Pagina 4 di 9 PrimaPrima ... 345 ... UltimaUltima
Risultati da 31 a 40 di 86

Discussione: E' successo!!!!

  1. #31
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Pavia
    Messaggi
    29,105
     Likes dati
    1,026
     Like avuti
    1,452
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re:E' successo!!!!

    Danilo Emme ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Danilo Emme ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Danilo Emme ha scritto:
    Ma ancora ci parlate con Iannis?
    Questo cosa vorrebbe essere? Un esercizio o una lezione di dialogo e tolleranza da parte tua al forum?
    Vorrebbe essere quello che è. Cioè che di politica con te non si puo parlare, a mio avviso. Sei troppo partigiano. Trovi sempre un modo per giustificare le decisioni di Berlusconi e soci. (Al contrario di molti di noi di centrosinistra che spesso condanniamo le cavolate dei "nostri" leader).
    Non mi sembra che parliamo sempre di Berlusconi. Ad esempio in questo thread non lo facevamo. Discutevamo del fatto che i cattolici appoggiassero o meno il cdx, non stavamo giudicando Berlusconi. Così mille altre volte. Io parlo di politiche e leggi. e in ogni caso non mi interessa se uno ha una posizione tanto netta su qualcosa, ci discuto lo stesso. Io potrei dire che qui sono tutti ugualmente partigiani perchè viceversa sono sempre contro Berlusconi nel 100% delle volte e non "solo" nell'80% come accade all'opposizione altrove. Ma in realtà non me ne frega proprio nulla.
    Il thread parlava della reputazione vergognosa che abbiamo grazie al Premier ed ai suoi sodali. Tu hai cominciato a rivoltare la frittata dicendo che non bisogna credere ai luoghi comuni, che l'Italia ha una certa nomina da sempre etcetc.

    Tu non ammetterai mai che Berlusconi è una disgrazia per questo paese, come pensano i leader del Mondo Libero. Gli stessi file di Wikileaks lo hanno dimostrato, ci trattano come noi abbiamo trattato per anni i vari Mubarak e Gheddafi, ci tengono buoni per fare affari ma non ci stimano ed anzi ci detestano. Tu non lo ammetti, non prendi mai le distanze da Berlusconi, dagli errori del governo, mai. Quindi sei solo un partigiano, anzi un talebano. Da talebano dovresti essere trattato e tu come tutti i talebani. Essere evitato.

    Ora chiudo qui la polemica ed ammetto di aver sbagliato ad aprirla perche questo forum non puo essere usato per dissidi personali. Naturalmente dal punto di vista umano, non conoscendoti, non ho nulla a che dire, anzi sarei la persona piu umana e simpatica di questo mondo. Ma dal punto di vista politico non credo si possa conversare con te in quanto non ci si trova di fronte ad una persona che ragiona obiettivamente.
    Fai come vuoi, tutto dipende da come tu intendi un forum. Se pensi che la discussione sia finalizzata a torvare alla fine una risoluzione comune su un argomento, in cui si trovi una verità e chi sostiene quella sbagliata alla fine ammetta di avere torto, e si "converta", allora coerentemente puoi non parlarmi più. Ma non credo nessuno la intenda così, si discute, nel senso di aggiungere elementi e argomenti nuovi, rimanendo anche nelle stesse posizioni. Io del resto non ho mai preteso di convincere qualcuno, pena disegnarlo come "talebano", se non concorda con me.
    Ugualmente non penso sia accettabile che le discussioni prendano come assioma di partenza che Berlusconi sia la vergogna dell'Italia e il resto del mondo sia "il mondo libero" (sic!), per cui si discute del modo migliore e elle strategie per sbarazzarsene. Penso ci sia un forum PD per questo.
    E del resto non mi sembra e non mi paicerebbe neanche, che sia Berlusconi al centro delle discussioni, ma i più svariati temi e come si intende il mondo. Se poi chiaramente uno mette Berlusconi al centro di tutto, come causa diretta e indiretta di tutto, lui c'entrerà sempre, ma non è certo il mio caso.
    Against all odds

  2. #32
    email non funzionante
    Data Registrazione
    12 May 2009
    Messaggi
    2,542
     Likes dati
    8
     Like avuti
    157
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re:E' successo!!!!

    Quando ero in australopitecolandia, un mio collega conservatore, il quale sulla porta del suo ufficio esponeva il cartello "vietato l'accesso ai comunisti", prendeva per i fondelli il nostro amato PdC con il vocabolo "Cavaliere" pronunciato in modo alquanto buffo.

    Il mio capo dipartimento si mise a ridere in modo ironico sapendo che non avevo votato B.. Votava Howard ai tempi, quindi direi poco propenso al comunismo.

    Ma ovviamente sono tutti casi sporadici: fidatevi, l'Italia è considerata molto bene nei paesi occidentali.

    p.s.: solo chi ha lavorato e vissuto la vita quotidiana fuori dai confini può confermare con dovizia di particolari.
    p.p.s.: le leggende sulla nomea degli italiani all'estero mi fanno sorridere, sembra di sentire parlare Tremaglia con la valigia di cartone. Abbastanza buffi.

  3. #33
    email non funzionante
    Data Registrazione
    19 Aug 2004
    Messaggi
    18,529
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re:E' successo!!!!

    krop ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Però se pensiamo ai praticanti ripeto che per quello che vedo sono spesso più a destra del prete. Anche perchè non è che il cattolico praticante sia una categoria a parte, ma è trasversale, c'è il commerciante cattolico e l'artigiano cattolico praticante, non è che siano cose distinte.
    Quello che non mi torna in questo discorso, Iannis, è l'assegnazione del grado "più a destra" o "più a sinistra". Tornando all'articolo di Barbara Spinelli, quello che lei dice non è che ci sono delle associazioni che orbitano in area Pd e altre che invece orbitano in area Pdl, e che in questo momento stanno crescendo numericamente le prime.

    Dice - ed è perfettamente plausibile - che fra i cattolici praticanti, di qualunque estrazione sociale, politica e culturale essi siano, serpeggia un malessere che va evidentemente *oltre* la politica e che forse si puo' definire un malessere spirituale.

    Deriva dalla sensazione, più che giustificata, che i più alti rappresentanti della comunità dei credenti si stiano comportando come i mercanti nel tempio, scambiando il proprio silenzio con qualche benefit monetario. Solo che quando sei stato in silenzio una volta davanti all'indecente, non è che poi ricominci a parlare subito dopo. Non è che poi puoi andare in giro a dar lezioni di etica. Perché sei stato zitto quando il tuo dovere era parlare.

    In un mondo in cui è difficile per tutti essere compiutamente morali, i praticanti di qualunque religione sono un'eccezione, perché sono persone che *realmente* ci provano, o almeno dovrebbero farlo. Per questo una parte di essi (i più ingenui? i più coglioni? o forse i migliori?) non puo' stare a guardare il mercimonio senza sgomento, e non essendo questa una massa di ignoranti, ma al contrario gente che vive d'altro che non di soli beni materiali, questo baratto non lo puo' accettare.

    Cosa c'entrano destra e sinistra?
    Spinelli, infatti, intendeva questo ma iannis in genere NON legge i link (oppure li legge saltando una frase su tre).
    Basta con i cialtroni.

  4. #34
    email non funzionante
    Data Registrazione
    12 May 2009
    Messaggi
    2,542
     Likes dati
    8
     Like avuti
    157
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re:E' successo!!!!

    Comunque dovete ringraziare gli italiani che mantengono ancora un tasso di civiltà su parametri occidentali lontano da Roma.
    E' grazie a gentaglia come noi che la reputazione non è ancora scesa a gradi negativi.
    Non è un caso infatti se, preso un centro di ricerca a caso nel mondo, tolta la franchigia locale in ovvia maggioranza, la comunità tra le più comuni è quella italiana.

    Aspettassimo i frignoni accasati col mastice entro le 110 province, staremmo ancora all'età della pietra.

    E' solo grazie a noi se i turisti possono ancora mettere il nasino fuori casa senza essere presi ad ingiurie.

  5. #35
    email non funzionante
    Data Registrazione
    19 Aug 2004
    Messaggi
    18,529
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re:E' successo!!!!

    iannis ha scritto:
    krop ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Però se pensiamo ai praticanti ripeto che per quello che vedo sono spesso più a destra del prete. Anche perchè non è che il cattolico praticante sia una categoria a parte, ma è trasversale, c'è il commerciante cattolico e l'artigiano cattolico praticante, non è che siano cose distinte.
    Quello che non mi torna in questo discorso, Iannis, è l'assegnazione del grado "più a destra" o "più a sinistra". Tornando all'articolo di Barbara Spinelli, quello che lei dice non è che ci sono delle associazioni che orbitano in area Pd e altre che invece orbitano in area Pdl, e che in questo momento stanno crescendo numericamente le prime.

    Dice - ed è perfettamente plausibile - che fra i cattolici praticanti, di qualunque estrazione sociale, politica e culturale essi siano, serpeggia un malessere che va evidentemente *oltre* la politica e che forse si puo' definire un malessere spirituale.

    Deriva dalla sensazione, più che giustificata, che i più alti rappresentanti della comunità dei credenti si stiano comportando come i mercanti nel tempio, scambiando il proprio silenzio con qualche benefit monetario. Solo che quando sei stato in silenzio una volta davanti all'indecente, non è che poi ricominci a parlare subito dopo. Non è che poi puoi andare in giro a dar lezioni di etica. Perché sei stato zitto quando il tuo dovere era parlare.

    In un mondo in cui è difficile per tutti essere compiutamente morali, i praticanti di qualunque religione sono un'eccezione, perché sono persone che *realmente* ci provano, o almeno dovrebbero farlo. Per questo una parte di essi (i più ingenui? i più coglioni? o forse i migliori?) non puo' stare a guardare il mercimonio senza sgomento, e non essendo questa una massa di ignoranti, ma al contrario gente che vive d'altro che non di soli beni materiali, questo baratto non lo puo' accettare.

    Cosa c'entrano destra e sinistra?
    C'entrano perchè alla fin fine, e la Spinelli lo sa e questo intende, la questine è e sarà per i cattolici praticanti o "che ci provano" votare il csx oppure il cdx.
    E questo dipenderà da cosa riterranno peggio i cattolici in questione. Se le proposte "laiche" su tante questioni sensibili (fine vita, fecondazione, unioni di fatto) o il comportamento di Berlusconi nelle note vicende. Non è che sia molto complicato eh?
    Fatto salvo che anche per un cattolico praticante queste siano le issues più importanti e non ad esempio quelle economiche.
    Un conto è dire, come fa la Spinelli, che una certa quota di cattolici praticanti potrebbe mollare Berlusconi a causa dei suoi comportamenti e un conto è classificare, come fai tu, chi fra i cattolici è già di destra o di sinistra. Spinelli, infatti, adombra possibili cambiamenti nelle scelte elettorali dei cattolici: i comportamenti dell' ''utilizzatore'' di Arcore, secondo lei, potrebbero essere la causa del cambiamento e i comportamenti elettorali di una quota rilevante di cattolici la conseguenza.
    Basta con i cialtroni.

  6. #36
    email non funzionante
    Data Registrazione
    19 Aug 2004
    Messaggi
    18,529
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re:E' successo!!!!

    bsiviglia ha scritto:
    [quote]
    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:

    Anche La Voce del Popolo (Brescia), l'Unione Monregalese (Mondovì), il Corriere di Saluzzo, Il Nostro Tempo e La Voce del Popolo di Torino, Il Cittadino (Lodi), La Cittadella (Mantova), L'Avvenire di Calabria, Luce e Vita di Molfetta e l'Araldo Abruzzese (Teramo). TUTTI giornali diocesani, sono ''minimali circoli auto-referenziali''? e fanno ''con voli pindarici verbali come quelli della Spinelli''?

