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    Predefinito Re:Un altro referendum elettorale?!

    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    Questo è l'unico referendum elettorale al quale mi sento di aderire perché, se passasse, consentirebbe di misurare la reale consistenza di tutte le liste DOPO il voto e non prima, come accadeva con le coalizioni che, invece, "pesavano" prima delle elezioni la consistenza di questo o quel raggruppamento politico nell'assegnazione delle candidature nei collegi o nelle liste/coalizioni. Resterebbe il neo delle liste bloccata ma almeno, se in una lista ci fosse qualche impresentabile, si avrebbe la possibilità di votare per un'altra lista, che non fosse solo quella del campo diametralmente opposto, senza però annegare il proprio voto in mezzo a tanti voti che non rispecchiano il reale sentire degli elettori. In questo modo, parafrasando Stalin (aiutooo, che paragone mi è venuto! ) si potrebbe realmente vedere quante "divisioni" hanno i Calearo, le Binetti e gli Enrico Letta, al di fuori del voto forzato e chi sa... forse finalmente le forze politiche prenderebbero un po' di più delle posizioni chiare sui problemi, pena non essere votati, svanito il ricatto del voto utile (per i compromessi nelle alleanze c'è sempre tempo e però si saprebbe esattamente quanto "pesa", su ciascun problema, la tale tesi o la talaltra). E mi pare anche giusto che le alleanze si stabiliscano dopo il voto e non prima, appunto sulla base delle rispettive consistenze elettorali reali.
    Certo, come accadeva nella prima repubblica, quando, con le preferenze, si pesavano anche le correnti, e quindi ora si peserebbero veramente i vari Calearo, Binetti, o anche Briguglio e Barbareschi e nani e balerine varie del PDL.
    Però dopo 17 anni gira che ti rigira dopo proposte di doppi turni, uninominali, e vari modelli, per la sinistra, una certa sinistra, tornare a questo modello con solo uno sbarramento in più sarebbe un po' una sconfitta, soprattutto per le ragioni da me dette, perchè già sappiamo che per governare avrebbero bisogno di Fini e Casini, molto più a destra dei centristi PSI e laici che erano un'alternativa come alleati al PCI rispetto alla DC 30 anni fa.
    E' una questione che va al di là del ritorno immediato, almeno per me (che poi non è neppure detto in assoluto che non vi sia ritorno immediato). Intanto la competizione elettorale si muoverebbe (forse) intorno a posizioni CHIARE su fatti concreti e già questo sarebbe un gran passo avanti, invece di annegare tutto in blobboni insipidi, dove un elettore sa non sa mai bene per quali posizioni precise sta votando, perché dentro c'è tutto e il contrario di tutto. Io, poi, dovresti saperlo, sono un'estimatrice della frase di De Gasperi: "il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista pensa alle prossime generazioni".
    Ps: il personale politico della prima Repubblica, con tutti i suoi difetti, era senz'altro mediamente superiore a quello attuale. Oggi personaggi come Moro, Pertini, De Gasperi, Berlinguer ecc non sono neppure immaginabili. e chi sa che la qualità del ceto politico non fosse influenzata anche dal fatto che c'erano posizioni concrete su fatti concreti e non vaniloquio come quello attuale.
    Ci sarebbe più chiarezza prima delle elezioni e molto meno dopo. Nel senso che prima ognuno potrà dire quello che vuole senza tatticismi da alleanze forzate, ma poi ovviamente non potrà realizzarli se dovrà stare con 3 o 4 alleati al governo e sarà il regno del compromesso. Niente di male, per carità. Ma nel caso della sinistra questo inciderà molto.
    Parlo per me. Io non sono contraria a compromessi: non sono una fanatica (questa stessa legge elettorale che potrebbe eventualmente uscire fuori da questo referendum è per me un compromesso, perché non prevede la possibilità di esprimere una preferenza). Per me il compromesso è vita e il fanatismo è morte. Deve, però essere un compromesso trasparente, a partire da posizioni iniziali chiare (e ben pesate con il voto) di ciascuna delle parti che vi partecipano. Inoltre anche l'andamento del compromesso deve essere trasparente e valutabile dagli elettori nello stesso momento in cui si va a trattare: che si sappia, cioè, che, non essendoci i numeri, ci si allea con il tale e con il talatro e si cede con chiarezza su questo e su quest'altro e non però su quell'altro ancora (e poi, soprattutto, ci si attiene a quanto concordato fra le parti). Io sono "dura e pura" in una sola cosa: detesto i cialtroni, che siano di destra, di sinistra o di centro. Una legge elettorale come questa, inoltre, dato che molto probabilmente renderebbe impossibile per Berlusconi rifare il suo carro di Tespi, sfronderebbe molti gruppi e gruppetti creati ad hoc per entrare nelle coalizioni e/o partiti monstre (nella prima Repubblica, il numero dei partiti paradossalmente era molto inferiore), creerebbe molti problemi alla Lega (che, senza il carro di Tespi berlusconiano, avrebbe un peso molto più ridotto) farebbe implodere anche formazioni come Idv la quale, senza Berlusconi, non resisterebbe a lungo (Deo gratias per entrambe le cose!) e tarperebbe le ali anche a roba come il partitino di Lombardo, quello di Micchichè ecc tutta roba arcaica e putrescente. Con grande vantaggio per la chiarezza e per la possibilità di diventare finalmente un po' più moderni ed europei. Inoltre, il futuro di un Paese non si esaurisce in una legislatura: io spero che la parte per cui voterò vinca, è ovvio, però anche perdere cominciando a costruire un'identità finalmente certa e riconoscibile è molto meglio che perdere con un blobbone che si sfalda subito dopo (ma il blobbone può sfaldarsi anche dopo la vittoria, come vediamo in questi giorni). E questo vale per tutti: destra, centro e sinistra. intanto, anche se un partito perde e però ha delle poosizioni chiare e ben definite, è già attrezzato bene per l' opposizione e può approfittare degli errori dell'avversario per vincere alla prossima occasione e non come il Pd sbandare di qua e di là, cascare nell'immobilismo e non essere in grado di fare opposizione per i veti incrociati interni su ogni cosa. Se poi si vince e si deve scendere a compromessi con altri per allearsi, alle successive elezioni si può sempre dire: "non abbiamo potuto realizzare la tal cosa perché non avevamo i numeri, dateci più voti e, rafforzandoci, ci aiutate a realizzarla". E non è detto che ciò non accada. L'importante è che gli elettori sappiano con chiarezza chi vuole cosa.
    Basta con i cialtroni.

