Ha l'imbarazzo della scelta.
Fomentare rivolte all'interno dei Paesi arabi (in Occidente vige il riserbo, ma da settimane la zona di Qatif in Arabia Saudita è di fatto fuori controllo)... cominciare a giocare pesante in Iraq (dove del resto i sunniti sono stati sbattuti fuori dal governo di unità nazionale poco dopo l'inizio della crisi in Siria), spingere sull'acceleratore in Bahrein (dove i manifestanti sciiti per adesso continuano a protestare a mani nude, ma chissà mai se continuerà ad essere sempre così).
Ah, e pare che Teheran abbia raggiunto in queste settimane un accordo per il cessate il fuoco con i suoi separatisti curdi, che hanno cominciato a farsi vedere sul versante turco (Turchia che inoltre senza il gas iraniano non va da nessuna parte)





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