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  1. #1
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    Predefinito Le tre "macroregioni" del prof. Miglio

    Stamattina su LA7 dibattendo della questione sud che in questi giorni ribolle, un giornalista de "Il sole 24 ore" ha parlato di tre "macroregioni" che si identificheranno sempre più in tre partiti:

    Al nord la Lega e ciò che resterà del PDL

    Al centro il PD

    Al sud un PDL "ammaccato" dalle nuove richieste di indipendenza.

    Se la situazione si delineasse in tal senso senza interferenze esterne, tornerebbero in auge le tre "macroregioni" ipotizzate qualche lustro fa dal mai abbastanza compianto professor Gianfranco Miglio .

    In tale contesto, considerando i "pruriti" che agitano la politica ferragostana, la frase di Miglio "il federalismo verrà da se per la forza delle cose" pare una profezia destinata a realizzarsi entro breve tempo.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Le tre "macroregioni" del prof. Miglio

    Citazione Originariamente Scritto da ugolupo Visualizza Messaggio
    Stamattina su LA7 dibattendo della questione sud che in questi giorni ribolle, un giornalista de "Il sole 24 ore" ha parlato di tre "macroregioni" che si identificheranno sempre più in tre partiti:

    Al nord la Lega e ciò che resterà del PDL

    Al centro il PD

    Al sud un PDL "ammaccato" dalle nuove richieste di indipendenza.

    Se la situazione si delineasse in tal senso senza interferenze esterne, tornerebbero in auge le tre "macroregioni" ipotizzate qualche lustro fa dal mai abbastanza compianto professor Gianfranco Miglio .

    In tale contesto, considerando i "pruriti" che agitano la politica ferragostana, la frase di Miglio "il federalismo verrà da se per la forza delle cose" pare una profezia destinata a realizzarsi entro breve tempo.
    Mi sembra un pò superficiale come visione.
    La Lega è molto forte in Lombardia e Veneto e un pò meno in Friuli-Venezia-Giulia.
    Il Trentino è del PD
    Il Piemonte e la Ligura sono abbastanza equilibrate, attualmente sono governate dal CSX.
    L'Emilia Romagna la consideriamo centro o nord.?
    Anche in centro non è così netta l'affermazione del PD, ad eccezione della Toscana e forse dell'Umbria.
    Anche per il Lazio vale la stessa cosa per il Piemonte, attualmente è governata dal CSX ma alle prossime consultazioni?
    Anche il sud è molto varieggiato, ad eccezione della Sicilia dove il PDL-UDC domina in maniera netta.
    Non credo che si possa fare una divisione macroregionale su basi politiche che piuttosto su basi socio-economiche.
    Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi. (J.M)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Le tre "macroregioni" del prof. Miglio

    mi sembrano degli accostamenti a caso, su quali basi si può dire che tutte le regioni del nord, le regioni del centro e le regioni del sud siano affini fra loro e quindi intenzionate a creare delle entità statuali assieme? così come non si può dire che territori appartenenti a zone geografiche diverse non potrebbero comunque avere interesse a confederarsi fra loro
    e comunque io sono per una toscana libera e indipendente da tutto e tutti

  4. #4
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    Predefinito Rif: Le tre "macroregioni" del prof. Miglio

    la divisione in 3 macroregioni equivale a non aver capito una mazza della composizione etnica di questo staterello di cartapesta: i problemi e le tensioni all'interno dello stato italiano sono dovute al fatto che sono stati messi insieme popoli che poco o nulla c'entrano tra loro.
    la verità è che lo stato italiano nasce semplicemente dall'espansione del piemonte sabaudo, che tra l'altro agì come sappiamo, dunque è normale che le tensioni e le differenze restino.

    la jugoslavia crollò per lo stesso motivo: popoli diversi attaccati con lo sputo in uno stato che non corrispondeva ad una nazione.
    quello che deve stupire è il fatto che sia ancora in piedi, ancorchè in pessima salute.

    con questo non sto negando che esista una nazione italiana (poco mi frega d'altra parte), ma dico che all'interno dello stato italiano è chiaro che ci siano nazioni che di sicuro italiane non sono.
    siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque e in ogni parte del mondo...è la qualità più bella di un rivoluzionario... (Ernesto Guevara de la Serna)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Le tre "macroregioni" del prof. Miglio