  2. #12
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    Predefinito Re:Un altro referendum elettorale?!

    Sasi ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Però dopo 17 anni gira che ti rigira dopo proposte di doppi turni, uninominali, e vari modelli, per la sinistra, una certa sinistra, tornare a questo modello con solo uno sbarramento in più sarebbe un po' una sconfitta, soprattutto per le ragioni da me dette, perchè già sappiamo che per governare avrebbero bisogno di Fini e Casini, molto più a destra dei centristi PSI e laici che erano un'alternativa come alleati al PCI rispetto alla DC 30 anni fa.
    Direi anche che confrontare la situazione di oggi con quella di 30 anni fa mi sembra alquanto azzardato… :dry:
    Infatti iannis dà la sensazione di essere uno che non si accorge di stare su un pianeta in movimento. Già solo quello che è accaduto nell'ultima settimana è il presagio di cambiamenti non trascurabili.
    Basta con i cialtroni.

  3. #13
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    Predefinito Re:Un altro referendum elettorale?!

    bsiviglia ha scritto:
    Sasi ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Però dopo 17 anni gira che ti rigira dopo proposte di doppi turni, uninominali, e vari modelli, per la sinistra, una certa sinistra, tornare a questo modello con solo uno sbarramento in più sarebbe un po' una sconfitta, soprattutto per le ragioni da me dette, perchè già sappiamo che per governare avrebbero bisogno di Fini e Casini, molto più a destra dei centristi PSI e laici che erano un'alternativa come alleati al PCI rispetto alla DC 30 anni fa.
    Direi anche che confrontare la situazione di oggi con quella di 30 anni fa mi sembra alquanto azzardato… :dry:
    Infatti iannis dà la sensazione di essere uno che non si accorge di stare su un pianeta in movimento. Già solo quello che è accaduto nell'ultima settimana è il presagio di cambiamenti non trascurabili.
    Mi sembra solo di tornare indietro. Questo è il grande cambiamento, un ritorno a governi con compromessi tra forze che prima del voto si dicevano alternative.
    Against all odds

  4. #14
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    Predefinito Re:Un altro referendum elettorale?!

