



ma secondo me pensando questo si travisa il vero fine di chi propugna l' "ottimismo sociale" (che poi non comprendo il significato dato al concetto - ottimismo significa avere una posizione di riguardo positiva verso il futuro; ottenere una casa o conquistare dei diritti sociali cosa ha in comune con l'essere ottimisti? è un approdo) che è in realtà creare maggiori condizioni di felicità e serenità per il popolo (=utilitarismo, forse?), che chiaramente per chi persegue un ideale è coerente col proprio scopo di vita o di lotta.
Ultima modifica di Henry Miller; 22-11-12 alle 21:29


Perchè usi il condizionale? L'ironia è riferita ai fatti. La plebe è già stata materialmente innalzata. E ha ricambiato. Infatti, quando gli chiedevano del perchè facesse ironia su Mussolini, rispondeva che non era ironia, ma rimpianto. Rimpianto che Mussolini non fosse stato un algido e severo tiranno, ma un tribuno filantropo.
"L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell






Il fascismo per me è stato, come dici giustamente, nei fatti un "capitalismo militarizzato".
Però, nel mentre era infatti una forma capitalista, nell'astratto della sua narrazione, nella sua rappresentazione, era anche qualcosa di nuovo, che era l'aspirazione a una forma comunitaria - come del resto qui stesso il socialistaprussiano ha riferito (seguendo Spengler).
Ecco perché la mia non è una posizione di critica unilaterale del fascismo.
Secondo me il meglio del fascismo sta proprio in quel che diceva, ma che non poteva fare non avendo compiuto un percorso critico nella teoria verso il capitalismo.
Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
Pavese


Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
Pavese




Ultima modifica di socialistaprussiano; 23-11-12 alle 15:11
"L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell


oggi è uscita una roba negroide (nel senso di Negri) che va a toccare ste cose
Il Manifesto - Surfare sull'ultima onda contro le oligarchie finanziarie
"Due elementi decisivi, messi in luce dall'evoluzione della crisi, fanno da cornice alla riflessione dell'autore. Il primo è il carattere permanente della cosiddetta «accumulazione originaria» la quale, lungi dal rappresentare il peccato originale di una violenza extraeconomica che pone i fondamenti dell'economia, si rinnova costantemente come brutale rapporto di forze che rastrella e piega le risorse naturali e sociali del pianeta alle pretese della rendita. Il secondo, che immediatamente ne discende, è l'esaurimento di ogni ipotesi riformista, nel senso (sempre più flebile anche tra coloro che la professano) di una correzione minimamente efficace delle politiche liberiste veicolata dalla rappresentanza politica del disagio sociale ingigantito dalla crisi. Da qui, non vi è dubbio, bisogna ripartire, consapevoli del fallimento irreversibile del vecchio strumentario del socialismo. [...]
La signoria dei «mercati» è eticamente molto più detestata di quella dei vecchi padroni delle ferriere, ma decisamente più al riparo dal raggio di azione della rivolta e dall'esercizio di un diritto di resistenza. Possiamo colpirla solo attraverso un meccanismo di sottrazione (o esodo) cui anche Raparelli fa riferimento, ma è una sottrazione né agevole, né pacifica che a molti poveri, sia pur ricchi di soggettività, fa ancora molta paura. L'incubo del bancomat che ti sputa in faccia ha terrorizzato a dovere non solo i Greci. Il sovrano bancario ha in mano i nostri soldi e, attraverso questi, i nostri diritti. In fondo l'usura è sopravvissuta per secoli all'indignazione, alla riprovazione, alla condanna morale. Anche se non reggeva, come invece oggi, le sorti del mondo. Potrebbe essere questa estensione, forse, a fare la differenza"
Ultima modifica di Troll; 23-11-12 alle 22:02