    PS: anch' io, per te, faccio voli pindarici e finalmente ho capito cosa vuoi dire (sono un po' tarda, magari un giorno mi spieghi anche meglio cosa vuol dire radical chic, eh?): per te, avere un minimo di capacità di collegamento e il minimo sindacale di cultura (è il caso mio, non quello della Spinelli, che è coltissima), fa ''voli pindarici''. Ti viene mai il dubbio che forse sei tu che non sai cogliere i nessi fra gli argomenti?
    Chi ha il minimo sindacale di cultura sa distinguere tra la situazione economica maghrebina e quella italiana, sarebbe indecente pensare veramente che ci siano similitudini, sempre se uno ha cultura e non solo volontà di accendere animi già eccitati.
    Riguardo ai giornali diocesani, inutile dire, come ho sempre detto, che la Chiesa non è quel blocco monolitico che molti laici pensano, non lo è all'interno e tanto meno i credenti, ci sono maggioranze e minoranze, e di solito le minoranze, quando sono tali, non sono marginali, e si sentono. Per entrare ancora più nel dettaglio, sono molti i casi, e l'esempio della mia Pavia è lampante per chi è della zona, in tutto simile alla realtà della diocesi di Milano, di una certa inclinazione della diocesi che in realtà è differente da quella di molti fedeli.
    Ma quando mai la Spinelli ha fatto similitudini fra la situazione economica italiana e quella maghrebina! DOVE l' hai letta? In verità, c'è chi l'ha fatta, in un articolo sul Corriere ma non è Barbara Spinelli, bensì Giulio Sapelli (con il quale sono d'accordo sull'analisi ma non sulle proposte)

    http://www.ilsussidiario.net/News/Es...81ff1be214%2C0

    che ha il seguente curriculum

    Prof. Giulio Sapelli



    Nato a Torino nel 1947 dove si è laureato in Storia economica nel 1971 e ha conseguito la specializzazione in Ergonomia nel 1972.
    Ha studiato nel 1972 presso l'Institut fur Weltwirschaft di Kiel e ha insegnato e svolto attività di ricerca presso la London School of Economics and Political Sciences nel 1992-1993 e nel 1995-1996, nonchè presso l’Università Autonoma di Barcellona nel 1988-1989 e l’Università di Buenos Aires negli anni 1993-1993, 1993-1994, 1995-1996 e 1996-1997.
    Negli anni 1981-1982, 1982-1983, 1986-1987, 1991-1992 e 1994-1995 è stato Directeur d’Etudes presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi.
    Ha svolto attività di ricerca e di consulenza per le fondazioni Onassis, Schlumberger, Goulbenkian e l’Eric Remarque Institute.
    E’stato stato fellow dell’Università Europea di Fiesole e della Fondazione Gulbenkian di Lisbona e visiting professor presso le università di Praga, Berlino, Buenos Aires, Santiago del Cile, Rosario, Quito, Barcellona, Madrid, Lione, Vienna, South California, Wollongong/Sidney, New York.
    E’attualmente professore ordinario di Storia Economica presso l’Università degli Studi di Milano, dove insegna anche Analisi Culturale dei Processi Organizzativi.
    Negli anni 2000-2001 è stato Direttore del corso post laurea in “Economia, impresa e discipline umanistiche tra oriente e occidente” della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Milano.
    Per la stessa Facoltà è stato, dal 1989 al 2003, responsabile dei Progetti SOCRATES-ERASMUS.

    Nel corso degli studi e immediatamente dopo la laurea ha lavorato presso gli uffici studi della Cassa di Risparmio di Torino e dell’Olivetti s.p.a. Per l'Olivetti s.p.a. ha adempiuto in seguito a compiti di ricerca economica, di direzione e di formazione del personale e del management di ogni livello, prima in modo pressochè esclusivo, poi in forma consulenziale.
    Dal 1975 al 1981 ha lavorato presso lo IAFE, il centro di formazione e di ricerca manageriale dell’ENI e poi, dal 1982 al 1987, più saltuariamente, presso l’ELEA, il centro di formazione e di ricerca manageriale dell'Olivetti.
    Ha svolto attività di consulenza direzionale, formativa e di ricerca presso l'ISVOR-FIAT, la Galbani Italia, il gruppo SBN, il Credito Emiliano, TELECOM, TIM, l'AGIP PETROLI, FS S.pA. FINMECCANICA, BARILLA, adempiendo anche a ruoli di diretta responsabilità di orientamento e di intervento nei settori delle politiche del personale, delle relazioni interne, della comunicazione interna, della realizzazione dei programmi relativi alla redazione e all’implementazione dei "codici etici", degli studi e delle ricerche.

    Nel 2005 ha fatto parte del Comitato per la riforma del sistema di controllo interno dell’ENI per ottemperare ai dettati del Sarbanex-Oxley Act.

    Ha fatto parte dal 1978 al 1991 del Comitato Scientifico dell’ISVET ( l’istituto di ricerca del gruppo ENI ), dal 1984 al 1993 del Comitato Scientifico e di Indirizzo della FEDERMECCANICA, dal 1989 al 1996 del Comitato Tecnico Scientifico dell'Istituto Luigi Luzzatti della Direzione Generale per l'impresa e il movimento cooperativo del Ministero del Lavoro e dal 1987 al 1997 ha fatto parte del Comitato Direttivo della Fondazione Adriano Olivetti e dal 1995 fa parte del Comitato Scientifico della Fondazione Ugo Spirito. Dal 2001 fa parte del Comitato Scientifico della Fondazione Giulio Pastore e nel 2005 è stato tra i fondatori ed è tra i componenti del Comitato Scientifico della Fondazione Enzo Tarantelli.

    Dal 1994 è ricercatore emerito presso la Fondazione ENI Enrico Mattei.

    Dal 1996 al 2002 è stato Consigliere di Amministrazione dell’ENI e componente dell’Audit Committee del gruppo.
    Dal 2000 al 2004 è stato Consigliere di Amministrazione di FS HOLDING e Presidente dell’Audit Committee del gruppo.
    Dal 2000 al 2001 è stato Presidente della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena.
    Dal 2002 è componente del CdA di UNICREDIT BANCA d’IMPRESA e Presidente dell’Audit Committee e del Comitato di Controllo della Legge 231.
    Dal 2003 è Presidente di SR Investment Group(SGR).
    Dal 2003 al 2005 è stato Presidente di META S.p.A.
    Dal 2006 fa parte del CdA di SNAIDERO spa.
    Dal 2006 al 2007 è stato Presidente di ASAM spa.
    Dal 2008 è consigliere d’amministrazione della Fondazione Museo Poldi Pezzoli.

    Nel 1983 ha dato vita, con manager, imprenditori e studiosi, alla Fondazione ASSI per lo studio e la storia dell’impresa di cui è stato Presidente sino al 1993, per esserne poi il Presidente Onorario.

    E'stato, dal 1980 al 2003, Direttore Scientifico della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

    Dal 1992 è Presidente del Centro di storia e studi sull’impresa e sull’innovazione, poi Centro per la cultura d’impresa, presso la Camera di Commercio di Milano.

    Dal 1992 al 1994 ha presieduto la Commissione di studio su "Patologia del mercato e corruzione" istituita dal Centro di storia sull’impresa e dell’innovazione e dalla Camera di Commercio di Milano. Dal 1993 al 1995 è stato il rappresentante italiano di Trasparency International, l’organizzazione che lotta contro la corruzione economica a livello internazionale. Dal 1995 fa parte del Comitato contro l’usura e la criminalità economica della Camera di Commercio di Milano.

    Dal 2002 è tra i componenti del WORDL OIL COUNCIL
    Dal 2003 fa parte dell’International Board dell’OCSE per il no profit.

    Nel 1982 ha vinto il Premio Scanno per il miglior lavoro sulle relazioni industriali.
    Nel 1997 ha vinto il Premio Salvatore Valitutti per la miglior opera sul Mezzogiorno d’Italia e il Premio Internazionale Città di Palmi per il più importante libro di un autore italiano pubblicato all’estero.
    Nel 1998 ha vinto il Premio Iglesias per il miglior libro sul no-profit.
    Nel 1999 ha vinto il Premio Capalbio Economia.


    e le seguenti pubblicazioni




    Sul capitalismo italiano. Trasformazione o declino, Feltrinelli, Milano, 1983.
    Economia, tecnologia e direzione d’impresa in Italia, Einaudi, 1994.
    Storia economica dell’Italia contemporanea, Bruno mondadori , Milano, 1997.
    L’Italia di fine secolo. Neopatrimonialismo e capitalismo senza mercato,
    Marsilio Editore, Venezia, 1998.
    Modernizzazione senza sviluppo. Pasolini e il capitalismo italiano( a cura di Veronica Ronchi), Bruno Mondatori, Milano, 2006.

    E’stato il primo in Italia e in Europa ha studiare in forma interdisciplinare una media impresa d’eccellenza, con la: Storia della Dioguardi. Cultura e vita di un’impresa, Donzelli, Roma, 1995.

    Ha rivolto molti dei suoi sforzi allo studio dell’associazionismo imprenditoriale, con:
    Modelli culturali e rappresentanza imprenditoriale. Il caso FEDERMECCANICA, ETA KOMPAS, Milano, 1991.
    ( a cura ), Impresa e sindacato. Storia dell’INTERSIND, Il Mulino, Bologna, 1996.
    Ha curato gli: Scritti 1970-1995 di Felice Mortillaro, editi con il titolo: La via italiana al capitalismo dalle Edizioni de "Il Sole 24 Ore", Milano, 1997.
    Ha curato la: Storia dell’Unione Italiana delle Camere di Commercio (1862-1994), Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 1997, in cui ha pubblicato la Postfazione:Istituzionalizzazione dei mercati, rappresentanza, sovranità.(Riflettendo sulla storia dell’Unioncamere), pp.467-502.

    Si è interessato al tema dei trasporti , come documentano: Il Lloyd Triestino nel contesto dell'economia di Trieste e del suo hinterland, in "Il Lloyd Triestino 1936-1986. Contributi alla storia del cinquantennio 1936-1986", Trieste, 1986, pp. 121-192.
    La sussidiarietà creativa,in Federazione Nazionale Imprese Trasporti, "FENIT 1946-1996",FENIT Edizioni, Roma, 1996, pp. 213-229.

    Ai problemi dell’energia, del suo management e della sua industria, ha dedicato molti anni di studio e di ricerca. Tra i molti suoi lavori si ricordano:
    (con F. Carnevali), Uno sviluppo tra politica e strategia ENI (1953-1986), Franco Angeli, Milano, 1987.
    (con L. Orsenigo, P. Toninelli, C. Corduas), Nascita e trasformazione d’impresa.Storia dell’AGIP PETROLI, Il Mulino, Bologna, 1993.
    Crescita, competenze e cultura d’impresa. La Scuola Superiore Enrico Mattei, Edizioni della Scuola Superiore Enrico Mattei, SanDonato, 1996.

    Ha contribuito al rinnovamento della teoria dell’impresa con:
    L’impresa come soggetto storico, Il Saggiatore, Milano, 1991.
    L’impresa e la democrazia. Separatezza e funzione, Edizioni della Fondazione Adriano Olivetti, Città di Castello, 1993.
    Perchè esistono le imprese e come sono fatte, Bruno Mondadori, Milano, 1999.

