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Tra le percentuali riferite da Marescotti, quelle fornite dal Progetto Sentieri dell’Istituto Superiore di Sanità sulla mortalità a Taranto: “Peggiorano da più 10 a più 11 per cento nell’aggiornamento 2009. Il dato del più 11 per cento si riferisce all’eccesso di mortalità rilevato a Taranto rispetto alle aspettative di morte di tutti i cittadini residenti in Puglia”.
In particolare, – secondo i dati, contenuti nel progetto, sulle donne residenti nei comuni di Taranto e Statte - si registra un incremento dei tumori al fegato (+75%), linfoma non Hodgkin (+43%), corpo utero superiore (+80%), polmoni (+48%), tumori allo stomaco (+100%), tumore alla mammella (+24%). Complessivamente si registrano un aumento di tutti i tumori del 30%, mentre per i bambini incrementi significativi di contrazione malattie per tutte le cause nel primo anno di vita.
Aumentano anche le patologie in gravidanza a Taranto nel periodo 2003-2009. Secondo lo studio, l’eccesso rispetto alla media delle “condizioni morbose di origine perinatale” era del 21% già negli anni 1995-2002, ed è schizzato al 47% nel periodo 2003-2009. Mentre le malformazioni congenite, che mostravano una mortalità in eccesso del 17% fino al 2002, nel periodo successivo “mostrano un decremento”.
Nello specifico per gli uomini il rapporto registra un incremento del 14% per tutti i tumori; +14% per le malattie circolatorie, +17% per quelle respiratorie, +33% per i tumori polmonari, +419% per i mesoteliomi pleurici. Per le donne invece: +13% per tutti i tumori, +4% per le malattie circolatorie, +30% per i tumori polmonari, +211% per il mesotelioma pleurico. E il “potenziale responsabile degli effetti sanitari correlati al benzopirene”, si legge in conclusione nel rapporto, è “lo stabilimento siderurgico, in particolare gli impianti altoforno, cokeria e agglomerazione, è infatti il maggior emettitore nell’area per oltre il 99% del totale”.
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