infame ha scritto:
Il punto è che la riforma Gelmini non fa nulla di tutto questo, ma avvia un processo per cui le università non potranno fare a meno dei finanziamenti privati. Che a me vanno pure bene, ma non se diventano imprescindibili. Il merito non c'entra nulla. Ed è normale che gli studenti s'incazzino.
Guardate che a me l'ingresso dei privati, legato però alla realizzazione di piani di investimenti, mi fa benissimo.
Però qui siamo di fronte a un'enorme presa per i fondelli perchè nella situazione attuale nessun ente (a parte situazioni limitate di eccellenza) avrà voglia di entrare nei cda universitari.
Non capisco perchè aziende e fondazioni dovrebbero investire in un sistema tendenzialmente arretrato, privo di strumenti, assolutamente slegato (ripeto, tranne luminose eccezioni) dal mondo del lavoro.
Se prima non si prova a far funzionare decentemente le nostre università (tra l'altro, siamo uno degli Stati con meno laureati in rapporto agli altri paesi OSCE, altro che balle sui troppi laureati, e tra l'altro, i laureati continuano a trovare lavoro di più e a avere retribuzioni più alte rispetto ai non laureati), è inutile parlare dei privati nei cda.
Anzi, è solo un modo (l'ennesimo) per mandare in vacca la questione