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  1. #441
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Fracking, l'ultima diavoleria dei petrolieri per spremere la Terra - Il Fatto Quotidiano
    Fracking, l’ultima diavoleria dei petrolieri per spremere la Terra


    di Maria Rita D'Orsogna | 7 dicembre 2012Commenti (292)

    Più informazioni su: Fracking, Idrocarburi, Petrolio, Usa.

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    La parola fracking è arrivata al grande pubblico da quando il regista americano Josh Fox ha realizzato un documentario sulle estrazioni di “gas non convenzionale” negli USA. Correva l’anno 2009, sebbene il fracking fosse stato inventato nel 1947, poi ottimizzato e diffuso su larga scala a partire dal 1997 nel Barnett Shale in Texas. Il fracking ha poi preso il definitivamente il sopravvento nel 2005 grazie all’amministrazione del duo petrolifero Bush-Cheney che esentò questa pratica dalle leggi di protezione ambientale negli USA, fra cui il Safe Water Drinking Act e che aprì le terre demaniali degli stati centrali degli USA ai petrolieri.
    Fracking è una abbreviazione di “hydraulic fracturing” che significa fratturazione idraulica. Queste due parole racchiudono tutto il concetto del fracking: frantumare la roccia usando fluidi saturi di sostanze chimiche ed iniettati nel sottosuolo ad alta pressione. Il fracking è un modo “non convenzionale” per estrarre gas da roccia porosa di origine argillosa detta scisti (shale in inglese), le cui vacuità ospitano in prevalenza metano. Con le tecniche “tradizionali” questo gas non potrebbe essere estratto, visto che il gas è intrappolato in una miriade di pori sotterranei e la classica trivella verticale non arriverebbe ad aprirli tutti.
    Con il fracking invece, giunti ad una certa profondità la trivella ed i fluidi di perforazione vengono direzionati orizzontalmente e l’alta pressione innesca una serie di microsismi frantumando la roccia e lasciando sprigionare il gas. Esistono varianti per petrolio, per geotermia e per metano intrappolato in carbone invece che in scisti, detto Coal Bed Methane.
    Insomma, questo fracking è l’ultima diavoleria inventata dai petrolieri per spremere dalla pancia della terra più idrocarburi possible.
    Credo che molti associno la questione fracking ai terremoti, ed è vero, ma le occorrenze seppure gravi, sono rare. Ci sono invece una moltitudine di altri problemi collegati al fracking e collegati al vivere quotidiano: l’acqua che si beve, l’aria che si respira, il cibo che si mangia.
    Intanto, come per quasi tutti le miscele che l’industria petrolifera inietta nel sottosuolo, non è dato sapere esattamente cosa usano. Ci sono proppanti -per aprire e tenere aperte le fessure nel sottosuolo- ci sono acidi, biocidi, stabilizzatori, inibitori di corrosione, surfattanti, inibitori, agenti per aumentare la viscosità.
    E di cosa sono fatti? Fra le sostanze possibili presenti nei fluidi da fracking, secondo un rapporto della Camera USA: naftalene, benzene, toluene, xylene, etilbenzene, piombo, diesel, formadelhyde, acido solforico, thiourea, cloruro di benzile, acido nitrilotriacetico, acrylamide, ossido di propilene, ossido di etilene, acetaldehyde, Di (2-ethylhexyl) phtalati. Sono tutti cancerogeni o tossici. Fra le sostanze radioattive invece si elencano vari isotopi di antimonio, cromo, cobalto, iodio, zirconio, potassio, lanthanio, rubidio, scandio, iridio, kripton, zinco, xenon, manganese.
    Bastano? Sul link di cui sopra – quello della camera – le miscele note occupano circa 17 pagine.
    Proprio l’altro ieri the Independent di Londra riporta che e’ venuto fuori un misterioso componente usato per fare fracking in Texas che ha causato danni ai reni e al fegato di chi vive vicino a questi pozzi e che per ora non si sa cosa sia. Si sa solo che e’ siglato EXP-F0173-11.
    Ogni pozzo da fracking necessita dai 2-4 milioni di galloni di acqua per poter operare, che si traducono in 7-14 milioni di litri di acqua satura di sostanze chimiche. E dove finisce il tutto? Nonostante la propaganda dei petrolieri secondo cui le cementificazioni e le impermeabilizzazioni dei pozzi sono perfetti, nessuna attività dell’uomo è esente dal logorio, dall’uso, da difetti, ed evidente che continuando a pompare miscele inquinanti nel terreno, prima o poi qualcosa deve pure cedere. E migrare. E arrivare, prima o poi, nei rubinetti delle persone.
    Per di più, a volte lo shale del sottosuolo contiene già sostanze radioattive di per conto suo, che madre natura ha nel corso dei millenni separato dal resto, e che stuzzicate dal fracking possono arrivare in superficie.
    E cosi, ecco una perfetta inchiesta del New York Times sulle concentrazioni fuori da ogni grazia di Dio di livelli di materiale radioattivo nei pozzi artesiani vicino ai pozzi del fracking in Pennsylvania. In alcuni casi si è arrivati 1500 volte i valori stabiliti per legge.
    E non è questo un caso isolato. L’inquinamento delle riserve acquifere in seguito ad interventi di fracking si e’ verificato anche in Texas, Ohio, Pennsylvania, Colorado, Wyoming, dove innumerevoli sono le famiglie che riportano casi di metano nell’acqua dei rubinetti che si infiammano, acqua nei pozzi artesiani color marroncino e puzzolente, assolutamente inutilizzabile e satura di inquinanti. Il risultato è che la gente non ha più acqua potabile in casa – nella nazione più ricca del mondo! - e ci si ammala. Ci sono anche casi di ruscelli inquinati, morie di animali, mini-geyser di acqua e metano che schizzano anche 30 metri dal suolo a causa delle forti pressioni sotterranee.
    (..continua)

