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Discussione: Una domanda

  1. #41
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    quello che differenzia Tommaso da Preve è che laddove Preve ha compreso che la vecchia borghesia, le classi medie scalzate dall'andazzo delle cose (naturaliter nostalgiche di un vecchio mondo più rassicurante) sono un naturale interlocutore per il progetto di restaurazione moralizzatrice, Tommaso insiste invece ad arrabbiarsi con le classi medie e a strizzare l'occhio al Lumpenproletariat nomadico e semidelinquente che fondamentalmente è meno interessato al ripristino della società del paesello col campanile e i punti di riferimento stabili condivisi da tutta la comunità rispetto all'omino piccolo-borghese che al contrario ancora ha conservato qualche residuo dei vecchi valori
    Trovo ridicolo l'etichetta di marxista ratzingeriano, ma lasciamo perdere che poi non si capisce più niente.
    Inoltre lo dico sinceramente, se non rientrava l'allarme sul post-modernismo mi rifiutavo di proseguire in questa discussione.

    Ma credo di aver individuato la radice della confusione, che è il discorso sulla delinquenza.
    Io non vedo in questa una forma sociale sul nascere che sia positiva, destinata a diventare il mondo futuro. Ho detto che di fatto la delinquenza rappresenta un rapporto sociale, la dove in quanto residuato comincia a produrre regole e valori contrari o per lo meno estranei alla società dominante.

    Questo è un fatto, non è un giudizio di valore. Poi ognuno è libero ovviamente di vedere o meno questo fatto.
    Per me, ripeto, è un fatto radicato nel contesto sociale attuale, che è un contesto di crollo di una società dove si credeva fino a poco che i figli vivono sempre meglio dei padri, in un mondo di abbondanza e di pace, con un lavoro interessante, la pensione garantita, le vacanze in giro per il mondo, l'amore, etc.

    E' crollato il capitalismo di Stato, e adesso sta crollando pure il capitalismo nella sua forma social-democratica cioè borghese, forma più o meno privata secondo i paesi e le loro rispettive storie, culture, etc.

    Questo è il quadro nel suo complesso, in modo schematico.

    Ora all'interno della società che vediamo?
    Una minoranza (1-2 %) ci guadagna oltre misura, è diventata ricca oltre ogni misura, con un livello di ineguaglianza che non si era mai visto dai tempi del feodalismo.
    E infatti l'attuale sistema capitalista lo si puo vedere in questo modo: è un enorme macchina che aspira la ricchezza alla base per distribuirla in alto.
    Alla base c'è un grosso 60% della popolazione che se non oggi domani vedrà il ritorno della grande povertà e della fame (parlo dell'Europa).
    Nel mezzo c'è la famosa classe media, meno di 40% di cui un 10% che è quella superiore e si puo ritenere più o meno sicura del suo futuro, mentre il resto, dunque un terzo della popolazione totale, comincia a chiedersi quando farà la fine del 60% di sotto.

    Ora sul piano dei valori cosa vediamo?
    Tutto il politically correct della propaganda mediatica è prodotto nella middle-class (frazione colta) a destinazione della middle-class.
    La stessa social-democrazia riposa sulla partecipazione della middle-class.
    La dinamica urbana, il consumo immateriale, la moda, il mercato culturale, del benessere, dello sport, ect, riposa sulla middle-class.
    In poche parole il cittadino reale di questa "democrazia" è il middle-class. Quando ha studiato vota sinistra, quando è bottegaio vota a destra.

    Se crolla la middle-class crolla tutto.
    E io dico che sta crollando la middle-class.

    A questo punto che succede?
    Succede che emerge un nuovo attore politico, il populismo, che ha due possibilità: propende verso la bottega, in questo caso è reazionario; propende verso il lavoro, in questo caso è progressista.
    Oggi siamo a questo punto.

    Ma domani?
    Domani si avrà un evoluzione ulteriore, e qui si risponde alla domanda iniziale della discussione:
    Il populismo di destra incontra presto un limite naturale, che è la massa relativamente minore dei bottegai. Esempio il Front National in Francia, che ormai se vuole sfondare il 20% deve parlare anche a chi non ha lavoro e vive di aiuti statali (chiamati "i parassiti" e "i sfaticati" nel vocabolario di destra).
    Invece il populismo di sinistra se vuole sfondare deve lasciar perdere il politically correct - ora io credo che questo sia se non impossibile, molto difficile per chi viene dalla sinistra.

