
Originariamente Scritto da
Mauri61
Le parole di Cocilovo, come quelle di Sallusti, raccontano anche loro solo una “parte” della verità. La “verità vera”, concetto quasi astratto, la si può ricostruire confrontando le diverse dichiarazioni e i diversi attori della vicenda e le loro storie personali e solo così, ognuno, potrà farsi una propria idea su come siano andate le cose. Verità che come ogni realtà è sempre più complessa della rappresentazione dei “buoni contro i cattivi”, anzi nella realtà la parte del “buono” resta spesso non assegnata. Ultimo amaro retrosapore della vicenda: si può legittimamente dubitare che Cocilovo, in quanto magistrato, sia stato trattato con particolare attenzione dalla sua “casta” di riferimento, la magistratura durante il procedimento e dibattimento anti Sallusti. Può esser vero o falso, il dubbio rimane. Ma davvero senza dubbio analogo viaggia la mobilitazione della “casta” dei giornalisti a favore di Sallusti? Cocilovo ne dubita: “La categoria intera, la libertà di stampa, il capo dello Stato, il ministro della giustizia, una campagna stampa allucinante. E allora domando: qual è la casta?”. Forse nessuna, forse addirittura due.