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  1. #871
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Nel paese della dittatura totale e silente succede altro che questo!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #872
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Cerimonia col napuli.
    Parte la nave della legalità.
    Punta dritta verso l'Africa.
    Dalle notizie di oggi.

    E' arrivato a Palermo per unirsi alla comitiva un aereo dagli USA con un piccolo gruppo di ragazzi itaglio-americani.
    I nipoti delle "famiglie" siculo-amerikane.
    ...
    Caustico il procuratore di Termini Imerese, Alfredo Morvillo, fratello di Francesca, la moglie di Falcone. "Volete che parli? Prendete le dichiarazioni dell'anno scorso. Credo che questa sia la solita passerella per tante persone. Sia al bunker che in chiesa". Lo ha detto arrivando all'aula bunker dell'Ucciardone per le commemorazioni della strage di Capaci.
    ...
    Il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, salutando gli studenti alla partenza, ha acceso invece i riflettori sullo stretto rapporto esistente tra disoccupazione e tasso di criminalità: "le mafie purtroppo distribuiscono ricchezza parassitaria sfruttando le mancate risposte delle istituzioni alla domanda di lavoro legale" ha detto. E ha aggiunto che "non bastano i valori della cultura, é inutile parlare ai giovani se lo Stato non dimostra chi è davvero contro le mafie".

    Africa.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #873
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Dalle notizie di oggi.

    E' arrivato a Palermo per unirsi alla comitiva un aereo dagli USA con un piccolo gruppo di ragazzi itaglio-americani.
    I nipoti delle "famiglie" siculo-amerikane.
    ...
    Caustico il procuratore di Termini Imerese, Alfredo Morvillo, fratello di Francesca, la moglie di Falcone. "Volete che parli? Prendete le dichiarazioni dell'anno scorso. Credo che questa sia la solita passerella per tante persone. Sia al bunker che in chiesa". Lo ha detto arrivando all'aula bunker dell'Ucciardone per le commemorazioni della strage di Capaci.
    ...
    Il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, salutando gli studenti alla partenza, ha acceso invece i riflettori sullo stretto rapporto esistente tra disoccupazione e tasso di criminalità: "le mafie purtroppo distribuiscono ricchezza parassitaria sfruttando le mancate risposte delle istituzioni alla domanda di lavoro legale" ha detto. E ha aggiunto che "non bastano i valori della cultura, é inutile parlare ai giovani se lo Stato non dimostra chi è davvero contro le mafie".

    Africa.
    italia = mafia
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #874
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Licio Gelli: ‘Renzi è uomo degli Usa, in Italia serve tributo di sangue’

    Licio Gelli: ?Renzi è uomo degli Usa, in Italia serve tributo di sangue? | VoxNews - VERSIONE MANUTENZIONE


    Se lo dice il venerabile gelli.


    Un libro su MATTEO RENZI;





    Il lato B. di Matteo Renzi - Benvenuti da Enrica Perucchietti giornalista e scrittrice


    l'autrice non mi soddisfa molto però il libro potrebbe essere interessante. L'autrice riporta poi fonti tratte da internet o da siti che in parte abbiano già menzionato noi.

    Il libro costa anche poco.

  5. #875
    email non funzionante
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Ecco l'articolo di Cainarca incredibilmente (ma mica tanto) la scoperta dei Carabinieri sull'inaffidabilità dei tabulati Telecom passa sotto totale silenzio.

