Con un esercito di precari e senza lavoro che aumenta sempre più, il problema più urgente, a mio parere, sta diventando quello dei contributi previdenziali. Tra venti, trent'anni, questo Paese si ritroverà con un esercito di persone che non avranno i contributi sufficienti per poter ricevere la pensione. E che cosa succederà allora? La rivoluzione dei non pensionati? Si assisterà a eserciti di sessantenni fare le barricate per le strade...? A bivacchi di ultra cinquantenni davanti ai ministeri...?
Se non ci si pensa ADESSO, il problema lo avranno i nostri figli e i nostri nipoti: stiamo preparando loro un mondo di poveracci, che rovistano nella spazzatura per recuperare cibo per la cena.
Il salario minimo garantito sarebbe una cosa bellissima, stupenda, ma io vorrei restare con i piedi per terra: a me basterebbe che ai nostri ragazzi si cominciassero a garantire almeno i contributi minimi per poter andare in pensione a 65 anni. Questo è un obiettivo che uno Stato come il nostro potrebbe, ovviamente studiando bene i provvedimenti opportuni, garantire. Altrimenti, ripeto, questa situazione rappresenta una vera e propria bomba ad orologeria, che scoppierà in mano ai politicanti e a tutti noi tra qualche decennio.
Purtroppo i politici ragionano in termini di mesi, e se ne fregano di quello che verrà dopo di loro. Gli esempi ce li abbiamo; quelli che hanno contribuito a gonfiare il nostro debito pubblico, ad esempio, erano politici di tutti gli schieramenti, in questo c'è veramente da illudersi molto poco. I politici italiani non hanno una visione a lungo termine.
Purtroppo!




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