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Discussione: FOCUS SIRIA

  1. #21001
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    Predefinito Re: FOCUS SIRIA

    Citazione Originariamente Scritto da tafazzo Visualizza Messaggio
    Per nn dimenticare la coerenza.............











    incredibile c'è anche una donna col velo.....eccolo il settario, t ho sgamato bashar !

  2. #21002
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    Predefinito Re: FOCUS SIRIA

    Poco prima dell'inizio dell'era delle "primavere arabe"
    tutti questi "sanguinolenti e feroci dittatori"
    erano degli attendibili partner commerciali … poi,
    a comanda si risponde sissignore,
    non andavano più bene,
    andavano sostituiti fisicamente e commercialmente,
    i risultati sono copiosi;
    più diritti, più democrazia, più decrescita infelice.
    "In Fede, vedrò di nuovo l'Albero Bianco fiorire nei cortili del re... e Minas Tirith in pace."

  3. #21003
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    Predefinito Re: FOCUS SIRIA


  4. #21004
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    Predefinito Re: FOCUS SIRIA


  5. #21005
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    Predefinito Re: FOCUS SIRIA

    hanno sbagliato mira, questi sono americani

  6. #21006
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    Predefinito Re: FOCUS SIRIA

    Citazione Originariamente Scritto da luca18 Visualizza Messaggio
    Dalla fiammata sembrerebbe che nella costruzione non ci sia stato solo pane.

  7. #21007
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    Predefinito Re: FOCUS SIRIA

    Citazione Originariamente Scritto da Jango Fett Visualizza Messaggio
    Scommetto tu abbia in mente un certo forumista il cui nick inizia con la P.
    Mah...
    Citazione Originariamente Scritto da kodiak Visualizza Messaggio
    Il problema di questa versione dei fatti è che al nusra si è ritirata da questa zona mesi e mesi fa , per non aver parte diretta negli socntri contro l'isis .
    Quindi sono scontri tra sigle ribelli fsa-moderate-varie contro filocurdi-curdi
    I moderati contro i valorosi. E chi bisogna bombardare, mo'?
    Citazione Originariamente Scritto da Jango Fett Visualizza Messaggio
    Dalla fiammata sembrerebbe che nella costruzione non ci sia stato solo pane.
    Forse usavano della farina mooolto scura...

  8. #21008
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    Predefinito Re: FOCUS SIRIA


  9. #21009
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    Predefinito Re: FOCUS SIRIA

