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  1. #11
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    Predefinito Re: Il problema non è lo Stato in sè, ma il para-stato

    Citazione Originariamente Scritto da MaRcO88 Visualizza Messaggio
    e comunque a me i taxisti non mi paiono sti privilegiati
    Sicuramente guadagnano poco visto che le licenze costano giusto due spiccioli.

  2. #12
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    Predefinito Re: Il problema non è lo Stato in sè, ma il para-stato

    a me sorprende che gente che si definisce di sinistra vuole conservare sto sistema corporativista a metà tra l'altro, fosse per tutti almeno, per quanto criticabile, darebbe garanzie a tutti (bisogna vedere se teoriche o reali), ma come è ora divide solo tra garantiti e sfigati

    in un paese normale un disoccupato che ha la macchina tenta di fare il taxista per tirare avanti, fa due pratiche burocratiche, attrezza il mezzo secondo le regole richieste e comincia a lavorare. da noi deve morire di fame perchè deve pagare la licenza, in macchina al massimo ci vive perchè non ha la casa siete dalla parte dei deboli? cor cazz!
    Ultima modifica di zlais; 21-11-12 alle 18:22
    Il coro del Bunga Bunga:
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  3. #13
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    Predefinito Re: Il problema non è lo Stato in sè, ma il para-stato

    Citazione Originariamente Scritto da zlais Visualizza Messaggio
    veramente il confronto italia estero è impietoso, sia come numero di taxi (di molto inferiore, a roma ci son le file di clienti per i taxi, nelle altre città europee ci son le file dei taxi per i clienti) sia come tariffe


    cmq non ci sono solo i taxi
    anche i notai, ancora peggiore, in altri paesi qualsiasi avvocato con qualche anno di attività legale può avviare una attività notarile, da noi in sostanza è una cosa ereditaria. con grave costo per l'impresa italiana, dato che gli atti notarili sono richiesti dalle leggi di questo stato per un sacco di negozi giuridici.
    taxisti e notai/avvocati non mi sembra proprio la stessa cosa.
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  4. #14
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    Predefinito Re: Il problema non è lo Stato in sè, ma il para-stato

    Citazione Originariamente Scritto da zlais Visualizza Messaggio
    a me sorprende che gente che si definisce di sinistra vuole conservare sto sistema corporativista a metà tra l'altro, fosse per tutti almeno, per quanto criticabile, darebbe garanzie a tutti (bisogna vedere se teoriche o reali), ma come è ora divide solo tra garantiti e sfigati

    in un paese normale un disoccupato che ha la macchina tenta di fare il taxista per tirare avanti, fa due pratiche burocratiche, attrezza il mezzo secondo le regole richieste e comincia a lavorare. da noi deve morire di fame perchè deve pagare la licenza, in macchina al massimo ci vive perchè non ha la casa siete dalla parte dei deboli? cor cazz!
    ah quindi la ricetta per combattere la disoccupazione è far fare a tutti i disoccupati il taxista.

    ma ve le mandano via mail dai comitati x Renzi ?
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  5. #15
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    Predefinito Re: Il problema non è lo Stato in sè, ma il para-stato

    Citazione Originariamente Scritto da zlais Visualizza Messaggio
    a me sorprende che gente che si definisce di sinistra vuole conservare sto sistema corporativista a metà tra l'altro, fosse per tutti almeno, per quanto criticabile, darebbe garanzie a tutti (bisogna vedere se teoriche o reali), ma come è ora divide solo tra garantiti e sfigati

    in un paese normale un disoccupato che ha la macchina tenta di fare il taxista per tirare avanti, fa due pratiche burocratiche, attrezza il mezzo secondo le regole richieste e comincia a lavorare. da noi deve morire di fame perchè deve pagare la licenza, in macchina al massimo ci vive perchè non ha la casa siete dalla parte dei deboli? cor cazz!
    Ma a loro dei poveri non gliene fotte niente vogliono solo che i ricchi siano meno ricchi.
    Ultima modifica di Morfeo; 22-11-12 alle 01:27
    Dannato Barone Rosso.