    Ai temi della cultura organizzativa ha dedicato, oltre al lavoro di consulenza e di intervento operativo, molte ricerche, tra cui ricordiamo quelle pubblicate:
    Per la cultura dell’impresa. Strategia e sapere del managment moderno, Franco Angeli, Milano, 1987.
    Netwerke, Kulture, Betrieb,Datacom-Verlag, Bergheim, 1992.
    (con C. Corduas), L’impresa, l’anima e le forme. Autocostruire la comunicazione interna, Guerini& Associati, Milano 1996
    Antropologia della persona e organizzazione, Introduzione all’edizione italiana di M.Alvessoon, Prospettive culturali sull’organizzazione, Guerini & Associati, Milano, 1997.
    Persona e impresa. Un caso di etnografia aziendale, Rubbettino, Soveria Mannelli, 1999. Educare e studiare insieme nell’impresa.Una testimonianza di Giulio Sapelli, in G.Maifreda e S.Roncaglia, “Narrare la formazione. Grande impresa e sindacato”, Guerini Editore, Milano,2005,pp.161-190. Marketing antropologico: riflessioni e proposte, in “Itinerari d’impresa”, n.6, 2005,pp.15-27. Postfazione.Lo “scandalo “ della memoria olivettiana, in a cura di R.Rozzi, F.Novara e R. Garruccio,”Uomini e lavoro alla Olivetti”, Bruno Mondadori, Milano, 2005, pp.607-614. (con C.Corduas)Reificazione e managerialismo nell’impresa del nuovo secolo, in “Itinerari d’impresa”, n.10,2006,pppp.37-55.(con D.Cadeddu),Adriano Olivetti.Lo spirito nell’impresa, Il Margine, Trento, 2007, pp.111.

    Ai temi delle patologia dei mercati e della necessità della loro trasparenza istituzionale, organizzativa ed etica, ha dedicato i lavori:
    Cleptocrazia. Il meccanismo unico della corruzione tra economia e politica, Feltrinelli, Milano, 1994.
    Responsabilità d’impresa. Tra mercato e nuova sovranità politica, Guerini & Associati, 1996.
    Introduzione alla sezione "Finalità d’impresa, governo e valori " de ( a cura di L. Caselli ) Le parole dell’impresa. Guida alla lettura del cambiamento, Franco Angeli, Milano, 1995, pp.423-424.
    Per quest'opera ha scritto il saggio: Etica, alle pp. 533-542.
    Giochi proibiti.Enron e Parmalatapitalismi a confronto, Bruno Mondatori, 2004
    Etica d’impresa e valori di giustizia, Il Mulino, 2007,pp.119.

    Ha inaugurato non soltanto in Italia lo studio del movimento cooperativo come insieme di imprese, con: Il movimento cooperativo in Italia. Storia e problemi, Einaudi, Torino, 1981; una ricerca che è sempre continuata, come documenta:
    Comunità e mercato, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 1996 e La cooperazione: impresa e movimento sociale, Edizioni Lavoro, Roma, 1998.
    Cooperazione,proprietà, management.Il modello CCPL, Libri Scheiwiller,Milano,2004,pp.110.
    Le voci della memoria cooperativa(CCPL e oltre). Prefazione ad: A.Canovi, “Cento anni. Il racconto cooperativo di un gruppo industriale”,Federico Motta Editore, Milano 2004, pp8-12.
    Cooperazione e classi politicheonsiderazioni impolitiche, in M.Granata,”Impresa cooperativa e politica.La duplice natura del conflitto”, Bruno Mondatori editore, Milano,2005,pp.80-89. COOP.Il futuro dell’impresa cooperativa,Einaudi,Torino,2006,pp.105. .L’impresa per la giustizia sociale.Storia della CMB. Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi, Bruno Mondatori,Milano,2008,pp160.

    Ha studiato, tra i pochissimi nel nostro paese e in Europa, i problemi dell’assicurazione come impresa, con i saggi :Uomini e capitali nella Trieste dell’Ottocento. La fondazione della Riunione Adriatica di Sicurtà, in "Società e storia", n.26, 1984, pp821-873; Analisi sistematica delle serie storiche dei bilanci della Riunione Adriatica di Sicurtà (1838-1945), Working paper dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole, 1985; Sistemi di status, reticoli matrimoniali e simbologia della morte: l’élite della Riunione Adriatica di Sicurtà, in "Annali di storia dell’impresa", anno VII, 1991, pp. 57-130.

    Si è dedicato allo studio dei sistemi economico-sociali territoriali, con:
    Trieste italiana. Mito e destino economico,Franco Angeli, Milano, 1990, p. 343;Percorsi imprenditoriali e pratiche sociali, in G. Sapelli, A. Canovi, S. Bertini, A. Sezzi, "Terra di imprese. Lo sviluppo industriale di Reggio Emilia dal dopoguerra a oggi", Pratiche Editrice, Parma, 1995, pp. 5-36;Dal "miracolo economico" alla "neoindustria":grandi famiglie e nuova borghesia,in"Storia di Milano.Vol.XVIII.Il Novecento", Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma, 1996,pp.147-181;Il sistema incompiuto. Considerazioni sull’esperienza dell’industrializzazione sarda, in "70 anni. La memoria dell'impresa", Edizioni Associazione Industriale di Cagliari - Confindustria - Sovrintendenza Archivistica per la Sardegna, Cagliari, 1995, pp. 149-199; Alternative possibili per la crescita: la Sardegna, Sassari e oltre, in M.L.Di Felice,L.Sanna, G.Sapelli, "L'impresa industriale del Nord Sardegna.Dai pionieri ai distretti:1922-1997",Laterza, Roma-Bari,1997,pp.293-347. La trasformazione dei rapporti tra economia e politica a Milano: sussurri e grida, in A.A.V.V.,”Milano,nodo della rete globale.Un itinerario di analisi e proposte”, Bruno Mondadori, 2005, pp.53-82.

    Ha studiato la particolare forma d’impresa delle mulituitilities e ne ha derivato considerazioni teoriche e pratiche sulla base della sua esperienza d’indipendent director e di chairman: con F.Coltorti,F.Giavazzi,M.Vitale, Indirizzi di governo per le società a controllo comunale,in CIVICUM,”Una governance per le società a controllo comunale”,O.Capriolo, Milano,2005,pp.5-12. La trasformazione delle società di proprietà comunale:eterogenesi dei fini e rimedi di governance, in CIVICUM,”Una governance per le società a controllo comunale”,O. Capriolo, Milano,2005,pp.13-23.

    La Sua riflessione ora si rivolge alle trasformazioni della sovranità e quindi della teoria dello stato, tra economia, politica, geostrategia: Prefazione.La nuova grande trasformazione, in (a cura di G. Vittadini),”Che cosa è la sussidiarietà. Un altro nome della libertà”, Guerini Editore, Milano, 2007,pp13-16. La democrazia trasformata. La rappresentanza tra territorio e funzione:un’analisi teorico-interpretativa, Bruno Mondadori, Milano , 2007,pp. 210. Città europee e insorgere delle metropoli non europee: le sfide della libertà, in “Dialoghi internazionali”,n.1,2006,pp.78-87. Discorrendo di infrastrutture e istituzioni,in “Dialoghi internazionali. Città nel mondo”,n.3,2006,pp.42-50. Libertà e liberalizzazioni: un sentiero nella foresta pietrificata, in “Atlantide”,settembre 2006,pp.17-21.

    Giulio Sapelli ha pubblicato, sulla base della sua pluridisciplinare esperienza internazionale:
    Southern Europe since 1945. Tradition and Modernity in Portugal, Spain , Italy, Greece and Turkey, Longman, New York and London, 1995. ( tradotto in italiano nel 1996 da Rubbettino Editore, Soveria Mannelli.)
    Diario americano( a cura di V. Ronchi), Bollati Boringhieri, Torino, 2006.

    E’stato tra i fondatori di "Industrial and Corporate Change" ( Oxford University Preess) e di "Stato e mercato" ( Il Mulino), di “Studi organizzati”-nuova serie-; fa parte inoltre del Comitato editoriale di " Quaderni di Sociologia" ( Rosenberg & Sellier), di "Economia e politica industriale" (Franco Angeli ) e di "Società e storia"( Franco Angeli).
    E’tra i componenti dell’International Academic Board di "Modern Italy" (Carfax) e di "Journal of Southern Europe and the Balkans" (Carfax).
    E’stato dal 2000 al 2005 direttore scientifico di “Itinerari d’impresa”. Con Mauro Ma gatti è stato, dal 2004, direttore scientifico di “Dialoghi internazionali”.

    Molti suoi lavori sono pubblicati e tradotti in inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, russo, giapponese.



    236. L’impresa per la giustizia sociale.Storia della CMB. Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi, Bruno Mondatori,Milano,2008,pp176.

    235. Dove va a finire la fatica. Storie di vita e di lavoro in CMB-Cooperativa muratori e braccianti di Carpi, Bruno Mondadori,Milano,2008,pp 248.

    234. Meno stato, poco mercato. Modelli viziosi di modernizzazione secondo Geminello Alvi, Pierluigi Celli, Giulio Sapelli, Francesco Valli, Marsilio,Venezia,2007,pp 128.

    233. Postfazione a ( a cura di M. Canella e G. Maifreda),”Clubino nella Casa degli Omenoni",Lucini Libri, Milano,2008, pp231-234.

    232. Governance finanziaria e globalizzazione, in "Atlantide”n.1,2008,pp.11-15.

    231. Prefazione,a (di M.De Luca),”Ch’ange to Win”,Agrilavoro Edizioni,Roma, 2008,pp.13-19.

    230. Della mancata integrazione sistemica e della vittoria dei lanzichenecchi, in "Conquiste del lavoro.VIAPO”,,n.5/6,2008,pp.5-6

    229. Storia economica dell’ Italia contemporanea (nuova versione aggiornata), Bruno Mondadori, Milano,2008,pp.259.

    228. Il professore sapiente, in "( a cura di M.P.Morelli), Parole incrociate.Storie di gente che ce l’ ha fatta”, Marsilio, Venezia, 2007,pp.197-206.

    227. Un nuovo volto della diversità, in "Equilibri”,n.3,2007,pp.291-296.

    226. Bahia. Modeste istruzioni per la bellezza, in "Dialoghi internazionali”, n.6,2007,pp.147-151

    225. La democrazia trasformata. La rappresentanza tra territorio e funzione:un’ analisi teorico-interpretativa, Bruno Mondadori, Milano , 2007,pp. 224.

    224. Etica d’impresa e valori di giustizia, Il Mulino, 2007,pp.119.

    223. (con D.Cadeddu),Adriano Olivetti.Lo spirito nell’ impresa, Il Margine, Trento, 2007,pp.126

    222. Prefazione.La nuova grande trasformazione, in (a cura di G. Vittadini),”Che cosa è la sussidiarietà. Un altro nome della libertà”, Guerini Editore, Milano, 2007,pp13-16

    221. La sovranità in mezzo al guadol dilemma europeo, in "Italianieuropei”,n.1,2007,pp.153-158.

    220. Il dolore e la speranza nell’ impresa.Prefazione a di E.Levi,”Società a responsabilità illimitata.Tutta la verità sui manager italiani”,Rubbettino, Soveria Mannelli, 2006,pp.IX-XII

    219. Discorrendo di infrastrutture e istituzioni,in "Dialoghi internazionali.Città nel mondo”,n.3,2006,pp.42-50.

    218. Prefazione,a Di B.Riguzzi,R.Porcari,La cooperazione operaia in Italia,CUEM,Milano,2006,pp. I-VII.

    217. (con C.Corduas)Reificazione e managerialismo nell’ impresa del nuovo secolo, in "Itinerari d’ impresa”,,n.10,2006,pppp.37-55.

    216. COOP.Il futuro dell’ impresa cooperativa,Einaudi,Torino,2006,pp.105

    215. Libertà e liberalizzazioni: un sentiero nella foresta pietrificata, in "Atlantide”,settembre 2006,pp.17-21.

    214. Diario americano, (a cura di V.Ronchi), Bollati Boringhieri, Torino, 2006,pp205.

    213. Città europee e insorgere delle metropoli non europee: le sfide della libertà, in "Dialoghi internazionali”,n.1,2006,pp.78-87.

