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Discussione: Altrove

  1. #21
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    Predefinito Re:Altrove

    Lorenzo Pregliasco ha scritto:
    Sarebbe successo questo?

    Quello che mi atterrisce di più non è tanto l'esecuzione (degna comunque di film ambientati in Colombia), ma la reazione della gente. Come se fosse una cosa normale: e forse il problema è questo, che al rione Sanità la normalità è quella.

    P.S. prevengo chi salterà sulla sedia tirando fuori imprenditori veneti che sversano rifiuti tossici o il riciclaggio della camorra nelle banche del Nord: non c'azzecca.
    Lollo, quello che non capisci (non vuoi capire!) e' che la radice del male e' la stessa. Solo che il Sud e' all'avanguardia, anche se al Nord ci si sta muovendo speditamente in quella direzione.

    Quindi c'azzecca, c'azzecca tantissimo.

    Per il resto e' sociologia da quattro soldi. Basta pensare agli statunitensi che assistono gioiosi alle esecuzioni capitali.

    Da questo punto di vista credo che l'eccezione possa essere Milano o Torino e non Napoli

  2. #22
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    Predefinito Re:Altrove

    Affrontare il problema della criminalità organizzata nel Sud (e nel Nord) è compito complesso e difficile.

    Problema numero 1
    Volontà dello Stato in tutti i suoi componenti.

    Quando hai a che fare con un territorio nel quale tutta l'economia è strettamente intrecciata all'attività criminale, è francamente illusorio pensare che tutti gli apparati dello Stato possano operare contro di essa. E magari rischiare la pelle, dai singoli poliziotti ai consiglieri regionali.

    Soluzione ipotizzabile:
    Commissariamento dell'attività politica nelle regioni in questione con "Commissario ad acta", utilizzo della DIA con creazioni di nuclei "paralleli" di forze dell'ordine di tipo "compartimentato". Divieto di appalti pubblici (per 10 anni) per qualunque ente con soci, dipendenti o collaboratori in giudicato per reati connessi alle organizzazioni in questione. Definizione di un sistema legislativo "speciale" per reati connessi alla criminalità organizzata con pene triplicate e prescrizione elevata a 20 anni.


    Problema numero 2

    Destrutturazione dell'attività economica criminale.

    Finche' popolazione e struttura economica saranno gestiti o controllati dalle mafie, non esiste nessuna possibilità reale di risoluzione del problema.

    Soluzione ipotizzabile:
    Liberalizzazione della droga, blocco e sequestro di qualunque attività economica con soci a giudicato (anche di primo grado) affiliati alle organizzazioni, divieto di commercio e/o interscambio con qualunque ente iscritto alle liste "nere" delle attività correlate alle organizzazioni, pena blocco e confisca delle attività che collaborino con queste entità.
    Confisca e vendita immediata di tutti i beni (anche del nucleo familiare) di chiunqui risulti (anche in primo grado) affiliato e collaboratore delle organizzazioni criminali. Se assolti in appello, eventuale risarcimento in denaro corrispondente.
    Taglie di importo economico rilevante per tutti i latitanti affiliati con relativa esposizione su sito o in pubblico.
    Tutti i beni confiscati e venduti delle organizzazioni dovrebbero andare automaticamente ad un agenzia (anonima, blindata e a prova di bomba) che determini un reddito minimo per chiunque collabori in qualsivoglia senso alla cattura, scoperta o destrutturazione delle organizzazioni criminali.
    Creazione di un agenzia correlata all'antimafia regionale che si occupi di attività correlate all'investigazione e di supporto economico e logistico alle attività commerciali e industriali soggette al pizzo delle organizzazioni.
    Creare la figura della collaborazione anonima per via indiretta, ovvero permettere alle persone che collaborano contro le suddette organizzazioni di utilizzare un "garante istituzionale" per le proprie dichiarazioni fino ad accertato termine dell'attività criminale e custodia in carcere dell'INTERA struttura criminale in questione.
    In altri termini, creare un "sistema" che preveda che la collettività delle zone in questione possa trovare REDDITO e RICCHEZZA dalla destrutturazione delle mafie.


