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  1. #1371
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Il problema dei falsi in bilancio o pseudo tali nelle Regioni crea dei dubbi.

    Potrebbe sorgere spontaneo il pensare che potrebbero anche essere falsi i bilanci dello stato.
    Devono fare attenzione molta attenzione.

    Altrimenti siamo nelle condizioni della Grecia.

    Dobbiamo aspettare la rovina della Padania, oppure si deve tagliare?.
    Oramai in televisione si parla solamente di salari da due o tre euro all'ora.
    O si taglia o il caos

  2. #1372
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Blondet oggi parla di società senza lavorI (plurale). Nè salari. Con il 20% di disoccupati permanenti gestiti come un problema di ordine pubblico.

    E il Mostro dice che c'è un disegno per spaccare in due l'itaglia.
    Lui penso intenda a livello sociale forse, ma chissà che non voglia intendere altro...

    Quanto ai falsi nei bilanci dello sctato vedo che hai voglia di fare lo spiritoso, e allora rinuncio.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 03-11-14 alle 17:36
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #1373
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    WALL STREET JOURNAL: ''L'ITALIA TOSSICA ATTRAVERSA FASE VELENOSA: CRESCITA DEBOLE, ALTO DEBITO'' (RENZI MOLLATO DAGLI USA)

    lunedì 3 novembre 2014
    NEW YORK - Il successo di un eventuale programma di acquisto di bond su larga scala, 'quantitative easing', da parte della Bce dipendera' dall'Italia. E' quanto scrive il Wall Street Journal, in una lunga analisi dal titolo: "L'Italia Tossica e' il test cruciale del Qe" dopo i risultati degli stress test che hanno penalizzato il sistema bancario italiano.
    Il quotidiano economico Usa sottolinea che la terza economia dell'eurozona attraversa una fase ''velenosa'' con ''una debole crescita e un alto debito, pari al 135% del Pil, negli anni prima della crisi e' cresciuta ad una media di meno dell'1% l'anno e ora sta scivolando in una nuova recessione, la terza in sei anni''.
    Inoltre le ''condizioni del credito continuano a peggiorare''. E quindi, afferma il Wsj, "se il programma di Qe non riuscira' a salvare l'Italia, non potra' salvare l'Eurozona". Per il quotidiano comunque il Qe non "potra' risolvere" i problemi dell'economia italiana legati da piccole e medie imprese "altamente indebitate" e a controllo familiare. Una situazione che "richiede una rivoluzione culturale".
    Il giornale a stelle e strisce sottolinea il fatto che il sistema economico italiano e' 'bancocentrico' ma gli stress test della Bce hanno ''confermato tutti i sospetti del mercato'' ossia che e' ''il piu' debole'' nell'eurozona, provocando ''particolare imbarazzo alla Banca d'Italia''.
    Quindi, spiega il Wsj, il sistema bancario italiano ''almeno fino ad ora era limitato nella propria capacita' di poter fornire credito all'economia reale''. Il quotidiano dubita pero' che dopo l'esame della Bce i problemi del credito in Italia siano stati risolti perche' i test di Francoforte hanno ''coinvolto solo 15 banche italiane su 680''. E quindi fino a quando l'Italia ''non riformera''' il proprio sistema finanziario, ''come ha fatto la Spagna'', le banche continueranno ad avere ''difficolta' nel far confluire il credito all'economia reale, a prescindere dall'ammontare di liquidita' che la Bce mettera' a disposizione'', spiega il Wsj, sottolineando che questo e' solo una parte del problema, infatti difficolta' esistono anche dal lato della raccolta.
    Gli istituti di credito sono sotto pressione affinche' riducano i propri bilanci ora molto dipendenti dalla liquidita' Bce. Il programma Abs di Francoforte puo' aiutare fino a un certo punto, secondo il quotidiano, ma la soluzione piu' a lungo termine e' quella di liberarsi dei 320 miliardi (lordi) di sofferenze pari al 16% degli impieghi. Condizioni necessarie per raggiungere questo obiettivo sono pero' un efficiente quadro normativo che permetta di recuperare i debiti ristrutturati in un tempo breve mentre ora ci vogliono 7 anni e un flusso di capitale azionario che inietti fondi freschi nelle aziende sane e che compri le attivita' che le banche devono dismettere. Attualmente pero' le aziende italiane sono timorose a chiedere denaro a investitori esteri ma al tempo stesso questi sono a loro volta timorosi di esporsi al mercato italiano.
    Questa analisi spietata del primo quotidiano economico e finanziario mondiale preannucia forti turbolenze sui mercati al riguardo dei titoli di stato italiani. Non c'è dubbio alcuno: i colossi finanziari d'oltre Oceano si preparano ad assaltare l'italietta renziana.
    Redazione Milano.