    212. Diario americano.7, in"Italianieuropei”,gennaio-febbraio 2006,pp.227-240

    211. Riformismo e impresa, in "Italianieuropei”,gennaio-febbraio 2006,pp.129-142.

    210. La trasformazione delle società di proprietà comunale:eterogenesi dei fini e rimedi di governance, in CIVICUM,”Una governance per le società a controllo comunale”,O. Capriolo, Milano,2005,pp.13-23.

    209. con F.Coltorti,F.Giavazzi,M.Vitale, Indirizzi di governo per le società a controllo comunale,in CIVICUM,”Una governance per le società a controllo comunale”,O.Capriolo, Milano,2005,pp.5-12.

    208. La trasformazione dei rapporti tra economia e politica a Milano: sussurri e grida, in A.A.V.V.,”Milano,nodo della rete globale.Un itinerario di analisi e proposte”, Bruno Mondadori, 2005,pp.53-82.

    207. Pasolini trent’ anni dopo , a cura di M. Maugeri, in "Via Po”,pp.5-6.

    206. Postfazione.Lo "scandalo " della memoria olivettiana, in a cura di R.Rozzi, F.Novara e R. Garruccio,”Uomini e lavoro alla Olivetti”, Bruno Mondadori, Milano, 2005,pp.607-614.

    205. Stato e società civile:differenze e somiglianze.Commento a J.W.Spencer,T.M.Murtha,S.A.Lenway, Come fanno i governi a creare nuovi settori, in "Sviluppo e organizzazione”, settembre-ottobre 2005, p.57.

    204. Diario Americano.5, in "Italianieuropei”,n.4,2005,pp.215-226.

    203. Marketing antropologico: riflessioni e proposte, in "Itinerari d’ impresa”,,n.6, 2005,pp.15-27.

    202. Integrità d’ impresa e sfere di giustizia, in"Equilibri”,n.2,2005,pp. 365-383.

    201. Keyensiana contemporanea. A partire da " Prospettive economiche per i nostri nipoti”:Lord e utopista, in "Equilibri”,n.2,2005,pp.217-221.

    200. Modernizzazione senza sviluppo.Il capitalismo secondo Pasolini( a cura di Veronica Ronchi), Bruno Mondadori Editore, Milano, 2005,p.256.

    199. Cooperazione e classi politicheonsiderazioni impolitiche, in M.Granata,”Impresa cooperativa e politica.La duplice natura del conflitto”, Bruno Mondatori editore, Milano,2005,pp.80-84

    198. Educare e studiare insieme nell’ impresa.Una testimonianza di Giulio Sapelli, in G.Maifreda e S.Roncaglia, "Narrare la formazione. Grande impresa e sindacato”, Guerini Editore, Milano,2005,pp.161-190

    197. Il ritorno alle virtù civili e al sociale per lo sviluppo dell' economia italiana, "Atlantide",n.1,2005,pp51-60.

    196. Il mito emblematico della "M Form”, in "Quaderni di Farentino”, n.2,2005,pp.11-21.

    195. Books Reviews: . Pedro Tavares de Almeida, Antonio Costa Pinto, Nancy Bermeo(eds):Who Governs Southern Europe?. Regime Change and Ministerial Recruitment. 1850-2000, Frank Cass,London,2003. in " Journal of Souther Europe and the Balkans”, December 2004,pp307-309.

    194. Le voci della memoria cooperativa(CCPL e oltre). Prefazione ad: A.Canovi, "Cento anni. Il racconto cooperativo di un gruppo industriale”,Federico Motta Editore, Milano 2004, pp8-12.

    193. Il declino non basta, in "Italianieuropei",n.4,2004, pp263-275.

    192. Cooperazione,proprietà, management.Il modello CCPL, Libri Scheiwiller,Milano,2004,pp.110.

    191. Prefazione, a IRTop. Studio Camuzzi &Bonissoni( a cura) "Le società miste.Nuovi modelli operativi", ,Maggioli Editori,San Marino,2004,pp.7-13.

    190. Interdipendenza e trasformazioni economiche-istituzionalil caso degli investimenti italiani in Sud America, in "Quaderni di Ferentino",n.1,pp.18-39

    189. Diario Americano .IV, in "Italianieuropei", n.3,2004, pp.261-282

    188. Diario Americano .III, in "Italianieuropei", n.2,2004, pp.193-214.

    187. Uno sviluppo economico plasmato sulla persona, in "Milano, i lumi della libertà.200 anni tra sussidiarietà e capitale umano",Globe Editore, MIlano,2004,pp39-52

    186. Elite e destino italiano, in ( a cura di G.Toniolo e V. Visco) "Il declino economico dell' Italia.Cause e rimedi",Bruno Mondadori , Milano, 2004, pp.81-94.

    185. Giochi proibiti.ENRON e PARMALAT. Capitalismi a confronto, Bruno Mondadori, Milano,2004,p.118

    184. Amarcord ASAP, in "Personae", n.6,2004,pp.35-45.

    183. Le nuove frontiere della CRS, in "Politeia ", n.72,2003,pp.55-60.

    182. Sulla crisi economica della grande impresa, in "Identità:sulle tracce dell' anima",PressColor, Milano,2003, pp.164-153

    181. Sul riformismo, Bruno Mondadori, Milano,2003.

    180. Diario Americano .II, in "Italianieuropei", n.4,2003, pp.215-233

    179. ENRON e oltre…, in "Equilibri", ,n.1,2003,pp.83-123.

    178. Diario americano, in "Italianieuropei",,n.3,2003,143-155

    177. La natura dei sentimenti, in "Sentimenti.Catalogo ragionato delle umane pulsioni",a cura di E.Paolillo",,Skira,Ginevra-Milano,2003,pp41-49

    176. Responsabilità"oltre la legge, in "Equilibri",n.2,2002,pp.261-273

    175. Review of "The Caspian Sea Region "(Gennady Chufrin),in "The Political Quarterly",n.4,2002,pp500-502

    174. Merci e persone.L' agire morale nell' economia.Con un saggio sulla santità di Adriano Olivetti, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2002,p.118.

    173. Antropologia della globalizzazione, Bruno Mondadori Editore, Milano, 2002, p.261.

    172. L' impresa industriale e i suoi problemi , in "Enciclopedia italiana. Eredità del Novecento, Tomo II-2001", Edizioni dell' Enciclopedia Italiana, Roma, 2002, pp.531-548.

    171. Per l' antropologia economica:saperi e pratiche sociali, in "Istituzioni,mercato e democrazia.Liber amicorum per gli ottanta anni di Alberto Predieri( a cura di S.Amorosino,G.Morbidelli,M.Morisi),Giappichelli Editore, Torino,2002,pp581-596.

    170. La città borghese e il suo ethos, in (a cura di M. Negri e S. Rebora)"La città borghese.Milano 1880-1968",Skira Editore, Milano, 2002,pp.18-21.

    169. I difficili percorsi della crescita e dello sviluppo economico e sociale. Note su Johmn Admas e Francesco Pigliaru, in " Il pensiero economico italiano",,n.1, 2001, pp168-186.

    168. Riflessioni sull' esperienza delle "Contrade" di Siena, in A.A.V.V., " A bella mostra. Le Montature di Piazza del 2000",ALSABA Edizioni, Siena, 2001, pp.323-333.

    167. (con F. Pallenzona),Presentazione, a G.Stornello,"La banca tra mercato ed etica.Il sistema bancario italiano, la globalizzazione finanziaria e le piccole e medie imprese", UTET,Torino,2001,pp.VI-XII.

    166. Jack Welch, Thomas Stearns Eliot e i cambiamenti della Digital Economy:una riflessione che vuol essere liberatrice.Introduzione all' edizione italiana, di A.J.Slywotzky,D.Morrison(con K.Weber), "Innovatori digitali.Come creare l' impresa della Net Economy", Guerini e Associati, Milano,2001,pp.XVI-XXXIII.

    165. Bibliothèques,mouvements sociaux et Nouvelle Economie(La technologie de l' information et les nouvelles perspectives de la documentation), in International Association of Labour History Institutions(IALHI)," Acta:XXXI Annual Confernce.Oslo,7-9 September 2000",Gent,Belgium,2001,pp.73-84

    164. Le relazioni industriali europee: riflessioni sulle linee di tendenza per l’ elaborazione di uno schema interpretativo, in ( a cura di C. Corduas, R. Romei, G. Sapelli),”La testimonianza del giurista nell’ impresa. Scritti in memoria di Massimo D’Antona ”,Giuffrè Editore, Milano,2001,pp.73-112.

    163. Il movimento degli scioperi negli anni dieci, in ( a cura di A. Agosti),”Enciclopedia della sinistra europea nel XX secolo”, Editori Riuniti, Roma, 2001,pp.638-644.

    162. Prologo a la segunda edicion.Una reflexion sobre el crecimiento economico y el desarrollo social,in :M.I.Barbero,F.G.Molina,R.L.Berenblum,J.R.E.Sabori do,”Historia economica y social general”,Ediciones Macchi, Buenos Aires,Bogotà,Caracas, Mexico DF,2001,pp.III-XX.

    161. Alternatives to marginalization:new forms of social action in Mediterranean towns, in "Journal of Southern Europe and Balkans”,vol 2,n.2,november 2000,pp.177-196.

    160. Con l’Italia fuori d’ Italia. Considerazioni analitiche sulla diaspora italiana creatrice d’ impresa, in G. Sapelli(a cura di),”Tra identità culturale e sviluppo delle reti. Storia delle Camere di commercio italiane all’ estero”, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2000,pp.291-301.

    159. L’ impresa panificatrice come metafora del nesso tra tradizione e modernità, in G.Sapelli ( a cura di ) I panificatori milanesi e l’ industria del pane dall’Unità a oggi, Rubbettino, Soveria Mannelli,2000,pp,9-28.

    158. Coerenza e sviluppo, in (a cura di F. Rugge),"La città tra politica e management", Edizioni "Forma Urbis"-"Il Sole 24 ore", Milano, 2000,pp.65-87.

    157. Il capitalismo dell' alleanza, in M. Moussanet ( a cura),"Duemila Verso una società aperta. 1.Economia e finanza",Edizione "Il Sole 24 Ore",Milano, 2000,108-113.

    156. Pluralismo associativo e piccola impresa, in API MILANO,"Cinquant' anni di piccola e media industria a Milano", API MILANO,2000,pp.15-50.

    155. Per una storia sociale dell 'impresa, in, a cura di R.Covino,"Fonti orali e storia d' impresa",Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2000,pp.25-38

    154. Il rapporto tra democrazia degli interessi e nuove forme di democrazia, in "Impresa e stato",n.51,2000,pp.38-41.

    153. (con lo pseudonimo di Mauricio Plessiée),Il dono nella grande impresa capitalistica e le forme dello scambio, in "Studi organizzativi",n.3,1999,pp.43-60.

    152. Persona e impresa. Un caso di etnografia aziendale, Rubbettino, Soveria Mannelli, 1999,pp.107.

    151. Riscoprire l'identità di Pastore e di Romani, in Fondazione "Vera Nocentini", "Sindacalismo e laicità.Il paradosso della CISL", Franco Angeli, Milano,2000,pp.106-113( poi ripubblicato, con un Editoriale che ne annuncia la stampa, in " Lavoro e sindacato",n6,1999,pp.3-6.).

    150. (in russo),Nuove prospettive metodologiche nelle scienze sociali, in, Università Europea di Mosca e Fondazione Feltrinelli ( a cura ), "L' esperienza europea e l' insegnamento della storia nella Russia post-sovietica. Democracy Programme Tacis - CEE ", Mosca 1999,pp.101-126. ( nell' ambito dei materiali preposti al Democracy Programme Tacis - CEE, i primi due capitoli di: Southern Europe since 1945. Tradition and Modernity in Portugal, Spain, Italy, Greece and Turkey, Longman, London and New York, 1995, sono stati tradotti in russo per i tipi dell' Università Europea di Mosca, Mosca, 1999).

