Salve, io sono impopolare perché rifiuto il valore e l'utilità di tutti i sistemi democratici perché una buona civiltà deve essere regolata da principi di meritocrazia.
Il voto di un uomo che mantiene la famiglia, non ha debiti ed ha una fedina penale pulita deve valere almeno dieci volte quello di un figlio agli studi e almeno il tre volte quello di sua moglie casalinga. L'uomo e i valori umani, non si nobilitano se il voto di un buon lavoratore vale quanto quello di un criminale. Oggi la mafia e gli appalti pubblici possono conquistare milioni di voti di valore "1" e costruiscono un sistema democratico in cui regna la corruzione, la bustarella, il favoreggiamento. Il potere di voto "10" è una conquista proletaria perché coloro che fanno il mutuo per una casa perdono già il massimo potere di voto. Per il lavoratore anziano in cerca d'impiego è una grandiosa referenza avere il potere di voto "10" (per tante occupazioni è meglio di un titolo di studio). Per principio, il voto democratico di valore "1" serve solo al politico, non al cittadino. Ai vertici politici, non devono entrare coloro che non hanno il potere di voto "10" e devono uscire coloro che lo perdono. La democrazia di valore "1" è un mondo di compromessi, di propaganda, di corruzione governata dai ricchi, dai giornali, dai mass media, dai favoritismi. Col passare del tempo, la democrazia costruita con valori di meritocrazia è un sistema in cui vincono i veri valori dell'uomo umile. Per spingere una civiltà in crisi nella giusta direzione, l'ARTICOLO PRIMO è la meritocrazia del voto. Il Governo deve essere guidato dallo spirito dei buoni capofamiglia che crescono figli, non dal potere propagnadistico dei giornali, delle università e dei ricchi. Le votazioni del 2013 per me sono un "cesso sporco" che vorrebbe essere ripulito dall'inconcludente populismo grillino.
Salti Michele




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