    da il Nord quotiidiano

    L'itaglia è in grado di affondare chiunque e tutto, altro che bilanci falsi.
    Fino a quando non decideranno che è interesse comune mollare e lasciare che si divida.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #1374
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio



    Blondet oggi parla di società senza lavorI (plurale).
    Nè salari.
    Con il 20% di disoccupati permanenti
    gestiti come un problema di ordine pubblico.


    E il Mostro dice che c'è un disegno per spaccare in due l'itaglia.
    Lui penso intenda a livello sociale forse, ma chissà che non
    voglia intendere altro...

    Quanto ai falsi nei bilanci dello sctato vedo che hai voglia
    di fare lo spiritoso, e allora rinuncio.

    ciò che scrive blondet l'ho sempre sostenuto nel mio piccolo.

    mi fece un grande piacere sentire bossi che già negli anni 90
    parlava del 20/80, cioè un 20% della popolazione attiva che
    avrebbe prodotto quanto bastava, (e avanzava), per l'altro 80%.

    è chiaro che il paradigma attuale non è sostenibile, se non
    si procede a una profonda revisione dei meccanismi di
    redistribuzione della ricchezza, prodotta non più da operai,
    ma da una automazione che li espelle sempre più dai loro
    usuali impieghi, e che può fare tranquillamente a meno delle
    loro esperienze professionali.

    il cambiamento è epocale, e mi dava speranza allora, sentire
    la politica che faceva sagge considerazioni in merito.
    un vero peccato che tutto sia stato rovinato dalle consuete derive
    italiote, dove denaro, cadreghe e potere, riescono a stritolare
    ogni ideale e ogni tentativo di affrontare con serietà, un futuro che
    non avrà alcun riferimento e riscontro con quanto avvenuto,
    nel remoto e nel recente passato.

    chi si aspetta la "ripresa", o è un'idiota o in malafede, perché
    come ben chiarisce blondet, è lo stesso paradigma che postula
    e pretende, una sempre più accelerata automazione dei cicli
    produttivi, realizzando così il paradosso di un sistema, dove le
    macchine acquisiranno una sorta di intelligenza che le renderà
    del tutto autonome rispetto alle decisioni ed esigenze umane,
    senza contare il fatto che la ricchezza si polarizzerà in quell'1%
    o forse meno, del tutto indifferente alla marea di povertà e
    indigenza dell'altro 99%.

    uno scenario da incubo, che solo una ritrovata passione politica
    e un profondo ripensamento culturale, potrebbero gestire e
    risolvere.

  5. #1375
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    E un profondo abbandono da parte degli imbecilli (rossi in massima prevalenza) delle ideologie che non hanno più senso se non per arricchire qualcuno che trae vantaggio da questa idiozia.

    Notizia di oggi: robot al posto delle badanti.
    Chissà se anche loro verranno programmati per rubare le eredità?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #1376
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta


    Allarme di Bankitalia

    Rischio pensioni con Tfr in busta


    Legge Stabilità, rischio pensioni con il Tfr in busta paga

    Istat taglia le prospettive sull'economia italiana. Effetti della manovra positivi su 2014, ma poi nulli


