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Rolling Stone
Nomadi, sgombero alla Magliana
trovate pericolose lastre di amianto
Il sindaco: «Serve una legge che stabilisca come reato gli insediamenti abusivi, no al buonismo di Marino»
ROMA - Una montagna di immondizia, pericolose bombole a gas, lastre di amianto per creare baracche. Maxi blitz questa mattina della Polizia di Roma capitale sotto il viadotto della Magliana. I vigili coordinati dal vicecomandante Antonio Di Maggio hanno proceduto allo sgombero di oltre 140 romeni che da diverso tempo si erano accampati abusivamente nella zona. Molte le proteste dei residenti che denunciavano problemi di sicurezza.
Per ripulire la zona è stato necessario l'intervento di diverse squadre dell'Ama che sui camion, utilizzando delle gru, hanno ripulito la zona. E non è la prima volta i vigili intervengono per rimettere in sicurezza l'area alla Magliana.
Negli accampamenti sgomberati sotto il viadotto della Magliana, in via Sciano e via del Cappellaccio oltre 140 romeni vivevano accampati in gravi condizioni igieniche. Gli agenti hanno trovato anche numerose
pericolose lastre di amianto. Già altre volte c'erano stati insediamenti abusivi proprio in quella zona. Vicino c'è un
deposito di ferro al quale gli occupanti abusivi rivendono il materiale trovato nei cassonetti. Secondo la Polizia di Roma Capitale riescono a guadagnare
fino a 3mila euro al mese.
Insieme agli agenti del Gruppo sicurezza pubblica emergenziale c'era anche il sindaco Gianni Alemanno: «Oggi abbiamo sgomberato tre campi abusivi sotto il ponte della Magliana - aggiunge - È un esercizio che ripetiamo continuamente, in questa zona veniamo almeno 20 volte l'anno. In 5 anni abbiamo fatto 1200 sgomberi di campi abusivi. Io ringrazio personalmente tutti i vigili, tutta la realtà dell'Ama che collaborano a questa grande opera per tenere tutelata la città da questo grave fenomeno».
Oltre mille sgomberi in un anno, «perché accade?» dice Alemanno che ha sottolineato la «
mancanza di una legge nazionale che stabilisca come reato penale l'accampamento abusivo che ormai è diventato un sistema di vita, è troppo facile accamparsi, vivere nel degrado e non pagare nulla alla città. Da tre anni ci sono dei privati che chiedono di poter gestire l'area in termini produttivi e gli enti regionali preposti non rispondono ai loro appelli».
Secondo Alemanno quindi «è necessario tenere alta la guardia, abbiamo bisogno dell'aiuto dello Stato con una legge che possa sconfiggere il fenomeno e di un intervento a livello regionale per assegnare queste zone a privati che trasformino le aree in attività economiche e di controllo. Roma - aggiunge Alemanno - non può diventare una città costellata da queste forme di insediamento che sono un grande pericolo».
Alemanno, infine, ha condannato «l'atteggiamento buonista di Ignazio Marino, rischiamo di avere un'invasione di questi fenomeni: bisogna evitare gli errori del passato che ha fatto la sinistra e che Marino continua a consentire».
Maxi sgombero alla Magliana trovate pericolose lastre di amianto - Il Messaggero