    bsiviglia ha scritto:
    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    Questo è l'unico referendum elettorale al quale mi sento di aderire perché, se passasse, consentirebbe di misurare la reale consistenza di tutte le liste DOPO il voto e non prima, come accadeva con le coalizioni che, invece, "pesavano" prima delle elezioni la consistenza di questo o quel raggruppamento politico nell'assegnazione delle candidature nei collegi o nelle liste/coalizioni. Resterebbe il neo delle liste bloccata ma almeno, se in una lista ci fosse qualche impresentabile, si avrebbe la possibilità di votare per un'altra lista, che non fosse solo quella del campo diametralmente opposto, senza però annegare il proprio voto in mezzo a tanti voti che non rispecchiano il reale sentire degli elettori. In questo modo, parafrasando Stalin (aiutooo, che paragone mi è venuto! ) si potrebbe realmente vedere quante "divisioni" hanno i Calearo, le Binetti e gli Enrico Letta, al di fuori del voto forzato e chi sa... forse finalmente le forze politiche prenderebbero un po' di più delle posizioni chiare sui problemi, pena non essere votati, svanito il ricatto del voto utile (per i compromessi nelle alleanze c'è sempre tempo e però si saprebbe esattamente quanto "pesa", su ciascun problema, la tale tesi o la talaltra). E mi pare anche giusto che le alleanze si stabiliscano dopo il voto e non prima, appunto sulla base delle rispettive consistenze elettorali reali.
    Certo, come accadeva nella prima repubblica, quando, con le preferenze, si pesavano anche le correnti, e quindi ora si peserebbero veramente i vari Calearo, Binetti, o anche Briguglio e Barbareschi e nani e balerine varie del PDL.
    Però dopo 17 anni gira che ti rigira dopo proposte di doppi turni, uninominali, e vari modelli, per la sinistra, una certa sinistra, tornare a questo modello con solo uno sbarramento in più sarebbe un po' una sconfitta, soprattutto per le ragioni da me dette, perchè già sappiamo che per governare avrebbero bisogno di Fini e Casini, molto più a destra dei centristi PSI e laici che erano un'alternativa come alleati al PCI rispetto alla DC 30 anni fa.
    E' una questione che va al di là del ritorno immediato, almeno per me (che poi non è neppure detto in assoluto che non vi sia ritorno immediato). Intanto la competizione elettorale si muoverebbe (forse) intorno a posizioni CHIARE su fatti concreti e già questo sarebbe un gran passo avanti, invece di annegare tutto in blobboni insipidi, dove un elettore sa non sa mai bene per quali posizioni precise sta votando, perché dentro c'è tutto e il contrario di tutto. Io, poi, dovresti saperlo, sono un'estimatrice della frase di De Gasperi: "il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista pensa alle prossime generazioni".
    Ps: il personale politico della prima Repubblica, con tutti i suoi difetti, era senz'altro mediamente superiore a quello attuale. Oggi personaggi come Moro, Pertini, De Gasperi, Berlinguer ecc non sono neppure immaginabili. e chi sa che la qualità del ceto politico non fosse influenzata anche dal fatto che c'erano posizioni concrete su fatti concreti e non vaniloquio come quello attuale.
    Ci sarebbe più chiarezza prima delle elezioni e molto meno dopo. Nel senso che prima ognuno potrà dire quello che vuole senza tatticismi da alleanze forzate, ma poi ovviamente non potrà realizzarli se dovrà stare con 3 o 4 alleati al governo e sarà il regno del compromesso. Niente di male, per carità. Ma nel caso della sinistra questo inciderà molto.
    Parlo per me. Io non sono contraria a compromessi: non sono una fanatica (questa stessa legge elettorale che potrebbe eventualmente uscire fuori da questo referendum è per me un compromesso, perché non prevede la possibilità di esprimere una preferenza). Per me il compromesso è vita e il fanatismo è morte. Deve, però essere un compromesso trasparente, a partire da posizioni iniziali chiare (e ben pesate con il voto) di ciascuna delle parti che vi partecipano. Inoltre anche l'andamento del compromesso deve essere trasparente e valutabile dagli elettori nello stesso momento in cui si va a trattare: che si sappia, cioè, che, non essendoci i numeri, ci si allea con il tale e con il talatro e si cede con chiarezza su questo e su quest'altro e non però su quell'altro ancora (e poi, soprattutto, ci si attiene a quanto concordato fra le parti). Io sono "dura e pura" in una sola cosa: detesto i cialtroni, che siano di destra, di sinistra o di centro. Una legge elettorale come questa, inoltre, dato che molto probabilmente renderebbe impossibile per Berlusconi rifare il suo carro di Tespi, sfronderebbe molti gruppi e gruppetti creati ad hoc per entrare nelle coalizioni e/o partiti monstre (nella prima Repubblica, il numero dei partiti paradossalmente era molto inferiore), creerebbe molti problemi alla Lega (che, senza il carro di Tespi berlusconiano, avrebbe un peso molto più ridotto) farebbe implodere anche formazioni come Idv la quale, senza Berlusconi, non resisterebbe a lungo (Deo gratias per entrambe le cose!) e tarperebbe le ali anche a roba come il partitino di Lombardo, quello di Micchichè ecc tutta roba arcaica e putrescente. Con grande vantaggio per la chiarezza e per la possibilità di diventare finalmente un po' più moderni ed europei. Inoltre, il futuro di un Paese non si esaurisce in una legislatura: io spero che la parte per cui voterò vinca, è ovvio, però anche perdere cominciando a costruire un'identità finalmente certa e riconoscibile è molto meglio che perdere con un blobbone che si sfalda subito dopo (ma il blobbone può sfaldarsi anche dopo la vittoria, come vediamo in questi giorni). E questo vale per tutti: destra, centro e sinistra. intanto, anche se un partito perde e però ha delle poosizioni chiare e ben definite, è già attrezzato bene per l' opposizione e può approfittare degli errori dell'avversario per vincere alla prossima occasione e non come il Pd sbandare di qua e di là, cascare nell'immobilismo e non essere in grado di fare opposizione per i veti incrociati interni su ogni cosa. Se poi si vince e si deve scendere a compromessi con altri per allearsi, alle successive elezioni si può sempre dire: "non abbiamo potuto realizzare la tal cosa perché non avevamo i numeri, dateci più voti e, rafforzandoci, ci aiutate a realizzarla". E non è detto che ciò non accada. L'importante è che gli elettori sappiano con chiarezza chi vuole cosa.
    E non so te, ma uno fa solo 2+2, perchè quando vedo parte del "popolo di sinistra" insoddisfatto della Binetti e di Ichino, cosa si può immaginare della loro soddisfazione di un governo in cui avrebbero Buttiglione, Pezzotta, magari Menia?
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  5. #15
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    Predefinito Re:Un altro referendum elettorale?!