  6. #16
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    Predefinito Re: Il problema non è lo Stato in sè, ma il para-stato

    Per carità ognuno chiama le cose come vuole , magari per creare suggestioni positive o negative , il parastato così come definito dalla l. nr 70 del 20/3/75 e successive modificazioni in buona parte dei casi indicati dall' amico zlais non c'entra una santissima salsiccia, ma più o meno ci siamo capiti e va bene così.
    Alla sua diagnosi complessivamente condivisibile aggiungerei alcune considerazioni da considerarsi integrative e non in contrapposizione
    Non esistono solo le attività che sopravvivono per la loro capacità di stare sul mercato e quelle che lo fanno per una normativa di protezione da parte dello stato, ci sono anche quelle che sopravvivono solo per la sostanziale assenza dello stato e fanno concorrenza sleale alle prime non solo per l'evasione fiscale e contributiva, ma per la violazione, e connessa riduzione dei costi, delle norme sulla sicurezza del lavoro , della tutela ambientale ... ( su questo ultimo problema ovviamente la discussione sull'articolo 18 non ininfluente)
    Anche quando parliamo dei 60 miliardi di maggiori costi nelle forniture pubbliche per corruzione (giustamente evocati da Zlais) il tema delle liberalizzazioni non è determinante , si tratta invece di ampliare la capacità della pubblica amministrazione di controllare se stessa ( e ovviamente gli approcci alla Brunetta o peggio alla Ichino non possono che peggiorare le cose). Sia detto a latere di quei 60 miliardi , 5 o 10 saranno andati in bustarelle alla casta politica, i restanti alla imprenditoria disonesta, piccola e sopratutto grande. A questo proposito ricordiamo che ci sono anche i soldi dirottati dalle tasche dei contribuenti a quelle degli imprenditori senza che vi sia stata intermediazione di poltici o funzionari, come il caso delle turbative d'asta per gli appalti dei guard rail in cui è stata coinvolta anche l'impresa Marcegaglia dimostrano
    Ma torniamo alle liberalizzazioni , una cosa che rimprovero a Bersani è aver permesso che le sue “lenzuolate” fossero definite liberalizzazioni, io avrei preferito modernizzazione del mercato, ma capisco le esigenze comunicative.
    Vedo che l'amico Zlais ha adottato la propaganda berlusconiana tutta tesa a sminuire quella esperienza , ma questo non è un reato, al massimo qualifica il tipo di propaganda.
    Comunque pur essendo stata sicuramente limitata l' opera di Bersani per modernizzare il mercato è stata praticamente l' unica negli ultimi decenni, si sono incrinate le regole corporative a tutela della farmacie ( i farmaci da banco li paghiamo meno ai supermercati ed hanno permesso sbocchi professionali ai giovani laureati) , dei notai per le pratiche automobilistiche , sulle licenze degli esercizi commerciali e dei tasssiti ( pur con le contraddizioni che sappiamo) , sulla portabilità dei mutui bancari ( poi sabotata dal governo Berlusconi), fino a piccoli interventi di regolamentazione dell' informazione al consumatore come la cartellonistica autostradale sui prezzi della benzina, o l'informazione completa sui biglietti aerei. Questo è quello che ricordo ( non è il mio campo professionale) , ci sarà anche dell' altro.
    E poco ? Probabilmente , ma sono le uniche cose fatte nelle realtà . Per le cd riforme descritte dai teorici facili facili e poi disastrose quando si passa dalla teoria alla pratica abbiamo già dato, ci sono bastati Brunetta e la Fornero, e per fortuna che l' insulsaggine di un Ichino non è mai stata messa alla prova
    Ultima modifica di lucrezio; 22-11-12 alle 01:47

  7. #17
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    Predefinito Re: Il problema non è lo Stato in sè, ma il para-stato

    Citazione Originariamente Scritto da lucrezio Visualizza Messaggio
    e per fortuna che l' insulsaggine di un Ichino non è mai stata messa alla prova
    se vince Renzi lo piazza come minimo alla Funzione pubblica quel pazzo.
    VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
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  8. #18
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    Predefinito Re: Il problema non è lo Stato in sè, ma il para-stato

    Citazione Originariamente Scritto da zlais Visualizza Messaggio
    Ragioniamoci.