    Citazione Originariamente Scritto da Il profumo della vita Visualizza Messaggio
    Mi sembra un pò superficiale come visione.
    La Lega è molto forte in Lombardia e Veneto e un pò meno in Friuli-Venezia-Giulia.
    Il Trentino è del PD
    Pare altrettanto superficiale non considerare il "peso" di queste due regioni che da sole sarebbero per numero di abitanti il quinto Paese europeo dopo Germania, Francia, Inghilterra e Spagna.
    Per non parlare del peso economico...


    Citazione Originariamente Scritto da Il profumo della vita Visualizza Messaggio
    Il Piemonte e la Ligura sono abbastanza equilibrate, attualmente sono governate dal CSX.
    L'Emilia Romagna la consideriamo centro o nord.?
    Anche in centro non è così netta l'affermazione del PD, ad eccezione della Toscana e forse dell'Umbria.
    Anche per il Lazio vale la stessa cosa per il Piemonte, attualmente è governata dal CSX ma alle prossime consultazioni?
    Anche il sud è molto varieggiato, ad eccezione della Sicilia dove il PDL-UDC domina in maniera netta.
    Non credo che si possa fare una divisione macroregionale su basi politiche che piuttosto su basi socio-economiche.
    Tutto è possibile se gli italiani sono diventati tutti federalisti, mentre 20 anni fa chi parlava di federalismo era un bestemmiatore.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Le tre "macroregioni" del prof. Miglio

    Citazione Originariamente Scritto da senhor soares Visualizza Messaggio
    la divisione in 3 macroregioni equivale a non aver capito una mazza della composizione etnica di questo staterello di cartapesta: i problemi e le tensioni all'interno dello stato italiano sono dovute al fatto che sono stati messi insieme popoli che poco o nulla c'entrano tra loro.
    la verità è che lo stato italiano nasce semplicemente dall'espansione del piemonte sabaudo, che tra l'altro agì come sappiamo, dunque è normale che le tensioni e le differenze restino.

    la jugoslavia crollò per lo stesso motivo: popoli diversi attaccati con lo sputo in uno stato che non corrispondeva ad una nazione.
    quello che deve stupire è il fatto che sia ancora in piedi, ancorchè in pessima salute.
    Se l'Italia è ancora in piedi è solamente per colpa dei polentoni che si sono fatti sfruttare dallo Stato centrale senza fare una piega.

    Citazione Originariamente Scritto da senhor soares Visualizza Messaggio
    con questo non sto negando che esista una nazione italiana (poco mi frega d'altra parte), ma dico che all'interno dello stato italiano è chiaro che ci siano nazioni che di sicuro italiane non sono.
    Se i "tracciatori di confini" lasceranno fare ai popoli, col tempo si troverà la quadra.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Le tre "macroregioni" del prof. Miglio

    Citazione Originariamente Scritto da Il profumo della vita Visualizza Messaggio
    Mi sembra un pò superficiale come visione.
    La Lega è molto forte in Lombardia e Veneto e un pò meno in Friuli-Venezia-Giulia.
    Il Trentino è del PD
    Il Piemonte e la Ligura sono abbastanza equilibrate, attualmente sono governate dal CSX.
    L'Emilia Romagna la consideriamo centro o nord.?
    Anche in centro non è così netta l'affermazione del PD, ad eccezione della Toscana e forse dell'Umbria.
    Anche per il Lazio vale la stessa cosa per il Piemonte, attualmente è governata dal CSX ma alle prossime consultazioni?
    Anche il sud è molto varieggiato, ad eccezione della Sicilia dove il PDL-UDC domina in maniera netta.
    Non credo che si possa fare una divisione macroregionale su basi politiche che piuttosto su basi socio-economiche.
    La divisione in macro regioni sarebbe interessante se sviluppata in questo modo:

    Nord: Valle D'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia.

    Centro: Toscana, Marche Umbria, Abruzzo, Molise e Lazio.