    Problema numero 3

    Lavoro, scuola e società

    Le agenzie sul territorio dovrebbero usare TUTTI i proventi derivati dalla destrutturazione delle mafie per creare un livello di supporto economico e logistico a tutte le imprese del circuito "regolare", nonche' (ad esempio) creare una task force di giovani che si occupi (con un sistema economico e preminate legato ai risultati conseguiti) del ripristino della legalità. (esempio dirottare le migliaia di giovani dei quartieri di Napoli a controllare le MIGLIAIA di tonnellate di roba scaricata ogni giorno dai cinesi nel Porto di Napoli). Definire un sistema sanzionatorio MOSTRUOSO per chiunque tenti di "gabbare" lo Stato al riguardo.

    Diciamo che questo sarebbe quello che farei io. Ma non credo che alla fine nessuno voglia davvero estirpare il cancro, anzi purtroppo abbiamo la trasformazione delle istituzioni in una "mafia correlata" con strutture e funzioni similari.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  3. #23
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    Predefinito Re:Altrove

    Metapapero ha scritto:
    Lorenzo Pregliasco ha scritto:
    Sarebbe successo questo?

    Quello che mi atterrisce di più non è tanto l'esecuzione (degna comunque di film ambientati in Colombia), ma la reazione della gente. Come se fosse una cosa normale: e forse il problema è questo, che al rione Sanità la normalità è quella.

    P.S. prevengo chi salterà sulla sedia tirando fuori imprenditori veneti che sversano rifiuti tossici o il riciclaggio della camorra nelle banche del Nord: non c'azzecca.
    Lollo, quello che non capisci (non vuoi capire!) e' che la radice del male e' la stessa. Solo che il Sud e' all'avanguardia, anche se al Nord ci si sta muovendo speditamente in quella direzione.

    Quindi c'azzecca, c'azzecca tantissimo.

    Per il resto e' sociologia da quattro soldi. Basta pensare agli statunitensi che assistono gioiosi alle esecuzioni capitali.

    Da questo punto di vista credo che l'eccezione possa essere Milano o Torino e non Napoli
    Eddai Eugenio, scrive persino Saviano stamattina:

    L'esecuzione è un gesto immediato, semplice, poco interessante, persino stupido. Ma è la banalità della scena, quella assurda serenità che la circonda e che sembra ovattarla e relegarla al piano dell'irrealtà, che mette in dubbio l'umanità dei presenti. Dopo aver visto queste immagini è difficile trovare giustificazioni per chi ritiene certi argomenti diffamatori per Napoli e per il Sud. Chi userà la cantilena che si esagera, che si parla sempre male di questa realtà? Ci saranno ancora quelli che diranno queste cose? Mille trattati e cento sentenze non valgono la freddezza con cui le persone riprese in quel video hanno osservato, davanti ai propri occhi, l'esecuzione a sangue freddo di un uomo. E' dietro l'angolo la solita accusa alla città codarda, alla città indifferente, come avvenne quando nella metropolitana di Montesanto la camorra, a sangue freddo, uccise l'innocente musicista rumeno Petru Birlandeanu.

    E la questione è anche di democrazia Sasi, le implicazioni sono fortissime. Se non ci sono i livelli minimi di convivenza civile (pizzo, incendi, attentati, infiltrazioni nel potere politico, agguati, sparatorie) non può esserci democrazia. Però oggi siamo a commentare i risultati delle primarie, e potremmo essere a commentare quelli delle politiche o delle regionali, e ignoriamo costantemente tutto questo. Se non si ha la libertà di camminare per strada - o di non sentirsela di scavalcare un cadavere con la spesa in mano - può esserci libertà di partecipare, di scegliere, di votare?

  4. #24
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    Predefinito Re:Altrove

    Io non parlerei di freddezza, parlerei di istinto alla sopravvivenza dovuto alla paura lasciata incancrenire dalle istituzioni in una città abbandonata a sè stessa. E' agghiacciante.

  5. #25
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    Predefinito Re:Altrove

    Lorenzo Pregliasco ha scritto:
    Metapapero ha scritto:
    Lorenzo Pregliasco ha scritto:
    Sarebbe successo questo?

    Quello che mi atterrisce di più non è tanto l'esecuzione (degna comunque di film ambientati in Colombia), ma la reazione della gente. Come se fosse una cosa normale: e forse il problema è questo, che al rione Sanità la normalità è quella.

