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Discussione: Indipendenza... e poi?

  1. #11
    meridionale d.o.c.
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    Predefinito Re: Indipendenza... e poi?

    A me sembra soltanto ginnastica dialettica. Lo stato italiano imposto nel 1860 ha accorpato nord con centro sud.

    Ora chiedere l'indipendenza dal nord o chiedere l'indipendenza dallo stato italiano è esattamente la stessa cosa.
    Se vogliamo discutere a vuoto per trollare un po', ok, va bene. Ma se vogliamo trovarci pure delle motivazioni storico/filosofiche/politiche/economiche a giustificazione di un ragionamento puramente trollesco... allora è diverso.:hihi:

    Bastano già gli equivalenti ragionamenti demenziali e beceramente insulsi (di segno opposto) sciorinato dai saggi rappresentanti della lega.iaociao:iaociao:iaociao:

  2. #12
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    Predefinito Re: Indipendenza... e poi?

    Citazione Originariamente Scritto da Les Paul Visualizza Messaggio
    Lo stato italiano imposto nel 1860 ha accorpato nord con centro sud.

    Ora chiedere l'indipendenza dal nord o chiedere l'indipendenza dallo stato italiano è esattamente la stessa cosa.
    bè lo dici tu stesso con la prima frase che fu lo stato italiano (aggiungo io, composto da quella feccia più schifosa: massoni, mafiosi, truffaldini, usurai, traditori del nord del centro e del sud) ad averci rubato la nostra antica patria e non quindi semplicemente il "nord" che altro non è che una indicazione geografica.
    ergo, la lotta di indipendenza si rivolge contro lo stato italiano e non contro il nord anche perchè dello stato mafiomassonico italiano fa parte anche una moltitudine di traditori ascari e delinquenti meridionali che stanno attualmente al potere e che sono i discendenti degli avi traditori che svendettero la loro terra alla mafiomassoneria internazionale.
    personalmente (ma è un sentimento personalissimo molto minoritario all'interno dei movimenti meridionalistici) posso addirittura rivelarti che io non sono contrario ad una unificazione dei popoli italici: ma per fare questo bisogna assolutamente prima cancellare lo stato mafiomassonico italiano, riappropriarci della nostra antica nazione e solo dopo discutere insieme agli altri popoli italici di unificazione senza violenza, senza furbizie senza menzogne mettendo al potere il meglio dell'umanità dei rispettivi popoli e conservare come preziose le tradizioni popolari di ognuno.
    se seguirai questo forum capirai che l'attuale stato italiano con tutta la sua corruzione, le sue menzogne occulte e la sua criminalità congenita anzicchè unificare ha ancora più diviso i popoli italici che prima del 1861 erano sicuramente più solidali e amichevoli tra loro.
    capirai che l'attuale stato criminale italiano è estraneo all'essenza profonda dei popoli italici

  3. #13
    esterno alla massa
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    Predefinito Re: Indipendenza... e poi?

    Citazione Originariamente Scritto da Sergente Romano Visualizza Messaggio
    “La piena occupazione verrà realizzata attraverso il controllo del commercio estero. L’ingresso di merci straniere sarà contingentato. Occorrerà risuscitare tutte le produzioni agricole e manifatturiere cosiddette mature, attualmente non operative a causa dell’invasione straniera del mercato meridionale. Basterà quest’atto di liberazione per promuovere la rinascita di milioni di occupazioni”.