    LA PADANIA

    Sabato 29 marzo 2003 - Pag. 17

    DAI TABULATI NON RISULTARONO LE TELEFONATE MINATORIE CONTRO IL PROFESSORE

    Minacce a Biagi, i “buchi” di Telecom
    GIULIO CAINARCA

    L’inesattezza dei tabulati telefonici forniti da Telecom Italia alle autorità di pubblica sicurezza di Bologna fu una delle ragioni principali per cui venne negata la scorta a Marco Biagi, con conseguenze fatali per il giuslavorista bolognese che fu poi ucciso dalle Br.
    La notizia è clamorosa, ma è stata ignorata dai media. I tabulati telefonici di Telecom Italia giocano un ruolo fondamentale nella vicenda. Vediamo il perché.
    Marco Biagi per un certo periodo di tempo è sotto scorta, poiché è ritenuto un possibile obiettivo dei brigatisti. Perde la scorta proprio in un momento delicatissimo quando diventa consulente del Ministero del Lavoro nel ruolo che fu già di Massimo D’Antona, a sua volta ucciso dalle BR nel ‘99.
    Appena assunto questo incarico, il professor Biagi comincia a ricevere telefonate anonime con minacce di morte “Sappiamo dove sei”; “Adesso che non hai più gli angeli custodi (sc. la scorta), ti ammazziamo”.
    Biagi avverte la Questura di Bologna e sporge denuncia contro ignoti presso la Procura del capoluogo emiliano. La denuncia viene archiviata circa un mese prima che Biagi sia ucciso, perché nei tabulati forniti da Telecom Italia non si trova traccia delle telefonate minatorie denunciate dal professore. Biagi ha mentito, pensano gli inquirenti e le forze dell’ordine dopo aver esaminato i tabulati Telecom.
    IL PROFESSORE “ROMPE” LE SCATOLE
    Il professore viene reputato poco credibile un mitomane, un simulatore, un visionario, uno che vuole farsi proteggere per darsi importanza. Perfino il Ministro dell’Interno Scajola lo definirà un “rompicoglioni”. Quando Marco Biagi per l’ennesima volta va in Questura a Bologna a chiedere protezione, giunge ad avere una discussione molto accesa con il capo della Digos locale, il quale perde la pazienza e gli dice che dai tabulati di Telecom Italia non risulta alcuna telefonata alle utenze, nelle date e nelle ore da lui segnalate. Così, a Biagi non viene data la scorta.
    Il questore di Bologna Romano Argenio, il prefetto Sergio Iovino, Carlo De Stefano e Stefano Berrettoni, capi dell’Antiterrorismo a Roma, vengono poi indagati dalla Procura bolognese per la mancata concessione della scorta al professor Biagi, con l’imputazione del reato di cooperazione colposa in omicidio.
    Ma veniamo a poche settimane fa. Improvvisamente, si scopre che Marco Biagi non aveva mentito e non era un visionario malato di “protagonismo”. Insomma saltano fuori i tabulati telefonici “veri” e si scopre che quelle telefonate di minaccia Biagi le aveva davvero ricevute, contrariamente a quanto documentavano i tabulati forniti da Telecom in un primo momento.
    Saputa la notizia, la vedova di Marco Biagi piange di gioia l’onore del marito è salvo, sebbene post mortem, e nessuno potrà più mettere in dubbio che egli avesse detto la verità.
    Spuntano così quattro nuove utenze telefoniche dalle quali sarebbero partite le minacce e sulle quali stanno indagando i carabinieri del reparto operativo di Bologna.
    Cos’è successo? I pm della Procura bolognese Giovanni Spinosa e Antonello Gustapane, che indagano sulla mancata scorta al professore, a un certo punto si pongono un quesito è possibile che i tabulati forniti da Telecom Italia siano inesatti, parziali e incompleti? Per rispondere a questa domanda, i magistrati – con la collaborazione dei carabinieri - decidono di “mettere alla prova” Telecom Italia.
    Sotto mentite spoglie, si abbonano a Telecom per aprire un’utenza telefonica del tutto nuova, come farebbe qualsiasi cittadino che volesse attivare una linea di telefonia fissa. I carabinieri cominciano poi a chiamare questa utenza “civetta” da diversi luoghi d’Italia e dall’estero, avvalendosi di tutti gli operatori telefonici nazionali e stranieri e annotando meticolosamente il luogo di partenza, la data, l’ora e la durata di ogni singola chiamata.
    MA LA TELECOM E’ AFFIDABILE?
    Queste telefonate vengono effettuate per circa quaranta giorni. A questo punto, a Telecom Italia - che è l’unica proprietaria delle linee telefoniche e perciò registra anche le chiamate effettuate con altri gestori - i pm chiedono i tabulati relativi al numero da loro chiamato, adducendo come motivazione della richiesta lo svolgimento di un’indagine.
    I tabulati Telecom arrivano sul tavolo dei magistrati, che fanno una scoperta inquietante dalla documentazione emerge che per l’utenza “civetta” su cinquanta telefonate in uscita e in entrata, annotate nel dettaglio dai carabinieri, ne risultano poco più della metà! Inoltre, alcune telefonate vengono registrate sui tabulati Telecom ad un’orario diverso da quello in cui furono effettuate dai carabinieri.
    In sostanza i tabulati Telecom non documentano il traffico telefonico reale, perché sono incompleti e parziali. Ne nasce un vero e proprio terremoto fra magistratura inquirente bolognese e vertici Telecom. Vengono convocati d’urgenza in Procura a Bologna alcuni alti dirigenti di Telecom Italia, ai quali vengono mostrati i tabulati “inesatti”. I magistrati vogliono sapere dai responsabili dell’azienda perché i tabulati non recano traccia completa e precisa delle chiamate relative all’utenza telefonica utilizzata nell’indagine.