    iannis, non credo che ci sarebbe Buttiglione, sai? Se non altro per una questione di decenza. E dipenderebbe anche dai rapporti di forza stabiliti alle elezioni. Neppure Casini credo che sarebbe così idiota da imporre uno screditatissimo Buttiglione. Sa bene che creeerebbe troppi casini (con la minuscola) all' interno del governo e degli elettori che lo sostengono. E non vedo neppure un Pezzotta ministro: innescherebbe troppi conflitti con FIOM e Cgil. Io credo che al governo, nel caso, andrebbero personaggi molto più "neutri", per non innescare, già fin dall' inizio, delle guerre intestine. Non a caso, nei governi di centrosinistra della prima Repubblica, di questi pasdaran fuori di testa non se ne vedevano. E se fosse solo questo l'effetto di una nuova legge elettorale, cioè di tenere fuori fanatici di ogni genere e specie, sarebbe già un buon risultato, rispetto alla situazione di oggi, dove sono ministri personaggi che portano maiali a urinare nelle moschee, altri che alzano il dito medio e insultano i cittadini di altre parti d'Italia, gente come Sacconi che vuole discriminare negli aiuti alle famiglie con bambini, tipini come Giovanardi che insultano tossicodipendenti ammazzati di botte in carcere, isterici complessati a causa della bassa statura che insultano tutti i lavoratori del pubblico impiego poliziotti compresi, ignoranti come Tremonti che dicono che "la cultura non si mangia", un capo del governo che si chiede perché si debbano pagare i ricercatori se produciamo ed esportiamo belle scarpe... no, io credo che gente così non se ne vedrebbe e sarebbe un passo avanti per la ricostruzione morale, culturale e civile (e, di conseguenza, anche economica) dell'Italia. La ricostruzione sarà durissima e durerà molti anni, ma almeno si potrebbe cominciare a pensarci e a sperarci. E' come nel dopoguerra quando, con le macerie intorno, viene il momento che devi voltare pagina e cominciare a spalare perché intravedi un po' di luce.
    Basta con i cialtroni.

