







Innanzitutto scusa per il ritardo della risposta, non sono stato sul forum in questi giorni.
Comunque ti rispondo adesso: ma qui nessuno sta dicendo (almeno non io) che bisogna emulare o sta elogiando il burino da quattro soldi, né tantomeno ti invita a diventare un cretino esaltato, ciò che io critico, e ciò che invito a frantumare, è quella dimensione artificiale di ovattata sicurezza in cui vive l'uomo moderno, quella condizione di semi-tramortimento in cui la maggior parte di noi è calata, è l'invitare a mettere realmente alla prova se stessi, senza le artificiose quanto fittizie barriere della "ricchezza", della "classe sociale", dell' "essere ontologicamente superiori" e così via; quello che io dico è: hai individuato una debolezza - tutti noi ne abbiamo - per esempio quella del "timore di essere aggrediti" e del "non sapere come difendersi", va bene: muoviti, vedi di risolverla, non utilizzare scuse intellettuali per ovviare il problema, soprattutto su una questione che io ritengo particolarmente importante: qui non si tratta di dare in tempo un esame all'università, di andare dal dentista, o di cercare di lavorare in maniera solerte per essere promossi dal proprio capo, bensì di vedere se in situazioni estreme - quelle in cui si scopre la verità su se stessi - si vale veramente qualcosa. I bambini vichinghi venivano iniziati al combattimento a 12 anni, il quale costituiva un passaggio iniziatico per ciascun giovane guerriero, quelli lacedemoni, e di molte altre città greche, erano sottoposti alla Krypteia, una iniziazione in cui ci si sottoponeva ad un addestramento della durata di un anno durante il quale l’iniziato doveva vivere nel più totale isolamento, come un lupo.
Era lasciato solo a contatto con la natura, nudo e senza cibo, l’unica arma in suo possesso era un coltello.
”Ciò a cui è obbligato il kryptes è vivere per qualche tempo l’esistenza del lupo. Il comportamento che gli viene richiesto è quello dell’animale, il modo di attaccare quello tipico della fiera”.
Solo dopo essere diventato interiormente lupo in seguito all’anno di Krypteia, il giovane poteva entrare a far parte della società dei guerrieri adulti. Il Re che istituì queste leggi era Licurgo, il cui nome significa “colui che compie le opere del lupo”.
E i giovani latini seguivano anch'essi riti similari:
"Le iniziazioni giovanili a Roma, come altrove, sacralizzano la verifica che la società richiede alla propria componente giovanile per ammetterla nel suo seno a pieno titolo e dunque certificano che i giovani uomini e le giovani donne sottoposti alle prove sono pronti a svolgere i ruoli fondamentali che la società assegna alle une e agli altri. Ora, se il destino delle giovani donne romane è quello della riproduzione (senza particolare interesse per una pedagogia sociale), il cittadino di Roma arcaica ha invece un compito sociale precipuo, quello della guerra, e i riti di passaggio assegnati ai giovani maschi coerentemente enfatizzano appunto la pedagogia guerriera che culmina nella religione salariale".
Mario Torelli, "Riti di passaggio maschili di Roma arcaica"
Ora, io non dico che te o chiunque altro dobbiate essere sottoposti alla Krypteia, e ritengo che ogni persona debba cercare di seguire le proprie vocazioni, ma cerco più che altro di invitare in maniera brutale a vivere quella dimensione, e non si tratta solo di qualcosa di rozzamente esteriore, ma di un percorso di carattere esperienziale e di scardinamento di alcuni limiti - cosa che chiunque sia mai salito su un ring sa. I migliori praticanti di sport di combattimento dicono "it's 100% mental, it's all mental" in merito al fatto che si tratti di un atto di pura Volontà; ma in un certo senso sbagliano pure loro, i veri Maestri di arti marziali che sono giunti alla piena padronanza del Qì hanno fondato una vera e propria scienza su queste cose.
"Il problema della mente è profondo. La sua elevazione ad uno stato superiore, l'allargamento e la purificazione di se stessi, sono le ultime cose da conseguire per mezzo della pratica. Si devono allenare mente e corpo, perché diversamente la pratica non ha senso. Tentando di pulire la vostra mente dalle impurità della vita quotidiana, per mezzo del contatto spirituale con gli altri. La mente ed il corpo sono simili a due ruote di un carro, nessuna delle due ha il predominio. Questa è la pratica autentica."
Shingeru Egami, Karate-Do Nyumon
Ad ogni modo concludo con una nota citazione, che è più vicina al mio stile:
" Non voglio morire senza cicatrici. Quanto sai di te stesso se non ti sei mai battuto? "


E'un caso nemmeno dei più eclatanti.
Spesso Cardinali e Pontefici erano scelti nepotisticamente o clanicamente tra nobili o seminobili illetterati anche "minorenni", che passavano la vita con baldracche e in libagioni, senza mai indossare un abito talare o la porpora se non per gioco.
Oppure il caso di un Bonifacio VIII che elaborava una teologia piuttosto ambigua in base alla quale Dio e tutto il resto erano delle ridicolaggini e delle favole buone per i preti e che paradiso e inferno erano qui sulla terra e al diavolo tutto il resto.
Eppure quanta grandezza...









