Perché deve acquistare quello italiano se quello cinese costa un terzo?
Forse questo motivo potrebbe bastare.


Perché deve acquistare quello italiano se quello cinese costa un terzo?
Forse questo motivo potrebbe bastare.


Comunque su una cosa hai ragione: in affari, negri o bianchi, gialli o rossi non fa differenza.
Potrei portare molti esempi a tuo vantaggio, ma non lo farò, perché poi si potrebbe osservare che i più casti e puri sono i più luridi e biechi.


Il buon indicatore è il famigerato "made in Italy": se tira, allora Iannis ha ragione. Se non tira, allora Iannis ha torto.
Così, per curiosità, come sta andando il made in Italy nel mercato più importante al mondo, la Cina? La butto lì un po' truffaldinamente.


iannis ha scritto:
Io ho sentito con le mie orecchie la Marcegaglia in persona dire in tv che il discredito internazionale dell'Italia non fa certo bene a chi fa impresa e fa affari nel mondo. Non è un problema di bunga bunga in sè, ma di affidabilità e di credibilità. Un premier che si mette in condizioni di essere sotto ricatto della prima extracomunitaria minorenne sospettata di furto non dà certo garanzie di serietà e stabilità e questo ricade anche sulla credibilità e affidabilità degli italiani che lo eleggono. Per fare un esempio, si può diffidare che le consegne vengano effettuate in tempo, che unn accordo commerciale venga rispettato, che il prodotto dia sufficienti garanzie per la durata, le prestazioni vantate, l'assistenza tecnica eccPansofilointerdentale ha scritto:
Comunque ha ragione Iannis; la reputazione dell'Italia non viene intaccata da queste vicende. Rimaniamo sempre un popolo ed una cultura solidamente positiva e fonte d'ispirazione per molti.
Scusa sono uno squallido cinico: non riesco ad immaginare un imprenditore tedesco che rinuncia ad acquistare macchinari di un'impresa italiana perchè Belrusconi fa il bunga bunga. Magari tu puoi insegnare come immaginarlo, ancora prima che vederlo.
Basta con i cialtroni.


bsiviglia ha scritto:
E' chiaro che per un popolo nei confronti del quale c'è già il pregiudizio del pulcinellismo (quanti "si" dati da aziende italiane diventeranno "no" 24 ore prima della firma?) un Pres-del-Cons che sembra l'incarnazione vivente di Pulcinella bene non fa.iannis ha scritto:
Io ho sentito con le mie orecchie la Marcegaglia in persona dire in tv che il discredito internazionale dell'Italia non fa certo bene a chi fa impresa e fa affari nel mondo. Non è un problema di bunga bunga in sè, ma di affidabilità e di credibilità. Un premier che si mette in condizioni di essere sotto ricatto della prima extracomunitaria minorenne sospettata di furto non dà certo garanzie di serietà e stabilità e questo ricade anche sulla credibilità e affidabilità degli italiani che lo eleggono. Per fare un esempio, si può diffidare che le consegne vengano effettuate in tempo, che unn accordo commerciale venga rispettato, che il prodotto dia sufficienti garanzie per la durata, le prestazioni vantate, l'assistenza tecnica eccPansofilointerdentale ha scritto:
Comunque ha ragione Iannis; la reputazione dell'Italia non viene intaccata da queste vicende. Rimaniamo sempre un popolo ed una cultura solidamente positiva e fonte d'ispirazione per molti.
Scusa sono uno squallido cinico: non riesco ad immaginare un imprenditore tedesco che rinuncia ad acquistare macchinari di un'impresa italiana perchè Belrusconi fa il bunga bunga. Magari tu puoi insegnare come immaginarlo, ancora prima che vederlo.
Ma mi pare ancor più importante: quante grandi aziende europee pretendono di pagarti 120 giorni fine mese? 90 giorni fine mese se va bene? Ha senso investire anche solo non per comprare, ma anche per vendere sul mercato italiano, se i potenziali clienti pretendono tu faccia anche la banca? Io ormai ai miei datori di lavoro dico: se volete io ci provo a sciluppare il mercato italiano, pero' onestamente prefersico lavorare su quello francese. E ci buttate via meno soldi anche voi.
Ma questa è un'altra questione, scusate.
Time flies like an arrow; fruit flies like a banana. (Marx. Groucho, Marx)


bsiviglia ha scritto:
vabbuò, se è per questo non fa neanche bene alla nostra immagine che a capo della confindustria ci sia una che blatera di merito e legalità, ed è stata messa a capo dell'impresa del papi, la quale impresa entra ed esce da svariate inchieste...iannis ha scritto:
Io ho sentito con le mie orecchie la Marcegaglia in persona dire in tv che il discredito internazionale dell'Italia non fa certo bene a chi fa impresa e fa affari nel mondo. Non è un problema di bunga bunga in sè, ma di affidabilità e di credibilità. Un premier che si mette in condizioni di essere sotto ricatto della prima extracomunitaria minorenne sospettata di furto non dà certo garanzie di serietà e stabilità e questo ricade anche sulla credibilità e affidabilità degli italiani che lo eleggono. Per fare un esempio, si può diffidare che le consegne vengano effettuate in tempo, che unn accordo commerciale venga rispettato, che il prodotto dia sufficienti garanzie per la durata, le prestazioni vantate, l'assistenza tecnica eccPansofilointerdentale ha scritto:
Comunque ha ragione Iannis; la reputazione dell'Italia non viene intaccata da queste vicende. Rimaniamo sempre un popolo ed una cultura solidamente positiva e fonte d'ispirazione per molti.
Scusa sono uno squallido cinico: non riesco ad immaginare un imprenditore tedesco che rinuncia ad acquistare macchinari di un'impresa italiana perchè Belrusconi fa il bunga bunga. Magari tu puoi insegnare come immaginarlo, ancora prima che vederlo.