    149. Una riflessione sul capitalismo della globalizzazione rileggendo "Americanismo e fordismo",in, a cura di G.Vacca in collaborazione con M.Litri,"Gramsci e il Novecento.Vol.Primo. Annali IX della Fondazione Istituto Gramsci",Carocci,1999,pp.75-86.

    148. Pervasive and post-modern modernization, in "Journal of Southern Europe and the Balkans", n.1,1999,pp. 77-80.

    147. Pensare da Nord, in (a cura e con introduzione di R.Terzi), "Ripensare il federalismo. Quali riforme dopo la Bicamerale", EDIESSE, Roma, 1999,pp27-42.

    146. Le imprese, la globalizzazione e il "postnazionalismo economico", in "Il Mulino", gennaio-febbraio 1999, pp.55-60.

    145. Cleptocracia. El "mecanismo unico" de la corrupcion entre economia y politica, Editorial Losada,Buenos Aires, 1999,pp.202 ( Traduzione in versione ampliata di Cleptocrazia. Il meccanismo unico della corruzione tra economia e politica, Feltrinelli, Milano, 1994.)

    144. Perchè esistono le imprese e come sono fatte, Bruno Mondadori, Milano, 1999,pp.138.

    143. Il dolore e la felicità nelle organizzazioni, in "Studi organizzativi",n.1, 1999,pp.87-102.

    142. Efficienza morale e nuova rappresentanza sindacale, in "Opinioni",n.12,1998,pp.7-13

    141. La fine di un ciclo: l' impresa pubblica in Italia, in G. Sapelli ( a cura di ), " Capitalismi a confronto: Italia e Spagna. Atti del secondo seminario internazionale di storia d'impresa. Milano 11-12 novembre 1993 ", Rubbettino, Soveria Mannelli, 1998,pp.193-202.

    140. La refundacion de los partidos en Italia,in T.S.Di Tella ( compilador),"Crisis de rapresentatividad y sistema de partidos politicos", Nuevohacer, Buenos Aires, 1998, pp.279-316.

    139. Città mediterreanee del Nord e del Sud, in" Equilibri",n.1,1998,pp.63-82.

    138. La cittadinanza del lavoro e il sindacato nei processi economici, in "Annali della Fondazione Giulio Pastore.XXIX-XXV 1995-1996", Franco Angeli,Roma, 1998,pp.231-240.

    137. Il sistema incompiuto. Considerazioni sull' esperienza dell' industrializzazione sarda, in "Annali della Fondazione Giulio Pastore.XXIX-XXV 1995-1996", Franco Angeli,Roma, 1998,pp.83-144(nuova versione de:Il sistema incompiuto, in "70 anni. La memoria dell'impresa", Associazione Industriale di Cagliari - Confindustria - Sovrintendenza Archivistica per la Sardegna, Cagliari, 1995, pp. 149-199).

    136. La cooperazione: impresa e movimento sociale, Edizioni Lavoro, Roma, 1998,p.182.

    135. L' Italia di fine secolo. Economia e classi dirigenti.Neopatrimonialismo e capitalismo senza mercato. Marsilio Editore, Venezia 1998,p.224.

    134. Cultura industriale e forze sociali,in E.Ghera,U.Paniccia,V.Saba,(a cura),"Dialoghi sul sistema.Le relazioni industriali in venti anni della rivista " Industria e sindacato"",Franco Angeli, Milano, 1998,pp.201-219.

    133. Sulla presenza ebraica nell' economia italiana. Note metodologiche, in M.Toscano ( a cura),"Integrazione e identità.L' esperienza ebraica in Germania dall' Illuminismo al fascimo",Franco Angeli, Milano, 1998,pp.51-66.

    132. Postfazione.Istituzionalizzazione dei mercati,rappresentanza, sovranità.(Riflettendo sulla storia dell' Unioncamere),in G.Sapelli( a cura),"Storia dell' Unione Italiana delle Camere di Commercio (1862-1994)",Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 1997,pp.467-502.

    131. Il lavoro nel nuovo capitalismo, Saggio introduttivo a: Istituto lombardo degli studi filosofici e giuridici ( a cura di M. Giacomini), "Il lavoro liberato. Un contributo al dibattito su occupazione e mercato", Guerini & Associati, Milano, 1997, pp.9-25.

    130. Alternative possibili per la crescita: la Sardegna, Sassari e oltre, in M.L.Di Felice,L.Sanna, G.Sapelli, "L'impresa industriale del Nord Sardegna.Dai pionieri ai distretti:1922-1997",Laterza, Roma-Bari,1997,pp.293-347.

    129. Storia economica dell' Italia contemporanea, Bruno Mondadori, Milano, 1997, p. 231.

    128. Il grande albero dell' economia sociale, in A.A.V.V., "Welfare municipale e mutualismo popolare. Ipotesi di lavoro", Editrice CENS, Melzo, 1997, pp.89-100.

    127. The transformation of the Italian party system, in "Journal of Modern Italian Studies",n.2, 1997,pp.167-187.

    126. Etica y empresa, in G. Bianco (Coordinaciòn de), "El campo de la ética.Mediaciòn, discurso y pràctica", EDICIAL, Buenos Aires, 1997, pp.199-210.

    125. La nuova rappresentanza nella società globalizzata, in "Impresa e stato",n°36,1997,pp.35-39.

    124. Continuità e trasformazione della sinistra italiana dopo il 1989, in D. Sassoon (a cura di), "La sinistra in Europa dopo il 1989"Numero monografico di "Europa Europe", n.1,1997,pp.95-118.

    123. Transizione e persona nell' organizzazione, in "Transizioni.Numero speciale di Adultità", aprile 1997,pp.29-32.

    122. Viaggio nell' espressività fotografica della persona, in AAVV,"Fotografia di strada. Piombino 1992-1994. Foto di Pino Bertelli", Bandecchi e Vivaldi, Pontedera, 1997, pp.23-28.

    121. Le borghesie per la crescita senza sviluppo.Riflessioni sull' Italia che decade, in AAVV, "La transizione italiana. Alternative dell' integrazione sovranazionale dagli anni settanta agli anni novanta",IPERGRAF, Roma,1997, pp.231-266.

    120. La sussidiarietà creativa,in Federazione Nazionale Imprese Trasporti, "FENIT 1946-1996",FENIT Edizioni, Roma, 1996, pp. 213-229.

    119. Responsabilità d'impresa.Tra mercato e nuova sovranità politica,Guerini&Associati, Milano,1996,pp.144.

    118. Dal "miracolo economico" alla " neoindustria": grandi famiglie e nuova borghesia, in "Storia di Milano.Vol.XVIII.Il novecento", Istituto della Enciclopedia Italiana,Roma,1996,147-181.

    117. Considerazioni sulla attuale discussione sul non-profit, in "Il risparmio",n.6,1996,pp.1163-1172.

    116. Alto e basso capitalismo, in "Golem", 12/96, http://www.golem.icl.it.golem07/sapelli.htm.

    115. Un capitalismo senza tecnocrazia, in V. Spinazzola ( a cura) "Tirature", Baldini e Castoldi, Milano, 1996, pp. 158-166.

    114. Antropologia della persona e organizzazione, introduzione a M. Alvesson, "Prospettive culturali per l'organizzazione. Persone, pratiche sociali, relazioni di lavoro", Guerini & Associati, Milano, 1996, pp. XIII-XXV.

    113. (con C. Corduas), L'impresa, l'anima e le forme, Autocostruire la comunicazione interna, Guerini & Associati, Milano, 1996,pp.175.

    112. L'Europa del Sud dopo il 1945. Tradizione e modernità in Portogallo, Spagna, Italia, Grecia e Turchia, Rubbettino, Soveria Mannelli, 1996,pp.365, (edizione italiana ampliata di: Southern Europe since 1945. Tradition and Modernity in Portugal, Spain, Italy, Greece and Turkey, Longman, New York and London, 1995).

    111. Comunità e mercato, Rubbettino, Soveria Mannelli, 1996,pp. 210,(ristampa sia di Comunità e mercato. Socialisti, cattolici e "governo economico municipale" agli inizi del XX secolo, sia di Lo stato italiano come imprenditore politico).

    110. Discorrendo di crescita e di sviluppo e del Partito Comunista Italiano, in (a cura di) M.L. Betri e D. Bigazzi, "Ricerche di storia in onore di Franco Della Peruta", F. Angeli, Milano, 1996, pp. 580-602.

    109. (a cura di), Impresa e sindacato. Storia dell'INTERSIND, Il Mulino, Bologna, 1996.

    108. La construcción social y historica de la empresa: para un nuevo modelo teorico, in La empresa en la historia de España (Edición a cargo de F. Comin y P. Martin Acena), Madrid, Editorial Civitas, 1996, pp. 472-490.

    107. The Italian Crises and Capitalism, in "Modern Italy", n. 1, Vol. 1, Autumn 1995, pp. 82-96.

    106. Ricostruzione economica e costituzione in Italia, in AAVV, La ricostruzione e le costituzioni democratiche nel secondo dopoguerra in Italia, Germania e Giappone, Edizioni SINT, Tokyo, 1995, pp. 123-139 (in giapponese).

    105. L'ambigua modernizzazione, in "Quaderni di Sociologia", n. 8, 1994-1995, pp. 5-32.

    104. Southern Europe since 1945. Tradition and Modernity in Portugal, Spain, Italy, Greece and Turkey, Longman, London and New York, 1995,pp.252.

    103. Il sistema incompiuto, in "70 anni. La memoria dell'impresa", Associazione Industriale di Cagliari - Confindustria - Sovrintendenza Archivistica per la Sardegna, Cagliari, 1995, pp. 149-199.

    102. Percorsi imprenditoriali e pratiche sociali, in G. Sapelli, A. Canovi, S. Bertini, A. Sezzi, "Terra di imprese. Lo sviluppo industriale di Reggio Emilia dal dopoguerra a oggi", Pratiche Editrice, Parma, 1995, pp. 5-36.

    101. Civilizaçao, cultura e historia empresarial, in "Ler Historia", n° 27-28, 1995, pp. 5-20.

    100. Introduzione a "Filiera 4 - Finalità d'impresa, governo, valori"; Etica, in L. Caselli (a cura), "Le parole dell'impresa. Guida alla lettura del cambiamento. Vol. I", Franco Angeli, Milano, 1994, pp. 425-434 e pp. 533-542.

    99. Storia della Dioguardi. Cultura e vita di un'impresa, Meridiana Libri - Donzelli, Roma, 1994, p. 118.

    98. La trasformazione della società italiana nel secondo dopoguerra: l'inizio del ciclo innovativo della classe politica, in "Annali della Fondazione Giulio Pastore. XIX. 1990", Franco Angeli, Milano, 1994, pp. 151-182.

    97. (con C. Corduas), Introduzione a G. Piluso, "La Comergas. Una società del settore AGIP PETROLI. Il gpl in rete tra mercati locali e culture d'impresa", Guerini e Associati, Milano, 1994, pp. 9-19.

    96. La Edison di Giorgio Valerio, in V. Castronovo (a cura), "Storia dell'industria elettrica in Italia. Dal dopoguerra alla nazionalizzazione 1945-1962", Laterza, Roma, 1994, pp. 521-546.

    95. Responsabilità ambientale e cultura d'impresa: i presupposti dell'autoregolazione, in S. Scamuzzi (a cura), "Costituzioni, razionalità, ambiente", Fondazione Adriano Olivetti - Bollati Boringhieri, Torino, 1994, pp. 303-318.

    94. L'Europa del Sud. Dall'equilibrio militare alla responsabilità difficile, in "Europa Europe", n. 2, 1994, anno III, pp. 239-252.

    93. L'emigrazione per l'eterogeneità. L'esperienza dell'Europa del Sud dopo la seconda guerra mondiale, in "Società e storia", n.64, 1994, pp. 361-391.

