Lorenzo Pregliasco ha scritto:
Metapapero ha scritto:
Lorenzo Pregliasco ha scritto:
Sarebbe successo
questo?
Quello che mi atterrisce di più non è tanto l'esecuzione (degna comunque di film ambientati in Colombia), ma la reazione della gente. Come se fosse una cosa normale: e forse il problema è questo, che al rione Sanità la normalità è quella.
P.S. prevengo chi salterà sulla sedia tirando fuori imprenditori veneti che sversano rifiuti tossici o il riciclaggio della camorra nelle banche del Nord: non c'azzecca.
Lollo, quello che non capisci (non vuoi capire!) e' che la radice del male e' la stessa. Solo che il Sud e' all'avanguardia, anche se al Nord ci si sta muovendo speditamente in quella direzione.
Quindi c'azzecca, c'azzecca tantissimo.
Per il resto e' sociologia da quattro soldi. Basta pensare agli statunitensi che assistono gioiosi alle esecuzioni capitali.
Da questo punto di vista credo che l'eccezione possa essere Milano o Torino e non Napoli
Eddai Eugenio, scrive persino Saviano stamattina:
L'esecuzione è un gesto immediato, semplice, poco interessante, persino stupido. Ma è la banalità della scena, quella assurda serenità che la circonda e che sembra ovattarla e relegarla al piano dell'irrealtà, che mette in dubbio l'umanità dei presenti. Dopo aver visto queste immagini è difficile trovare giustificazioni per chi ritiene certi argomenti diffamatori per Napoli e per il Sud. Chi userà la cantilena che si esagera, che si parla sempre male di questa realtà? Ci saranno ancora quelli che diranno queste cose? Mille trattati e cento sentenze non valgono la freddezza con cui le persone riprese in quel video hanno osservato, davanti ai propri occhi, l'esecuzione a sangue freddo di un uomo. E' dietro l'angolo la solita accusa alla città codarda, alla città indifferente, come avvenne quando nella metropolitana di Montesanto la camorra, a sangue freddo, uccise l'innocente musicista rumeno Petru Birlandeanu.
E la questione è anche di democrazia Sasi, le implicazioni sono fortissime. Se non ci sono i livelli minimi di convivenza civile (pizzo, incendi, attentati, infiltrazioni nel potere politico, agguati, sparatorie) non può esserci democrazia. Però oggi siamo a commentare i risultati delle primarie, e potremmo essere a commentare quelli delle politiche o delle regionali, e ignoriamo costantemente tutto questo. Se non si ha la libertà di camminare per strada - o di non sentirsela di scavalcare un cadavere con la spesa in mano - può esserci libertà di partecipare, di scegliere, di votare?
ribadisco: cosa pensare degli statunitensi che vanno a vedersi le esecuzioni capitali?
E comunque il meccanismo e' lo stesso tuo: prima si gira lo sguardo, si minimizza, il gesto mafioso, la connivenza coi cammorsti e poi si finisce nell'indifferenza per i morti.
ma la radice e' la stessa: non guardare, non vedere, quello che ci fa male.
All'indifferenza napoletana (o palermitana degli anni 80) ci si arriva per passi,e al Nord ne han fatti un bel po'.