    Lo Stato in Italia è certamente inefficiente, mancano persino alcune regole fondamentali per evitare la commistione tra interessi pubblici e privati. La macchina burocratica brucia 50 miliardi di euro ogni anno, che noi chiamiamo sprechi, ma si tratta di corruzione. Il welfare è minimo nonostante una spesa pubblica pari al 49% della ricchezza che ogni anno gli italiani producono, che per il 45% devolvono allo Stato (non tutti allo stesso modo, perchè siamo un sistema progressivo, ma al contrario, i ceti medio-bassi danno una % più alta della ricchezza prodotta da loro rispetto ai ceti alti). I servizi pubblici son tagliati più per chi li fa che per chi li riceve, mancano alcuni principi di produttività basilari.

    Ma se ci pensate, per quanto è una impresa difficile, si tratta di una realtà dai confini ben delimitati, quindi individuabile e riformabile.

    Ciò che invece è più difficile riformare è il para-stato. Quella realtà privata sì, ma esistente, almeno così come la conosciamo, solo in quanto normata su misura dallo Stato. Con le sue oltre due milioni di norme aventi forza di legge.

    Un operaio, un impiegato o un imprenditore grande o piccolo, che operino nel settore privato (quindi non sono dipendenti del pubblico e non fanno impresa con commesse statali), possono essere in qualsiasi momento scalzati da un concorrente più bravo. Capace di fornire un servizio o produrre un bene con un migliore rapporto qualità prezzo. Questa gente risponde, in parte anche selvaggiamente, quindi eccessivamente, a leggi del mercato, improntate bene o male sulla meritocrazia. I redditi di queste persone dipendono al 100% dai cicli economici e dalle proprie capacità.

    Queste figure però sono nello stesso contesto economico di un'altra realtà privata, quella che ha un mercato in quanto lo Stato glielo garantisce. Se avete un capitale, le competenze richieste e le credenziali richieste, potete forse voi aprire liberamente una pompa di benzina? Potete forse voi aprire un ufficio notarile? Potete forse voi avviare una attività come tabaccaio? Potete forse voi aprire una farmacia? Ovviamente no, non liberamente, ma solo grazie a una licenza di un ente pubblico, che non viene rilasciata automaticamente se rispettate date competenze e requisiti (in tal caso sarebbe un semplice sistema di garanzia), ma in base a un numero da tenere chiuso e ristretto.

    Come se non bastasse per parecchie di queste attività oltre che per altre in cui l'accesso è più aperto (leggi avvocati, per esempio), lo Stato, tanto per gradire, stabilisce anche delle tariffe minime.
    Si dice, per non far morire i piccoli, il che andrebbe anche bene, ma a quel punto mettiamo anche un salario minimo? Il sistema è uno solo, se metti tariffe minime senza stabilire salari minimi crei uno scompenso, se non metti salari minimi evita di stabilire tariffe minime.
    Non è una questione di quale sistema, puoi essere socialista, corporativista o liberista, ma una questione di uniformità di sistema, quel sistema deve valere per tutti, altrimenti crea squilibri e segregazione.

    Di questi servizi, che non dipendono dai cicli economici, dato che hanno una offerta rigida (essendo non concorrenziali fanno prezzi che tendenzialmente crescono e basta, non scendono mai se non eccezionalmente) fruisce anche la parte che invece dai cicli economici dipende totalmente. Quella dei non garantiti o degli sfigati.
    Mentre l'altra, quella dei garantiti o privilegiati, dipende dai cicli economici solo incidentalmente, ovvero, se gli sfigati di cui sopra diventano sempre più poveri, avranno più difficoltà ad accedere ai loro servizi, sono meno "spolpabili".