    I convogli dei terroristi della NATO fermati ai confini della Siria

    NOVEMBRE 30, 2015 LASCIA UN COMMENTO

    Per anni la NATO ha concesso l’impunità ai convogli dei rifornimenti diretti a SIIL e al-Qaida. I raid aerei russi li hanno interrotti per strada.
    Tony Cartalucci, LD, 29 novembre 2015Se un legittimo e ben documentato convoglio di aiuti umanitari che trasportava rifornimenti ai civili in Siria è stato veramente distrutto dagli attacchi aerei russi, è probabile che il mondo non avrebbe mai smesso di sentirne. Invece, in gran parte del mondo se n’è sentito poco o nulla del convoglio di “aiuti” presunti, distrutto nei pressi di Azaz, Siria, alla fine del corridoio Afrin-Jarabulus attraverso cui i rifornimenti del cosiddetto Stato islamico (SIIL) e dei resti di al-Qaidapassano, dove la NATO ha da tempo cercato di creare una “zona cuscinetto” più accuratamente descritta come trampolino della NATO nella Siria occupata da cui lanciare il terrorismo nel territorio siriano. Il quotidiano turco Sabah ha riportato nell’articolo, “Attacchi aerei russi colpiscono un convoglio di aiuti nel nord-ovest, nella città siriana di Azaz, 7 uccisi“, afferma: “Almeno sette persone sono morte, 10 ferite, dopo un apparente attacco aereo, secondo quanto riferito, di jet russi che hanno mirato a un convoglio di aiuti nella città nel nord-ovest siriano di Azaz, nei pressi di un valico di frontiera con la Turchia”. Il quotidiano Sabah aveva anche riferito: “Parlando al quotidiano Sabah, Serkan Nergis dalla Fondazione di Soccorso Umanitaria (IHH) ha detto che l’area presa di mira si trova a circa 5 chilometri a sud ovest del valico di frontiera di Oencupinar. Nergis ha detto che l’IHH ha un’unità di protezione civile ad Azaz e aiutava la gente del posto a spegnere i camion. I camion probabilmente trasportavano aiuti o merci, aggiungeva Nergis”. L’articolo del quotidiano Sabah rivelava anche che il valico di confine turco-siriano di Oncupinar è controllato da coloro che definisce “ribelli”. Il valico di frontiera di Oncupinar dovrebbe essere familiare a molti come teatro dei reportage della troupe televisive della radio internazionale tedesca Deutsche Welle (DW) che riprese centinaia di camion in attesa alla frontiera, diretti nel territorio dello SIIL, a quanto pare con la piena approvazione di Ankara. L’articolo fu pubblicato nel novembre 2014, un anno fa, e rivelava esattamente come lo SIIL poteva continuare a combattere in modi altrimenti inspiegabili e apparentemente inesauribili. Il rapporto intitolato “‘Le linee di rifornimento dalla Turchia“, con un video e una descrizione secondo cui: “Ogni giorno, camion carichi di cibo, vestiario e altre forniture attraversano il confine dalla Turchia alla Siria. Non è chiaro chi riceva la merce. Gli autotrasportatori ritengono che la maggior parte del carico sia per la milizia dello “Stato islamico”. Petrolio, armi e soldati vengono contrabbandati al confine, e i volontari curdi pattugliano la zona nel tentativo di arginare i rifornimenti”. Il rapporto, e molti altri simili, lasciavano molti chiedersi perché se gli Stati Uniti sono disposti ad effettuare operazioni militari rischiose profondità nel territorio siriano per la presunta “lotta allo SIIL”, non s’impegnavano nell’assai meno rischiosa strategia di assicurare il confine turco-siriano nel territorio della Turchia stessa, soprattutto se si considera che gli Stati Uniti hanno una base aerea, campi di addestramento e avamposti d’intelligence nel territorio turco e al confine dove molti convogli di rifornimento dello SIIL passano. Idealmente, la NATO avrebbe dovuto interdire tali convogli dei rifornimenti prima ancora di arrivare in Siria, arrestarne gli autisti e sorvegliare coloro che caricano i camion alla partenza e arrestarli. In alternativa, i camion avrebbero dovuto essere distrutti alla frontiera o, per lo meno, una volta entrati in Siria e chiaramente diretti nei territori occupati dallo SIIL. Che nulla di ciò sia avvenuto, lasciava molti trarre conclusioni sull’impunità concessa a tale rete logistica, palesemente intenzionale e che implicava la NATO alimentare direttamente gli stessi terroristi dello SIIL che affermava di “combattere”.
    La Russia accelera
    Ovviamente, qualsiasi nazione veramente interessata a sconfiggere lo SIIL l’attaccherebbe alla base: sulle linee di rifornimento. L’armamento sarà cambiato nei secoli, ma la strategia militare, in particolare individuare e tagliare le linee di rifornimento del nemico, è un metodo provato e reale per vincere in ogni conflitto. La Russia, di conseguenza, trova questi convogli un bersaglio naturale e tenta di colpire il più vicino possibile al confine siriano-turco, per impedire che qualsiasi carico arrivi nelle mani dello SIIL. Il presidente russo Vladimir Putin ha osservato, sul convoglio di Azaz in particolare che, se legittimamente trasportava aiuti, sarebbe stato dichiarato e le sue attività fatte conoscere a tutte le nazioni i cui aerei militari operano nella regione. I camion colpiti negli ultimi attacchi aerei, proprio come nell’inchiesta di DW, trasportavano cemento e acciaio, non “latte e pannolini”, come l’occidente fa credere. Le forniture passavano attraverso un valico controllato dai “ribelli” e cioè i rifornimenti erano sicuramente diretti nel territorio controllato dai “ribelli”, di al-Qaida ad ovest, e dello SIIL ad est. Gli attacchi aerei russi assicurano che i rifornimenti non arrivino ad alcuno dei due.
    Strangolare i terroristi della NATO al confine
    L’aumento dell’attività della Russia al confine siriano-turco significa che si è nelle fasi finali del conflitto siriano. Con le forze siriane e curde che chiudono il confine ad est dell’Eufrate, il corridoio Afrin-Jarabulus è l’unica via rimasta ai rifornimenti diretti ai terroristi in Siria. Le forze siriane hanno iniziato ad avanzare verso l’Eufrate da Aleppo, e poi a nord al confine siriano-turco, vicino Jarabulus. Circa 90-100 km ad ovest di Afrin, Dana e Azaz, la Russia inizia a tagliare le linee di rifornimento dei terroristi al confine. Le forze siriane probabilmente arriveranno e chiuderanno questa regione. Per coloro che criticano la campagna aerea della Russia sostenendo che i conflitti non possono essere vinti dal cielo senza una componente di terra, dovrebbe essere ormai chiaro che l’Esercito arabo siriano è quella componente che infligge a SIIL e al-Qaida le sconfitte più spettacolari nel conflitto. Quando questo corridoio sarà chiuso e le forniture tagliate, SIIL, Nusra e tutte le fazioni della NATO si esauriranno e scompariranno mentre l’Esercito arabo siriano ristabilisce l’ordine nel Paese. Questo può essere il motivo per cui vi è l’improvvisa “corsa” dall’occidente a gettare risorse nella regione, impulso guidato degli Stati Uniti inviando forze speciali nel territorio siriano stesso, e l’imboscata turca a un Su-24 russo presso il confine Siria-Turchia. Tutto ciò è la chiara illustrazione del perché il conflitto siriano non sia mai stato veramente una “guerra civile”. Il sostegno totale ai terroristi che combattono il governo e il popolo siriani è esterno alla Siria. Tagliato e con la prospettiva di veder eradicare i terroristi, i veri sponsor del conflitto agiscono in modo più diretto e aperto per salvare il loro fallimentare complotto contro lo Stato siriano. Ciò che emerge è quello che si sospettava ed era perfino ovvio a tutti, una guerra per procura iniziata e combattuta per le ambizioni egemoniche occidentali nella regione, sostenendo volutamente l’estremismo, non combattendolo.
    Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