  2. #442
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Fracking, l'ultima diavoleria dei petrolieri per spremere la Terra - Il Fatto Quotidiano
    Fracking, l’ultima diavoleria dei petrolieri per spremere la Terra


    di Maria Rita D'Orsogna | 7 dicembre 2012Commenti (292)

    Più informazioni su: Fracking, Idrocarburi, Petrolio, Usa.

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    La parola fracking è arrivata al grande pubblico da quando il regista americano Josh Fox ha realizzato un documentario sulle estrazioni di “gas non convenzionale” negli USA. Correva l’anno 2009, sebbene il fracking fosse stato inventato nel 1947, poi ottimizzato e diffuso su larga scala a partire dal 1997 nel Barnett Shale in Texas. Il fracking ha poi preso il definitivamente il sopravvento nel 2005 grazie all’amministrazione del duo petrolifero Bush-Cheney che esentò questa pratica dalle leggi di protezione ambientale negli USA, fra cui il Safe Water Drinking Act e che aprì le terre demaniali degli stati centrali degli USA ai petrolieri.
    Fracking è una abbreviazione di “hydraulic fracturing” che significa fratturazione idraulica. Queste due parole racchiudono tutto il concetto del fracking: frantumare la roccia usando fluidi saturi di sostanze chimiche ed iniettati nel sottosuolo ad alta pressione. Il fracking è un modo “non convenzionale” per estrarre gas da roccia porosa di origine argillosa detta scisti (shale in inglese), le cui vacuità ospitano in prevalenza metano. Con le tecniche “tradizionali” questo gas non potrebbe essere estratto, visto che il gas è intrappolato in una miriade di pori sotterranei e la classica trivella verticale non arriverebbe ad aprirli tutti.
    Con il fracking invece, giunti ad una certa profondità la trivella ed i fluidi di perforazione vengono direzionati orizzontalmente e l’alta pressione innesca una serie di microsismi frantumando la roccia e lasciando sprigionare il gas. Esistono varianti per petrolio, per geotermia e per metano intrappolato in carbone invece che in scisti, detto Coal Bed Methane.
    Insomma, questo fracking è l’ultima diavoleria inventata dai petrolieri per spremere dalla pancia della terra più idrocarburi possible.
    Credo che molti associno la questione fracking ai terremoti, ed è vero, ma le occorrenze seppure gravi, sono rare. Ci sono invece una moltitudine di altri problemi collegati al fracking e collegati al vivere quotidiano: l’acqua che si beve, l’aria che si respira, il cibo che si mangia.
    Intanto, come per quasi tutti le miscele che l’industria petrolifera inietta nel sottosuolo, non è dato sapere esattamente cosa usano. Ci sono proppanti -per aprire e tenere aperte le fessure nel sottosuolo- ci sono acidi, biocidi, stabilizzatori, inibitori di corrosione, surfattanti, inibitori, agenti per aumentare la viscosità.