    Istat prevede un calo del Pil dello 0,3% nel 2014







    Bankitalia promuove la manovra, ma sottolinea i rischi derivanti dal Tfr in busta paga. "E' cruciale che la temporaneità del provvedimento sia mantenuta", sostiene nel corso dell'audizione sulla Legge di stabilità, sottolineando come "l'adesione dei lavoratori a basso reddito all'iniziativa aggrava il rischio che questi abbiano in futuro pensioni non adeguate".
    Ma Via Nazionale sottolinea anche come "il ridimensionamento dell'Irap consente un significativo alleggerimento del costo del lavoro ma comprime i margini di autonomia delle Regioni, per le quali il tributo rappresenta la principale fonte di finanziamento".
    Secondo Bankitalia, la manovra ''realizza una significativa riduzione del cuneo fiscale''. Il vice direttore generale, Luigi Signorini, sottolinea il fatto che "finanzia riforme potenzialmente importanti relative all'istruzione scolastica e al mercato del lavoro''.
    ISTAT TAGLIA LE PROSPETTIVE SULL'ECONOMIA - L'Istat prevede un calo del Pil dello 0,3% nel 2014, in linea con le stime del Governo, contenute nel Def. Per il 2015 l'Istituto indica un ritorno alla crescita, con un aumento dello 0,5% (+0,6% nel Def), a cui seguirebbe un rialzo dell'1% nel 2016. Rispetto alle sue precedenti stime l'Istat rivede al ribasso il Pil di quest'anno di 0,9 punti.

    I provvedimenti adottati con la manovra avranno un "impatto netto marginalmente positivo nel 2014 ed un effetto cumulativo netto nullo nel biennio successivo" per il bilanciamento tra la spinta del bonus degli 80 euro e gli effetti negativi derivanti dalla clausola di salvaguardia, con l'eventuale aumento dell'Iva.

    Dopo tre anni di riduzione, nel 2014, la spesa delle famiglie segnerà un aumento dello 0,3%, in parte grazie all'effetto di una riduzione della propensione al risparmio.

    "Nel 2015, la variazione del Pil tornerà debolmente positiva (+0,5%), chiudendo la lunga recessione del triennio precedente". Lo rileva l'Istat, spiegando che tecnicamente si conclude una fase, ma, avverte, si tratterà di un'uscita "graduale".

    Da mercato lavoro primi segnali stabilizzazione
    "Dopo un lungo periodo di flessione, il mercato del lavoro italiano mostra i primi segnali di stabilizzazione. L'occupazione continuerà comunque a contrarsi nel 2014 (-0,2% in termini di unità di lavoro rispetto al 2013)", con il tasso di disoccupazione che quest'anno raggiungerà il 12,5% per poi scenderà lievemente il prossimo anno, fermandosi al 12,4%, con un un "contenuto" aumento dell'occupazione (+0,2%). Lo comunica l'Istat nel rapporto semestrale sulle prospettive per l'economia italiana.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 03-11-14 alle 20:39
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #1377
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    E un profondo abbandono da parte degli imbecilli (rossi in massima prevalenza) delle ideologie che non hanno più senso se non per arricchire qualcuno che trae vantaggio da questa idiozia.

    Notizia di oggi: robot al posto delle badanti.
    Chissà se anche loro verranno programmati per rubare le eredità?
    I sinistroidi non cambiano mai . Essi sono anime dannate , le conosco , vivo in emilia .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  8. #1378
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    La mia era una pura ipotesi che so bene irrealizzabile.
    Una risposta dovuta al Max.
    Per questo siamo SENZA SPERANZA di un qualsiasi miglioramento della situazione.
    Anche per questo siamo SCHIAVI.
    Schiavi di una buona parte della popolazione che con la violenza della loro idiozia ci impedisce di volare.
    Almeno volassero loro, invece di far vivere tutti di merda rossa.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #1379
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da Freezer Visualizza Messaggio
    I sinistroidi non cambiano mai . Essi sono anime dannate , le conosco , vivo in emilia .

    Lo so bene anch'io come sono.

    Sono dannatamente borghesi nella mentalità e comportamenti, ma a parole no.

    Faranno sempre leggi contro il popolo, tranne che non siano o minoranze, gay, e altri del loro credo.

  10. #1380
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Ognuno incula i suoi.
    Ovvio.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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