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Discussione: Chi ci salverà?

  1. #1
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    Predefinito Chi ci salverà?

    La guerra degli atlantici contro l'Iraq, a questo punto, dopo le manifestazioni oceaniche, dovremmo dire contro tutti i popoli del mondo, è, purtroppo, sempre più vicina.
    Prova ne è l'ultima offensiva della macchina mediatica atlantica,che solitamente anticipa l'uso delle armi più "convenzionali".
    Gli invasori sono abilissimi nell'usurpare il titolo di liberatori,ma nel caso specifico iracheno hanno qualche difficoltà, perchè un intero popolo è stretto attorno al suo legittimo presidente.
    Allora non c'è niente di meglio che inventare un tentativo di colpo di stato.
    Fonti atlantiche stanno infatti diffondendo in questi giorni la falsa notizia del presunto arresto del ministro della Difesa iracheno Sultan Hashim Ahmad al-Jabburi Tai,tra l'altro consuocero di Saddam Hussein,perchè la figlia ha sposato Qusai,figlio ed erede prescelto di Saddam.
    Inizialmente la notizia,abilmente montata, è stata fatta "trapelare" sul maggior quotidiano egiziano Al Ahram,subito ripresa dal britannico The Guardian.
    Immediate sono arrivate le "puntualizzazioni" di fonte atlantical ministro della Difesa non sarebbe da solo nella messa in atto del piano per spodestare Saddam.Per questo il rais,cosciente del pericolo a cui sta andando incontro,avrebbe ordinato l'arresto del ministro e starebbe tenendo gli occhi bene aperti su altri 15 esponenti di punta del regime iracheno.
    Insomma,quanto basta per ottenere quella famosa patente di liberatori.Naturalmente gli atlantici stanno anche facendo di tutto per far penetrare la notizia nello stesso Iraq,per poterne fiaccare la resistenza.
    Dal canto suo Baghdad smentisce l'arresto del generale:"Non è solo una sciocchezza ma una sciocchezza ridicola",ha detto il ministro degli Esteri iracheno Naji Sabri.
    E' però molto difficile smentire una notizia falsa,la cosa risulta molto più semplice con una vera.
    Intanto si riaffaccia l'inquietante ipotesi di esilio per Saddam.Il sito Internet iraniano Bazrab riferisce che il presidente iracheno avrebbe chiesto l'autorizzazione alle autorità di Teheran ad attraversare la frontiera per giungere in Russia come rifugiato politico.
    E' probabile che il presidente iracheno,per risparmiare al suo popolo le sofferenze di una guerra contro un nemico sanguinario e crudele abbia pensato anche a questa ipotesi,ma ci auguriamo che resista,perchè oggi l'Iraq è la frontiera d'Europa.
    Bush e le sue orde selvagge,come Sauron nel Signore degli Anelli,possono essere sconfitti anche da una compagnia di piccoli Hobbit.
    Il coraggio e la lealtà possono fare miracoli:questa è la speranza di tutti i popoli liberi.

