Hai detto bene.
Proprio questa considerazione, che al di là del fatto che ritengo in buona parte in assoluta buona fede alcuni leader politici, mi porta a ritenere che il sistema vada "segato" completamente.
Perchè con tutti gli ipotetici "distinguo" di lana caprina che si sentono, in realtà NON esiste nessun programma realmente alternativo, in quanto la situazione dei conti dello Stato è tale che nessun politico, in queste condizioni, puo' modificare alcunchè dell'impostazione data dalle attuali istituzioni europee al governo italiano.
Ora pero' c'è da fare un importantissima distinzione. Ovvero che tale "impostazione", per quanto assolutamente sincera e non "eterodiretta" da ipotetici incappucciati o gruppi di potere di alcunchè tipo, perlomeno "scientemente", è attualmente controproducente per l'Italia e sua volta per i cittadini europei.
Il paradosso che si è prodotto è che "far sopravvivere" questo Stato in queste condizioni diventa una sentenza di morte lenta e certa per il tessuto sociale delle nazioni, a partire appunto dall'Italia.
Ovvero il risanamento dei conti passa attraverso un affogamento del tessuto economico strutturale delle nazioni in causa, e questo a causa della spaventosa quantità di interessi pagati sul debito pregresso. Ovvero una montagna di 85 miliardi al'anno solo per interessi.
A fronte di questo diventa sostanzialmente inutile qualsiasi fatua discussione su ipotetica "destra" o ipotetica "sinistra", su Bersani, Monti, Berlusconi, Giannino o chiunque altro. Il problema è di carattere sistemico.
Ed a fronte di un problema "sistemico" c'è bisogno di un approccio completamente diverso. Eretico quanto lo si voglia, ma completamente differente. E' anche un problema di "forma mentis".
Qualcuno potrebbe anche pensare che ora che lo "spread", il mito dei giorni nostri si è raffreddato, la quota interessi dovrebbe calare.
In realtà è un errore. Nel senso che quella quota riguarda le nuove emissioni, ma non il debito pregresso che contiuamo a pagare appunto ai tassi stabiliti, elevatissimi. Con il risultato dell'affogamento e della garrota lenta del sistema economico.
L'ipotetica "soluzione" sarebbe la famosa e decantata "crescita", che pero' allo stato attuale (leggasi per esempio il caso Giappone) è semplicemente una chimera irrealizzabile.
La soluzione non è nemmeno "tagliare" lo Stato, in quanto come ho già ampiamente spiegato, tagli di questo tipo, in configurazione attuale non porterebbe ad altro che ad un crollo ulteriormente verticale dei consumi e all'aumento drammatico della disoccupazione.
Il classico "cul de sac". Non funziona Keynes, (non puoi aumentare il debito), non puoi usare Ricardo (tagliare la spesa).
Quindi il voto, che normalmente sarebbe una scelta, diventa una formalità, perlomeno in queste condizioni in cui tutti o quasi tutti gli attori, seguono l'impostazione "classica". Che pero' porta alla garrota.
Quindi, l'unica possibile via d'uscita è "ribaltare il tavolo". E l'unica possibile ed attuale possibilità (non certezza, parlo di semplice possibilità) di attuare un approccio differente è rappresentata attualmente, tra tutti i limiti, casini, scazzi, incomprensioni ed errori che si possono ampiamente vedere, dal movimento M5S. E' una semplice speranza, si intenda, non una certezza, tantomeno un'affermazione.
Perchè nel resto non vedo nessuna possibilità di approcci "differenti" alle questioni nodali che riguardano l'economia e la gestione della politica. Anche al di là della "questione morale" che in Italia è critica. Quindi ci provero', con tutti i quesiti e dubbi che possono riguardare il movimento.





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