guarda dumini non c'entra granché ma te la dono "E' palmare: il superuomo, come lo si intende nel XIX secolo, è la macchina, il congegno motorizzato"


guarda dumini non c'entra granché ma te la dono "E' palmare: il superuomo, come lo si intende nel XIX secolo, è la macchina, il congegno motorizzato"








Vabbè ma tu hegelianamente rappresenti la volontà. Mica dici ho voglia, ho desiderio, voglio, ecc. Mi interessava appunto parlare della dialettica come forza esaurita che antempone la negazione alla realtà. Preve inorridisce su sta roba, però al tempo stesso si domanda come mai non nasca una forza antimperialista.
"L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell




ecco per la serie molliamo da parte il pathos della distanza (Stirner è nominato poco più sopra ma nulla di che, una cosa fumosa che lo avvicina a Joyce)
"Piuttosto, la felicità del moscerino alla Rossini; felicità del moscerino, animali di bosco e fiori di campo; vivere e operare a partire dalla materia immediata, dalla circolazione sanguigna felicemente accelerata, e una vita anch'essa senza problemi; l'eliminazione della barriera naturale al fine di accedere in modo libero e immediato alla natura naturale. Deus sive natura. Il dissolversi nella natura; l'eliminazione di ogni distanza, cioè di ogni prospettiva, il dare forma in modo non prospettivo; o meglio, non il dare; il dispiegarsi della forma; sì (molto paradossalmente) lo scatenarsi della forma; teismo; trascendenza, perfino intelligenza: tutto ciò è ancora distanza, prospettiva, problematicità, caduta dalla pura immanenza dell'aldiqua immediatamente naturale e non contraffatto, della corporeità aproblematica"




"Bach è l'oratoria musicale, Beethoven è un discorso etico, Rossini è l'essere aproblematico, felicità dell'uccello che cinguetta. Che cos'è Wagner, il grande mago del 'Tristano' e dei 'Maestri Cantori'? Rossini poté ancora trovare rifugio presso Rotschild, Wagner non più"
Ultima modifica di Troll; 28-12-12 alle 18:31


Stupefacente.
Ma resta il problema dei problemi.
Cosa è la natura?
In fondo anche una skyline è natura.
Per cui al tempo stesso i biocentristi antidialettici comunitaristi vogliono la produzione biopolitica come spidocchiamento reciproco della tribù, così che la complessità capitalista della produzione possa fottersi, ma al tempo stesso fanno occhiolino nel versante postumanista forte al cyborg.