Fa come faccio io invece di farti trascinare in trollaggi inutili riposta gli articoli che inchiodano tutta questa faccenda del fracking.
Shale gas e junk bond. La bolla del fracking statunitense secondo gli analisti finanziari | Blogeko.it
Shale gas e junk bond. La bolla del fracking statunitense secondo gli analisti finanziari
Ora lo dicono perfino la prestigiosa testata finanziaria statunitense Bloomberg e la banca britannica Barclays: negli Stati Uniti lo shale oil e lo shale gas (quello che si estrae col fracking) prosperano grazie a debiti ed obbligazioni che valgono quanto la spazzatura, ovvero grazie ai famosi junk bond entrati nel lessico corrente con la crisi economica e finanziaria iniziata nel 2008. La guerra in Ucraina – ma questo lo aggiungo io – serve proprio per convincere (o costringere) l’Europa a comprarsi quella monnezza di gas americano.
Ho scritto tante volte che il fracking è una bolla, dato che per estrarre lo shale gas ci vogliono moltissimi pozzi, ogni pozzo si esaurisce (o quasi) nel giro del primo anno e per mantenere costante la produzione bisogna continuare forsennatamente – e costosamente – a trivellare nuovi pozzi. Nei giorni scorsi però Bloomberg ha aggiunto informazioni preziose dal punto di vista finanziario. E’ soltanto un paragrafo – un importantissimo paragrafo – all’interno di un articolo dedicato ad una delle società statunitensi che operano nel fracking.
Bloomberg tratteggia questo quadro: ultimamente negli Usa la produzione di idrocarburi è notevolmente aumentata grazie allo shale oil e allo shale gas; le società possono continuare a trivellare forsennatamente solo prendendo in prestito dei soldi. Ma
Of the 97 energy exploration and production companies rated by S&P, 75 are below investment grade, according to the credit-rating company. The average yield for energy exploration and production companies rated junk has declined to 5.4 percent from 8.1 percent at the end of 2009, compared with a drop to 5.21 percent from 9.06 percent for all companies rated below investment grade, according to BarclaysSecondo la banca Barclays, non meritano di essere prese in considerazione come investimento 75 delle 97 società valutate dall’agenzia di rating Standard and Poor’s che operano (negli Usa) nel settore della ricerca e della produzione di energia. Dalla fine del 2009, il rendimento medio per le società dell’energia valutate come spazzatura è sceso dall’8,1% al 5,4%, mentre nello stesso arco di tempo il rendimento di tutte le società valutate come spazzatura è sceso dal 9,01 a.l 5,21%.
Detto con mie parole molto più povere e molto più terra terra: se investite i vostri soldi prestandoli a 75 (non specificate) delle 97 società che cercano ed estraggono petrolio e gas negli Usa e che sono così importanti da meritare una valutazione da parte di Standard and Poor’s, sappiate che avrete un rendimento non particolarmente brillante e sappiate soprattutto che rischiate di non rivedere indietro il capitale.
Fin qui Bloomberg. Io mi limito ad aggiungere – ancora una volta – che queste società spazzatura potranno continuare a rastrellare i prestiti necessari per scavare forsennatamente sempre nuovi pozzi solo se si apre un nuovo mercato per lo shale gas americano. Potranno continuare a rastrellare prestiti solo se gli Usa (e l’Ue) “convincono” la Russia a chiudere il rubinetto del gas all’Europa, obbligando così l’Europa stessa ad importare gas americano da fracking liquefatto e caricato su nave per attraversare l’Atlantico.
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