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  1. #1801
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Fisco: entrate aumentano ancora, ma debito al record

    TASSE | Andamento positivo nei primi mesi dell'anno. Variazione negativa nelle importazioni dai Paesi extra-UE.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #1802
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #1803
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Squinzi,metterò sindacati spalle al muro - Ultima Ora - ANSA.it

    Si è montato la testa: pensa di essere Marchionne.
    Ma è un nessuno, lui non ha gli aiuti del negher.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #1804
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #1805
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Zoom

    Test Invalsi, Paese a velocità diverse

    Cronaca.Sud continua ad arrancare in matematica e italiano


    Che frega ai terry?
    La matematica serve per lavorare, cosa ostica, c'è chi lo fa per loro.
    E la lingua itagliana a loro non interessa, basta che sia imposta a noi che dobbiamo essere cancellati insieme alle nostre lingue.
    Merde.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #1806
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    SCUOLA

    Riforma è legge ma è bagarre

    Che paese di merda!
    Che gente di merda!
    Solo capace a scimiottare.
    Magari giusto dopo averne detto peste e corna.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #1807
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #1808
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Hai la Partita Iva e Ritiri Contante dal Bancomat? Sporco Evasore, Devi Giustificarne il Motivo - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato


    (Servo della Gleba, oggi sarebbe un privilegiato che abita in un Paradiso Fiscale)
    Cari sudditi, presunti evasori di default con la Partita Iva.
    La sapete la novità inserita nella delega fiscale che il Governo di Matteo Renzi sotto la regia dell’Ocse (Padoan) si appresta a varare.
    Se putacaso doveste ritirare denaro contante col bancomat, state attenti di segnarvi bene per cosa li state ritirando, e di tenervi le prove della spesa con il contante ottenuto altrimenti… bastardi e sporchi evasori fino a prova contraria…. avreste le vostre meritate sanzioni. Un bel 10-50% sui prelievi ingiustificati.
    Cialtronia non smette mai di stupire.
    da Blitz Quotidiano
    ROMA – Nella delega fiscale in via di approvazione, nella parte che riguarda la riforma delle sanzioni amministrative tributarie, è stato inserito un codicillo che prevede, per i titolari di partita Iva, multe dal 10 al 50% sui prelievi al bancomat “ingiustificati”. Un po’ complicato ma potenzialmente micidiale è una piccola norma che nelle intenzioni servirebbe a stanare il nero.
    Nicola Porro su Il Giornale ne individua il carattere da Grande Fratello e ne spiega i rischi. Ricordando che una norma del genere (“presunzione legale dei prelievi”) era già stata sanzionata dalla Corte Costituzionale che ne aveva rilevato l’illegittimità, prima di ritornare dalla finestra sotto altre vesti.
    Per aggirare la sentenza non si parla più di presunzione legale sui prelievi, ma si tirano in ballo le sanzioni in caso di mancanza di giustificativo del beneficiario del prelievo stesso. In sostanza, in occasione di accertamenti bancari chi non indica (o indica in modo inesatto) il beneficiario dei prelievi si può beccare una sanzione che va dal 10 al 50 per cento dell’importo del prelievo.

    Avete, un’altra volta, capito bene. Questi sono pazzi. Secondo loro dovremmo appuntarci, dopo ogni prelievo al bancomat, il registro delle spese di quei contanti. Ma fino a qui si tratta di una follia burocratica e dell’ennesima complicazione tributaria. In realtà, la storia è financo peggiore. Non bastano i nostri appuntini, è necessaria una prova. Ovviamente con data certa e rilievo fiscale, immaginiamo.
    Anche se fossimo il ragionier Filini (quello di Fantozzi) non ci riusciremmo: gli scontrini non indicano il codice fiscale di chi le riceve. Insomma, non sono parlanti e, dunque, servono a nulla al riguardo. Il fisco inventa una norma, diabolica, e non fornisce il modo per rispettarla (fosse pure accettabile, cosa che non è): nessuna norma primaria o secondaria infatti impone in che maniera possa essere fornita l’indicazione dei beneficiari. Attenti, quindi, a dare mance. (Nicola Porro, Il Giornale).
    Ho un paio di considerazioni da fare.
    La prima, per chi può, vi aspetto in Svizzera e se la Confederazione non fa per voi, la fuori il mondo è grande bello e accogliente.
    La seconda, beh se il discrimine è la partita iva, si potrebbe chiuderla. Certo la delocalizzazione dalla legalità ha un prezzo, ma anche la legalità ne ha uno. Fate due conti.
    Siate Consapevoli, siate Preparati.
    p.s. da un certo punto di vista meglio essere greci che italiani.