    92. Note per un'antropologia del nuovo lavoro (per Genova e oltre), in (con L.Borzani), Lavoro, lavori a Genova. Fotografie di Uliano Lucas, Petruzzi, Genova, 1994, pp. 6-18.

    91. (con F. Carnevali), L'impresa. Storia e culture, NIS, Roma, 1994, p. 222.

    90. Economia, tecnologia e direzione d'impresa in Italia, Einaudi, Torino, 1994, p. 314.

    89. Cleptocrazia. Il meccanismo unico della corruzione, Feltrinelli, Milano, 1994,p.166.

    88. (a cura di) Nascita e trasformazione d'impresa. Storia dell'Agip Petroli, Il Mulino, Bologna, 1993, p. 250.

    87. Note sull'impresa come "istituzione sociale", in M. Magatti (a cura di), La porta stretta. Etica ed economia negli anni '80, Franco Angeli, Milano, 1993, pp. 153-161.

    86. La empresa como sujeto historico, in M.I. Barbero (compilacion), Historia de empresas. Aproximaciones historiograficas y problemas en debate, Centro Editorial de America Latina, Buenos Aires, 1993, pp.103-139.

    85. L'impresa e la democrazia: separatezza e funzione. Quaderni della Fondazione Adriano Olivetti, Roma, 1993, p.164.

    84. Sul capitalismo italiano. Trasformazione e declino, Feltrinelli, Milano, 1993,p.164.

    83. Demokratija i sozializm: mezdu grazdanstvennostju i pluralizmom, in Sozial'nie idealy i politika v menijauscemsja mire, Nauka, Moskva, 1992, pp. 49-59.

    82. The Evolution of the Strategy and Structure of a State-Owned Company: The Case of Agip Petroli S.p.A., 1960-1990, (in collaborazione con L. Orsenigo e P.A. Toninelli), in Business and Economy History, Seconda Serie, Volume Ventuno, 1992, pp. 129-137.

    81. Technical Change, Microeconomic Evolution and Growth: An Introductory View of Italian Industrial Development, in (G. Dosi, R. Giannetti, P.A. Toninelli), Technology and Enterprise in a Historical Perspective, Clarendon Press, Oxford, 1992, pp. 291-313.

    80. Netzwerke, Kulturen, Betrieb, in J. Ehrhardy (Hrsg.), "Netzwerk-Dimensionen. Kulturelle Konfigurationen und Managment-Perspektiven", Datacom, Bergheim, 1992, pp. 86-105.

    79. Editor, con L. Haimson,di: Strikes, Social Conflict and the First World War. An International Perspective, in "Annali della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli", Anno Ventesimo, 1990/91, Milano, 1992, ivi pubblicando: Introduction. Strikes from 1789 to 1889 e Introduction (alla sezione "Italy"), rispettivamente alle pp. 5-13 e 141-145.

    78. Postfazione a "Bruno Buitoni. Pasta e cioccolato. Una storia imprenditoriale", Perugia, 1992, pp. 483-498.

    77. Cinque domande sul ritorno al passato, in (a cura di V. Spinazzola) "Tirature '91", Einaudi, Torino, 1991, pp. 48-53.

    76. Il rapporto tra politica ed economia nel sistema delle Partecipazioni Statali, in G. Sapelli, F. Carnevali "Uno sviluppo tra politica e strategia. ENI (1953-1985)", Franco Angeli, Milano, 1992, pp. 7-27.

    75. Vecchi e nuovi "produttivismi", in "Orientamenti" N° 7-8, 1991, pp. 13-24.

    74. Sistemi di status, reticoli matrimoniali e simbologia della morte: l'élite della Riunione Adriatica di Sicurtà, in "Annali di Storia dell'Impresa N° 7", Il Mulino, Bologna, 1991, pp. 57-130.

    73. Mario Romani e il sindacato nella società industriale. L'orizzonte teorico, in "Annali della Fondazione Giulio Pastore XVII, 1988", Franco Angeli, Milano, 1991, pp. 261-282.

    72. L'impresa moderna e la forma essenziale della democrazia, in "Lavoro e Sindacato", 2, 1991, pp. 5-12.

    71. Dalla periferia all'integrazione europea, in "Storia dell'economia italiana. III, L'età contemporanea: un paese nuovo", Torino, 1991, pp. 59-144.

    70. Riflettendo sulla "presenza ebraica" nel ceto dirigente della Riunione Adriatica di Sicurtà, in "Il mondo ebraico. Gli ebrei nord-orientali e Impero asburgico dal Medioevo all'Età Contemporanea", Pordenone, 1991, pp. 491-516.

    69. L'Umbria nella "Storia d'Italia", "Società e Storia", n° 49, 1991, pp. 693-701.

    68. Costruire l'impresa. La CMC di Ravenna dal 1945 al 1972, Bologna, 1991, p. 239.

    67. Costruire l'impresa. La Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna dal 1945 al 1972, Sapelli Giulio, Zan Stefano, Il Mulino, 1991

    66. Dai piani alti alle cantine:l' archivio della RAS, in "Archivi e imprese", n.1,1990,pp.36-44.

    65. Presentazione a (di Luigi Arisio) "Vita da capi. L'altra faccia della grande fabbrica", Milano, 1990.

    64. Modelli culturali e rappresentanza imprenditoriale. Il caso Federmeccanica, Milano, 1990, p. 212.

    63. L'impresa come soggetto storico, Milano, 1990, p. 453.

    62. Trieste italiana. Mito e destino economico, Milano, 1990, p. 343.

    61. Dai diritti civili all'angoscia del pluralismo: scioperi e associazione, in "Relazioni industriali", 1990, pp. 117-132.

    60. Lo stato italiano come "imprenditore politico", in "Storia Contemporanea", n. 2, aprile 1990, pp. 243-296.

    59. Per una nuova classe politica. Ascesa e caduta del progetto olivettiano nel Canavese, in G. Sapelli, R. Chiarini, "Fini e fine della politica. La sfida di Adriano Olivetti", Milano, 1990, pp. 3-134.

    58. Modelli della crescita e progresso tecnico. Riflessioni dall'Italia, "Società e storia", n. 45, 1989, pp. 619-659.

    57. Per un nuovo concetto di mercato: dal sottosviluppo all'azione politica. L'insegnamento di Albert O. Hirschman, in "Lavoro e sindacato", n. 3, 1989, pp. 3-13.

    56. L'Italia inafferrabile. Conflitti, sviluppo, dissociazione dagli anni cinquanta a oggi, Venezia, 1989, p. 134.

    55. Per una cultura dell'impresa. Strategia e sapere del management moderno, Milano, 1989, p. 105.

    54. Storia dell'industria e storia dell'impresa del Piemonte dal 1861 ad oggi. Un contributo alla discussione, in (a cura di L. Avagliano), "L'industria italiana nelle sue regioni: bilancio storiografico", Napoli, 1988, pp. 61-75.

    53. La cultura marxista e il problema della finanza: ambiguità e contraddizioni, in "Cultura etica e finanza. Le origini e i problemi di una finanza cristiana", Milano, 1988, pp. 85-106.

    52. Classi e ceti tra sviluppo e dissociazione, in "Quaderni di Industria e Sindacato", n. 23, 1988, pp. 175-229.

    51. Il profilo del "destino economico", in (a cura di E. Apih), Trieste, pp. 209-273, Bari, 1988.

    50. La municipalizzazione: socialisti, cattolici e liberali a confronto nel primo quindicennio del XX secolo, in (a cura di A. Berselli, F. Della Peruta, A. Varni), "La municipalizzazione in area padana. Storia ed esperienze a confronto", Milano, 1988, pp. 158-207. (Ma soltanto il capitolo: Sul liberalismo e la municipalizzazione: dall'olimpico Cabiati alla Cantina di Canneto Pavese, pp. 192-201 è inedito, le altre parti essendo già apparse in (42).

    49. Gruppi d'impresa e trasformazione della sovranità popolare, in "Stato e mercato", n. 21, 1987, pp. 345-373.

    48. La cultura della produzione: "autorità e tecnica" e "autonomia morale", in (a cura di B. Bottiglieri e P. Ceri), "Le culture del lavoro. L'esperienza di Torino nel quadro europeo", Bologna, 1987, pp. 23-52 (e 157-160- Una replica).

    47. Il professor Roverato e il professor Bairati: ovvero dell'utilità e dei danni della "storia d'impresa" in Italia, in "Società e Storia", ottobre-dicembre 1987, pp. 949-976.

    46. L'organizzazione del lavoro all'Alfa Romeo 1930-1951. Contraddizioni e superamento del "modello svizzero", in "Storia in Lombardia", n. 2, 1987, pp. 103-120.

    45. Il Lloyd Triestino nel contesto dell'economia di Trieste e del suo hinterland, in "Il Lloyd Triestino 1936-1986. Contributi alla storia del cinquantennio 1936-1986", Trieste, 1986, pp. 121-192.

    44. Maggioranze e compromesso. Considerazioni impolitiche, in "Relazioni industriali", n. 8, 1986, pp. 13-28.

    43. Comunità e mercato. Socialisti, cattolici e "governo economico municipale" agli inizi del XX secolo, Il Mulino, Bologna, 1986, pp. 194. Il primo capitolo di questo libro, dal titolo "L'azione contrattuale" e "non contrattuale" in Italia nel primo quindicennio del XX secolo è apparso anche in "Bollettino dell'Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia", maggio-agosto 1986, pp. 160-187.

    42. Palmiro Togliatti e le classi sociali: dalla società alla politica (1944-1947), in (a cura di A. Agosti), "Togliatti e la fondazione dello Stato democratico", Milano, 1986, pp. 89-108.

    41. Introduzione a (a cura di K.J. Hopt e G. Teubner), "Governo dell'impresa e responsabilità dell'alta direzione. Analisi giuridica, economica e sociologica della responsabilità sociale d'impresa", Franco Angeli, Milano,1986, pp. 11-38.

    40. Introduzione. Un esempio di storia d'impresa, in (a cura di B. Bezza), "Energia e sviluppo. L'industria elettrica italiana e la società Edison", Einaudi, Torino, 1986, pp. 5-22.

    39. Note sul contributo sociologico alla conoscenza storica dell'Italia contemporanea, in "Quaderni di sociologia", n. 4-5, 1985, pp. 209-238.

    38. Imprese e istituzioni. Le audizioni parlamentari, Cedis, Roma, 1985, pp. 50.

    37. Uomini e capitali nella Trieste dell'Ottocento. La fondazione della Riunione Adriatica di Sicurtà, in "Società e Storia", n. 26, 1984, pp. 821-874.

    36. La cooperazione dalla crisi economica alla teoria dell'impresa (Una nota antineoclassica), in "Economia e politica industriale", n. 42, 1984, pp. 30-57.

    35. Il "governo economico municipale": l'esperienza prefascista del socialismo italiano, in (a cura di M. Degl'Innocenti), "Le sinistre e il governo locale in Europa dalla fine dell'800 alla seconda guerra mondiale", Nistri-Lischi, Pisa, 1984, pp. 51-116.



    34. La direzione d'impresa tra economia e politica, in "Storia e mercato", agosto 1984, pp. 161-188.

    33. L'impresa italiana tra economia e politica: il management. Riflessioni su una superabile inconciliabilità, in "Stato, impresa, sindacato: i soggetti delle relazioni industriali nel governo dell'economia", Cedis, Roma, 1984, pp. 88-122.

    32. Mobilitazione dei consumi e sistemi di solidarietà: una contraddizione italiana. Dagli scritti di Paolo Farneti, in "Il sistema politico italiano tra crisi e innovazione", Franco Angeli, Milano, 1984, pp. 255-278.

    31. Sull'innovazione sindacale, in "Continuità e mutamento nella storia sindacale. Prospettiva sindacale", dicembre 1983, pp. 99-111.