    Sud e Isole: Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

    A questo punto però si ritiene necessario abolire le provincie e sostituirle con le regioni, non esisterebbero più Milano, Varese, ecc. Ma una giunta che controlli la Lombardia e che faccia capo al governo della macro regione, la giunta di controllo della Lombardia poi comunicherà direttamente con le amministrazioni comunali senza il passaggio delle provincie.

    Così i costi si ridurrebbero e si risponderebbe meglio ad un territorio che sta cambiando, non ha senso mantenere un sistema politico di gestione decisamente obsoleto.

    E' un cambiamento grande che richiede molta apertura mentale e l'abbandono dei campanilismi.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Le tre "macroregioni" del prof. Miglio

    Citazione Originariamente Scritto da Medsim Visualizza Messaggio
    La divisione in macro regioni sarebbe interessante se sviluppata in questo modo:

    Nord: Valle D'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia.

    Centro: Toscana, Marche Umbria, Abruzzo, Molise e Lazio.

    Sud e Isole: Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

    A questo punto però si ritiene necessario abolire le provincie e sostituirle con le regioni, non esisterebbero più Milano, Varese, ecc. Ma una giunta che controlli la Lombardia e che faccia capo al governo della macro regione, la giunta di controllo della Lombardia poi comunicherà direttamente con le amministrazioni comunali senza il passaggio delle provincie.

    Così i costi si ridurrebbero e si risponderebbe meglio ad un territorio che sta cambiando, non ha senso mantenere un sistema politico di gestione decisamente obsoleto.

    E' un cambiamento grande che richiede molta apertura mentale e l'abbandono dei campanilismi.
    Dopo aver eliminato di fatto L'italia sia perchè ha devoluto all'Europa la politica internazionale, la difesa e la moneta che per l'avvento della macroregioni, che senso avrebbe eliminare le province, soprattutto come quelle di Brescia che forniscono servizi ad oltre 1 milione e duecentomila cittadini?

    In ogni caso ogni macroregione deciderà come amministrarsi, come accorpare o decentrare uffici e servizi in base alle proprie esigenze e disponibilità.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Le tre "macroregioni" del prof. Miglio

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    Pare altrettanto superficiale non considerare il "peso" di queste due regioni che da sole sarebbero per numero di abitanti il quinto Paese europeo dopo Germania, Francia, Inghilterra e Spagna.
    Per non parlare del peso economico...




    Tutto è possibile se gli italiani sono diventati tutti federalisti, mentre 20 anni fa chi parlava di federalismo era un bestemmiatore.
    Il mio superficiale era riferito alle considerazioni basate sulla divisione esclusivamente partitocratica.
    Gli italiani sono sempre stati federalisti ma non hanno avuto mai il coraggio di ammetterlo pubblicamente, non si spiegherebbe il mantenimento di usi e costumi diversi dalla Val D'Aosta alla Sicilia.
    Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi. (J.M)

  10. #10
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    Predefinito Rif: Le tre "macroregioni" del prof. Miglio

    Citazione Originariamente Scritto da Medsim Visualizza Messaggio
    La divisione in macro regioni sarebbe interessante se sviluppata in questo modo:

    Nord: Valle D'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia.

    Centro: Toscana, Marche Umbria, Abruzzo, Molise e Lazio.

    Sud e Isole: Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

    A questo punto però si ritiene necessario abolire le provincie e sostituirle con le regioni, non esisterebbero più Milano, Varese, ecc. Ma una giunta che controlli la Lombardia e che faccia capo al governo della macro regione, la giunta di controllo della Lombardia poi comunicherà direttamente con le amministrazioni comunali senza il passaggio delle provincie.

    Così i costi si ridurrebbero e si risponderebbe meglio ad un territorio che sta cambiando, non ha senso mantenere un sistema politico di gestione decisamente obsoleto.

    E' un cambiamento grande che richiede molta apertura mentale e l'abbandono dei campanilismi.
    poi qualcuno mi spiegherà cosa diavolo ci stiano a fare insieme friulani e valdostani o veneti e piemontesi o sardi e calabresi...
    siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque e in ogni parte del mondo...è la qualità più bella di un rivoluzionario... (Ernesto Guevara de la Serna)

 

 
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