    P.S. prevengo chi salterà sulla sedia tirando fuori imprenditori veneti che sversano rifiuti tossici o il riciclaggio della camorra nelle banche del Nord: non c'azzecca.
    Lollo, quello che non capisci (non vuoi capire!) e' che la radice del male e' la stessa. Solo che il Sud e' all'avanguardia, anche se al Nord ci si sta muovendo speditamente in quella direzione.

    Quindi c'azzecca, c'azzecca tantissimo.

    Per il resto e' sociologia da quattro soldi. Basta pensare agli statunitensi che assistono gioiosi alle esecuzioni capitali.

    Da questo punto di vista credo che l'eccezione possa essere Milano o Torino e non Napoli
    Eddai Eugenio, scrive persino Saviano stamattina:

    L'esecuzione è un gesto immediato, semplice, poco interessante, persino stupido. Ma è la banalità della scena, quella assurda serenità che la circonda e che sembra ovattarla e relegarla al piano dell'irrealtà, che mette in dubbio l'umanità dei presenti. Dopo aver visto queste immagini è difficile trovare giustificazioni per chi ritiene certi argomenti diffamatori per Napoli e per il Sud. Chi userà la cantilena che si esagera, che si parla sempre male di questa realtà? Ci saranno ancora quelli che diranno queste cose? Mille trattati e cento sentenze non valgono la freddezza con cui le persone riprese in quel video hanno osservato, davanti ai propri occhi, l'esecuzione a sangue freddo di un uomo. E' dietro l'angolo la solita accusa alla città codarda, alla città indifferente, come avvenne quando nella metropolitana di Montesanto la camorra, a sangue freddo, uccise l'innocente musicista rumeno Petru Birlandeanu.

    E la questione è anche di democrazia Sasi, le implicazioni sono fortissime. Se non ci sono i livelli minimi di convivenza civile (pizzo, incendi, attentati, infiltrazioni nel potere politico, agguati, sparatorie) non può esserci democrazia. Però oggi siamo a commentare i risultati delle primarie, e potremmo essere a commentare quelli delle politiche o delle regionali, e ignoriamo costantemente tutto questo. Se non si ha la libertà di camminare per strada - o di non sentirsela di scavalcare un cadavere con la spesa in mano - può esserci libertà di partecipare, di scegliere, di votare?
    ribadisco: cosa pensare degli statunitensi che vanno a vedersi le esecuzioni capitali?

    E comunque il meccanismo e' lo stesso tuo: prima si gira lo sguardo, si minimizza, il gesto mafioso, la connivenza coi cammorsti e poi si finisce nell'indifferenza per i morti.

    ma la radice e' la stessa: non guardare, non vedere, quello che ci fa male.

    All'indifferenza napoletana (o palermitana degli anni 80) ci si arriva per passi,e al Nord ne han fatti un bel po'.

  6. #26
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    Predefinito Re:Altrove

    Metapapero ha scritto:
    Lorenzo Pregliasco ha scritto:
    Metapapero ha scritto:
    Lorenzo Pregliasco ha scritto:
    Sarebbe successo questo?

    Quello che mi atterrisce di più non è tanto l'esecuzione (degna comunque di film ambientati in Colombia), ma la reazione della gente. Come se fosse una cosa normale: e forse il problema è questo, che al rione Sanità la normalità è quella.

    P.S. prevengo chi salterà sulla sedia tirando fuori imprenditori veneti che sversano rifiuti tossici o il riciclaggio della camorra nelle banche del Nord: non c'azzecca.
    Lollo, quello che non capisci (non vuoi capire!) e' che la radice del male e' la stessa. Solo che il Sud e' all'avanguardia, anche se al Nord ci si sta muovendo speditamente in quella direzione.

    Quindi c'azzecca, c'azzecca tantissimo.

    Per il resto e' sociologia da quattro soldi. Basta pensare agli statunitensi che assistono gioiosi alle esecuzioni capitali.

