Come prevedevo si è arrivati alle solite parole d'ordine un po' benaltriste (sì vabbe' ma il problema non è questo, e poi la mafia c'è anche al Nord, e poi se il Sud ha dei problemi sono causati dal Nord, per non parlare degli imprenditori veneti che smaltiscono i rifiuti). Ora, proverei a metterla in modo un po' più brutale.
Se quella scena fosse stata ripresa nella mia città io me ne vergognerei. Se da anni criminali mi intossicassero sversando indisturbati rifiuti tossici (provenienti dalla Campania, o dalla Danimarca o da chissà dove) nei campi io me ne vergognerei. Se spesso, troppo spesso, i miei vicini di casa scendessero in strada a solidarizzare con questi criminali, se ci fosse una cappa di piombo omertosa per le strade della mia città, io me ne vergognerei. Se continuassi a vedere che da cinquant'anni al potere locale c'è, confermata a furor di popolo, una classe dirigente collusa, io me ne vergognerei. Se la mia regione saziasse i suoi appetiti sbocconcellando i finanziamenti europei senza migliorare di un millimetro le infrastrutture io me ne vergognerei. Mi vergognerei di far pagare ai contribuenti di altre regioni la Salerno-Reggio Calabria. Mi vergognerei di dover pagare il pizzo per poter tenere aperto un negozio, e mi vergognerei anche se tutti gli altri dovessero farlo nella mia città.
Mi farebbe un po' schifo, la mia città, se ogni giorno scorresse il sangue di qualcuno ammazzato per strada, se cadaveri venissero buttati a decine nei fossi o nelle cave, se non potessi frequentare liberamente le strade della mia città. Tutte le strade.
Mi sentirei un verme se sui muri delle case non ci fossero insulti alla Juve ma insulti a Saviano, e scritte che inneggiano ai mafiosi. Non saprei che dire, se nella mia regione sparassero ai preti in chiesa, o se ci fosse il quadruplo degli omicidi rispetto al resto del Paese. Mi deluderebbe vedere che nessuno reagisce, che la mia gente sopporta da cinquanta, o trenta, o dieci anni lo stesso giogo. Che da decenni nella mia terra non può nascere niente di importante. Che il 30% del lavoro è in nero, o che gli ospedali cadono a pezzi, o che i donatori d'organi sono un terzo rispetto ad altre regioni del Paese.
Invece vedo che tutto questo va bene a tutti; e poi, quando si parla di una di queste cose, tanto la causa è un'altra, il problema è un altro, la responsabilità è un'altra. Anzi, chi solleva questi argomenti in realtà è un segregazionista che vuole dimostrare la superiorità di qualcuno, e poi comunque sono tutti uguali, la mafia c'è dappertutto, le "dinamiche" sono le stesse. Mah.