    E di cosa sono fatti? Fra le sostanze possibili presenti nei fluidi da fracking, secondo un rapporto della Camera USA: naftalene, benzene, toluene, xylene, etilbenzene, piombo, diesel, formadelhyde, acido solforico, thiourea, cloruro di benzile, acido nitrilotriacetico, acrylamide, ossido di propilene, ossido di etilene, acetaldehyde, Di (2-ethylhexyl) phtalati. Sono tutti cancerogeni o tossici. Fra le sostanze radioattive invece si elencano vari isotopi di antimonio, cromo, cobalto, iodio, zirconio, potassio, lanthanio, rubidio, scandio, iridio, kripton, zinco, xenon, manganese.
    Bastano? Sul link di cui sopra – quello della camera – le miscele note occupano circa 17 pagine.
    Proprio l’altro ieri the Independent di Londra riporta che e’ venuto fuori un misterioso componente usato per fare fracking in Texas che ha causato danni ai reni e al fegato di chi vive vicino a questi pozzi e che per ora non si sa cosa sia. Si sa solo che e’ siglato EXP-F0173-11.
    Ogni pozzo da fracking necessita dai 2-4 milioni di galloni di acqua per poter operare, che si traducono in 7-14 milioni di litri di acqua satura di sostanze chimiche. E dove finisce il tutto? Nonostante la propaganda dei petrolieri secondo cui le cementificazioni e le impermeabilizzazioni dei pozzi sono perfetti, nessuna attività dell’uomo è esente dal logorio, dall’uso, da difetti, ed evidente che continuando a pompare miscele inquinanti nel terreno, prima o poi qualcosa deve pure cedere. E migrare. E arrivare, prima o poi, nei rubinetti delle persone.
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    E cosi, ecco una perfetta inchiesta del New York Times sulle concentrazioni fuori da ogni grazia di Dio di livelli di materiale radioattivo nei pozzi artesiani vicino ai pozzi del fracking in Pennsylvania. In alcuni casi si è arrivati 1500 volte i valori stabiliti per legge.
    E non è questo un caso isolato. L’inquinamento delle riserve acquifere in seguito ad interventi di fracking si e’ verificato anche in Texas, Ohio, Pennsylvania, Colorado, Wyoming, dove innumerevoli sono le famiglie che riportano casi di metano nell’acqua dei rubinetti che si infiammano, acqua nei pozzi artesiani color marroncino e puzzolente, assolutamente inutilizzabile e satura di inquinanti. Il risultato è che la gente non ha più acqua potabile in casa – nella nazione più ricca del mondo! - e ci si ammala. Ci sono anche casi di ruscelli inquinati, morie di animali, mini-geyser di acqua e metano che schizzano anche 30 metri dal suolo a causa delle forti pressioni sotterranee.
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  3. #443
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Trivellazioni: Piero Angela non lo sa? - Il Fatto Quotidiano
    Trivellazioni: Piero Angela non lo sa?


    di Maria Rita D'Orsogna | 31 agosto 2013Commenti (259)

    Più informazioni su: Barack Obama, Fracking, Gas, Petrolio, Terremoti, Trivellazioni, Usa.

