



Tra gli oggetti dotati di una forte valenza simbolica, lo specchio occupa senz'altro una posizione di rilievo. La sua ambivalenza e la molteplicità dei significati che racchiude (vanità, prudenza, lussuria, divinazione, conoscenza, doppiezza, mezzo per scoprire l'Io nascosto dell'uomo e per contemplare la dimensione del divino) si riflettono nella ricchissima iconografia in cui, soprattutto nel Rinascimento, viene rappresentato. Accostato alla figura della dea dell'amore, lo specchio diventa un potentissimo strumento di seduzione.
Giorgio Vasari, La toeletta di Venere (1558 circa)
Staatsgalerie, Stuttgart
Tiziano, Venere allo specchio (1555)
National Gallery of Art, Washington
Veronese, Venere allo specchio (1585 circa)
Joslyn Art Museum, Omaha, Nebraska


All’origine della fata. La donna e la sua psiche allo specchio.


Hans Baldung Grien, Le tre età della donna e la morte (1510)
Kunsthistorisches Museum, Vienna
La ragazza ammira nello specchio la propria giovinezza senza rendersi conto che si tratta di un bene effimero. Nello specchio infatti si riflette la morte, che svela impietosamente la caducità della bellezza. La clessidra simboleggia il trascorrere inesorabile del tempo.


La toilette o Donna che si pettina - olio su tela - 1910 -
Pierre-Auguste Renoir
Immagine dal sito http://www.abcgallery.com
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 21-06-13 alle 03:18


Lucas Furtenagel
Ritratto di Hans Burgkmaier e di sua moglie Anna
Vienna, Kunsthistorisches Museum
Il dipinto è del 1529. La donna mostra uno specchio che non riflette le loro due facce, ma due teschi. Il motto iscritto sullo specchio “Erken dich selbst…”(Riconosciti) conduce alla consapevolezza della transitorietà e della mortalità che si legge sull’angolo superiore destro del dipinto:
“Solche Gestalt unser baider was. Im Spiegel aber nix dan das”
(Questo aspetto ci apparteneva. Ma nello specchio di esso non resta più niente).
Fonte:
Eric Jan Sluijter, Orgoglio e transitorietà negli autoritratti di artisti nederlandesi tra XVI e XVII secolo (Traduzione di Loredana Lorizzo), in AA. VV. Tracce per lo studio della cultura figurativa fiamminga e olandese dal XV al XVII secolo, Roma,
Ultima modifica di Biancaneve; 27-02-13 alle 15:22


William Holman Hunt, The Lady of Shalott (1905)
Wadsworth Atheneum, Hartford
La dama di Shalott, ispirata all'omonimo romanzo di Alfred Tennyson, era vittima di un incantesimo e poteva vedere chi si avvicinava al suo castello solo attraverso lo specchio magico, diaframma tra due dimensioni conoscitive: il mondo delle idee e la realtà sensibile, suo evanescente e pallido riflesso.


Tintoretto, Susanna e i vecchioni, 1555-56
Kunsthistorisches Museum, Gemaeldegalerie, Vienna
L'opera è ispirata all'episodio biblico del "Libro di Daniele". Tintoretto ha scelto di rappresentare la scena non nel drammatico momento dell'aperto manifestarsi a Susanna dei due vecchi giudici, ma in quello ancora sereno in cui la protagonista si ammira in uno specchio nell'interno di un idillico giardino.


Raimundo Madrazo y Garreta (Spanish, 1841 - 1920)
An Evening Out


Dante Gabriel Rossetti, Lady Lilith (1864-68)
Delaware Art Museum
Rossetti dipinse quest'opera nel 1868, dopo la morte della moglie che mutò considerevolmente il suo modo di rappresentare la donna. L'amante (e modella) di quel periodo viene infatti raffigurata come incarnazione dell'erotismo. In questo caso, Lilith, non è più vista con occhio biblico ma come una donna del tempo, conscia del potere che ha sull'uomo. È circondata da un ambiente ambiguo, rose bianche (simbolo della sterilità) e un papavero (simbolo della morte). La composizione però rappresenta alla perfezione il ritorno alle figure e agli elementi prerinascimentali cari alla Confraternita dei Preraffaelliti.
Ultima modifica di Silvia; 09-03-13 alle 01:32