    L'impresa deve sostenere per legge delle spese notarili, ma mentre l'impresa in un periodo di crisi ha meno liquidità, il notaio non risente di alcuna crisi, non ha cicli, fa sempre lo stesso prezzo. Quindi ammazza il sistema. Per fare un esempio banale.

    Bene, non è forse questo un sistema molto più perverso, che crea molte più distorsioni, che opera una vera e propria apartheid economico-lavorativa tra le fasce della popolazione? Molto peggiore delle inefficienze statali stesse. Perchè riguarda privilegi in teoria privati. Difesi quindi con forza, basti pensare alle rivolte fatte ad ogni tentativo di liberalizzazione. Fatte da persone che poi magari schifano lo Stato (i notai sono anche tra le categorie che evadono di più. non solo lo Stato garantisce loro il mercato, il numero chiuso, la divisione territoriale, ma poi permette pure loro di evadere), ma che senza di esso sarebbero dei comuni mortali.
    La tua analisi è giusta, in linea di massima la condivido. Però mi permetto un'osservazione: anche il para-stato (ti rubo il termine) in Italia ha la colpa ulteriore di essere inefficiente.
    Un esempio? La Francia. Pur se in misura minore della nostra, anche lì esiste un para-stato abbastanza vasto (avvocati, notai, piccoli e medi imprenditori che vivono di appalti pubblici, più in generale operatori privati che però operano al riparo di garanzie pubbliche).
    La differenza è che in Francia lavorano - mediamente - meglio e con più riguardo al risultato.

    La cosa non sorprende, d'altronde la Francia ha un ordinamento giuridico-istituzionale abbastanza simile al nostro, con la differenza di essere meno caotico (quanti avvocati esistono in Italia? quanti in Francia? Quante leggi ordinarie vigenti esistono in Italia? Quante in Francia?).

    D'altronde certe professioni, per la loro stessa natura, richiedono d'essere regolamentate.
    Questo non toglie che ci sia modo e modo di fare le cose; in Italia di solito si sceglie il peggiore.
    Ultima modifica di Pieralvise; 22-11-12 alle 10:44
    L'arte di essere P.A.

  9. #19
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    Predefinito Re: Il problema non è lo Stato in sè, ma il para-stato

    Citazione Originariamente Scritto da SteCompagno Visualizza Messaggio
    Ma dipende anche se c'è domanda o no, la licenza libera sul fronte dei taxi non mi sembra una genialata, se non sbaglio ce ne sono già troppi.
    Anche di operai ce ne stanno troppi e infatti guadagnano poco, che facciamo mettiamo una barriera pure lì? E' assurdo non ti rendi conto? Non può essere lo stato a dire quanti lavoratori devono esserci in un comparto, se io voglio fare il tassista devo poterlo fare e se guadagno poco sono cavoli miei, cambio lavoro. Oppure con l'inventiva anche se ultimo arrivato fotto i concorrenti più vecchi ma più tradizionalisti, chi può dirlo. Però lasciatemi libero di lavorare! Di questo si parla.
    "la Le Pen col 40% avrà incassato una grande vittoria" (Candido)


  10. #20
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    Predefinito Re: Il problema non è lo Stato in sè, ma il para-stato

    Citazione Originariamente Scritto da SteCompagno Visualizza Messaggio
    ah quindi la ricetta per combattere la disoccupazione è far fare a tutti i disoccupati il taxista.

    ma ve le mandano via mail dai comitati x Renzi ?
    ste, se vuoi argomentare come farebbe un servogerli qualsiasi accomodati pure. ho fatto un esempio banale di una cosa che in italia non è possibile fare, per quanto per l'appunto banalissimo e tipico all'estero. e tu l'hai trasformato in "ah tutti i disoccupati devono essere tassisti ora" per piacere dai
    Il coro del Bunga Bunga:
    Silvio: ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    I ministri: ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    Le ministre: ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do
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