    Ora…il mio dubbio è: in un’epoca di globalizzazione, moneta comune, unione europea e mercati integrati, il “protezionismo economico” invocato da Zitara potrà essere motivo sufficiente per uno sviluppo economico di “struttura” e duraturo? Oppure saremo strangolati dai soliti “giganti”.
    allora io la penso proprio come Zitara però solo per il primo periodo corrispondente alla fase preliminare di riappropriazione della nostra antica patria: sarà dura ma bisogna che il sud-italia ridiventi una zona di produzione tale da riacquisire l'autosufficienza economica almeno elementare: alimentare (e su questo non c'è problema) industria metallurgica di base, industria chimica di base, industria elettronica e meccanica di base.
    ma giustamente come tu hai ben evidenziato in un periodo di globalizzazione non si riuscirà a sopravvivere isolati ma se ci affidiamo all'area dell'euro i grandi ci stritolano, ecco allora l'importanza dei recenti segni di risveglio mediterranei ed orientali: a tal riguardo non mi stanco mai di segnalare il caso della turkia che grazie alla fortuna di non far parte della zona euro sta crescendo economicamente a ritmi impressionanti! così come anche il caso della russia e dell'india .
    ecco allora che se a noi capitasse la stessa fortuna di agganciarci a questo treno di crescita mediterranea e orientale di cui si sta giovando la turkia (che è molto simile a noi) e così anche ai nostri fratelli greci così a tutti i popoli che risiedono lungo tutto l'antico percorso bizantino fino a oriente, ecco che avremmo trovato la nostra zona geostrategica ideale con cui crescere insieme progressivamente integrandoci come nell'antichità.
    è verso est dunque che sono rivolte le nostre speranze.
    certo, noi non faremo in tempo noi a vederle realizzate queste speranze ma forse i nostri nipoti sì.
    ma noi possiamo iniziare ed essere i precursori.
    la storia è lenta ma gira inesorabilmente e stavolta inizia a girare a nostro favore finalmente
    Ultima modifica di uqbar; 09-09-12 alle 13:00

  4. #14
    esterno alla massa
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    Predefinito Re: Indipendenza... e poi?

    Citazione Originariamente Scritto da uqbar Visualizza Messaggio
    allora io la penso proprio come Zitara però solo per il primo periodo corrispondente alla fase preliminare di riappropriazione della nostra antica patria: sarà dura ma bisogna che il sud-italia ridiventi una zona di produzione tale da riacquisire l'autosufficienza economica almeno elementare: alimentare (e su questo non c'è problema) industria metallurgica di base, industria chimica di base, industria elettronica e meccanica di base.
    ma giustamente come tu hai ben evidenziato in un periodo di globalizzazione non si riuscirà a sopravvivere isolati ma se ci affidiamo all'area dell'euro i grandi ci stritolano, ecco allora l'importanza dei recenti segni di risveglio mediterranei ed orientali: a tal riguardo non mi stanco mai di segnalare il caso della turkia che grazie alla fortuna di non far parte della zona euro sta crescendo economicamente a ritmi impressionanti! così come anche il caso della russia e dell'india .
    ecco allora che se a noi capitasse la stessa fortuna di agganciarci a questo treno di crescita mediterranea e orientale di cui si sta giovando la turkia (che è molto simile a noi) e così anche ai nostri fratelli greci così a tutti i popoli che risiedono lungo tutto l'antico percorso bizantino fino a oriente, ecco che avremmo trovato la nostra zona geostrategica ideale con cui crescere insieme progressivamente integrandoci come nell'antichità.
    è verso est dunque che sono rivolte le nostre speranze.
    certo, noi non faremo in tempo noi a vederle realizzate queste speranze ma forse i nostri nipoti sì.
    ma noi possiamo iniziare ed essere i precursori.
    la storia è lenta ma gira inesorabilmente e stavolta inizia a girare a nostro favore finalmente
    però tieni che io non sono molto ferrato in economia: però in geostrategia ho qualche conoscenza in più.
    magari gli esperti di economia potranno dare contributi più qualificati e rispondere meglio al tuo quesito

  5. #15
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    Predefinito Re: Indipendenza... e poi?

    Citazione Originariamente Scritto da uqbar Visualizza Messaggio
    ma il nostro indipendentismo è profondamente diverso dal secessionismo volgare dei padanisti, il nostro è un indipendentismo nobile.
    i padanisti sono mossi dall'odio e il disprezzo per i meridionali: noi invece non disprezziamo nessuno;
    loro non sanno precisamente cosa sia la padania per loro l'unica cosa importante è che nella padania confluiscano tutte le zone dell'italia ricca addirittura ci vogliono mettere pure il nostro abruzzo: per noi invece l'importanete non sono i soldi ma la storia; la nostra nazione è precisissima, abbiamo una bandiera un inno e una nazione con una storia precisa di oltre 1.000 anni;
    in definitiva se i padanisti sono secessionisti (distacco mosso dall'odio) noi invece siamo indipendentisti (amore per la nostra storia) e si sa l'amore vince sempre sull'odio.
    Quoto alla grande.
    Infatti nel mio scritto non c'è - credo - una sola parola d'odio né il termine "secessione", mentre sono presenti "autonomia", "indipendenza" e "libertà", che a mio avviso devono essere i riferimenti, i parametri entro cui e verso cui agire.

