

Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


Francamente mi interessa poco il fatto che tu lo ritenga tale o meno, fintanto che credi e opini va da sé che il contenuto in questione non può avere ulcuna pretesa di stabilità: altra cosa è Fondare quanto vai dicendo, e qui il discorso si fa decisivo.
E' proprio quando si ha a che vedere con la fondazione del discorso che la fede si inginocchia in timore e tremore di fronte al bagliore della Verità, perchè è proprio qui la massa si arresta e avanza il filosofo: ad aver fede è capace pure mia nonna, chiunque abbia ricevuto uno specifico indottrinamento, altra cosa è dimostrare l'esistenza di Dio, per quello c'è voluto Aristotele, mica le buone e ingenue anime dei credenti. La Verità è cioè una questione elitaria, aristocratica, in questo senso l'uomo comune non può capire il Filosofo.
C'è d'altra parte un gran passo, nelle Isole beate dello Zarathustra, in cui un artista incompreso dal proprio tempo tuona così: se gli Dei esistessero come potrei sopportare tutto ciò? E se gli Dei fossero creatori come potrei creare? DUNQUE gli Dei non esistono. Non è che Nietzsche dica forse che gli Dei non esistono...o forse si..Nietzsche dice DUNQUE non esistono gli dei immutabili, non esiste l'eterno, il principiale, l'inizio e la cosa ultima. La posizione di Nietzsche intende avere cioè quella stabilità e incontrovertibilità propria della Verità epistèmica. Di questo si devon render conto (ed è ora che lo facciano) i teologi cattolici, invece di arroccarsi nella fede o in S.Tommaso.
Se il libero arbitrio è evidenza allora un ordinamento immutabile è l'impossibile, cioè è la stessa negazione della differenza tra essere e nulla che rende possibile libertà, contingenza, storicità, volontà, libero arbitrio..ci si renderà conto di ciò quando si continua a pontificare sulla Tradizione? La Tradizione sarà anche "comune", ma che scaturisca dal buon senso è un altro discorso.
Questo è il profilo delle obiezioni con cui pensi di sbarazzarti di pensatori come Hegel o Severino?stiamo freschi: da dove proviene il linguaggio che parla della struttura originaria? risposta: appartiene alla struttura originaria. L'apparire dell'eterno è anche l'apparire del linguaggio che lo testimonia, cioè l'apparire (necessario) del proprio autotestimoniarsi.quelli che invece sostengono dottrine che non prevedono il libero arbitrio dovrebbero essere così coerenti da capire che in realtà se quello che appare che affermano è vero, le loro obiezioni non hanno alcun senso, in quanto affermare che un qualcosa ha senso significa dare un giudizio morale che in assenza di libero arbitrio non si è in grado di dare.
Quindi le obiezioni al cattolicesimo allo stato dell'arte o sono false oppure sono senza senso per loro stessa coerente ammissione.
La stessa critica che Hegel, nella fenomenologia, muove a Spinoza: il discorso speculativo è immanente (è parte, momento semantico) al contenuto che il discorso testimonia.
Certo che io non sono in grado di testimoniare qualcosa liberamente: proprio perchè non è l'Io a testimoniare la Verità, l'Io non è qualcosa di esterno alla Verità e che parla della Verità, ma l'Io è interno alla Verità e la testimonianza della Verità è lo stesso necessario apparire della Verità all'Io.
Noi non ce ne stiamo qui per propria scelta a parlare dell'immenso: è l'Immenso che invia il linguaggio (che è parte dell'Immenso) all'individuo, non l'individuo che lo esprime per propria scelta.
Nel cerchio dell'apparire appaiono i contenuti della Terra: appare anche quel contenuto che è la testimonianza del Destino, credevo che fossimo già al punto di averlo capito un passaggio simile.
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Molto interessante, ma la mia non era un'obiezione, ma un banale dato di fatto, che tu hai voluto prendere come un tentativo di confutazione.
Avere senso non è sinonimo di essere vero.
Inoltre la dimostrazione che avevo capito quanto hai poc'anzi affermato è nella frase: "se quello che appare che affermano è vero".
Altrimenti usavo una frase più diretta, se poi tu ritieni che la frase non si capisce è un conto, ma la banalità espressa, ribadisco, resta vera.
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