    Da questo punto di vista credo che l'eccezione possa essere Milano o Torino e non Napoli
    Eddai Eugenio, scrive persino Saviano stamattina:

    L'esecuzione è un gesto immediato, semplice, poco interessante, persino stupido. Ma è la banalità della scena, quella assurda serenità che la circonda e che sembra ovattarla e relegarla al piano dell'irrealtà, che mette in dubbio l'umanità dei presenti. Dopo aver visto queste immagini è difficile trovare giustificazioni per chi ritiene certi argomenti diffamatori per Napoli e per il Sud. Chi userà la cantilena che si esagera, che si parla sempre male di questa realtà? Ci saranno ancora quelli che diranno queste cose? Mille trattati e cento sentenze non valgono la freddezza con cui le persone riprese in quel video hanno osservato, davanti ai propri occhi, l'esecuzione a sangue freddo di un uomo. E' dietro l'angolo la solita accusa alla città codarda, alla città indifferente, come avvenne quando nella metropolitana di Montesanto la camorra, a sangue freddo, uccise l'innocente musicista rumeno Petru Birlandeanu.

    E la questione è anche di democrazia Sasi, le implicazioni sono fortissime. Se non ci sono i livelli minimi di convivenza civile (pizzo, incendi, attentati, infiltrazioni nel potere politico, agguati, sparatorie) non può esserci democrazia. Però oggi siamo a commentare i risultati delle primarie, e potremmo essere a commentare quelli delle politiche o delle regionali, e ignoriamo costantemente tutto questo. Se non si ha la libertà di camminare per strada - o di non sentirsela di scavalcare un cadavere con la spesa in mano - può esserci libertà di partecipare, di scegliere, di votare?
    ribadisco: cosa pensare degli statunitensi che vanno a vedersi le esecuzioni capitali?

    E comunque il meccanismo e' lo stesso tuo: prima si gira lo sguardo, si minimizza, il gesto mafioso, la connivenza coi cammorsti e poi si finisce nell'indifferenza per i morti.

    ma la radice e' la stessa: non guardare, non vedere, quello che ci fa male.

    All'indifferenza napoletana (o palermitana degli anni 80) ci si arriva per passi,e al Nord ne han fatti un bel po'.
    veramente non minimizzo niente, è che credo che nessuna delle persone che conosco della mia città abbia mai assistito a un omicidio o tantomeno a una sparatoria. Sarebbe lo stesso al rione Sanità o a Locri? Su questo non mi si può convincere, lì non ci sono le basi minime per la convivenza civile.

    P.S. sono contrarissimo alla pena di morte, ma il paragone è decisamente inappropriato

  7. #27
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    Predefinito Re:Altrove