  6. #16
    Italiani ! tiè !
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    Predefinito Re: Indipendenza... e poi?

    quoto uqbar e antonio in toto.
    anche se su uqbar ho qualche dubbio, il suo filosofeggiare su una azione indipendentistica patriottica che mai si farà, per sua stessa ammissione, mi sembra una scusa per parlare senza volere in realtà cambiare nulla.
    Un fallimento è l'opportunità di ricominciare in modo più intelligente.
    Henry Ford.

  7. #17
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    Predefinito Re: Indipendenza... e poi?

    Muovo una critica personale al discorso di uqbar, di cui condivido la quasi totalità:
    dire che il nostro nemico è lo Stato italiano e non il Nord in quanto tale è, a mio avviso, parzialmente corretto. Io credo, infatti, che lo Stato italiano sia stato e sia lo strumento utilizzato dal nord (allora dal Regno di Piemonte, oggi dalla sedicente Padania) per depredare le Due Sicilie di terre, di popoli, di ricchezze, di prospettive, di sogni, di progetti. Dovevamo essere colonia e lo siamo stati. Dovevamo fornire un mercato interno al Nord, e l'abbiamo fatto. Dovevamo fornire manodopera per le aziende settentrionali, e l'abbiamo fatto. Dovevamo essere la cloaca dei rifiuti delle aziende del nord, e lo siamo diventati.

    Alla fin fine - mi chiedo e vi chiedo - vuoi vedere che si scrive Italia ma si legge Nord?

    Con questo, sia chiaro, non dico che la prospettiva sia una guerra civile di sud contro nord (noi indipendentiSti, loro unionisti). Non credo affatto che la Storia avrà tale risvolto. Molto più fattibile la possibilità di una "soluzione cecoslovacca", magari passando attraverso un referendum come quello che si terrà nel 2014 in Scozia.

  8. #18
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    Predefinito Re: Indipendenza... e poi?

    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Visualizza Messaggio
    Muovo una critica personale al discorso di uqbar, di cui condivido la quasi totalità:
    dire che il nostro nemico è lo Stato italiano e non il Nord in quanto tale è, a mio avviso, parzialmente corretto. Io credo, infatti, che lo Stato italiano sia stato e sia lo strumento utilizzato dal nord (allora dal Regno di Piemonte, oggi dalla sedicente Padania) per depredare le Due Sicilie di terre, di popoli, di ricchezze, di prospettive, di sogni, di progetti. Dovevamo essere colonia e lo siamo stati. Dovevamo fornire un mercato interno al Nord, e l'abbiamo fatto. Dovevamo fornire manodopera per le aziende settentrionali, e l'abbiamo fatto. Dovevamo essere la cloaca dei rifiuti delle aziende del nord, e lo siamo diventati.

    Alla fin fine - mi chiedo e vi chiedo - vuoi vedere che si scrive Italia ma si legge Nord?

    Con questo, sia chiaro, non dico che la prospettiva sia una guerra civile di sud contro nord (noi indipendentiSti, loro unionisti). Non credo affatto che la Storia avrà tale risvolto. Molto più fattibile la possibilità di una "soluzione cecoslovacca", magari passando attraverso un referendum come quello che si terrà nel 2014 in Scozia.
    una cosa non capisco.
    In fondo chi vuole l'indipendenza, pur essendo diverse le motivazioni, sempre quella vuole.
    Ma se veramente la volessero si "unirebbero" almeno nel richiederla.
    Il fatto proceda per conto prorprio fa pensare che nessuno la voglia.
    Insomma, se voglio legalizzare qualcosa, combatto "assieme" a chi vuole la stessa cosa, a prescindere da cosa mi muove.
    Questo non significa non fare distinguo, ma significa ottenere.
    Una volta ottenuto ognuno fa la sua strada (il proprio popolo deciderà se federarsi o stare da soli), felice e contento.
    Il resto mi sembra abbastanza fuffa.
    Un fallimento è l'opportunità di ricominciare in modo più intelligente.
    Henry Ford.

  9. #19
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    Predefinito Re: Indipendenza... e poi?

