La Spinelli nomina il Nordafrica qui:
"Nei paesi nordafricani vigeva simile spartizione di compiti: ai despoti il dominio politico, alle moschee la libertà di modellare l'intimo delle coscienze. L'accordo di scambio sta saltando ovunque, tanto che si parla di fallimento colossale di quella che gli Occidentali chiamavano stabilità. È in nome della stabilità che Berlusconi ha chiamato Mubarak un saggio, e ha detto non voler "disturbare" Gheddafi poco prima che questi bombardasse i libici facendo centinaia di morti. È la stabilità il valore che anima tanti responsabili in Vaticano, perché essa garantisce prebende varie, sconti fiscali per le case-albergo dei religiosi, finanziamenti per scuole."
E secondo me non è per niente pertinente, in un articolo che parla di Stato e Chiesa in Italia. E' proprio falso che i rapporti tra potere e religione fossero simili in Nordafrica. I rapporti erano molto più conflittuali, basti pensare all'Algeria e al FIS, ma anche all'Egitto, solo gli ultimi anni c'era stata una tregua e una mutuale tolleranza tra i due poteri, la religione, molto diversa dal cristianesimo italiano, e lo Stato, anch'esso molto diverso da quello italiano.
Ho letto anche l'articolo di Sapelli: sono d'accordissimo sul no profit, e il suo ruolo soprattutto nel mondo musulmano e in genere laddove i corpi intermedi tra individuo e Stato, come famiglia e religione, sono importanti, quindi anche da noi. Non sono molto d'accordo su ipotesi di rivolte da noi, o sul fatto che oggi la situzione economica fosse peggiore. Era piuttosto, grazie alla globalizzazione, e grazie paradossalmente alla crescita economica che ha aumentato la disponibilità di istruzione e mezi di comunicazione, maggiore la consapevolezza della realtà. Cmq Sapelli è interessante. Tuttavia non ritengo significativo l'elenco di produzioni scritte per testimoniare la validità dei suoi scritti. C'è chi la pensa in maniera opposta e ha una bibliografia pari.