Kowalsky ha scritto:
Sicuramente, ma un discredito non esclude l'altro. E quello di Berlusconi incide di più sull'economia e sull' immagine degli italiani perché è più conosciuto, in quanto amplificato dai media di tutto il mondo.bsiviglia ha scritto:
vabbuò, se è per questo non fa neanche bene alla nostra immagine che a capo della confindustria ci sia una che blatera di merito e legalità, ed è stata messa a capo dell'impresa del papi, la quale impresa entra ed esce da svariate inchieste...iannis ha scritto:
Io ho sentito con le mie orecchie la Marcegaglia in persona dire in tv che il discredito internazionale dell'Italia non fa certo bene a chi fa impresa e fa affari nel mondo. Non è un problema di bunga bunga in sè, ma di affidabilità e di credibilità. Un premier che si mette in condizioni di essere sotto ricatto della prima extracomunitaria minorenne sospettata di furto non dà certo garanzie di serietà e stabilità e questo ricade anche sulla credibilità e affidabilità degli italiani che lo eleggono. Per fare un esempio, si può diffidare che le consegne vengano effettuate in tempo, che unn accordo commerciale venga rispettato, che il prodotto dia sufficienti garanzie per la durata, le prestazioni vantate, l'assistenza tecnica eccPansofilointerdentale ha scritto:
Comunque ha ragione Iannis; la reputazione dell'Italia non viene intaccata da queste vicende. Rimaniamo sempre un popolo ed una cultura solidamente positiva e fonte d'ispirazione per molti.
Scusa sono uno squallido cinico: non riesco ad immaginare un imprenditore tedesco che rinuncia ad acquistare macchinari di un'impresa italiana perchè Belrusconi fa il bunga bunga. Magari tu puoi insegnare come immaginarlo, ancora prima che vederlo.
Basta con i cialtroni.


krop ha scritto:
Ah, beh, sicuramente anche gli imprenditori italiani non brillano per affidabilità ma, se a questa incapacità (che è anch'essa discredito) si aggiunge il discredito del premier, I due discrediti non si sommano semplicemente ma ne viene fuori un effetto moltiplicatore, secondo me.bsiviglia ha scritto:
E' chiaro che per un popolo nei confronti del quale c'è già il pregiudizio del pulcinellismo (quanti "si" dati da aziende italiane diventeranno "no" 24 ore prima della firma?) un Pres-del-Cons che sembra l'incarnazione vivente di Pulcinella bene non fa.iannis ha scritto:
Io ho sentito con le mie orecchie la Marcegaglia in persona dire in tv che il discredito internazionale dell'Italia non fa certo bene a chi fa impresa e fa affari nel mondo. Non è un problema di bunga bunga in sè, ma di affidabilità e di credibilità. Un premier che si mette in condizioni di essere sotto ricatto della prima extracomunitaria minorenne sospettata di furto non dà certo garanzie di serietà e stabilità e questo ricade anche sulla credibilità e affidabilità degli italiani che lo eleggono. Per fare un esempio, si può diffidare che le consegne vengano effettuate in tempo, che unn accordo commerciale venga rispettato, che il prodotto dia sufficienti garanzie per la durata, le prestazioni vantate, l'assistenza tecnica eccPansofilointerdentale ha scritto:
Comunque ha ragione Iannis; la reputazione dell'Italia non viene intaccata da queste vicende. Rimaniamo sempre un popolo ed una cultura solidamente positiva e fonte d'ispirazione per molti.
Scusa sono uno squallido cinico: non riesco ad immaginare un imprenditore tedesco che rinuncia ad acquistare macchinari di un'impresa italiana perchè Belrusconi fa il bunga bunga. Magari tu puoi insegnare come immaginarlo, ancora prima che vederlo.
Ma mi pare ancor più importante: quante grandi aziende europee pretendono di pagarti 120 giorni fine mese? 90 giorni fine mese se va bene? Ha senso investire anche solo non per comprare, ma anche per vendere sul mercato italiano, se i potenziali clienti pretendono tu faccia anche la banca? Io ormai ai miei datori di lavoro dico: se volete io ci provo a sciluppare il mercato italiano, pero' onestamente prefersico lavorare su quello francese. E ci buttate via meno soldi anche voi.
Ma questa è un'altra questione, scusate.
Basta con i cialtroni.


Secondo me qui non sono molti quelli che lavorano o hanno lavorato in un'impresa privata e sono stati in qualche modo a contatto con chi prende le decisioni, fosse anche solo in amministrazione, se si pensa che nella formulazione di offerte, poi di ordini e contratti incida anche solo minimamente, anche solo impalpabilmente come "questione di immagine", la politica dei due Paesi rispettivi delle due aziende.
Against all odds


A chi alludi, esattamente, mio caro Iannis?
E' solo curiosità la mia.