    Citazione Originariamente Scritto da Guidastro Visualizza Messaggio
    una cosa non capisco.
    In fondo chi vuole l'indipendenza, pur essendo diverse le motivazioni, sempre quella vuole.
    Ma se veramente la volessero si "unirebbero" almeno nel richiederla.
    Il fatto proceda per conto prorprio fa pensare che nessuno la voglia.
    Insomma, se voglio legalizzare qualcosa, combatto "assieme" a chi vuole la stessa cosa, a prescindere da cosa mi muove.
    Questo non significa non fare distinguo, ma significa ottenere.
    Una volta ottenuto ognuno fa la sua strada (il proprio popolo deciderà se federarsi o stare da soli), felice e contento.
    Il resto mi sembra abbastanza fuffa.
    Io infatti sono d'accordo con te, ma gli attuali partiti e movimenti meridionalisti non riescono proprio a comprendere questo discorso.
    Si rimane divisi, e quindi necessariamente più deboli.
    Anche la Lega Nord nacque dalla federazione di movimenti preesistenti. Noi dovremmo cercare di fare un percorso analogo.

    Non è possibile, invece, una convergenza coi movimenti indipendentisti del nord. Loro vogliono l'indipendenza DA noi e CONTRO di noi. Non è possibile depredarci per un secolo e mezzo e poi dirci: "Cari, adesso ognuno per la sua strada".
    Ultima modifica di Antonio; 09-09-12 alle 16:15

  10. #20
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    Predefinito Re: Indipendenza... e poi?

    Citazione Originariamente Scritto da Les Paul Visualizza Messaggio
    Ma come farebbe il popolo meridionale, popolo d'amore e di ingegno, a desiderare l'indipendenza dal nord ...?. Cosa sarebbe il nord senza noi del sud ?... pensaci solo per u attimo, e vedrai che se il sud dovesse lasciare il nord per una sola giornata, ritornerebbero alle risaie, alla pellagra, ai barbari che violentavano maschi e femmine, con i risultati eterogenei che vediamo ancora oggi .....iango:

    E non è vero che il nord disprezza il sud, ma è solo una frangia di gente sempliciotta e allergica alla cultura a seguire questo verbo. La gente del nord è gente operosa, intelligente e capace, ingegnosa e intraprendente, che con gli sfigati della lega e del becero qualunquismo a tanto al chilo non hanno proprio niente a che vedere.

    Si, è vero, l'amore vince sempre sull'odio. E tu sai che il sud è un popolo incapace di covare odio, di professare intolleranza e di esibire il "ce l' ho duro" che regolarmente viene ripetuto come un mantra da chi invece ce l'ha moscio ?.... chi davvero ce l'ha duro, come da testimonianze antropologiche presenti in tutto il mondo, non ha bisogno di ricordarlo a nessuno.

    Capisci a mmè....:giagia:

    Ma come farebbe un napoletano, che si integra in modo formidabile con milanesi e nigeriani, con trevisani e marocchini, con comunisti e fascisti, con pizza e bresaola, con froci e meretrici, travestiti e femminielli, a pensare soltanto lontanamente ad una pseudo indipendenza da qualcuno ?.....
    Tu commetti un errore fondamentale: Indipendenza non è da, ma per.
    Non prendere ad esempio i "padani" come la rappresentazione di un popolo che domanda indipendenza, poichè loro sono considerati degli emeriti imbecilli anche dalla comunità delle nazioni senza stato. Prendi invece ad esempio i Baschi, i Catalani, gli Scozzesi, i Corsi, popoli che aspirano alla libertà partendo dalla coscienza di nazione, e non dall'odio verso lo straniero. Quest'ultimo può essere considerato solo razzismo, o xenofobia, mai indipendentismo.
    Promuovere l'autodeterminazione delle nazioni oggi soggiogate culturalmente, economicamente e linguisiticamente dallo stato italiano (come da qualunque altro) è un atto giusto di maturità. E' aspirare a che nessun popolo ne sottometta un altro, ma che anzi vi viva fraternamente accanto. Probabilmente nell'europa delle banche non c'è posto per un modello nazionalitario simile, ma dobbiamo comprendere di lottare l'omologazione, la lobotomia, perchè non è l'uguaglianza quella che ci propinano.

 

 
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