.64 mld l'anno.
Non è proprio così perché è impensabile che tale riduzione si sia verificata di colpo ma gradualmente come, peraltro, dimostra il grafico anche se si riferisce sempre a questo stramaledetto rapporto col PIL che ormai pervade qualunque ragionamento. E vabbeh...
Dunque, dal 1997 al 2005, 9 anni sarebbero circa 500 MLD. Ancora lontani dai 650.
Con questo non è che cerchiamo di confutare il Suo discorso... Anzi, l'abbiamo ben compreso, forse comprenderemmo meglio se Lei facesse meno il sapientino... Però, Sa, a costo di farLe una domanda banale, le chiediamo con tutta la gentilezza possibile: Cosa c'entra lo spread con la germania?
Noi siamo interessati a capire QUANTO abbiamo risparmiato noi di interessi indipendentemente dall'andamento dello spread con la Germania.
Cioè, nel 97' il tasso medio era il 7,2, nel 98 è sceso al 5,9, poi è sceso ancora, poi è risalito, poi...
Siamo in grado o no di elaborare dei dati relativamente a queste variazioni lasciando perdere fattori esterni che certamente avranno avuto la loro influenza ma non sono certo utili a determinare il risparmio effettivo?
Vale a dire, se posso essere soddisfatto perché l'euribor cala di mezzo punto ma il direttore di banca mi fa pagare sempre il 7,80% sul c/c, ci dice dove sta il vantaggio?
Grazie.
Ultima modifica di Kobra; 31-08-12 alle 13:13
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.


Sì ma questi non sanno allacciarsi neppure le scarpe e si credono primatisti dei cento metri piani.
Niente reputazioni ma opere di bene. Grazie.
Che tristezza dev'essere ricevere un "ILike" da un cretino.
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Cinguetto QUI


Ultima modifica di Ivan; 31-08-12 alle 13:34


Regressista amante della pucchiacca.


Il tasso medio del 1997,perche?
Perche non del 1999 cosi ti torna
meglio ??
Regressista amante della pucchiacca.




Niente reputazioni ma opere di bene. Grazie.
Che tristezza dev'essere ricevere un "ILike" da un cretino.
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