Solo per chi isola (come tanta logicistica contemporanea) contraddittoriamente il principio di non contraddizione dalla sua portata ontologica, in altri termini per chi separa immediatezza logica e fenomenologica, attenendosi alla prima (come i filosofi analitici) o alla seconda (Husserl e Heidegger).
Questo significa assumere riduttivamente (e arbitrariamente) i principi della logica classica, d'altra parte tu stesso riconosci che il computer che hai davanti si distingue dalla camera in cui ti trovi (cioè fai un uso ontologico del pdnc): se non lo fai, se cioè dici che camera e computer non si oppongono continui a tener ferma l'idea che il computer sia computer e la camera sia camera, sicchè la posizione della loro identità continua a presupporre la differenza.
Quindi si tratta solo di pensare fino in fondo le conseguenze che l'identità dell'identico comporta.
Non è questo il luogo per discutere la sintesi delle due immediatezze, anche perchè avendo tu a casa la struttura originaria puoi pure prenderti la briga di aprirtelo e di studiartelo a modo, ti faccio solo notare che l'espressione avere senso non significa esser vero è affermazione che va giustificata, se non altro perchè la struttura originaria implica l'esatto opposto di quanto vai dicendo.
Quale banalità?Altrimenti usavo una frase più diretta, se poi tu ritieni che la frase non si capisce è un conto, ma la banalità espressa, ribadisco, resta vera.
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Questo è il punto, anche perchè ogni volta che intendi muovere obiezioni mascheri l'obiezione con parole che poste come son poste non sembrano avere alcun senso:
esempio: cosa vorrà mai dire che affermare che qualcosa ha senso significa dare un giudizio morale (parole tue)? Spero di non dover captare letteralmente il senso della frase perchè posta così è una scemenza che nessun logico confermerebbe!
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Qualsiasi, cattolicesimo compreso: nel momento in cui il cattolicesimo pone il libero arbitrio esclude automaticamente la posizione dell'eterno: cioè le due posizioni sono in antitesi, l'una può accompagnare l'altra solo come negata.
Altro poi è capirlo: i teologi non lo capiscono (o fanno finta di non volerlo fare), quanto basta per capire che la levatura intellettuale di Nietzsche, Leopardi , Gentile è notevolmente più corposa, se non altro perchè sono perfettamente consapevoli di questa inconciliabilità: se l'uomo è libero di creare e distruggere allo un Dio creatore è l'assurdo, su questo risultato speculativo convergono tutti e tre.
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Come che la Gioia consiste nell'aderire alla verità qualunque essa sia?
Come la Trinità cattolica spiegata in maniera apersonale?
Io parlo di gioia, senso, Trinità come concepiti da qualcuno che ha libero arbitrio, come da una persona.
Capisco benissimo che non posso giustificare questa dottrina, ma il significato di questi concetti non può essere modificato sulla base di quello che dice Severino, altrimenti perdono completamente il significato che hanno nel cattolicesimo, quindi finché ci si confronta con esso i significati restano quelli "tradizionali".
Quella di cui sopra.
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


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Senti, mi spieghi dove vuoi arrivare? Perchè procedere può essere piacevole ma di-scutere ha senso se si continua (per definizione) a tener bene in vista ciò che si è scosso: ho esordito rilevando che la teologia cattolica (per motivi che non è necessario scomodare ulteriormente) è avvolta da una forma di alienazione, tale avvolgimento è fuori discussione e sappiamo benissimo perchè lo sia. Tu mi dici che non lo è pur consentendo che non solo la coerenza del problema è ineccepibile, ma che non hai argomenti per controbattere..se è solo dal punto di vista del cattolico che gioia, trinità, vita eterna debbono avere significato differente da quel che compete loro di diritto bene, ma che ciò sia legittimo è un altro conto.
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.