    http://www.napolionline.org/new/un-v...i-e-dellitalia

    Con la guerra di camorra di Scampia durata dall’inverno del 2004 alla primavera del 2005 — quella raccontata dal libro e dal film Gomorra – era chiaro che qualcosa fosse cambiato nelle strategie militari della criminalità organizzata locale. Gli omicidi di Carmela Attrice e di Gelsomina Verde, vittime innocenti attratte in trappola rispettivamente da un quattordicenne e da un amico intimo, come quelli di Attilio Romano e Antonio Landieri, uccisi da killer che si erano sbagliati sull’identità della vittima, segnavano il passo ad una efferatezza diffusa, senza limiti, capace di coinvolgere nelle ..sue azioni anche persone esterne ai clan con il ricatto del proprio strapotere nei territori abbandonati dallo Stato al dominio criminale. Da allora radio Napoli, il vocio dei vicoli e delle periferie, ha assunto. che il limite è state valicato e che nessuno più è al sicuro quando a muoversi è la logica camorristica, immischiarsi non è solo sconsigliato ma mortalmente punito e, per questo, oggi la gente ha paura più di prima. Nella terra di Gomorra la vita vale ancora meno o perché anche chi uccide è più a buon mercato, l’avidità di affermazione dei frustrati, la fame di denaro dei poveri e la fine di quelle opportunità per i giovani come lavoro-cultura-diritti fanno da propellente all’ottenimento di manovalanza per i boss che, visto l’inasprimento delle pene detentive, hanno accentuato la loro capacità manipolatoria verso degli incoscienti disposti a tutto per il prestigio e il benessere. Negli ultimi anni, le politiche di repressione criminale hanno fatto passi enormi ma sul piano della promozione di una reale cultura anticamorrista l’Italia è rimasta al grado zero e si vede.
    Nel maggio di quest’anno, un’azione dimostrativa da parte del clan Riccio-Sarno contro i rivali Mariano, ha voluto anche intimidire i giovani del quartiere Montesanto a non fornire sostegno al rinascente clan locale, sparando tra le persone dell’affollata piazza centrale. Risultato è stato l’omicidio di Petru Birladenau, musicista rumeno di 33 anni, morto per l’omissione, poi ritardo, di soccorso, mentre agonizzava in una stazione e un’ambulanza veniva a prelevare, venti metri più sotto, un altro innocente ferito e ignorava invece lui. Anche di questo omicidio, come di quello avvenuto nel rione Sanità l’11 maggio contro Mariano Bacioterracino, esiste il filmato di un sistema di videosorveglianza che svela i particolari agghiaccianti delle reazioni di quanti erano presenti al momento della sparatoria: indifferenza, panico, cinismo. Nel filmato della Sanità, alcuni passanti scavalcano il cadavere, altri lo fissano per capire chi sia o per un gusto dell’orrore, una donna viene ad alzargli la testa e non si capisce se per identificarlo o deriderlo, in una disumanità che stavolta non ha equivoci. La società del controllo ha ormai videocamere e audioregistratori ovunque, dalle sue strumentazioni diffuse, telefonini e circuiti chiusi, apprendiamo la vita privata dei personaggi pubblici e la vita pubblica di ignoti privati, rimanendo sempre più sconcertati di questi ritratti in tempo reale del nostro presente.
    Come di ogni immagine rubata che ci riguarda, proviamo sempre un po’ di vergogna e attribuiamo la colpa all’autore o a delle sfavorevoli circostanze, i casi degli omicidi di Montesanto e della Sanità non sfuggono a questa tendenza. Reazioni assurde, esacerbate dalla pressione del degrado sociale e dall’abbandono dei doveri civili in favore di quelli personali, stanno sotto i nostri occhi e ci forniscono la cifra del nostro cambiamento. La criminalità muta le sue strategie perché la società intorno, che la contiene, ha fatto altrettanto, di questa connessione bisogna una volta e per tutte prendere atto abbandonando la comoda prospettiva che i delinquenti siano un inondo a parte. Certo, Napoli, col suo edonismo strutturale, preferisce di sè solo le immagini che la ritraggono in pose di strenua vitalità e inventiva, ma il resto d’Italia fa qualcosa di simile quando guarda questa città e le sue miserie e dice: non sono io. Servirebbe la vecchia leggenda su Pablo Picasso che ai nazisti che gli chiedevano del suo quadro dedicato a Guernica, città basca da loro rasa a suolo, l’artista rispose «questo lo avete fatto voi». È forse esagerato come esempio, eppure non è nemmeno falso.

  8. #28
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    Predefinito Re:Altrove

    Lorenzo Pregliasco ha scritto:
    Metapapero ha scritto:
    Lorenzo Pregliasco ha scritto:
    Metapapero ha scritto:
    Lorenzo Pregliasco ha scritto:
    Sarebbe successo questo?

    Quello che mi atterrisce di più non è tanto l'esecuzione (degna comunque di film ambientati in Colombia), ma la reazione della gente. Come se fosse una cosa normale: e forse il problema è questo, che al rione Sanità la normalità è quella.

    P.S. prevengo chi salterà sulla sedia tirando fuori imprenditori veneti che sversano rifiuti tossici o il riciclaggio della camorra nelle banche del Nord: non c'azzecca.
    Lollo, quello che non capisci (non vuoi capire!) e' che la radice del male e' la stessa. Solo che il Sud e' all'avanguardia, anche se al Nord ci si sta muovendo speditamente in quella direzione.

    Quindi c'azzecca, c'azzecca tantissimo.

    Per il resto e' sociologia da quattro soldi. Basta pensare agli statunitensi che assistono gioiosi alle esecuzioni capitali.