    Si spargono anche voci circa la possibilità di aprire un’inchiesta sui dirigenti Telecom, anche se ad oggi non risulta che la magistratura abbia proceduto in tal senso. Potrebbe scoppiare una “bomba” di devastante potenza, ma si cerca di tenere nascosta l’intera storia. Perché tanta cautela? Il motivo è facilmente intuibile. Se i tabulati Telecom non sono affidabili e non documentano realmente il traffico telefonico, dovrebbero essere riviste innumerevoli vicende processuali e investigative, presenti e passate, basate su consulenze telefoniche o su alibi, prove o indizi derivanti dalla documentazione di chiamate fatte o non fatte, ricevute o non ricevute; bisognerebbe insomma “riscrivere” le sentenze di molti processi e riaprire le indagini su molti casi giudiziari.
    Perciò, la notizia dell’inattendibilità dei tabulati Telecom emersa nell’inchiesta sulla mancata scorta a Biagi non viene divulgata. Ma è ben conosciuta nell’ambiente giudiziario, tanto che da circa un mese – cioè da quando è scoppiata la grana Telecom a Bologna – la Direzione Antimafia ha inviato una lettera alle diverse Procure della Repubblica per metterle in guardia circa la possibilità che i tabulati forniti da Telecom Italia all’autorità giudiziaria siano incompleti!
    MOLTE DOMANDE SENZA RISPOSTA
    Fino a un mese fa, prima della “scoperta” fatta a Bologna, nessun magistrato aveva messo in dubbio che i tabulati forniti da Telecom potessero essere inesatti. Gli inquirenti si sono sempre fidati degli archivi di Telecom Italia, della cui affidabilità è invece lecito dubitare, alla luce di quanto è emerso dall’indagine della Procura bolognese. Occorre anche precisare che proprio a Bologna esiste uno dei più grossi archivi nazionali dei dati relativi ai tabulati Telecom.
    Tornando all’inchiesta sulle minacce telefoniche a Marco Biagi, i “veri” tabulati Telecom spuntano come per incanto soltanto poco tempo fa dalla documentazione emerge chiaramente che Biagi ricevette le telefonate minatorie proprio per le utenze e nelle date e alle ore da lui indicate.
    Ma Biagi è già stato ucciso da oltre un anno. Sono molte le domande che nascono da questa storia. È tollerabile per la nostra coscienza civile che la vita di Marco Biagi possa essere dipesa anche da un tabulato Telecom inesatto e sulla base del quale venne negata al giuslavorista bolognese la scorta che avrebbe potuto difenderlo dai brigatisti?
    Come mai la magistratura è dovuta ricorrere a un’indagine “parallela” per arrivare ad avere da Telecom i tabulati telefonici “veri”?
    Com’è possibile che perfino alla Questura e poi alla magistratura, nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria, Telecom Italia fornisca una documentazione incompleta e inesatta del traffico effettuato su utenze telefoniche tanto importanti da essere chieste dagli inquirenti?
    E ancora, da un punto di vista forse più prosaico, ma che riguarda più 25 milioni di cittadini che usano il telefono fisso in Italia come possiamo fidarci delle bollette Telecom ed essere sicuri che il nostro traffico telefonico corrisponda a quello realmente effettuato?
    Nessun organismo pubblico - dal Ministero delle Comunicazioni, all’Autorità garante delle Comunicazioni - si è mai posto il problema di come controllare che le bollette degli italiani, che versano a Telecom molti miliardi di euro all’anno, siano lo specchio del reale consumo telefonico?
    DUBBI SULLE NOSTRE BOLLETTE
    Dobbiamo “fidarci” di Telecom Italia quando in caso di contestazione sulle bollette ci dice che dai controlli effettuati sulla nostra linea emerge che il traffico telefonico addebitato corrisponde alla realtà, pur senza fornirci quasi mai i tabulati con la documentazione integrale del traffico telefonico? E anche se quei tabulati ci vengono forniti, chi ci assicura che siano “veri”?
    E infine chi verifica che questi benedetti tabulati non siano incompleti, come è accaduto nel caso delle minacce telefoniche a Marco Biagi, oppure, al contrario, “sovrabbondanti” rispetto alle chiamate realmente effettuate? In altre parole chi controlla un gestore di telefonia privatizzato che detiene il monopolio delle linee telefoniche e del pubblico servizio di telefonia fissa in Italia e che si è rivelato inaffidabile perfino per la magistratura (con un ulteriore dettaglio per fornire la documentazione alla magistratura, Telecom Italia viene anche pagata con denaro pubblico)? Perché i mezzi di informazione - specie la Rai che dovrebbe essere al servizio dei cittadini - tacciono?
    I vertici di Telecom Italia, il Governo, e in particolare il Ministro dell’Interno e il Ministro delle Comunicazioni, oltre che l’Autorità garante delle Comunicazioni e la Polizia postale e delle Comunicazioni devono agli italiani una spiegazione. La devono ai milioni di cittadini che pagano le bollette Telecom, ma anche alla memoria del professor Biagi, assassinato dalle BR anche perché ritenuto inaffidabile dalle autorità di pubblica sicurezza. Chi si è dimostrato veramente inaffidabile? Lo giudichino i lettori.