    Dunque il futuro è di chi, arrivando da destra, arriva a saltare il muro ideologico che lo separa dalle masse e a tenere un discorso sociale, anzi proprio socialista per non dire comunista.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  2. #42
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    Predefinito Re: Una domanda

    La macchina desiderante non é liquidata, vivrà nel movimento che culminerà nello sciopero del debito, atto supremo in cui i produttori,cioè i consumatori desiderNti, avranno da perdere solo le catene dei creditori parassiti.
    Non fatevi ingannare dai reumatismi di Lacan e dei suoi accoliti.

  3. #43
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    Predefinito Re: Una domanda

    E come dovrebbe risultare da un onesta lettura del mio intervento qui sopra, non c'è niente qui dentro che richiama le stupidaggine negriste.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  4. #44
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    comunque fatevi una risata, sembra una supercazzola ma spiega come i deleuziani siano rimasti delusi dagli esiti del pensiero desiderante

    Massimo Recalcati - Il desiderio onnipotente di Deleuze e Guattari - La Repubblica

    "Foucault aveva dichiarato che il nostro secolo forse sarebbe stato deleuziano. Aveva ragione ma in un senso probabilmente molto diverso da quello che auspicava. Il deleuzismo è sfuggito dalle mani di Deleuze (come spesso accade per tutti gli “ismi”). L’Anti- Edipoha dato involontariamente la stura ad un elogio incondizionato del carattere rivoluzionario del desiderio contro la Legge che ha finito paradossalmente per colludere con l’orgia dissipativa che ha caratterizzato i flussi – non delle macchine desideranti come si auspicavano Deleuze e Guattari – ma di denaro e di godimento che hanno alimentato la macchina impazzita del discorso del capitalista. Lacan aveva provato a segnalare ai due questo pericolo. In una intervista rilasciata a Rinascita nel maggio del 1977 a chi gli chiedeva un parere sull’Anti- Edipo rispose che «L’Edipo costituisce di per se stesso un tale problema per me che non penso che ciò che Deluze e Guattari hanno voluto intitolare l’Anti- Edipo possa avere il minimo interesse». Lacan avverte che non bisogna premere il grilletto troppo rapidamente sul padre. La contrapposizione rivoluzionaria tra le macchine desideranti e la Legge, tra la spinta impersonale e de-territorializzante della potenza del desiderio e la tendenza conservatrice alla territorializzazione rigida del potere e delle sue istituzioni (Chiesa, Esercito, famiglia, psicoanalisi...) rischiava di dissolvere il senso etico della responsabilità soggettiva. Per Deleuze e Guattari la parola soggetto è infatti una parola da mettere al bando, così come Legge, castrazione, mancanza. L’Anti-Edipo compie un elogio a senso unico della forza della pulsione che lo fa scivolare fatalmente in una prospettiva di naturalizzazione vitalistica dell’umano. La liberazione dei flussi del desiderio reagisce giustamente al culto rassegnato del principio di realtà al quale sembra votarsi la psicoanalisi, senza accorgersi di generare un nuovo mostro: il mito della schizofrenia come nome della vita che rigetta ogni forma di limite. Il mito del corpo schizo come corpo anarchico, a pezzi, pieno, senza organi, costruito come una macchina pulsionale che gode ovunque, antagonista alla gerarchia dell’Edipo, si è tradotto nei flussi della macchina cinica e perversa del discorso capitalista."
    Sono d'accordo al 100%.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  5. #45
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    E come dovrebbe risultare da un onesta lettura del mio intervento qui sopra, non c'è niente qui dentro che richiama le stupidaggine negriste.
    nessuno ha sostenuto il contrario, infatti la citazione dall'articolo di Repubblica era un invito affinché i deleuziani delusi di ciò che hanno contribuito a creare si aggregassero al carro ratzingeriano (se proprio si vuole combattere il relativismo lo si faccia al fianco di gente organizzata che si veste con paramenti sontuosi che fanno colpo sull'immaginazione dei semplici i quali impressionati penderanno dalle labbra dei depositari della volontà divina)
    Ultima modifica di Troll; 22-11-12 alle 19:46

  6. #46
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    comunque fatevi una risata, sembra una supercazzola ma spiega come i deleuziani siano rimasti delusi dagli esiti del pensiero desiderante

    Massimo Recalcati - Il desiderio onnipotente di Deleuze e Guattari - La Repubblica