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    La democrazia non può basarsi sull’ignoranza dei problemi, perché uno dei suoi grandi obiettivi è proprio quello di rendere i cittadini responsabili e consapevoli, in modo che possano esercitare i loro diritti utilizzando meglio la loro capacità di capire.
    Piero Angela, Viaggi nella scienza
    Nel 2006, Piero Angela scrisse un libro che si intitolava “La sfida del secolo” in cui sosteneva che era imperativo cercare nuove fonti energetiche visto che quelle esistenti – petrolio e gas – sono in “via d’estinzione” – parole non mie. Parlava del picco del petrolio, e diceva che occorre
    1. puntare sulle energie rinnovabili, “ma senza pretendere troppo”;
    2. non immettere nell’ambiente inquinanti che superino la sua capacità di assorbirli;
    3. non aumentare l’uso delle risorse non rinnovabili;
    4. puntare sulla ricerca scientifica per migliorare l’efficienza energetica ed evitare gli sprechi inutili;
    5. diminuire drasticamente le emissioni di sostanze inquinanti, anche a costo di qualche sacrificio;
    6. impegnarsi affinché i paesi in via di sviluppo non ripetano le stesse fasi inquinanti del nostro sviluppo occidentale.
    Da allora devono essere cambiate tante cose.
    In tempi più recenti infatti il Piero nazionale ha cambiato rotta sull’uso delle fonti fossili e dei problemi che comportano. Nel 2010 infatti compare uno dei primi servizi sullo shale gas a Superquark e su questa “nuova tecnologia” che “ha moltiplicato i giacimenti di gas naturale sfruttabili”. Dei sei punti di cui sopra, nessuna traccia.
    Quest’anno Superquark ci riprova. Nella puntata dell’8 agosto 2013 Piero Angela prima e Lorenzo Pinna dopo infatti ci parlano del gas non-convenzionale da scisti nel North Dakota come della manna scesa dal cielo. Tutto quello che si dice è asettico, perfetto, esente da problemi.
    La “scienza e la tecnologia” che risolvono tutti i problemi energetici, addirituttura “ribaltando la situazione” e prospettando l’indipendenza energetica per gli Usa. Nel servizio non c’è traccia alcuna di tutti gli effetti negativi del fracking sull’ambiente, sulle comunità, sugli enormi volumi d’acqua impiegati, sul fatto che questa acqua torni a madre natura inquinata da sostanze chimiche più o meno cancerogene e tossiche, sul fatto che la gente veda acqua marroncino uscire dai rubinetto di casa dopo il fracking, o su dove e come smaltire gli scarti di trivellazione.
    Niente. Si parla solo di pompe, fratturazione, sabbia, e di eventi “complessi”. Mai di inquinanti. Forse Piero Angela non lo sa, ma studio dopo studio mostrano, per esempio, la presenza di elevate concentrazioni di arsenico, stronzio, selenio, metano, etano e propano in varie localita’ da fracking, in alcuni casi anche 18 volte piu’ di quanto accettabile.
    Addirittura in Texas c’è una città dove l’acqua di falda è finita a causa del pompaggio eccessivo di acqua per il fracking.
    E i problemi alla salute di chi, specie i bambini, vivono vicino alle trivelle o al gas che viene bruciato? E gli effetti sul bestiame? Sull’agricoltura? E la sismicità indotta? Eppure ci sono molti articoli, anche su Science che ne parlano. Non legge Science Piero Angela?
    In Arkansas dopo l’arrivo del fracking ci sono stati la bellezza di 1000 terremoti nell’arco di due anni, in zona prima asismica e di grado anche 4.7 Richter. C’è addirituttura una causa in corso per sismicita’ indotta. E magari se quelli di Superquark avessero voluto guardare un po piu in dettaglio del mezzo minuto dedicato a Williston, avrebbero scoperto mille altri problemi sociali.
    Ecco qui, come si vive a Williston, la capitale del fracking del North Dakota. L’ho conosciuta una ragazza di lì. Quasi ci piangeva a ricordare come era la sua città prima che venissero quelli delle trivelle. E poi perché si intervistano solo i petrolieri del North Dakota e Massimo Nicolazzi ex dipendente Agip-Eni e non i residenti del North Dakota?
    E non vogliamo parlare dell’attivismo degli americani? Del milione di lettere arrivate ad Obama contro il fracking? Del fatto che lo stato di New York abbia una moratoria contro il fracking da circa 5 anni?
    Tutte queste cose non sono di interesse al pubblico di Superquark? Come si fa a preparare una puntata sul fracking e non imbattersi in nessun articolo o documento che parli di nessun problema collegao a questa tecnica? Non è forse compito di un giornalista serio mostrare anche le cose sgradevoli del fracking?
    Anche il governo Usa è pro-fracking. Obama non ne fa mistero. Ma questo non impedisce ai giornalisti veri di raccontare la vita di chi con il fracking ci vive ogni giorno. Legga Piero Angela i servizi del New York Times, quelli di PBS, la TV pubblica americana, o di ProPublica, ascolti i reportage di NPR, la radio pubblica USA. E magari vada ad intervistare uno dei residenti di Williston che non lavora per il petrolio.
    Forse una volta guardare Superquark avrebbe insegnato qualcosa a noi cittadini, ci avrebbe resi “responsabili e consapevoli” e ci avrebbe “aiutato ad esercitare” i nostri diritti utilizzando meglio la nostra “capacità di capire”. Una volta, forse. Non certo la sera dell’8 agosto 2013.