    30. La C.M.B. e la sua storia (1904-1976). Integrazione, organizzazione e sviluppo: la specificità cooperativa, in "Impronte. Testimonianze del lavoro della Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi dal 1920 ad oggi", Modena-Megaron, 1983, s.i.p.

    29. Governo, società e imprese automobilistiche: il caso italiano, in (a cura di G. Sapelli) "Storia dell'impresa e del sindacato: un bilancio e un contributo al rinnovamento metodologico. Quaderni della Fondazione G. Feltrinelli", n. 25, 1983, pp. 77-102.

    28. Per la storia comparata delle imprese industriali e bancarie. Ipotesi di lavoro, "Annali" della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli 1982, Feltrinelli, Milano, 1983, pp. 329-354.

    27. Sulla centralità dell'azione sindacale nel primo quindicennio del XX secolo (Inghilterra e Germania, Francia e Italia), in "Società e Storia", gennaio-marzo 1983, pp. 165-180.

    26. Zur Erforschung der Probleme der Arbeiter in der Fabrik un die Wende vom 19, zum 20. Jahrhundert in Italien, in "Archiv für Sozialgeschichte" Band XXI, 1981, pp. 399-426.

    25. Il Movimento Cooperativo in Italia, Einaudi, 1981

    24. La storia attraverso le immagini (Testi della "Storia fotografica del lavoro in Italia 1900-1980", a cura di Aris Accornero, Uliano Lucas, Giulio Sapelli), Bari, De Donato, 1981.

    23. Gli "organizzatori della produzione" tra struttura d'impresa e modelli culturali, in "Storia d'Italia", Annali "Intellettuali e potere", Torino, Einaudi, 1981, pp. 589-696.

    22. La cooperazione come impresa: mercati economici e mercato politico, in (a cura di G. Sapelli), "Il movimento cooperativo in Italia. Storia e problemi", Torino, Einaudi, 1981, pp. 254-349.

    21. La classe operaia durante il fascismo: problemi e indicazioni di ricerca, introduzione a "La classe operaia durante il fascismo", Annali della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli 1979/1980", Feltrinelli, Milano, 1981, pp. IX-XCVIII.

    20. Sindacato, "democrazia industriale", programmazione: la logica di rappresentanza degli interessi, in "Queste istituzioni", gennaio-giugno 1979, pp. 12-23.

    19. Partecipazione politica e coscienza di classe nel movimento operaio torinese durante il fascismo, in (a cura di A. Agosti e G.M. Bravo) "Storie del Movimento operaio del socialismo e delle lotte sociali in Piemonte", De Donato, Bari, 1980, pp. 401-452.

    18. Le voci biografiche per (a cura di P. Andreucci e T. Detti) Il Movimento operaio italiano. Dizionario biografico. 1853-1953, Editori Riuniti, e rispettivamente: nel volume I (Roma 1975), Amedeo Filippo, pp. 60-61, Capriolo Luigi, pp. 500-501, Carretto Giorgio, pp. 509-511, Casalini Giulio, pp. 511-513; nel volume III (Roma, 1977), Morgari Oddino, pp. 582-586; nel vol. IV (Roma, 1978), Rabezzana Pietro, pp. 267-270, Ravazzoli Paolo, pp. 292-297, Reale Eugenio, pp. 307-308, Romita Giuseppe, pp. 373-380, Rossin Guglielmo, pp. 415-417, Roveda Giovanni, pp. 419-421, Santhià Battista, pp. 504-507, Silone Ignazio, pp. 640-646; nel vol. V, Tresso Pietro, pp. 100-105, Treves Claudio, pp. 105-115.

    17. Rappresentanza degli interessi delle piccole e medie imprese e sviluppo economico, in (a cura di F. Ferrero e S. Scamuzzi), "L'industria in Italia. La piccola impresa", Editori Riuniti, Roma, 1979, pp. 187-207.

    16. Il sindacato di classe tra predominanza politica e cambiamento di modello, introduzione a (a cura di Giulio Sapelli e Piero Frasca), "Qui Fiom". Le relazioni radio alla Fiat tra repressione padronale e ripresa del sindacato in fabbrica. 1955-1961", De Donato, Bari, 1978, pp. 7-45.

    15. Industriali e lotta di classe a Torino (1945-1947), in "La ricostruzione della grande fabbrica. Strategia padronale e organismi di fabbrica nel Triangolo. 1945-1948", De Donato, Bari, 1978, pp. 445-542.

    14. Borghesia industriale e società politica nella ricostruzione: per la definizione di uno schema interpretativo, in "La Democrazia Cristiana dal fascismo al 18 aprile", Marsilio, Venezia-Padova, 1978, pp. 260-266.

    13. La razionalizzazione della vendita. Alle origini del marketing e della pubblicità in Italia, in "Quaderni di Sociologia", n. 2-3-4, 1978, pp. 134-151.

    12. Organizzazione, lavoro e innovazione industriale nell'Italia tra le due guerre, Rosenberg e Sellier, Torino, 1978, pp. 404.

    11. Organizzazione scientifica del lavoro e controllo sociale nell'Italia tra le due guerre mondiali, in (a cura di G. Nenci) "Politica e società in Italia dal fascismo alla Resistenza. Problemi di storia nazionale e storia umbra", il Mulino, Bologna, 1978, pp. 103-143.

    10. L'analisi economica dei comunisti italiani durante il fascismo, Feltrinelli, Milano, 1978, pp. 120.

    9. Per una storia del sindacalismo fascista. Tra controllo sociale e conflitto di classe, in "Studi Storici", n. 3, 1978, pp. 627-656.

    8. Formazione della forza-lavoro e psicotecnica nell'Italia tra le due guerre mondiali, in "Quaderni di Sociologia", n. 1, 1977, pp. 5-27.

    7. Macchina repressiva, "sovversivismo" e tradizione politica durante il fascismo, in "Mezzosecolo", Annali del Centro Studi Piero Gobetti e dell'Istituto Storico della Resistenza in Piemonte, n. 2, 1976-1977, pp. 107-160.

    6. Organizzazione "scientifica" del lavoro e innovazione tecnologica durante il fascismo, in "Italia Contemporanea", n. 4, 1976, pp. 3-27.

    5. La cooperazione e il fascismo: organizzazione delle masse e dominazione burocratica, in (a cura di F. Fabbri) "Il Movimento Cooperativo nella storia d'Italia. 1854/1975", Feltrinelli, Milano, 1976, pp. 285-316.

    4. Biografie e studi su Giuseppe Di Vittorio, in "Italia Contemporanea", aprile-giugno 1976, pp. 123-130.

    3. Appunti per una storia dell'organizzazione scientifica del lavoro in Italia, in "Quaderni di sociologia", n. 2-3, 1976, pp. 151-171.

    2. Fascismo, grande industria e sindacato. Il caso di Torino. 1929-1935, Feltrinelli, Milano, 1975, pp. 260.

    1. Sindacati fascisti, grande industria e classe operaia a Torino 1929-1934, in "Rivista di Storia Contemporanea", n. 1, 1973, pp. 40-64.
    Basta con i cialtroni.

  7. #37
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Pavia
    Messaggi
    29,105
     Likes dati
    1,026
     Like avuti
    1,452
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re:E' successo!!!!

    bsiviglia ha scritto:
    iannis ha scritto:
    krop ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Però se pensiamo ai praticanti ripeto che per quello che vedo sono spesso più a destra del prete. Anche perchè non è che il cattolico praticante sia una categoria a parte, ma è trasversale, c'è il commerciante cattolico e l'artigiano cattolico praticante, non è che siano cose distinte.
    Quello che non mi torna in questo discorso, Iannis, è l'assegnazione del grado "più a destra" o "più a sinistra". Tornando all'articolo di Barbara Spinelli, quello che lei dice non è che ci sono delle associazioni che orbitano in area Pd e altre che invece orbitano in area Pdl, e che in questo momento stanno crescendo numericamente le prime.

    Dice - ed è perfettamente plausibile - che fra i cattolici praticanti, di qualunque estrazione sociale, politica e culturale essi siano, serpeggia un malessere che va evidentemente *oltre* la politica e che forse si puo' definire un malessere spirituale.

    Deriva dalla sensazione, più che giustificata, che i più alti rappresentanti della comunità dei credenti si stiano comportando come i mercanti nel tempio, scambiando il proprio silenzio con qualche benefit monetario. Solo che quando sei stato in silenzio una volta davanti all'indecente, non è che poi ricominci a parlare subito dopo. Non è che poi puoi andare in giro a dar lezioni di etica. Perché sei stato zitto quando il tuo dovere era parlare.

    In un mondo in cui è difficile per tutti essere compiutamente morali, i praticanti di qualunque religione sono un'eccezione, perché sono persone che *realmente* ci provano, o almeno dovrebbero farlo. Per questo una parte di essi (i più ingenui? i più coglioni? o forse i migliori?) non puo' stare a guardare il mercimonio senza sgomento, e non essendo questa una massa di ignoranti, ma al contrario gente che vive d'altro che non di soli beni materiali, questo baratto non lo puo' accettare.

    Cosa c'entrano destra e sinistra?
    C'entrano perchè alla fin fine, e la Spinelli lo sa e questo intende, la questine è e sarà per i cattolici praticanti o "che ci provano" votare il csx oppure il cdx.
    E questo dipenderà da cosa riterranno peggio i cattolici in questione. Se le proposte "laiche" su tante questioni sensibili (fine vita, fecondazione, unioni di fatto) o il comportamento di Berlusconi nelle note vicende. Non è che sia molto complicato eh?
    Fatto salvo che anche per un cattolico praticante queste siano le issues più importanti e non ad esempio quelle economiche.
    Un conto è dire, come fa la Spinelli, che una certa quota di cattolici praticanti potrebbe mollare Berlusconi a causa dei suoi comportamenti e un conto è classificare, come fai tu, chi fra i cattolici è già di destra o di sinistra. Spinelli, infatti, adombra possibili cambiamenti nelle scelte elettorali dei cattolici: i comportamenti dell' ''utilizzatore'' di Arcore, secondo lei, potrebbero essere la causa del cambiamento e i comportamenti elettorali di una quota rilevante di cattolici la conseguenza.
    Ok, legittimo, io ho detto il perchè secondo me chi aveva scelto di votare cdx usando come motivazione principale i temi etici non cambia facilmente idea ora. Diverso il caso se uno, pur cattolico praticante, comunque solitamente usa altri criteri, magari un po' l'economia, un po' l'atmosfera del momento. Del resto come ho già detto un cattolico non è solo cattolico, magari contemporaneamente è precario, oppure commerciante, o operaio, e può usare vari altri criteri. Così come ci sono tanti laici magari assolutamente favorevoli, che so, all'eutanasia, ma che comunque votano a destra perchè prima ancora sono magari picoli imprenditori e hanno una certa idea sull'economia, più vicino alla destra.
    Against all odds

  8. #38
    email non funzionante
    Data Registrazione
    19 Aug 2004
    Messaggi
    18,529
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re:E' successo!!!!

    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    iannis ha scritto:
    krop ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Però se pensiamo ai praticanti ripeto che per quello che vedo sono spesso più a destra del prete. Anche perchè non è che il cattolico praticante sia una categoria a parte, ma è trasversale, c'è il commerciante cattolico e l'artigiano cattolico praticante, non è che siano cose distinte.
    Quello che non mi torna in questo discorso, Iannis, è l'assegnazione del grado "più a destra" o "più a sinistra". Tornando all'articolo di Barbara Spinelli, quello che lei dice non è che ci sono delle associazioni che orbitano in area Pd e altre che invece orbitano in area Pdl, e che in questo momento stanno crescendo numericamente le prime.

    Dice - ed è perfettamente plausibile - che fra i cattolici praticanti, di qualunque estrazione sociale, politica e culturale essi siano, serpeggia un malessere che va evidentemente *oltre* la politica e che forse si puo' definire un malessere spirituale.

