Trovo ridicolo l'etichetta di marxista ratzingeriano, ma lasciamo perdere che poi non si capisce più niente.
Inoltre lo dico sinceramente, se non rientrava l'allarme sul post-modernismo mi rifiutavo di proseguire in questa discussione.
Ma credo di aver individuato la radice della confusione, che è il discorso sulla delinquenza.
Io non vedo in questa una forma sociale sul nascere che sia positiva, destinata a diventare il mondo futuro. Ho detto che di fatto la delinquenza rappresenta un rapporto sociale, la dove in quanto residuato comincia a produrre regole e valori contrari o per lo meno estranei alla società dominante.
Questo è un fatto, non è un giudizio di valore. Poi ognuno è libero ovviamente di vedere o meno questo fatto.
Per me, ripeto, è un fatto radicato nel contesto sociale attuale, che è un contesto di crollo di una società dove si credeva fino a poco che i figli vivono sempre meglio dei padri, in un mondo di abbondanza e di pace, con un lavoro interessante, la pensione garantita, le vacanze in giro per il mondo, l'amore, etc.
E' crollato il capitalismo di Stato, e adesso sta crollando pure il capitalismo nella sua forma social-democratica cioè borghese, forma più o meno privata secondo i paesi e le loro rispettive storie, culture, etc.
Questo è il quadro nel suo complesso, in modo schematico.
Ora all'interno della società che vediamo?
Una minoranza (1-2 %) ci guadagna oltre misura, è diventata ricca oltre ogni misura, con un livello di ineguaglianza che non si era mai visto dai tempi del feodalismo.
E infatti l'attuale sistema capitalista lo si puo vedere in questo modo: è un enorme macchina che aspira la ricchezza alla base per distribuirla in alto.
Alla base c'è un grosso 60% della popolazione che se non oggi domani vedrà il ritorno della grande povertà e della fame (parlo dell'Europa).
Nel mezzo c'è la famosa classe media, meno di 40% di cui un 10% che è quella superiore e si puo ritenere più o meno sicura del suo futuro, mentre il resto, dunque un terzo della popolazione totale, comincia a chiedersi quando farà la fine del 60% di sotto.
Ora sul piano dei valori cosa vediamo?
Tutto il politically correct della propaganda mediatica è prodotto nella middle-class (frazione colta) a destinazione della middle-class.
La stessa social-democrazia riposa sulla partecipazione della middle-class.
La dinamica urbana, il consumo immateriale, la moda, il mercato culturale, del benessere, dello sport, ect, riposa sulla middle-class.
In poche parole il cittadino reale di questa "democrazia" è il middle-class. Quando ha studiato vota sinistra, quando è bottegaio vota a destra.
Se crolla la middle-class crolla tutto.
E io dico che sta crollando la middle-class.
A questo punto che succede?
Succede che emerge un nuovo attore politico, il populismo, che ha due possibilità: propende verso la bottega, in questo caso è reazionario; propende verso il lavoro, in questo caso è progressista.
Oggi siamo a questo punto.
Ma domani?
Domani si avrà un evoluzione ulteriore, e qui si risponde alla domanda iniziale della discussione:
Il populismo di destra incontra presto un limite naturale, che è la massa relativamente minore dei bottegai. Esempio il Front National in Francia, che ormai se vuole sfondare il 20% deve parlare anche a chi non ha lavoro e vive di aiuti statali (chiamati "i parassiti" e "i sfaticati" nel vocabolario di destra).
Invece il populismo di sinistra se vuole sfondare deve lasciar perdere il politically correct - ora io credo che questo sia se non impossibile, molto difficile per chi viene dalla sinistra.
Dunque il futuro è di chi, arrivando da destra, arriva a saltare il muro ideologico che lo separa dalle masse e a tenere un discorso sociale, anzi proprio socialista per non dire comunista.





Rispondi Citando