
Originariamente Scritto da
Grifo
ROMA/BARI, 12 ottobre (Reuters) - Il testo della nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia)che sarà varato ufficialmente oggi da una commissione del ministero dell'Ambiente per l'Ilva di Taranto
prevede che l'impianto siderurgico diminuisca del 50% circa la propria produzione e che non lavori più un derivato della trasformazione del petrolio usato come combustibile.
Lo indicano le slide del ministero per illustrare L'Aia, confermando alcune anticipazioni date in mattinata da una fonte del ministero.
Secondo le stime del ministero,
con le misure previste dalla nuova normativa la produzione calerebbe da 15 a 8 milioni di tonnellate l'anno, e verrebbero ridotte le polveri di cokeria subito al 65-70% delle emissioni.
PUNTO 1-Ilva, Aia prevede calo oltre 50% produzione, stop al pet coke | Reuters
E come se alla Fiat si imponesse a parità di impianti e dipendenti di produrre la metà delle automobili.
Se è vero significa la chiusura di Taranto, nessuna azienda può sostenere i costi di 100 e produrre per 50. Però in questo modo si passa la palla all'Ilva, di fatto il governo sta sostenendo la tesi dei magistrati fingendosi disposto a porre delle condizioni che consentono la prosecuzione dell'attività, mentre invece gli sta dando la pugnalata alla schiena.
Poi colpa dell'azienda se decide di chiudere, Taranto, altri 4 siderurgici che lavorano a freddo (Genova, Novi Ligure, Racconiggi e Patrica (FR) e 6 centri servizi (Paderno Dugnano (Milano), Usmate Velate (Milano), Legnaro (Padova), Verona, Torino, Marghera (Venezia). Una galassia che dipende da Taranto, l’unico stabilimento in grado di produrre l’acciaio a partire dall’impasto di ferro e carbonio. In sostanza collassa di colpo tutto il settore siderurgico italiano.
Si chiude bottega ragazzi, inutile farsi illusioni. Diretti + indotto del settore siderurgico, 60.000 a casa, fatturato 40 miliardi, seconda siderurgia d'europa.
E pensare che....
Direzione Generale ARPA Puglia, 27 dicembre 2011
I valori medi misurati nelle ultime campagne (0.1ngTEQ/Nm3)
sono nettamente più bassi dei limiti inferiori dei range indicati nel documento europeo sulle migliori tecniche disponibili (0.5-5 ng/Nm3) e consentono di considerare risolti i problemi ambientali dovuti alle attuali emissioni della principale sorgente di diossine a Taranto.
Sulla base dei criteri previsti dalla legge regionale 8/2009, la media annuale nel 2011 è pari 0.389 ngTEQ/Nm3 e quindi inferiore al limite di 0.4.
http://www.seeninside.net/ilva/crono...arpapuglia.pdf
Dal dicembre 2011 è cambiata una cosa sola: il governo.