  4. #444
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    No all'Italia petrolizzata: L'arsenico nell'acqua del fracking



    Sunday, August 11, 2013

    L'arsenico nell'acqua del fracking





    Dedicato a tutti quelli - a partire da Piero Angela - che parlano del fracking come se fosse manna dal cielo. Forse e' manna dal cielo per quelli che devono farci sopra le speculazioni economiche, ma non certo per chi deve vivere vicino ai posti trivellati e trivellandi.

    Ecco allora, l'ultima puntata dei danni da fracking: arsenico nelle falde idriche. 18 volte di piu' di quanto consentito dalla legge.

    E questo lo dice Scientific American, sulla base di uno studio appena pubblicato dall'American Chemical Society da parte di alcuni ricercatori dell'Universita' of Texas ad Arlington. In particolare, si parla di arsenico e di metalli pesanti nei pressi dei pozzi da fracking nel Barnett Shale del Texas.

    Non e' la prima volta che accade - gia' il Los Angeles Times aveva mostrato gli stessi effetti a Dimock, in Pennsylvania, anche qui localita' da fracking e ampiamente illustrata nel documentario Gasland. Lo stesso ente per la protezione ambientale degli USA, l'EPA aveva infatti gia' trovato elevati tassi di arsenico nelle falde qui a Dimock.

    Stessa cosa, arsenico nell'acqua di falda, nei siti da fracking a Pavillion, Wyoming gia' documentati nel 2009.

    L'autore dello studio del Texas si chiama Brian Fontenot.

    Dice che assieme alla sua coautrice Laura Hunt hanno deciso di vedere per conto loro cosa succedeva e sono andati presso vari proprietari di pozzi artesiami a fare le analisi.

    Hanno messo un annuncio nei giornali locali alla ricerca di volontari e gli hanno detto che avrebbero fatto a ciascuno le analisi gratis, che non erano dell'industria petrolifera e che sarebbero stati risultati non di parte, eseguiti senza pregiudizi.

    Dicono di essere stati inondati di richieste e che hanno lavorato di notte e durante i fine settimana.
    Fra i partecipanti allo studio, c'erano anche persone pro-fracking che gli hanno dato l'acqua da testare a mo' di sfida e che gli hanno detto: siamo sicuri che non troverete niente.

    Poi sono andati in altre localita' dove non c'era il fracking per fare il confronto.

    L'acqua dei pozzi artesiani e' stata presa il piu' possibile vicino alle sorgenti acquifere, in profondita', ed e' stata poi portata in laboratorio per fare test sulla presenza di varie componenti chimiche.

    Fatte le analisi, Fontenot e Hunt hanno trovato arsenico, selenio and stronzio, tutti a tassi superiori di quanto tollerato dall'EPA per le acque potabili.

    Le concentrazioni di queste sostanze non possono essere imputabili ad occorrenze naturali nel'area perche' tutti i pozzi artesiani con l'acqua inquinata sorgono nel giro di tre chilometri da pozzi da fracking. Ovviamente non tutti i pozzi esaminati hanno mostrato tassi di arsenico, selenio e stonzio superiore ai valori soglia, ma quelli che li hanno superati sorgevano tutti vicino a pozzi da fracking.

    Delle varie sostanze trovate, una delle piu' pericolose e' l'arsenico - era presente anche in concentrazioni 18 volte superiore rispetto a quanto consentito dalla legge.

    L'arsenico e' un veleno - porta a danni alla pelle, al sistema circolatorio e aumenta il rischio di cancro.

    Evviva il fracking.
    Evviva Piero Angela.

    Dopo la puntata su Quark in cui parla del fracking come un dono divino, vuole brindare con un bicchiere d'acqua all'arsenico?
    Ultima modifica di Metabo; 16-01-14 alle 21:22

  5. #445
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Evviva il fracking.
    Evviva Piero Angela.

    Dopo la puntata su Quark in cui parla del fracking come un dono divino, vuole brindare con un bicchiere d'acqua all'arsenico?
    ma davvero la cariatide televisiva avrebbe detto questo....?
    Cosa non si fa per dare il culo al potere!!!!!

    Cmq in itaglia state tranquilli...scisti non ne esistono in quantita' tale da immettere quella odiosa e criminale tecnica ( mi sembra che l'inventore sia schiattato qualche mese fa!!!!)
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  6. #446
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Dedicato a tutti quelli - a partire da Piero Angela - che parlano del fracking come se fosse manna dal cielo. Forse e' manna dal cielo per quelli che devono farci sopra le speculazioni economiche, ma non certo per chi deve vivere vicino ai posti trivellati e trivellandi.