    Deriva dalla sensazione, più che giustificata, che i più alti rappresentanti della comunità dei credenti si stiano comportando come i mercanti nel tempio, scambiando il proprio silenzio con qualche benefit monetario. Solo che quando sei stato in silenzio una volta davanti all'indecente, non è che poi ricominci a parlare subito dopo. Non è che poi puoi andare in giro a dar lezioni di etica. Perché sei stato zitto quando il tuo dovere era parlare.

    In un mondo in cui è difficile per tutti essere compiutamente morali, i praticanti di qualunque religione sono un'eccezione, perché sono persone che *realmente* ci provano, o almeno dovrebbero farlo. Per questo una parte di essi (i più ingenui? i più coglioni? o forse i migliori?) non puo' stare a guardare il mercimonio senza sgomento, e non essendo questa una massa di ignoranti, ma al contrario gente che vive d'altro che non di soli beni materiali, questo baratto non lo puo' accettare.

    Cosa c'entrano destra e sinistra?
    C'entrano perchè alla fin fine, e la Spinelli lo sa e questo intende, la questine è e sarà per i cattolici praticanti o "che ci provano" votare il csx oppure il cdx.
    E questo dipenderà da cosa riterranno peggio i cattolici in questione. Se le proposte "laiche" su tante questioni sensibili (fine vita, fecondazione, unioni di fatto) o il comportamento di Berlusconi nelle note vicende. Non è che sia molto complicato eh?
    Fatto salvo che anche per un cattolico praticante queste siano le issues più importanti e non ad esempio quelle economiche.
    Un conto è dire, come fa la Spinelli, che una certa quota di cattolici praticanti potrebbe mollare Berlusconi a causa dei suoi comportamenti e un conto è classificare, come fai tu, chi fra i cattolici è già di destra o di sinistra. Spinelli, infatti, adombra possibili cambiamenti nelle scelte elettorali dei cattolici: i comportamenti dell' ''utilizzatore'' di Arcore, secondo lei, potrebbero essere la causa del cambiamento e i comportamenti elettorali di una quota rilevante di cattolici la conseguenza.
    Ok, legittimo, io ho detto il perchè secondo me chi aveva scelto di votare cdx usando come motivazione principale i temi etici non cambia facilmente idea ora. Diverso il caso se uno, pur cattolico praticante, comunque solitamente usa altri criteri, magari un po' l'economia, un po' l'atmosfera del momento. Del resto come ho già detto un cattolico non è solo cattolico, magari contemporaneamente è precario, oppure commerciante, o operaio, e può usare vari altri criteri. Così come ci sono tanti laici magari assolutamente favorevoli, che so, all'eutanasia, ma che comunque votano a destra perchè prima ancora sono magari picoli imprenditori e hanno una certa idea sull'economia, più vicino alla destra.
    Mi sfugge perché non debba essere considerato un tema etico il fatto che l'Italia sia impestata da una concezione della vita in cui tutto sui compra e si vende (o si ruba o si ottiene con latruffa): i corpi, i cervelli, i sentimenti, le cose, le convinzioni personali di una vita,la dignità ... Non è questo semmai IL tema etico in Italia? Ieri un padre, che aveva portato la figlia di 15 anni (!!!) ad un casting televisivo, diceva in un' intervista che non avrebbe avurto nessuna difficoltò ad accompagnarla a una delle ''cene eleganti'' di Arcore: questo non è un tema ''sensibile'' ed ''etico''? A me sembra di sognare... Bisognerebbe anche ripristinare il significato vero delle parole e sbarazzarsi di questa ''neolingua'' orwelliana.
    Basta con i cialtroni.

  9. #39
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Pavia
    Messaggi
    29,105
     Likes dati
    1,026
     Like avuti
    1,452
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re:E' successo!!!!

    La Spinelli nomina il Nordafrica qui:
    "Nei paesi nordafricani vigeva simile spartizione di compiti: ai despoti il dominio politico, alle moschee la libertà di modellare l'intimo delle coscienze. L'accordo di scambio sta saltando ovunque, tanto che si parla di fallimento colossale di quella che gli Occidentali chiamavano stabilità. È in nome della stabilità che Berlusconi ha chiamato Mubarak un saggio, e ha detto non voler "disturbare" Gheddafi poco prima che questi bombardasse i libici facendo centinaia di morti. È la stabilità il valore che anima tanti responsabili in Vaticano, perché essa garantisce prebende varie, sconti fiscali per le case-albergo dei religiosi, finanziamenti per scuole."

    E secondo me non è per niente pertinente, in un articolo che parla di Stato e Chiesa in Italia. E' proprio falso che i rapporti tra potere e religione fossero simili in Nordafrica. I rapporti erano molto più conflittuali, basti pensare all'Algeria e al FIS, ma anche all'Egitto, solo gli ultimi anni c'era stata una tregua e una mutuale tolleranza tra i due poteri, la religione, molto diversa dal cristianesimo italiano, e lo Stato, anch'esso molto diverso da quello italiano.

    Ho letto anche l'articolo di Sapelli: sono d'accordissimo sul no profit, e il suo ruolo soprattutto nel mondo musulmano e in genere laddove i corpi intermedi tra individuo e Stato, come famiglia e religione, sono importanti, quindi anche da noi. Non sono molto d'accordo su ipotesi di rivolte da noi, o sul fatto che oggi la situzione economica fosse peggiore. Era piuttosto, grazie alla globalizzazione, e grazie paradossalmente alla crescita economica che ha aumentato la disponibilità di istruzione e mezi di comunicazione, maggiore la consapevolezza della realtà. Cmq Sapelli è interessante. Tuttavia non ritengo significativo l'elenco di produzioni scritte per testimoniare la validità dei suoi scritti. C'è chi la pensa in maniera opposta e ha una bibliografia pari.
    Against all odds

  10. #40
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Pavia
    Messaggi
    29,105
     Likes dati
    1,026
     Like avuti
    1,452
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re:E' successo!!!!

    bsiviglia ha scritto:
    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    iannis ha scritto:
    krop ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Però se pensiamo ai praticanti ripeto che per quello che vedo sono spesso più a destra del prete. Anche perchè non è che il cattolico praticante sia una categoria a parte, ma è trasversale, c'è il commerciante cattolico e l'artigiano cattolico praticante, non è che siano cose distinte.
    Quello che non mi torna in questo discorso, Iannis, è l'assegnazione del grado "più a destra" o "più a sinistra". Tornando all'articolo di Barbara Spinelli, quello che lei dice non è che ci sono delle associazioni che orbitano in area Pd e altre che invece orbitano in area Pdl, e che in questo momento stanno crescendo numericamente le prime.

    Dice - ed è perfettamente plausibile - che fra i cattolici praticanti, di qualunque estrazione sociale, politica e culturale essi siano, serpeggia un malessere che va evidentemente *oltre* la politica e che forse si puo' definire un malessere spirituale.

    Deriva dalla sensazione, più che giustificata, che i più alti rappresentanti della comunità dei credenti si stiano comportando come i mercanti nel tempio, scambiando il proprio silenzio con qualche benefit monetario. Solo che quando sei stato in silenzio una volta davanti all'indecente, non è che poi ricominci a parlare subito dopo. Non è che poi puoi andare in giro a dar lezioni di etica. Perché sei stato zitto quando il tuo dovere era parlare.

    In un mondo in cui è difficile per tutti essere compiutamente morali, i praticanti di qualunque religione sono un'eccezione, perché sono persone che *realmente* ci provano, o almeno dovrebbero farlo. Per questo una parte di essi (i più ingenui? i più coglioni? o forse i migliori?) non puo' stare a guardare il mercimonio senza sgomento, e non essendo questa una massa di ignoranti, ma al contrario gente che vive d'altro che non di soli beni materiali, questo baratto non lo puo' accettare.

    Cosa c'entrano destra e sinistra?
    C'entrano perchè alla fin fine, e la Spinelli lo sa e questo intende, la questine è e sarà per i cattolici praticanti o "che ci provano" votare il csx oppure il cdx.
    E questo dipenderà da cosa riterranno peggio i cattolici in questione. Se le proposte "laiche" su tante questioni sensibili (fine vita, fecondazione, unioni di fatto) o il comportamento di Berlusconi nelle note vicende. Non è che sia molto complicato eh?
    Fatto salvo che anche per un cattolico praticante queste siano le issues più importanti e non ad esempio quelle economiche.
    Un conto è dire, come fa la Spinelli, che una certa quota di cattolici praticanti potrebbe mollare Berlusconi a causa dei suoi comportamenti e un conto è classificare, come fai tu, chi fra i cattolici è già di destra o di sinistra. Spinelli, infatti, adombra possibili cambiamenti nelle scelte elettorali dei cattolici: i comportamenti dell' ''utilizzatore'' di Arcore, secondo lei, potrebbero essere la causa del cambiamento e i comportamenti elettorali di una quota rilevante di cattolici la conseguenza.
    Ok, legittimo, io ho detto il perchè secondo me chi aveva scelto di votare cdx usando come motivazione principale i temi etici non cambia facilmente idea ora. Diverso il caso se uno, pur cattolico praticante, comunque solitamente usa altri criteri, magari un po' l'economia, un po' l'atmosfera del momento. Del resto come ho già detto un cattolico non è solo cattolico, magari contemporaneamente è precario, oppure commerciante, o operaio, e può usare vari altri criteri. Così come ci sono tanti laici magari assolutamente favorevoli, che so, all'eutanasia, ma che comunque votano a destra perchè prima ancora sono magari picoli imprenditori e hanno una certa idea sull'economia, più vicino alla destra.
    Mi sfugge perché non debba essere considerato un tema etico il fatto che l'Italia sia impestata da una concezione della vita in cui tutto sui compra e si vende (o si ruba o si ottiene con latruffa): i corpi, i cervelli, i sentimenti, le cose, le convinzioni personali di una vita,la dignità ... Non è questo semmai IL tema etico in Italia? Ieri un padre, che aveva portato la figlia di 15 anni (!!!) ad un casting televisivo, diceva in un' intervista che non avrebbe avurto nessuna difficoltò ad accompagnarla a una delle ''cene eleganti'' di Arcore: questo non è un tema ''sensibile'' ed ''etico''? A me sembra di sognare... Bisognerebbe anche ripristinare il significato vero delle parole e sbarazzarsi di questa ''neolingua'' orwelliana.
    Ma sì, legittimo che per te sia questo. Ci sono però moltissime persone che ritengono siano altri i temi etici, e sai bene quali, senza bisogno di snocciolarli.
    Proprio ieri sera un mio amico prete ed altri laici commentavano di come in un'ora di educazione sessuale alle medie dove una delle laiche insegna loperatore stesse insegnando come nascondere ai genitori che "magari sono bigotti" (diceva l'operatore) condom quando si esce con il fidanzatino o la fidanzatina, e poi, commentavano "magari vanno a spiare cosa combina Berlusconi". Per te sarà un orrore pensarla così, ma loro la pensano così, pensano che sia peggio ciò che faceva quell'opeatore di quello che faceva Berlusconi. E sono convinzioni profonde che non cambiano con la cronaca politica.
    Against all odds

 

 
Pagina 4 di 9 PrimaPrima ... 345 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. G8: un successo
    Di FrancoAntonio nel forum Conservatorismo
    Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 10-07-09, 14:36
  2. A voi è successo ?
    Di Neva nel forum Salute e Medicina
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 04-12-07, 14:39
  3. Che è successo?
    Di roberto m nel forum Conservatorismo
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 11-04-06, 22:30
  4. Cos'è successo?
    Di Vincent nel forum Fondoscala
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 12-09-03, 00:18
  5. Di successo in successo......:Lo Scudo Fiscale
    Di MrBojangles nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 12-06-02, 20:27

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito