No, valgono entrambi i discorsi.
Vale sia il discorso del voto al simbolo unico dell'Ulivo che hai fatto tu, sia il discorso territoriale.
C'erano tre regioni in bilico per assegnare il Senato ed erano Piemonte, Lazio e Campania. Per come è distribuito il voto in queste regioni il centrodestra sapeva di essere dietro dappertutto, specie nel Lazio dove su 21 collegi era certo praticamente solo in 5 (Velletri Latina Terracina Frosinone e Cassino) e poteva sperare di beccarne al massimo 8 (vincendo Viterbo Civitavecchia e Rieti). I rimanenti non c'era storia. Invece giocandosi la carta del premio di maggioranza sui voti complessivi si metteva in condizione di essere molto più competitivo. Stesso discorso per la Campania dove in più della metà dei collegi sapeva di perdere, avendo un voto molto concentrato in aree piuttosto ristrette, vale a dire il Casertano, una parte del Salernitano e in soli 2 collegi della provincia di Napoli, per la precisione Nola e Giugliano.





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