  10. #21010
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    Predefinito Re: FOCUS SIRIA

    Sempre più a rischio guerra
    I turchi abbattono un caccia russo per impedire che si formi un’alleanza contro lo Stato islamico

    Questi giorni di paura all’indomani della strage di Parigi assomigliano sempre più a quelli che precedettero lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Come allora si rincorrono dichiarazioni di guerra e si diffonde una paura che rischiano di farci scivolare progressivamente verso un conflitto disastroso e altrettanto stupido come quello di un secolo fa.

    La ragione principale è che l’intervento della Russia in Siria ha scompigliato il gioco delle ipocrisie e delle alleanze (nemmeno tanto nascoste) che hanno permesso l’affermazione dello Stato islamico. Ora la strage di Parigi sta cambiando completamente il gioco, rimettendo in gioco la Russia di Putin, messa all’indice dopo l’annessione della Crimea e la crisi ucraina, ed isolando i sostenitori ed i finanziatori dello Stato islamico (ossia Turchia, Arabia Saudita e Emirati Arabi) già in uno stato di grande tensione dopo l’accordo sul nucleare iraniano raggiunto da Washington con Teheran e soprattutto decisi a far valere le garanzie (molto probabilmente) date dagli Stati Unirti che non vi sarebbe stata alcuna concessione al Governo filo iraniano di Bagdad e al Presidente siriano Assad. Ma Erdogan, la famiglia reale saudita e gli emiri del Golfo non si fidano piu’ di questi impegni americani e occidentali soprattutto dopo la strage di Parigi che ha spinto il presidente francese Hollande a dichiarare guerra al Califfato e ad allearsi con la Russia di Putin. Quindi, per i sostenitori dello Stato islamico diventa un imperativo categorico far “saltare” questa coalizione. Su questo obiettivo possono contare sul sostegno del Governo ucraino, che tagliando le forniture di energia elettrica alla Crimea sta pericolosamente facendo salire le tensioni con la Russia.