  6. #16
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    Predefinito Re:Un altro referendum elettorale?!

    bsiviglia ha scritto:
    iannis, non credo che ci sarebbe Buttiglione, sai? Se non altro per una questione di decenza. E dipenderebbe anche dai rapporti di forza stabiliti alle elezioni. Neppure Casini credo che sarebbe così idiota da imporre uno screditatissimo Buttiglione. Sa bene che creeerebbe troppi casini (con la minuscola) all' interno del governo e degli elettori che lo sostengono. E non vedo neppure un Pezzotta ministro: innescherebbe troppi conflitti con FIOM e Cgil. Io credo che al governo, nel caso, andrebbero personaggi molto più "neutri", per non innescare, già fin dall' inizio, delle guerre intestine. Non a caso, nei governi di centrosinistra della prima Repubblica, di questi pasdaran fuori di testa non se ne vedevano. E se fosse solo questo l'effetto di una nuova legge elettorale, cioè di tenere fuori fanatici di ogni genere e specie, sarebbe già un buon risultato, rispetto alla situazione di oggi, dove sono ministri personaggi che portano maiali a urinare nelle moschee, altri che alzano il dito medio e insultano i cittadini di altre parti d'Italia, gente come Sacconi che vuole discriminare negli aiuti alle famiglie con bambini, tipini come Giovanardi che insultano tossicodipendenti ammazzati di botte in carcere, isterici complessati a causa della bassa statura che insultano tutti i lavoratori del pubblico impiego poliziotti compresi, ignoranti come Tremonti che dicono che "la cultura non si mangia", un capo del governo che si chiede perché si debbano pagare i ricercatori se produciamo ed esportiamo belle scarpe... no, io credo che gente così non se ne vedrebbe e sarebbe un passo avanti per la ricostruzione morale, culturale e civile (e, di conseguenza, anche economica) dell'Italia. La ricostruzione sarà durissima e durerà molti anni, ma almeno si potrebbe cominciare a pensarci e a sperarci. E' come nel dopoguerra quando, con le macerie intorno, viene il momento che devi voltare pagina e cominciare a spalare perché intravedi un po' di luce.
    Sei molto ottimista dal tuo punto di vista.
    Buttiglione è un alto esponente dell'UDC e Pezzotta non passa fatto per estremista pasdaran nell'ambiente politico e anzi è un gran papabile, come anche Volontè, e in un governo di questo tipo il peso dell'UDC sarebbe fortissimo, visto che sarebbe l'ago della bilancia. E vedrai Bersani quanto concederebbe.
    tu hai una visione di macerie, ricostruzione, ecc che non corrisponde neanche a quella del PD, per dire, che pensano semplicemente a un cambio di governo. Ma appunto sarebbe un governo da Vendola a Casini, collaterale alla Marcegaglia in economia, chiaramente, e senza nessuna riforma delle leggi sulla bioetica in agenda.
    Tanto per dire, la linea di Sacconi e Giovanardi (che non è quella scritta sui giornali ma vabbè non è una novità) sarebbe esattamente la linea di questo governo.
    Against all odds

  7. #17
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    Predefinito Re:Un altro referendum elettorale?!

