

(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


Dio ha il potere di peccare???
Penso sia un refuso. Devi avere scritto peccare pensando di scrivere assolvere.
Ma la mia domanda può sembrare ingenua e forse un po' provocatoria Haxel.
Io penso, ma certamente sbaglio, che, forse, appena concluso questo viaggio terreno, durante il Giudizio Particolare, l'Altissimo, nostro Creatore, possa indurci ad un esame profondo tale da poter comprendere il nostro errore e le conseguenze prodotte dalle nostre azioni sbagliate. Se davanti a questa nuova consapevolezza, osservata nella sua integralità, noi dovessimo tentare giustificazioni surrettizie che minano le fondamenta di un sincero pentimento, allora si che avremmo fatto le nostre scelte!
In caso contrario, e cioè se davanti a LUI comprendessimo e sinceramente ci pentissimo, forse dovremmo prendere in considerazione una possibilità di salvarci mediante l'intervento della SUA MISERICORDIA.
Allora sarebbe Purgatorio.
Ma, questa mia riflessione tende sempre a pensare Dio come Amore Assoluto e non come il severo Giudice che spesso il Vecchio Testamento, ammonendoci, ci rammenta.
Ultima modifica di Edmond Dantès; 04-07-13 alle 21:16
"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)


scusate volevo dire perdonareun lapsus
allora sicuramente l'aldilà ci porta a comprendere cosa abbiamo sbagliato e se non abbiamo peccato molto possiamo purgarci delle nostre colpe
voglio portare due passi che riguardano il nostro discorso
« C'era un uomo ricco, che era vestito di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi. » (Luca16,19-31)
Lc 12 43-48 “Beatoquel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. Inverità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servodicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere iservi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servoarriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa, e lopunirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli. Il servo che,conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la suavolontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola,avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fudato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto moltodi più.”
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


Sono assolutamente d'accordo.
Il Dio vindice del Vecchio Testamento ha formato un Nuovo Patto con l'uomo mediante il Sangue di Cristo.
Ed è lo stesso Gesù che nei Vangeli affida al Suo Divino messaggio "Amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi" il fondamento del cambiamento basato sulla seranza elevando questo comando sopra a tutti gli altri.
Ultima modifica di Edmond Dantès; 04-07-13 alle 21:40
"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)


Tu dici che il ricco epulone stava all'inferno?
Ma allora se così fosse troverei contraddittorio il fatto che egli, dalle fiamme dell'inferno, oramai perduto per sempre, si preoccupi ansiosamente di avvertire i congiunti perchè non seguano il suo comportamento e si ravvedano.
Santa Bernadette ci racconta che all'inferno va chi ama il male.
Il ricco Epulone sembrerebbe non essere persona che ami il male, accertato, dalla lettera del Vangelo, che invoca l'aiuto per i suoi parenti.
Se avesse amato il male e non si fosse pentito come io credo, non avremmo letto quelle parole attribuite a lui.
"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)


(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


Discussione interessante.
Sicuramente la domanda iniziale di Edmond Dantès è destinata a rimanere priva di una risposta certa, perché, come dice Perseo, nessuno di noi ha assistito ad un giudizio di Dio, né ha mai visto, con i propri occhi quello che ci sarà “dopo”.
Abbiamo però le Sacre Scritture e soprattutto le parole di Cristo.
Le regole ci sono e, per un credente, dovrebbe essere tutto chiaro, ma in realtà non è sempre così, perché, a volte, intervengono, nei nostri comportamenti, mille sfumature che sembrano contrastare con ciò che ci è chiesto, pur non essendo indirizzati a fare il male.
Mi è sempre stato insegnato che Dio ci ama, ci sa capire e ci vuole aiutare, proprio come farebbe un qualsiasi padre con i propri figli e questo è ciò che più mi conforta, perché so che Lui sa leggere il mio animo e sa comprendere il perché di certe azioni.
Se, nello sbaglio, non c’è l’intento di fare del male, credo che la colpa sia attenuata, o forse addirittura non ci sia.
Quello che va analizzato, per un giudizio, è, secondo me, l’intenzione, il moto dell’animo che determina le scelte e le azioni.
Penso che la frase di Bernadette: “chi ama il male“, parlando di chi va all‘inferno, non sia lontana dalla verità.
Rimane comunque alla base di tutto: l’Amore, il primo, vero, grande, comandamento da seguire.
Quando c’è amore, c’è comprensione, c’è carità, c’è la voglia di aiutare, di perdonare e di accettare, anche il difficile.
Una vita trascorsa con amore, forse riesce ad ottenere il perdono di certi errori.
Dio è fortemente misericordioso.


Notiamo, prego, che l'Epulone non è una persona realmente esistita, ma una immagine usata in una parabola.
Dunque è possibile che lo scopo immediato della parabola prevalga su dei particolari che sarebbero importanti se si trattasse invece di persona reale.
Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.


Quello che penso anch'io, l'ho spiegato meno bene ti te Hedi, però era questo quello che intendevo dire.![]()
_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()