  2. #2
    ennerre
    Ospite

    Predefinito

    L'imperialismo e i tutti i reazionari sono tigri di carta

    L'aggressione militare all'Irak è parte fondamentale del piano "creato a tavolino" dai cervelloni "made in usa" . Dall'11 Settembre in poi, da quando alla crisi economica ha colpito l'impero statunitense, l'unica via percorribile per rimediare alla deregulation e ad altre manovre economiche errate, è la guerra.
    Per legittimare una guerra su vasta scala, (in ogni zona in cui si manifesta ogni sintomo di terrorismo), cosa che non avviene da almeno 60 anni, gli Stati Uniti hanno dovuto agire al proprio interno per compattare l'opinione pubblica, per fondere gli interessi delle lobbies e multinazionali a quelli del popolo yankee.
    Come nella seconda guerra mondiale, il presidente Roosvelt lasciò passare i kamikaze giapponesi per affondare la flotta americana nel porto di Pearl Harbor e per giustificare l'intervento nel conflitto bellico, ora gli americani hanno lasciato campo libero ai kamikaze di Al-Quida, per tagliare il nastro a "During Freedom", Operazione Libertà (sic!) Duratura. Nulla di nuovo sotto il sole, eventi simili si ripeteranno ancora, finchè sopravviverà il capitalismo. Gli Stati Uniti agiscono attraverso due direttrici:
    1. Con la collaborazione dei governi nazionali, reprimono movimenti nazionalisti e antimperialisti degli stati euroasiatici e sudamericani. L'esempio dell'HB negli Euskadi è eclatante, nessun giudice fino ad allora ha tentato di mettere fuori legge un partito (il terzo nei paesi Baschi) che ha perfino un deputato nel parlamento europeo. La famosa lista nera dei movimenti "terroristi" iclude ingenti finanziamenti alle polizie di mezzo mondo, agli eserciti ufficiali o agli squadroni della morte.
    L'intervento in questo caso è indiretto. In Nepal ad esempio la monarchia usufruisce attualmente di milioni (se non miliardi) di dollari che investe in strutture logistiche militari, per fermare l'espansione della guerriglia guidata dal PCN (m).
    Nell'America latina e del Sud, la scuola di addestramento per militari colombiani, argentini, boliviani, cileni etc. funziona a pieno ritmo e il famoso "Plan Colombia" che prevedeva l'appoggio alla offensiva nel Sud della Colombia, appoggi agli sforzi d'intervento, supporto per la polizia nazionale colombiana, non è passato grazie al voto contratrio del presidente Venezuelano Chilavez.
    Senza dimenticare il fallito golpe in Venezuela, appoggiato esplicitamente dal Bush e dalle multinazionali del petrolio statunitensi.
    2. Attraverso l'intervento diretto contro gli stati che si oppongono all'egemonia dell'imperialismo. Per ora l'Afghanistan è stato raso al suolo, ora è il turno dell'Iraq bahatista, la stessa Iraq che veniva dotata dagli Usa delle armi di distruzione di massa da utilizzare contro i Kurdi a Nord e contro gli Iraniani a Est.
    In queste ore viene preparato il terreno per l'esilio di Saddam Hussein, tutto ciò per togliere l'attenzione su ciò che veramente sta accadendo. Gli Usa in poche parole, hanno schierato direttamente il proprio esercito sui confini dell'Iraq spiazzando l'ONU, hanno investito parecchi miliardi per questa manovra e non sono assolutamente disposti a fare marcia indietro (Powell è chiaro). Parte dell'oligarchia ha fatto prevalere i propri interessi su di un'altra (quella euroasiatica), determinando inevitabilmente un conflitto interimperialista, un incidente diplomatico, che per la fragilità politica economica e militare d'Europa, non si ripercuoterà sui rapporti economici che corrono da una sponda dell'altlantico all'altra. I servizi segreti italiani hanno inviato un rapporto al governo, in cui si sostiene che, in caso di intervento militare in Iraq, l'Italia sarà invasa da migliaia di profughi. La guerra imperialista è anche questo.

    Nè Usa Nè Iraq? No, grazie. Il gioco dei nè nè porta inevitabilmente ad allinearsi su posizioni riformiste e sul pacifismo sterile di tutte quelle organizzazioni new o No Global. Noi nazionalrivoluzionari siamo schierati dalla parte del popolo iracheno e del governo di Bagdad. Le mostruosità presentate dai mass media d'Occidente, non sono altro che propaganda diffamatoria nei confronti di uno Stato Laico e Nazionalista, che è sopravvissuto ad un primo attacco nel '91 e che ora si presta a resistere a una nuova aggressione imperialista. Un popolo guidato dalla figura carismatica di Saddam Hussein, pronto a sacrificarsi per la causa nazionale.

  3. #3
    ennerre
    Ospite

    Predefinito

    Chavez....scusate! eheheh

 

 

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