    La conclusione mi ha anticipato.
    Comunque noi continuiamo a criticare i Greci senza pensare che tutto questo è per continuare a mantenere chi sappiamo.
    Siamo ormai ben oltre il limite per una rivoluzione.
    Ma siamo buoni...
    Ultima modifica di ventunsettembre; 16-07-15 alle 14:36
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #1809
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Da il resto del carlino.
    Lagomaggio, Rimini.
    I titolari di una profumeria per trovare un minimo di refrigerio mettono due sedie fuori del negozio.
    Multati di 180 euro.
    Manco a dirlo, vista la zona, che intorno è tutto un pullulare di vendite ed attività clandestine dei negher.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #1810
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Agente aggredito in piazza Duomo: spettacolare arresto di 3 africani
    In pieno giorno davanti al Duomo un gruppo di africani ha accerchiando un agente picchiandolo. A salvarlo l'intervento dei colleghi
    Giuseppe De Lorenzo
    Hanno accerchiato un agente della polizia municipale che li aveva intimati di andarsene dopo un tentativo di furto.
    Lo hanno aggredito, trascinato a terra e colpito con pugni e calci. Costringendolo ad andare di corsa all'opedale con l'ambulanza.
    Sembra una scena della perideria di Chicago, ma non lo è. Siamo al centro storico di Milano, sotto la "Madonnina", ai piedi del Duomo. Intorno alle 17.40 di ieri un gruppo di africani si avvicina a due turisti per estorcere loro del denaro. Il poliziotto in borghese, conoscendo le modalità della truffa e per fare in modo che non avvenga, li obbliga ad andarsene. Ma non basta. Gli africani tornano all'assalto del turista, cercando di ottenere i soldi dal turista. Così, al nuovo invito ad andarsene, gli africani hanno accerchiato l'agente. Poi lo hanno aggredito con calci e pugni: è finito a terra, solo contro 15 aggressori. Solo dopo qualche istante dopo sono accorsi altri agenti in borghese, che dopo lunghe colluttazioni sono riusciti ad arrestare tre persone.
    Un pomeriggio di ordinaria follia: 12 volanti di polizia e municipale sono accorse per portare al fresco gli africani. Sembra Chicago, dicevamo, ma non lo è. Ogni giorno nel sagrato del Duomo, gli immigrati estorcono denaro e compiono rapine.
    Le tecniche utilizzate sono sempre le stesse. La prima consiste nell'accerchiare il turista, intimandolo con minacce e violenze verbali a consegnare il denaro. Non appena i malcapitati estraggono dalle borse il portafoglio, vengono alleggeriti. Venti o cinquanta euro ogni volta. Il secondo metodo, invece, è più semplice: gli africani si propongono per fare una foto con il Duomo come sfondo, poi se il turista desidera riavere il telefono deve pagare. Infine, mentre qualcuno si propone per vendere chicchi di mais (usati per attirare i piccioni), altri derubano il malcapitato da dietro. Rapine ed estorsioni, a centinaia, in pieno centro.
    Possibile che Pisapia permetta tutto questo, nell'anno dell'Expo, nel luogo che dovrebbe diventare la cartolina della città che si presenta al mondo? Quanti turisti, schifati dall'aver subito un furto in centro, racconteranno Milano come un luogo degradato piuttosto che come una stupenda città da visitare?
    Stavolta, però, agli africani è andata male. Ora i filmati delle telecamere di sorveglianza della piazza saranno utilizzati per riconoscere altre persone che hanno partecipato all'aggressione. Resta un solo rammarico, quello degli agenti: "Tra un paio di giorni al massimo saranno di nuovo qui. Non vale nemmeno la pena arrestarli".
    Agente aggredito in piazza Duomo: spettacolare arresto di 3 africani - IlGiornale.it

    Agente aggredito in Duomo: già liberi gli africani arrestati ieri
    Dopo l'aggressione all'agente della municipale e lo spettacolare arresto di ieri davanti al Duomo di Milano, nemmeno 24 ore e abbiamo trovato i due africani arrestati già liberi
    Giuseppe De Lorenzo
    "Vedrete - ci diceva la polizia municipale poco dopo gli arresti di ieri in piazza Duomo - domani li avranno già rilasciati e li troverete di nuovo qui sotto la 'Madonnina'. Come tutti i giorni".
    Aggredito un agente: l'arresto di tre africani
    Non volevamo crederci. Pensavamo, o forse solo speravamo, che il giudice li avrebbe mandati almeno qualche giorni in galera. In fondo ieri gli agenti avevano arrestato quei due africani in fragranza di reato, avevano picchiato un poliziotto in borghese.
    Allora siamo tornati nel sagrato del Duomo, per verificare se avessimo trovato o meno gli arrestati di nuovo in libertà. Ed è andata così. Le foto lo dimostrano. Due degli arrestati della spettacolare operazione di ieri in pieno centro sono già a piede libero, pronti a ricominciare - come ogni giorno - con i loro furti ai danni dei turisti e dell'immagine di Milano.
    I due africani sono vestiti esattamente come ieri. Arrivano in piazza poco dopo le 14.30, nemmeno 24 ore dopo l'aggressione agli agenti e il fermo. Si sono presentati di fronte ai poliziotti che il giorno prima con fatica li avevano consegnati all'autorità giudiziaria per il processo per direttissima, nella speranza di vederli scontare qualche giorno di carcere.
    Sono andati a sbeffeggiarli, ridendo mentre con il linguaggio del corpo dicevano agli agenti: "Vedete, siamo liberi. Siamo di nuovo qui".
    E allora viene da chiedersi per quale motivo intere squadre mobili di polizia, camionette dell'esercito nell'operazione "Strade sicure", carabinieri e guardia di finanza siano mandate a pattugliare le zone del centro. Gli africani e i malviventi lo sanno: nemmeno 24 ore e il giudice li metterà in libertà. Pronti a ricominciare con le rapine e le estorsioni.
    Il rammarico degli agenti, allora, rimane sempre quello: "Non vale nemmeno la pena arrestarli". A pagrne le spese è Milano, è l'Italia. Incapace di garantire sicurezza ai suoi cittadini.
    Agente aggredito in Duomo: già liberi gli africani arrestati ieri - IlGiornale.it



    Tutti gay con i soldi degli altri: le unioni omosex costeranno più dell’IMU
    di REDAZIONE
    “Oltre tre miliardi di euro; 3 miliardi e 464mila euro, per la precisione. Tanto costerebbero alle casse dello Stato le unioni gay se la proposta in discussione in questi giorni al Senato dovesse diventare legge. Troppo forse per le modeste capacità di spesa di un Paese che ha fatto segnare un nuovo record di debito pubblico proprio due giorni fa. Così, almeno, la pensano i senatori che, decisivi per la tenuta della maggioranza che sostiene il governo di Matteo Renzi, hanno chiesto di rinviare la discussione a settembre”, scrive Paolo Emilio Russo su Libero.
    La senatrice piddina Monica Cirinnà, autrice del testo, ci credeva ancora ieri mattina: «Sulle unioni gay dalla prossima settimana si potrà iniziare a votare, oggi chiederemo la calendarizzazione in Aula». Gli ex ministri Maurizio Sacconi e Carlo Giovanardi, entrambi senatori Ncd, hanno invitato però a non «affrettare» il voto su di una legge che potrebbe avere effetti importanti sulle casse dello Stato, costi finora non quantificati.
    «Le unioni civili si trasformano in un costo perché estendono alle coppie omosessuali la reversibilità delle pensioni, gli assegni famigliari», spiega Giovanardi, «e introducono nuovi oneri anche per i datori di lavoro sotto forma, per esempio, di congedi».
    Le Commissioni di Palazzo Madama hanno chiesto un approfondimento ai ministeri dell’Economia e della Giustizia, che sono ora impegnati a scrivere una relazione tecnica per quantificare l’impatto economico: toccherà poi al Senato trovare le coperture.
    Tutti gay con i soldi degli altri: le unioni omosex costeranno più dell'IMU - Secolo d'Italia


 

 
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