    "Foucault aveva dichiarato che il nostro secolo forse sarebbe stato deleuziano. Aveva ragione ma in un senso probabilmente molto diverso da quello che auspicava. Il deleuzismo è sfuggito dalle mani di Deleuze (come spesso accade per tutti gli “ismi”). L’Anti- Edipoha dato involontariamente la stura ad un elogio incondizionato del carattere rivoluzionario del desiderio contro la Legge che ha finito paradossalmente per colludere con l’orgia dissipativa che ha caratterizzato i flussi – non delle macchine desideranti come si auspicavano Deleuze e Guattari – ma di denaro e di godimento che hanno alimentato la macchina impazzita del discorso del capitalista. Lacan aveva provato a segnalare ai due questo pericolo. In una intervista rilasciata a Rinascita nel maggio del 1977 a chi gli chiedeva un parere sull’Anti- Edipo rispose che «L’Edipo costituisce di per se stesso un tale problema per me che non penso che ciò che Deluze e Guattari hanno voluto intitolare l’Anti- Edipo possa avere il minimo interesse». Lacan avverte che non bisogna premere il grilletto troppo rapidamente sul padre. La contrapposizione rivoluzionaria tra le macchine desideranti e la Legge, tra la spinta impersonale e de-territorializzante della potenza del desiderio e la tendenza conservatrice alla territorializzazione rigida del potere e delle sue istituzioni (Chiesa, Esercito, famiglia, psicoanalisi...) rischiava di dissolvere il senso etico della responsabilità soggettiva. Per Deleuze e Guattari la parola soggetto è infatti una parola da mettere al bando, così come Legge, castrazione, mancanza. L’Anti-Edipo compie un elogio a senso unico della forza della pulsione che lo fa scivolare fatalmente in una prospettiva di naturalizzazione vitalistica dell’umano. La liberazione dei flussi del desiderio reagisce giustamente al culto rassegnato del principio di realtà al quale sembra votarsi la psicoanalisi, senza accorgersi di generare un nuovo mostro: il mito della schizofrenia come nome della vita che rigetta ogni forma di limite. Il mito del corpo schizo come corpo anarchico, a pezzi, pieno, senza organi, costruito come una macchina pulsionale che gode ovunque, antagonista alla gerarchia dell’Edipo, si è tradotto nei flussi della macchina cinica e perversa del discorso capitalista."

    ancora uno sforzo e tornerete anche voi al campanile del marxismo ratzingeriano!
    A conferma di Marx stregone levantino, nostalgico dell'Eden senza certamen.
    "L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell

  7. #47
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    La macchina desiderante non é liquidata, vivrà nel movimento che culminerà nello sciopero del debito, atto supremo in cui i produttori,cioè i consumatori desiderNti, avranno da perdere solo le catene dei creditori parassiti.
    Non fatevi ingannare dai reumatismi di Lacan e dei suoi accoliti.
    per inciso "owe" e "ought" hanno la medesima radice etimologica, esattamente come "dovere" e "debito"... insomma un residuo del fideismo nelle astrazioni normative (appena temperato dalla difficoltà di riottenere credito qualora ci si scrollasse con un atto di sovrana indifferenza dal "dovere" che incombe)
    Ultima modifica di Troll; 22-11-12 alle 20:06

  8. #48
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Sono d'accordo al 100%.
    anch'io per più di un verso sono d'accordo solo non ho capito come Recalcati restaurare "Chiesa, Esercito, famiglia" eccetera dalla dissoluzione dei baluardi katechonici che facevano da limite ai flussi pulsionali
    Ultima modifica di Troll; 22-11-12 alle 20:12

  9. #49
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    E come dovrebbe risultare da un onesta lettura del mio intervento qui sopra, non c'è niente qui dentro che richiama le stupidaggine negriste.
    Ma io contestavo i contenuti di un articolo postato da Troll, tu che c'entri?
    Mica leggo tutto quello che scrivi.
    Al massimo le citazioni con cui Troll ti mena per il naso.

  10. #50
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    per inciso "owe" e "ought" hanno la medesima radice etimologica, esattamente come "dovere" e "debito"... insomma un residuo del fideismo nelle astrazioni normative (appena temperato dalla difficoltà di riottenere credito qualora ci si scrollasse con un atto di sovrana indifferenza dal "dovere" che incombe)
    In realtà i creditori, pare di capire dall'analisi di Negri e Hardt, vivono di debito,cosa praticamente tautologica, ma sino al punto che in effetti sarebbero in grado di riprodurre i rapporti che ad esso si riconnettono anche innanzi un atto di forza o una serie di atti di forza di scardinamento del dispositivo.
    Un pò come accadeva per i giudei nei ciclici periodi di criticità sociale.

 

 
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