    Vivi in un mondo di ignoranza totale, lo sappiamo gia da tempo.

    L'arsenico nell'acqua si trova naturalmente.

    Arsenico presente nell'acqua potabile e acqua minerale


    E con esso molte altre sostanze che possono nuocere, e' per questo che l'acqua viene depurata attraverso gli acquedotti.

    Aggiungiamo poi che e' materialmente impossibile inquinare delle falde acquifere che si trovano a 50-100 metri di profondita se si deve trivellare a 2mila metri di profondita.


    Metabo, il fracking e' una cosa grossa......gli USA stanno acquisendo una competitivita industriale enorme grazie ad esso. Rassegnati, hai perso!

  7. #447
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Si stanno vendendo sulle bancarelle di natale troppi bigini sulle falde acquifere e quant' altro....o sciürrrrr
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  8. #448
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio




    Vivi in un mondo di ignoranza totale, lo sappiamo gia da tempo.

    L'arsenico nell'acqua si trova naturalmente.

    Arsenico presente nell'acqua potabile e acqua minerale


    E con esso molte altre sostanze che possono nuocere, e' per questo che l'acqua viene depurata attraverso gli acquedotti.

    Aggiungiamo poi che e' materialmente impossibile inquinare delle falde acquifere che si trovano a 50-100 metri di profondita se si deve trivellare a 2mila metri di profondita.


    Metabo, il fracking e' una cosa grossa......gli USA stanno acquisendo una competitivita industriale enorme grazie ad esso. Rassegnati, hai perso!


  9. #449
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da Metabo Visualizza Messaggio
    sara' pagato da ScoreggiEni con qualche fondo nero in Olanda ( dicesi BV) per postare ste cassate......beato lui che prende soldi almeno....
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
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  10. #450
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Fracking: consumo di acqua nelle zone aride e a rischio siccità
    Il fracking spreca acqua potabile nelle regioni più aride degli USA


    Scritto da: EcoAlfabeta - giovedì 6 febbraio 2014


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    Oltre la metà dei pozzi da fracking negli USA sono in zone aride o a rischio siccità, con un consumo di acqua pari al fabbisogno di circa 800 milioni dipersone

    Il video qui sopra mostra in time lapse la successione delle operazioni di fracking di un pozzo in Texas. Nelle ntenzioni di chi lo ha girato dovrebbe essere un video pubblicitario, volto a mostare l’efficienza delle operazioni. In realtà rappresenta anche una chiara dimostrazione dell’ elevato impatto ambientale del facking: consumo di suolo fertile, grande dispiego di macchine e automezzi, spropositato uso di materiali; avete notato il numero di sezioni di trivella che vengono utilizzate? Tutto ciò deve essere moltiplicato per le decine di migliaia di pozzi che engono realizzati negli USA.
    Oltre ai danni già documentati, inquinamento della falda, devastazione del territorio, microsismi, ora se ne aggiunge un altro: competizione con gli umani per il consumo di acqua nelle zone più aride.
    Un rapporto dell’organizzazione di investitori green Ceres mostra infatti che oltre la metà dei 40 000 pozzi trivellati dal 2011 ad oggi si trova in regioni aride e/o a rischio siccità (vedi mappa qui sotto) e oltre un terzo in zone dove si consuma già troppa acqua e il livello della falda è in forte calo.

    Il consumo di acqua si attesta intorno all’esorbitante cifra di 370 milioni di m³, un volume pari ai consumi urbani di circa 800 milioni di persone (secondo gli standard USA). In questo caso si tratta effettivamente di “consumo”, perchè l’acqua in uscita dal processo è inquinata dai reagenti chimici e non è più adatta a nessun uso.
    Alcune aziende trattano l’acqua e la riciclano, ma le informazioni sono scarse e incomplete. Per questo Ceres chiede completa trasparenza sui flussi idrici in termini di quantità e qualità oltre a ridurre l’uso di acqua nelle operazioni.
    Si tratta probabilmente di una pia illusione visto che le lobbies delpetrolio hanno in mente di raddoppiare la produzione e per fare questo dovranno trivellare oltre dieci volte di più di quanto fanno oggi.

 

 
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