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Re: Diffamazione
Citazione:
Originariamente Scritto da
Hermes
Però la reputazione può essere lesa anche dalla verità,ad esempio dicendo alla mogli di uno che il marito l'ha tradita.
In quel caso non è diffamazione, perchè la diffamazione è raccontare una falsità.
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Re: Diffamazione
Citazione:
Originariamente Scritto da
Hermes
Però la reputazione può essere lesa anche dalla verità,ad esempio dicendo alla mogli di uno che il marito l'ha tradita.
Infatti credo che il discrimine non possa essere la reputazione ma solo la veridicità indipendentemente dagli effetti.
Considerato anche che è libertà del diffamato decidere se agire o meno nei confronti del diffamante.
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Re: Diffamazione
Citazione:
Originariamente Scritto da
von Dekken
Diffamare - ma se sbaglio correggetemi - significa attribuire ad una persona un reato che non ha commesso. Ovviamente questo è ingiusto, ed un tale comportamento va punito.
Raccontare la verità comprovata, o esprimere opinioni personali o riportare quelle altrui, dovrebbe essere sempre permesso. In Italia non mi pare che sia sempre possibile, anzi...
attribuire a qualcuno la responsabilità di un reato non commesso è una calunnia,non una diffamazione.
ovviamente se vai a denunciarlo ai carabinieri.
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Re: Diffamazione
Hai ragione, ho fatto confusione.
Cmq a mio modo di vedere la diffamazione dovrebbe essere punita (a querela chiaramente), quando le affermazioni fatte siano false e lesive della reputazione - ma io lo chiamerei onore - della persona. Dovrebbe vigere il principio che non si può intervenire nella sfera personale altrui, perchè non si tratta in questo caso di liberismo, bensì di soppraffazione.
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Re: Diffamazione
Citazione:
Originariamente Scritto da
von Dekken
E' chi fà un'affermazione che ha l'onere di provarla. Se tu hai avuto la visione, dimostra di averla avuta :D
E chi ha detto che chi fa un affermazione deve dimostrarne la veridicità?? Perchè non il contrario? E perchè curarsi delle parole di un presunto pazzo? Perchè accusare un pazzo delirante di essere un criminale? Quindi anche un Gramsci o un San Francesco erano da arrestare come dei criminali assassini e ladri?
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Re: Diffamazione
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Originariamente Scritto da
LiberoCittadino
Il fatto che un'affermazione falsa possa creare un danno e che questo danno generi il "diritto" del danneggiato a farsi risarcire credo sia banalmente vero. In pratica sebbene il confine tra vero e falso è labile, in astratto una menzogna è una menzogna e una menzogna è assimilabile ad un'aggressione.
Comunque, secondo me in un mondo libertario, quindi anarchico, il problema non si pone nel senso che di fatto non esiste un tribunale che può comminare la pena automaticamente.
In un mondo liberale, non anarchico, le cose sono diverse perché si presuppone esistano le leggi ed i tribunali e in questo caso la diffamazione può essere codificata come reato, con tutte le conseguenze del caso e tutti i gradi di liberalità possibili.
Un Liberale coerente e puro è per le istituzioni volontarie, quindi uno stato come lo conosci tu, basato sulla coercizione non è accettabile. Detto questo il diritto di parola, che comprende anche il diritto di dire presunte o vere menzogne, fa parte del diritto di parola. Non sei ne tu ne i giudici che possono dire cosa è vero e cosa non è vero.
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Re: Diffamazione
Citazione:
Originariamente Scritto da
LiberoCittadino
Infatti credo che il discrimine non possa essere la reputazione ma solo la veridicità indipendentemente dagli effetti.
Considerato anche che è libertà del diffamato decidere se agire o meno nei confronti del diffamante.
Immagina un ateo che querela un prete per diffamazione,perchè quest'ultimo ha detto che gli atei sono destinati all'inferno(westboro baptist church :ghigno:).Lui si sente "aggredito",e il prete non può dimostrare logicamente di aver detto la verità.Il giudice cosa dovrebbe fare?
Bada,in questo esempio il querelante può avere un minimo appiglio riguardo alla lesione della reputazione(presso i credenti),ma questo non è necessario se il solo discrimine è la verità.Tutto quello che non può essere dimostrato sarebbe punibile,a condizione che qualcuno se ne senta "aggredito" in qualche modo.
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Re: Diffamazione
Citazione:
Originariamente Scritto da
John Orr
Un Liberale coerente e puro è per le istituzioni volontarie, quindi uno stato come lo conosci tu, basato sulla coercizione non è accettabile. Detto questo il diritto di parola, che comprende anche il diritto di dire presunte o vere menzogne, fa parte del diritto di parola. Non sei ne tu ne i giudici che possono dire cosa è vero e cosa non è vero.
infatti ho specificato non anarchico.
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Re: Diffamazione
Citazione:
Originariamente Scritto da
Hermes
Immagina un ateo che querela un prete per diffamazione,perchè quest'ultimo ha detto che gli atei sono destinati all'inferno(westboro baptist church :ghigno:).Lui si sente "aggredito",e il prete non può dimostrare logicamente di aver detto la verità.Il giudice cosa dovrebbe fare?
Bada,in questo esempio il querelante può avere un minimo appiglio riguardo alla lesione della reputazione(presso i credenti),ma questo non è necessario se il solo discrimine è la verità.Tutto quello che non può essere dimostrato sarebbe punibile,a condizione che qualcuno se ne senta "aggredito" in qualche modo.
Ma infatti, come ho scritto, il problema si pone solo in una società non anarchica che codifica la diffamazione all'interno di un codice.
Codificare significa per forza di cose semplificare e ritrovarsi poi a dover fare i conti con i casi limite. Non a caso negli stati
esistono sia i codici, sia i giudici deputati ad interpretarli (si spera) con buon senso.
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Re: Diffamazione
Per rispondere a John Orr (non mi funziona la funzione "citazione"), mi riferivo al fatto che davanti ad un tribunale chi afferma qualcosa ha l'onere di portare le prove di ciò che afferma. D'altra parte non è mai esistita, né potrà mai esistere a mio avviso, una società che non abbia un qualche organo giurisdizionale. Possono essere arbitri anziché tribunali, ma il principio logico non cambia.