il mostro ha scritto:
la maggior parte dei cattolici che conosco che frequentano (in modo attivo) le parrocchie votano PD, così come quasi tutta la FUCI e molta parte di AC
Credo anch'io che l'Azione Cattolica sia tendenzialmente vicina al cattolicesimo conciliare: in proposito, sul sito dell'AC ho trovato due documenti che avvalorano questa tesi.
Il
primo è un commento che attacca la "
progressiva delegittimazione" in atto delle assemblee parlamentari, sostenendo l'inopportunità di "
affidare la rappresentanza a sondaggi e convention", "
soprattutto nel nostro Paese", nonostante "
il profluvio di dichiarazioni, precisazioni, proposte e minacce che in questi giorni si sono abbattute sull’idea per niente nuova di diminuire il numero dei parlamentari".
Ancora più esplicito è il
secondo, un documento ufficiale sulle elezioni europee e amministrative nel quale l'AC, "
cosciente dell’esistenza di una strisciante 'questione morale'", invita a fare scelte che promuovano la "
cultura comunitaria e autenticamente solidale che può sconfiggere la paura scatenata dalla crisi etico-finanziaria" e favoriscano "
politiche ad ampia progettualità, tali da favorire le famiglie e le giovani generazioni, e garantire un’effettiva integrazione con gli stranieri". Non vi è affatto traccia di berlusconismo...
beckett ha scritto:
Molto saggia l'analisi di Mr. Cutter.
Grazie, ma è stato un caso! B) B) B)
beckett ha scritto:
Ma sinceramente non so se mi andrebbe a genio un terzo polo di centro, visti i personaggi e le idee che lo affollerebbero. No, proprio non ne sento il bisogno.
Non ho detto che questa soluzione mi andrebbe a genio!
Provo a sviluppare lo scenario dando per scontato che la mia analisi sia giusta (e non è affatto detto che sia così): la costituzione di un terzo polo ingrossato dai
cattolici di comodo richiederebbe però una leadership politica che non può essere espressione di questo gruppo sostanzialmente amorfo e che necessariamente deve essere affidata ad esponenti del
cattolicesimo integralista o del
cattolicesimo conciliare. Secondo voi quanto la linea politica sarebbe dettata dal
ruinismo, dalla tendenza cioè ad esercitare pressioni e veti di stampo lobbystico? Se fosse così, a meno di un'ulteriore tendenza egolatrica di Berlusconi (arrivare da solo al 51%, intendo), il rischio è quello che si rinsaldi nuovamente l'alleanza fra destra e centristi i quali, a differenza di quanto accaduto con la piccola UDC di Casini, potrebbero negoziare su posizioni di maggiore forza e non avrebbero il timore di una perdita identitaria nel PDL come accaduto nel 2008.
Insomma, il PD sarebbe al punto di partenza, se non peggio... :dry: