

Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .




Primi freddi (si fa per dire).
Influenza settembrina.
Oltre 120.000 itagliani a letto.
Particolarità del virus: colpisce esclusivamente i dipendenti pubblici.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.




Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .


Paolo Borgognone
Come ti globalizzo il ragazzino, permettendogli di aderire, se non ha il cash necessario, a prestito con tasso agevolato ai programmi neoliberali di selezione, formazione e futura cooptazione di personale manageriale per la gestione dei dispositivi capitalistici di new economy e di flessibilizzazione di massa...
Chi crede che l'Erasmus non abbia precise finalità di selezione della classe dirigente liberal-globalista e del management di complemento del capitalismo assolutista e che, in quanto tale, non sia stato pensato, organizzato e pubblicizzato in base a una ideologia di fondo ben definita, il liberalismo contemporaneo, è a mio parere piuttosto ingenuo.
Poi, certo, c'è anche chi fa l'Erasmus e di tutto cio', tra una sgorgata e una festa in spiaggia o in un altro luogo con gli amici e i compagni di studio, manco si accorge. E' ovvio, questo. Non tutti quelli che hanno fatto il militare negli anni 50, 60 e 70 erano perfettamente consapevoli di far parte di una struttura integrata nella NATO e dunque ideologizzata in un certo senso, ma cio' non toglie che la struttura di cui sopra rimanesse tale, a prescindere della percezione che, di essa, ne avevano i giovani soldati di leva... Per cui, piaccia o meno, l'Erasmus è un dispositivo dell'Unione europea concepito e organizzato per formare uno "zoccolo duro" di consenso al sistema neoliberale. E' questo e soltanto questo, a prescindere dall'esperienza personale, sul campo, di ciascuno...
https://www.aziendabanca.it/notizie/...restito-master
Mi fate schifo
Noi non lo sapevamo, ma ogni volta che passavamo in auto sul ponte Morandi di Genova fungevamo da cavie di Autostrade per l’Italia, controllata da Atlantia della famiglia Benetton, che “utilizzava l’utenza, a sua insaputa, come strumento per il monitoraggio dell’opera”. Cavie peraltro inutili, inclusi i poveri 43 morti del 14 agosto: “pur a conoscenza di un accentuato degrado” delle strutture portanti, la concessionaria “non ha ritenuto di provvedere, come avrebbe dovuto, al loro immediato ripristino” né “adottato alcuna misura precauzionale a tutela” degli automobilisti. Lo scrive la Commissione ispettiva del ministero, nella relazione pubblicata dal ministro Danilo Toninelli. Autostrade-Atlantia-Benetton “non si è avvalsa… dei poteri limitativi e/o interdittivi regolatori del traffico sul viadotto” e non ha “eseguito gli interventi necessari per evitare il crollo”. Peggio: “minimizzo' e celo'” allo Stato “gli elementi conoscitivi” che avrebbero permesso all’organo di vigilanza di dare “compiutezza sostanziale ai suoi compiti”. Non aveva neppure “eseguito la valutazione di sicurezza del viadotto”: gl’ispettori l’hanno chiesta e, “contrariamente a quanto affermato nella comunicazione del 23.6.2017 della Società alla struttura di vigilanza”, hanno scoperto che “tale documento non esiste”. Le misure preventive di Autostrade “erano inappropriate e insufficienti considerata la gravità del problema”, malgrado la concessionaria fosse “in grado di cogliere qualitativamente l’evoluzione temporale dei problemi di ammaloramento… Tale evoluzione, ormai da anni, restituiva un quadro preoccupante, e incognito quantitativamente, per la sicurezza strutturale rispetto al crollo”.
Eppure si persevero' nella “irresponsabile minimizzazione dei necessari interventi, perfino di manutenzione ordinaria”. Cosi' il ponte è crollato, non tanto per “la rottura di uno o più stralli”, quanto per “quella di uno dei restanti elementi strutturali (travi di bordo degli impalcati tampone) la cui sopravvivenza era condizionata dall’avanzato stato di corrosione negli elementi strutturali”. E la “mancanza di cura” nella posa dei sostegni dei carroponti potrebbe “aver diminuito la sezione resistente dell’armatura delle travi di bordo e aver contribuito al crollo”. Per 20 anni, i Benetton hanno incassato pedaggi e risparmiato in sicurezza: “Nonostante la vetustà dell’opera e l’accertato stato di degrado, i costi degli interventi strutturali negli ultimi 24 anni, sono trascurabili”. Occhio ai dati: “il 98% dell’importo (24.610.500 euro) è stato speso prima del 1999”, quando le Autostrade furono donate ai Benetton, e dopo “solo il 2%”.
