Ue, salario minimo garantito in 18 Paesi.
Ma l'Italia non c'è
Un lavoratore della Lituania guadagna, come minimo, 130 euro al mese. A un suo collega del Lussemburgo, invece, la legge del piccolo Stato centroeuropeo concede come salario minimo 1.503 euro mensili. Sono questi i due Paesi dell´Unione Europea in cui c´è maggiore disparità di trattamento nelle normative sul salario minimo. Eurostat, l´ufficio statistico dell´Unione, ha rilevato in una indagine che - nei venticinque Paesi membri - 18 Stati su 25 hanno introdotto una legge che stabilisce il livello minimo delle retribuzioni. Tra la Lituania e il Lussemburgo, ci sono - appunto - altri sedici Stati, tra cui Spagna, Francia, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Irlanda, Grecia, Polonia, Portogallo e Ungheria, in cui il datore di lavoro deve riconoscere una paga salariale uguale o superiore al livello stabilito per legge.
Ma la vera notizia giunta da Bruxelles, è che l´Italia non è tra questi Stati. Così come Germania, Svezia e Finlandia, il nostro Paese non riconosce alcun diritto di salario minimo al lavoratore. Un provvedimento inutile? Non proprio: sempre in Lussemburgo, per esempio, il 18 per cento dei lavoratori - quasi uno su cinque - percepisce il salario minimo riconosciuto per legge come stipendio.
Pubblicato il 13.07.06




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