    Da questo punto di vista credo che l'eccezione possa essere Milano o Torino e non Napoli
    Eddai Eugenio, scrive persino Saviano stamattina:

    L'esecuzione è un gesto immediato, semplice, poco interessante, persino stupido. Ma è la banalità della scena, quella assurda serenità che la circonda e che sembra ovattarla e relegarla al piano dell'irrealtà, che mette in dubbio l'umanità dei presenti. Dopo aver visto queste immagini è difficile trovare giustificazioni per chi ritiene certi argomenti diffamatori per Napoli e per il Sud. Chi userà la cantilena che si esagera, che si parla sempre male di questa realtà? Ci saranno ancora quelli che diranno queste cose? Mille trattati e cento sentenze non valgono la freddezza con cui le persone riprese in quel video hanno osservato, davanti ai propri occhi, l'esecuzione a sangue freddo di un uomo. E' dietro l'angolo la solita accusa alla città codarda, alla città indifferente, come avvenne quando nella metropolitana di Montesanto la camorra, a sangue freddo, uccise l'innocente musicista rumeno Petru Birlandeanu.

    E la questione è anche di democrazia Sasi, le implicazioni sono fortissime. Se non ci sono i livelli minimi di convivenza civile (pizzo, incendi, attentati, infiltrazioni nel potere politico, agguati, sparatorie) non può esserci democrazia. Però oggi siamo a commentare i risultati delle primarie, e potremmo essere a commentare quelli delle politiche o delle regionali, e ignoriamo costantemente tutto questo. Se non si ha la libertà di camminare per strada - o di non sentirsela di scavalcare un cadavere con la spesa in mano - può esserci libertà di partecipare, di scegliere, di votare?
    ribadisco: cosa pensare degli statunitensi che vanno a vedersi le esecuzioni capitali?

    E comunque il meccanismo e' lo stesso tuo: prima si gira lo sguardo, si minimizza, il gesto mafioso, la connivenza coi cammorsti e poi si finisce nell'indifferenza per i morti.

    ma la radice e' la stessa: non guardare, non vedere, quello che ci fa male.

    All'indifferenza napoletana (o palermitana degli anni 80) ci si arriva per passi,e al Nord ne han fatti un bel po'.
    veramente non minimizzo niente, è che credo che nessuna delle persone che conosco della mia città abbia mai assistito a un omicidio o tantomeno a una sparatoria. Sarebbe lo stesso al rione Sanità o a Locri? Su questo non mi si può convincere, lì non ci sono le basi minime per la convivenza civile.

    P.S. sono contrarissimo alla pena di morte, ma il paragone è decisamente inappropriato
    non e' inappropriato, anzi e' anche peggio. Perche' io sul luogo di una sparatoria ci finisco per caso, mentre a guardare un'esecuzione ci vado apposta.

    Giustamente tu dici che nessuna delle persone che conosci ha assistito ad un omicidio, pero' forse, prima di dare dei giudizi sul comportamento delle altre persone, che magari vivono quotidianamente una esperienza di violenza, dovresti trovartici tu in mezzo a una sparatoria con un morto per strada. Secondo me potresti, ad esempio, rimanere choccato e restare paralizzato al limite dell'indifferenza. E' una reazione che ho visto io di persona

  9. #29
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    Predefinito Re:Altrove

    Lorenzo Pregliasco ha scritto:

    ma non è solo qualità della vita, vuol dire che non ci sono le condizioni minime di democrazia
    il problema è che la democrazia è malfunzionante in tutt'Italia,ma mentre al Nord c'è un livello di ricchezza che permette di fare una vita normale,al Sud non è così.

    Non voglio dire che chi è delinquente lo è perché purtroppo-è-povero-e-disadattato,sia chiaro,quello è un discorso che mi sta terribilmente sui coglioni.

    P.S.: infame, so che mi ami, ma non importa se mi tiri in causa anche quando non c'entro niente.
    sei tu che credi ancora alla "diversità" della Sardegna...

  10. #30
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    Predefinito Re:Altrove

    infame ha scritto:
    Lorenzo Pregliasco ha scritto:

    ma non è solo qualità della vita, vuol dire che non ci sono le condizioni minime di democrazia
    il problema è che la democrazia è malfunzionante in tutt'Italia,ma mentre al Nord c'è un livello di ricchezza che permette di fare una vita normale,al Sud non è così.

    Non voglio dire che chi è delinquente lo è perché purtroppo-è-povero-e-disadattato,sia chiaro,quello è un discorso che mi sta terribilmente sui coglioni.
    Ricchezza in parte dovuta anche ai proventi di quelli che al sud freddano le persone per strada. Ha ragione Eugenio, su tutta la linea: la radice del male è la stessa.

 

 
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    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 01-07-04, 12:12

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