    Questa è la chiave di lettura della decisione del Governo di Ankara di far precipitare la crisi, dando esplicitamente l’ordine di abbattere un caccia russo nei cieli siriani e chiedendo l’immediata convocazione di un Consiglio della NATO. Il Presidente turco Erdogan non ha esitato ad agire anche perché sa che l’Europa, e in particolare la Germania della Merkel, è debole ed interessata unicamente ad implorare la Turchia di frenare l’esodo dei rifugiati siriani. Ma l’atto turco non è estemporaneo, è stato spiegato come una vera e propria offerta politica all’Occidente da un articolo apparso ieri sul quotidiano The Financial Times da Jamal Khashoggi. Il Direttore del canale televisivo Al-Arab (creato da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti) ha dichiarato che le truppe turche e quelle saudite sono pronte ad entrare in Iraq ed in Siria per annientare lo Stato islamico, se naturalmente Stati Uniti e Paesi occidentali daranno il loro appoggio. Si tratta di una vera e propria polpetta avvelenata. Infatti l’entrata delle truppe turche e saudite in Siria e in Iraq comporterebbe altri gravi stragi, come l’eliminazione dei curdi, che stanno combattendo valorosamente contro il Califfato, dei cristiani, degli sciiti e degli alaouti che si riparano nelle zone siriane controllate da Assad. L’entrata delle truppe turche e saudite renderebbe soprattutto inevitabile una grande guerra con l’Iran sciita. E la guerra tra sciiti e sunniti non resterebbe confinata al Vicino Oriente, ma avrebbe delle conseguenze oggi difficilmente prevedibili. Dunque l’abbattimento del caccia russo e l’uccisione di uno dei suoi due piloti al grido Allah è grande è un fatto di enorme rilevanza che costringerà gli Stati Uniti ad uscire dall’ambiguità che ha caratterizzato finora la politica di Obama.

    Che la partita è della massima importanza è uno sviluppo che on ha ancora raggiunto le prime pagine dei giornali: all’improvviso stanno risalendo a livelli di guardia le tensioni tra Russia ed Ucraina. Infatti il Governo ucraino ha tagliato le forniture di energia elettrica alla Crimea e non ha intenzione di ripristinarle. Non solo nelle zone controllate dai separatisti sono ripresi i combattimenti, che – persino a detta di fonti occidentali – sono stati scatenati dagli ucraini. Il Governo di Kiev è comprensibilmente preoccupato del netto miglioramento dei rapporti tra Vladimir Putin e i leader occidentali, teme di essere abbandonato dagli alleati occidentali e, facendo salire la tensione, li “richiama all’ordine”. Anche nell’Europa dell’Est riprendono a spirare venti di guerra.

    Dunque il rischio di guerra cresce. Eppure sconfiggere lo Stato islamico sarebbe molto facile. Basterebbe, come ha chiesto il leader laburista britannico Corbyn, di smetterla con la politica ipocrita seguita finora dai Paesi occidentali, imponendo delle sanzioni economiche e finanziarie contro i Paesi che lo sostengono, ossia contro Turchia, Arabia Saudita ed Emirati. Ma gli interessi americani ed europei nella regione impediscono di adottare una strategia chiara ed efficace. Anche per questo motivo esiste il pericolo che questa crisi scappi di mano e che veramente si vada verso un conflitto di vasta portata che è da evitare a tutti i costi.
    Sempre più a rischio guerra - Ticinonews

    I Sauditi a combattere in Iraq e Siria? Visto quel che combinano in Yemen... MA CHE ASPETTANO?

 

 
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