





WOW.. che manipolazione sfacciatatissima delle dichiaraizoni della Clinton...
Ma chi sono questi?
Questo e' l'articolo:
Hillary Clinton: 'Failure' to Help Syrian Rebels Led to the Rise of ISIS - The Atlantic
Dovresti dire a quelli di quel sito che o non capiscono cosa leggono o che sono dei gran bei manipolatori....
Globalizzazione..... si grazie.


Isis sempre più splatter , ormai ci han preso gusto.
Nuovo video su un soldato siriano ucciso ( così si legge ) da un colpo di fucile a pompa in testa .
A breve squarteranno qualcuno imho.






Sì , questo sicuramente .
Ma non voglio immaginare l'effetto macabro di uno shotgun a breve distanza .
Ormai sono passati dal rigido rituale della decapitazione citando il corano ( modus operandi trucido ma impostato rigidamente ) alle esibizioni stile narcos messicani


Un moltiplicatore di forza per la strategia della Russia in Siria
febbraio 10, 2015 Lascia un commento
MK Bhadrakumar Indian Punchline 9 febbraio 2015
Al livello più evidente, l’attuale visita del Presidente russo Vladimir Putin a Cairo afferma che Mosca intende restare un attore attivo sulla scena mondiale. Senza dubbio, mira a rafforzare le tendenze alla ‘multipolarità’ nella politica mediorientale in contrasto alle politiche degli Stati Uniti, sempre più ridotte ad operazioni antincendio. L’Egitto è in fase di transizione; c’è stata una rivoluzione seguita da una contro-rivoluzione, in rapida successione. La trasformazione democratica del Paese è sospesa. L’asse strategico con gli Stati Uniti, ancoraggio della politica estera dell’Egitto per decenni, ha perso centralità e Cairo sonda attivamente le frontiere dell’ordine mondiale multipolare emergente. Non sorprende che la Russia ritenga indispensabile che l’Egitto, che sempre è stato e sempre sarà il Paese chiave della regione, diventi un centro di potere indipendente nel Medio Oriente. Mosca può negare che sia un gioco a somma zero con gli Stati Uniti, ma poi, ogni passo dell’Egitto verso una politica estera indipendente, uscendo dall’ombra del controllo statunitense, favorisce l’influenza regionale della Russia nella Medio Oriente. In altre parole, la priorità della Russia nei legami con l’Egitto e la visita di Putin mirano a cementare le eccellenti equazioni a livello di leadership, apparse evidenti nella visita del Presidente Sisi in Russia lo scorso agosto. La mente altamente concentrata di Putin ricercherà modi e mezzi per rafforzare le relazioni bilaterali. Il commercio è fiorente, con un balzo del 50 per cento l’anno scorso. L’Egitto colma il 40 per cento del fabbisogno di granaglie importando grano russo. L’Egitto è una meta per i turisti russi, 3 milioni di russi hanno visitato località egiziane lo scorso anno. Ma la Russia guarda agli ambiziosi progetti nell’energia (in particolare centrali nucleari), condivisione del sistema satellitare GLONASS (pietra di paragone della partnership strategica) e, naturalmente, ampliamento della cooperazione militare. Putin ha rivelato in un’intervista al quotidiano al-Ahram di oggi, che Mosca e Cairo discutono il nocciolo dell’uso delle rispettive valute nazionali escludendo il dollaro statunitense nei pagamenti, al fine di “ridurre la dipendenza dalle attuali tendenze dei mercati mondiali”. In somma, l’Egitto si avvicina alla cerchia ristretta dei partner strategici di Mosca.
Senza dubbio, al-Sisi trova nella Russia un partner altamente gradevole perché Mosca non predica democrazia, tolleranza religiosa e così via. Putin è, infatti, un sostenitore importante di Sisi, oggi. Ancor più importante, la posizione inequivocabile della Russia su islamismo e terrorismo è estremamente importante per Sisi, che combatte gli islamisti nel Sinai. Putin, nell’intervista, ha distinto in termini chiari l’approccio della Russia da quello degli Stati Uniti, “i fusti sviluppi di oggi in Siria e in Iraq, tra l’altro, rispetto ad intervento pesante e irresponsabile dall’estero negli affari regionali, uso unilaterale della forza, ‘doppi standard’ e distinzione tra terroristi ‘buoni’ e ‘cattivi’.” Putin, inoltre, non ha usato mezzi termini nel criticare il modo con cui gli Stati Uniti combattono lo Stato Islamico (SI). Facendo eco ai dubbi dell’Egitto sulla coalizione degli Stati Uniti contro lo SI, Putin ha osservato che “Purtroppo, dobbiamo constatare che le azioni intraprese oggi, strategia e tattica dei membri della coalizione antiterrorismo, sono sproporzionate rispetto a portata e natura della minaccia. Da soli gli attacchi aerei non bastano ad affrontarlo. Per di più, tali azioni mancano di legittimità non essendo direttamente sanzionate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e, in alcuni casi, prese senza il consenso degli Stati i cui territori sono presi di mira“. Tuttavia, sul fronte diplomatico, la grande svolta strategica che Mosca probabilmente spera dalla visita di Putin, potrebbe consolidare la convergenza sviluppatasi di recente tra Russia e Egitto sul conflitto in Siria. Non dispiace a Mosca che l’Egitto di Sisi abbia voltato le spalle categoricamente all’agenda del ‘cambio di regime’ in Siria. I segnali incipienti indicano la possibilità di Mosca e Cairo di coordinarsi sulla crisi siriana e collaborare, a un certo punto, a creare le condizioni che aprano la via ai negoziati tra il governo siriano e l’opposizione. Le osservazioni di Putin ad al-Ahram suggeriscono che in un futuro prossimo Mosca e Cairo possano collaborare. Putin ha osservato che l’approccio dei due Paesi è già “simile” ed hanno “una visione simile delle prime misure da adottare per risolvere la crisi siriana“, lanciando il dialogo inter-siriano senza precondizioni. Ha espresso apprezzamento per gli sforzi di Sisi ad ospitare le riunioni dell’opposizione siriana a Cairo, di recente, “volte a creare una piattaforma comune che possa essere utilizzata in occasione dei negoziati con il governo siriano“. Putin ha concluso: “Evidentemente, gli sforzi russi e le attività dei partner egiziani s’integrano e sono volti a superare lo stallo sulla soluzione politica della crisi siriana. Dovremo anche contribuire a lanciare il dialogo tra governo siriano ed oppositori politici“. Ha rivelato che “discuterò la questione nella sostanza” con Sisi. La trascrizione dell’intervista è qui.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora
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Conta ben poco ormai l'egitto....Metabo.....lascia perdere sti articoletti senza ne capo ne coda.


L'esercito ed Hezbollah hanno avviato un'offensiva sul fronte meridionale , l'unica zona dove negli ultimi 9 mesi i ribelli sono riusciti ad avanzare a causa della vicinanza con il confine giordano una maggior diponibilità di Al nusra al dialogo .