L'estate sta finendo.Nessuno se ne va
L’estate sta finendo, i Righeira sono da chi l’ha visto? e noi siamo come le foglie d’autunno, sospesi, ma in attesa di qualcosa, pervasi da una sottile inquietudine. L’estate era rovente. L’autunno si annuncia caldissimo.
Berlusconi prepara il botto senza bandana (e capelli), Renzi passa il confine di Firenze in camper e per ora ha le ruote ancora gonfie, Grillo è entrato in fase thriller e vede killer, Bersani continua a smacchiare giaguari, Casini prega Monti e non sa come sbarazzarsi di Fini, Vendola sembra un Carletto Marx salentino, Di Pietro è al telefono con Washington che non riesce a tradurre il «ma che c’azzecca l’ambasciatore morto?!», Braveheart Maroni è in meditazione in Scozia mentre Bossi rutta la macroregione del Nord, Rotondi è eternamente alle prese con la Dc, Tremonti s’è risvegliato negli anni Ottanta e vede socialisti pronti a votarlo, Monti quando vede Passera cammina rasente al muro, Napolitano non alza più il telefono del Quirinale, il pm guatemalteco Ingroia dopo il red carpet di Venezia forse sogna Hollywood.
Signore e signori, benvenuti in Italia, è cominciata la campagna elettorale.
Quando un guitto di consumata esperienza come Grillo si butta sulla teoria del complotto, significa che nemmeno Houdini riuscirà a liberare questo Paese dai suoi vizi, vezzi, lazzi, schiamazzi e brutali sollazzi.
La scorsa estate fu il tripudio della porno-politica, del voyeurismo applicato alla trama di Palazzo, del quartierino a Montecarlo per tipini Fini.
Questa estate invece sta finendo e se ne va liscia, senza bollicine per deficit di caratteri e caratteristi.
Sono tutti ammosciati: non si è sentito neppure il boato del vulcano di Silvio in Sardegna.
Gli intellò diranno «oh, che volgarità, finalmente!». E invece anche questo è un brutto segno.
Se la crisi intristisce il Cavaliere, figuriamoci gli altri.
Non ci resta che sperare nel peggio: uno shock ci seppellirà, senza una risata.
Nutro qualche interesse da voyage per il camper di Renzi.
Se non fa troppo il bischero, in una situazione di rovine fumanti, rischia di diventare un leader pur non avendo per ora grandi idee da sostenere.
Visto lui, pesati gli altri, è il meno peggio e verrebbe montanellianamente da turarsi il naso e vai con i cantucci e il vinsanto.
Non è di sinistra, non è un clone di Berlusconi, non è un invasato come Grillo, non fa parte della Prima Repubblica e nella Seconda si è conquistato il posto correndo contro la nomenklatura del Pd.
Tranquilli, non è un endorsement, ma viste le pedine sulla scacchiera, si finisce per guardare Renzi con un cocktail di disperazione e quella strana sensazione che ti prende quando sei al tavolo da poker e quello che hai davanti sta certamente bluffando. Sei fregato, ma tu giochi lo stesso, vuoi vedere le carte.
L’estate sta finendo, i Righeira sono da chi l’ha visto? e noi siamo come le foglie d’autunno, sospesi, ma in attesa di qualcosa, pervasi da una sottile inquietudine. L’estate era rovente.
L’autunno si annuncia caldissimo.
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hefico:




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