Quando c’era lo Stato, l’investimento medio annuo fu di “1,3 milioni di euro nel 1982-1999”; con i Benetton si passo' a “23 mila euro circa”. Il resto della relazione, che documenta anche il dolce far nulla dei concessionari, ben consci della marcescenza e persino della rottura di molti tiranti, lo trovate alle pag. 2 e 3. Ora provate a confrontare queste parole devastanti con cio' che avete letto in questi 40 giorni sulla grande stampa. E cioè, nell’ordine, che: per giudicare l’inadempimento di Autostrade (i Benetton era meglio non nominarli neppure) bisogna attendere le sentenze definitive della magistratura (una decina d’anni, se va bene); revocare subito la concessione sarebbe “giustizialismo”, “populismo”, “moralismo”, “giustizia sommaria”, “punizione cieca”, “voglia di ghigliottina” e di “Piazzale Loreto”, “sciacallaggio”, “speculazione politica”, “ansia vendicativa”, “barbarie umana e giuridica”, “cultura anti-impresa” che dice “no a tutto”, “pericolosa deriva autoritaria”, “ossessione del capro espiatorio”, “esplosione emotiva”, “punizione cieca”, “barbarie”, ”pressappochismo”, “improvvisazione”, “avventurismo”, “collettivismo”, “socialismo reale”, “oscurantismo” (Repubblica, Corriere, Stampa, il Giornale); l’eventuale revoca senz’attendere i tempi della giustizia costerebbe allo Stato 20 miliardi di penali; è sempre meglio il privato del pubblico, dunque le privatizzazioni non si toccano; il viadotto non sarebbe crollato se il M5S non avesse bloccato la Gronda (bloccata da chi governava, cioè da sinistra e destra, non dal M5S che non ha mai governato; senza contare che la Gronda avrebbe lasciato in funzione il ponte Morandi); e altre cazzate.
Repubblica: “In attesa che la magistratura faccia luce”, guai e fare di Atlantia “il capro espiatorio di processi sommari e riti di piazza”, “tipici del populismo”. Corriere: revocare la concessione sarebbe “una scorciatoia”, “un errore” e “un indizio di debolezza”. La Stampa: il crollo del ponte è “questione complessa” e nessuno deve gettare la croce addosso ai poveri Benetton (peraltro mai nominati), “sacrificati” come “capro espiatorio contro cui l’indignazione possa sfogarsi”, come nei “paesi barbari”. Parole ridicole anche per chi guardava le immagini del ponte crollato con occhi profani: se lo Stato affida un bene pubblico a un privato e questo lo lascia crollare dopo averci lucrato utili favolosi, l’inadempimento è nei fatti, la revoca è un atto dovuto e il concessore non deve nulla al concessionario. O, anche se gli dovesse qualcosa, sarebbero spiccioli (facilmente ammortizzabili con i pedaggi) rispetto al danno che deriverebbe dalla scelta immorale di lasciare quel bene in mani insanguinate. Ora pero' c’è pure la terrificante relazione ministeriale, che va oltre le peggiori aspettative. In un Paese serio, o almeno decente, i vertici di Autostrade-Atlantia-Benetton, anziché balbettare scuse o chiedere danni in attesa di farne altri, si dimetterebbero in blocco rinunciando alla concessione, per pudore. E i giornaloni si scuserebbero con i familiari dei 43 morti e uscirebbero su carta rossa. Per la vergogna.
https://comedonchisciotte.org/mi-fate-schifo/


Nota per Eri.
Riporta, per cortesia, l'articolo sopra su "Generazione Erasmus".
Grazie.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Code enormi per la richiesta del reddito di cittadinanza.
Anche immigrati e rom, ovviamente.
Moltissimi soprattutto al Sud e a Torino, che Sud è a tutti gli effetti.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Se prima gli pseudo-stipendi al sud erano un premio alla furbizia, alle raccomandazioni o alle false dichiarazioni, ora saranno un DIRITTO.
E sarà un vero problema.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


io sono in giro con le maniche corte, ad ottobre ormai iniziato
e da 50 anni, mai perso un giorno di lavoro/scuola
p.s.1 il reddito di cittadinanza è la "manna piovuta dal cielo" per il fancazzista itagliano (vedi sud verace)
p.s.2 l'unica speranza è che possa accelerare il botto finale... questa agonia dell'itaglia è devastante