    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    iannis, non credo che ci sarebbe Buttiglione, sai? Se non altro per una questione di decenza. E dipenderebbe anche dai rapporti di forza stabiliti alle elezioni. Neppure Casini credo che sarebbe così idiota da imporre uno screditatissimo Buttiglione. Sa bene che creeerebbe troppi casini (con la minuscola) all' interno del governo e degli elettori che lo sostengono. E non vedo neppure un Pezzotta ministro: innescherebbe troppi conflitti con FIOM e Cgil. Io credo che al governo, nel caso, andrebbero personaggi molto più "neutri", per non innescare, già fin dall' inizio, delle guerre intestine. Non a caso, nei governi di centrosinistra della prima Repubblica, di questi pasdaran fuori di testa non se ne vedevano. E se fosse solo questo l'effetto di una nuova legge elettorale, cioè di tenere fuori fanatici di ogni genere e specie, sarebbe già un buon risultato, rispetto alla situazione di oggi, dove sono ministri personaggi che portano maiali a urinare nelle moschee, altri che alzano il dito medio e insultano i cittadini di altre parti d'Italia, gente come Sacconi che vuole discriminare negli aiuti alle famiglie con bambini, tipini come Giovanardi che insultano tossicodipendenti ammazzati di botte in carcere, isterici complessati a causa della bassa statura che insultano tutti i lavoratori del pubblico impiego poliziotti compresi, ignoranti come Tremonti che dicono che "la cultura non si mangia", un capo del governo che si chiede perché si debbano pagare i ricercatori se produciamo ed esportiamo belle scarpe... no, io credo che gente così non se ne vedrebbe e sarebbe un passo avanti per la ricostruzione morale, culturale e civile (e, di conseguenza, anche economica) dell'Italia. La ricostruzione sarà durissima e durerà molti anni, ma almeno si potrebbe cominciare a pensarci e a sperarci. E' come nel dopoguerra quando, con le macerie intorno, viene il momento che devi voltare pagina e cominciare a spalare perché intravedi un po' di luce.
    Sei molto ottimista dal tuo punto di vista.
    Buttiglione è un alto esponente dell'UDC e Pezzotta non passa fatto per estremista pasdaran nell'ambiente politico e anzi è un gran papabile, come anche Volontè, e in un governo di questo tipo il peso dell'UDC sarebbe fortissimo, visto che sarebbe l'ago della bilancia. E vedrai Bersani quanto concederebbe.
    tu hai una visione di macerie, ricostruzione, ecc che non corrisponde neanche a quella del PD, per dire, che pensano semplicemente a un cambio di governo. Ma appunto sarebbe un governo da Vendola a Casini, collaterale alla Marcegaglia in economia, chiaramente, e senza nessuna riforma delle leggi sulla bioetica in agenda.
    Tanto per dire, la linea di Sacconi e Giovanardi (che non è quella scritta sui giornali ma vabbè non è una novità) sarebbe esattamente la linea di questo governo.
    Buttiglione sarà anche un alto esponente ma dice cazzate enormi e, in un tale governo, non ci potrebbe stare. Altrettanto dicasi per Volontè e Giovanardi i quali, se possibile, dicono cazzate anche peggiori. Io non mi aspetto che si cambino le leggi sulla bioetica ma che si smetta di dire cazzate ridicole sia in questo campo, sia in economia, sia in qualsiasi altra questione. Per me, è questo il passo avanti, che consentirebbe l'agibilità politica per poterne discutere seriamente e poi eventualmente decidere in futuro. La gente deve ricominciare a pensare: sarà faticosissimo e durerà anni e anni ma è l'unica strada per uscire da questo pantano: abbattere il "pensiero" (si fa per dire) unico e confrontarsi seriamente. Già togliere il controllo padronale a Berlusconi della Rai sarebbe un passettino avanti in tal senso. Quanto a Bersani, anche lui non è eterno e una situazione del genere crerebbe i presupposti per un cambiamento futuro, passato il tempo del babau Berlusconi che paralizzava tutto. Le macerie esistono e sono di natura economica, culturale, morale e sociale. Quanto a Confindustria, credo che anche lì stiano cominciando ad accorgersi del vicolo cieco in cui li ha precipitati il puntare solo sul basso costo del lavoro senza preocuparsi dell'innovazione, visto che attualmente non battono chiodo con quel sistema e che cresciamo meno di tutti i Paesi, tranne che Haiti. Lo stesso Draghi che parla contro il precariato ne è un esempio, anche se lui non è un industriale.
    Basta con i cialtroni.

  8. #18
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    Predefinito Re:Un altro referendum elettorale?!

    Di Pezzotta ministro è già da un bel po' che se ne parla, eh!
    E anche di un posticino per Bonanni

    E non credo neanche che la Camusso sia intenzionata a impostare grandi conflitti con nessuno...

  9. #19
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    Predefinito Re:Un altro referendum elettorale?!

    Kowalsky ha scritto:
    Di Pezzotta ministro è già da un bel po' che se ne parla, eh!
    E anche di un posticino per Bonanni
    Nel caso, ci sarebbe però il contraltare Landini nel Paese, che avrebbe agibilità politica e non sarebbe demonizzato dal pensiero unico.
    Basta con i cialtroni.

  10. #20
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    Predefinito Re:Un altro referendum elettorale?!

    Non so come un governo possa cambiare il modo di pensare, io sono concreto e per me sono importanti le leggi approvate, e nessuna legge approvata da un governo da Vendola a Casini andrebbe nella direzione delle leggi volute dal "popolo di sinistra", viola, No-B ecc. Grillo impazzirebbe di gioia con un governo del genere.
    Forse l'unica sarebbe una tassazione maggiore delle rendite finanziarie, ma sul mercato del lavoro e la bioetica o la scuola (compresi i finanziamenti alle private) non ci sarebbero cambiamenti di sorta rispetto ad oggi.
    Against all odds

 

 
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  5. Altro referendum svizzero.....
    Di Dottor Zoidberg nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 06-06-05, 10:12

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