Critica della democrazia
"Col venir meno, fra gli uomini, d'ogni legame di casta, di classe, di corporazione, di famiglia, essi ricevono un prepotente impulso a non preoccuparsi d'altro che dei loro interessi particolari, a non pensare che a se stessi, a rinchiudersi in un gretto individualismo dove ogni virtù pubblica è destinata a perire. (...)
In tal sorta di società, dove non c'è nulla di saldo, ognuno si sente senza tregua assillato dalla paura di scendere e dalla mania di salire; e poichè il denaro, che frattanto vi è diventato il segno distintivo che classifica ogni uomo rispetto agli altri, ha assunto una straordinaria mobilità passando incessantemente di mano in mano, trasformando la condizione degli individui, innalzando o prostrando le famiglie, quasi nessuno può più sottrarsi allo sforzo disperato e diuturno per conservarlo o per procurarselo. La frenesia di arricchire a qualunque costo, la passione degli affari e del lucro, la ricerca del benessere e dei godimenti materiali sono le passioni più comunemente diffuse. Esse dilagano facilmente in tutte le classi, prendono piede anche in quelle che prima ne erano apparse immuni, e perverrebbero in breve tempo a snervare e a degradare l'intera nazione, se nulla intervenisse per raffrenarle."
Alexis de Tocqueville, Scritti politici




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