    I tabulati Telecom non documentano il traffico telefonico reale | Forum Radicali.it
    http://www.lastampa.it/2014/05/24/italia/cronache/la-lettera-di-maroni-a-scajola-scritta-dopo-lattentato-a-biagi-4PAfGbNUwtnu3pVsO2NQHP/pagina.html

    la-lettera-di-maroni-a-scajola-scritta-dopo-l'attentato-a-biagi-

    Certamente non sarà vero.
    Però vi sono dei bei problemi. Comunque una preghiera di scongiuro forse occorre farla
    O si taglia o il caos

  6. #876
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    La busiarda
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #877
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Tesoro sconfitto tre volte, anche Terna boccia requisiti onorabilità

    Dopo Eni e Finmeccanica. Finora unico sì è arrivato da Enel.

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #878
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Fiducia consumatori a record 2010. Codacons: "solo un abbaglio"

    ECONOMIA | "I dati non devono far sperare in ripresa consumi". E: "la crescita significa solo che, per la maggioranza dei cittadini, non può andare peggio di così".
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #879
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Ex ministro Clini (governo Monti) indagato per associazione a delinquere

    POLITICA | L'accertamento riguarda un filone parallelo a quello che ha portato ieri agli arresti domiciliari.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #880
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Il nuovo che avanza.
    De Mita eletto sindaco della sua città con un plebiscito: 77%.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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