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  1. #2131
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Corruzione? Magari. E' peggio, è che siamo invincibilmente stupidi e arretrati. - Blondet & Friends

    Maurizio Blondet 27 agosto 2016 33
    Un caro amico mi gira, dal Secolo d’Italia, questa rievocazione del terremoto del Vulture, che colpì 50 Comuni di 7 provincie tra Basilicata, la Campania e la Puglia. Anno: 1930, nel luglio. Magnitudo oltre 6.7. Numero di morti, 1404. Titolo:
    Nel 1930 il terremoto delle Vulture: il governo Mussolini in 3 mesi costruì 3.746 case e ne riparò 5.190.

    “Benito Mussolini, non appena ebbe notizia del disastro convocò il ministro dei Lavori Pubblici, Araldo di Crollalanza e gli affidò in toto l’opera di soccorso e ricostruzione. Araldo di Crollalanza, classe 1892, fu ministro dal 1930 al 1935. Successivamente divenne presidente dell’Opera nazionale combattenti, e legò il suo nome alla bonifica dell’Agro Pontino. Già squadrista nella Marcia su Roma, Podestà di Bari, nella Repubblica Sociale Italiana fu commissario straordinario per il parlamento, nel quale aveva seduto per tre legislature. Dopo la guerra fu arrestato ma immediatamente prosciolto. Nel 1953 divenne parlamentare del Movimento Sociale Italiano e fu rieletto fino alla sua morte, avvenuta nel 1986”.
    Mi interessa sottolineare come il governo procedette. I grassetti sono miei.
    “Di Crollalanza dispose in poche ore il trasferimento di tutti gli uffici del Genio Civile, del personale tecnico, nella zona, come previsto dal piano di intervento e dalle tabelle di mobilitazione che venivano periodicamente aggiornate.
    “Nella stazione di Roma, su un binario morto, era sempre in sosta un treno speciale, completo di materiale di pronto intervento, munito di apparecchiature per demolizioni e quant’altro necessario per provvedere alle prime esigenze di soccorso e di assistenza alle popolazioni terremotate. E su quel treno si accomodarono il ministro stesso e tutto il personale necessario in direzione dell’epicentro della catastrofe. Per tutto il periodo della ricostruzione Araldo di Crollalanza non si allontanò mai,dormendo in una vettura del treno speciale che si spostava da una stazione all’altra per seguire direttamente le opere di ricostruzione.
    Araldo diCrollalanza, 1930“I lavori iniziarono immediatamente. Dopo aver assicurato gli attendamenti e la prima assistenza, furono incaricate numerose imprese edili che prontamente giunsero sul posto con tutta l’attrezzatura. Lavorando su schemi di progetti standard si poté dare inizio alla costruzione di casette a piano terreno di due o tre stanze anti-sismiche, e nello stesso tempo fu iniziata la riparazione di migliaia di abitazioni ristrutturabili, in modo da riconsegnarle ai sinistrati prima dell’arrivo dell’inverno.
    “A soli tre mesi dal sisma, il 28 ottobre 1930, le prime case vennero consegnate alle popolazioni della Campania, della Lucania e della Puglia. Furono costruite 3.746 case e riparate 5.190 abitazioni. Mussolini ringraziò di Crollalanza così: «Lo Stato italiano La ringrazia non per aver ricostruito in pochi mesi perché era Suo preciso dovere, ma la ringraziaper aver fatto risparmiare all’erario 500 mila lire». […]
    Tra l’altro, le palazzine edificate in questo periodo resistettero ad un altro importante terremoto, quello dell’Irpinia, che colpì la stessa area 50 anni dopo”.
    Araldo di Crollalanza ripeté l’impresa, anzi la superò, anche nella bonifica delle paludi pontine: “bonificati 1 milione e 600 mila ettari, “fatte brillare per sette mesi 4 mila mine al giorno, in tutto 800 mila” costruite “in tre anni 2500 case coloniche complete di servizi igienici… città ( le tre maggiori furono Littoria Sabaudia Pontinia), canali strade ed opere pubbliche per 14 mila ettari”, le spese di bonifica risultarono 4.500 lire per ettaro”. Lo Stato aveva stanziato 5.500 lire per ettaro” Oscar A. Marino, Il Viaggio Interrotto, Messina 2006).
    Lungi da me ogni nostalgia. L’esperienza di governo dei Fini e dei Larussa, degli Alemanno e della Meloni me ne avrebbero vaccinato per sempre.

    Voglio solo far notare questo: nel 1930 l’Italia era moderna; aveva strutture e personale all’altezza dei tempi (di allora), competenze pubbliche e doti intellettuali alla pari con le europee , ed oggi non più.
    Oggi non siamo moderni. Siamo antiquati rispetto ai tempi, siamo sorpassati. E lo si vede nel dibattito o chiacchiera nato attorno alla scuola di Amatrice, resa antisismica nel 2012 con 700 mila euro (della Regione Lazio, del Comune e della Provincia di Rieti) e crollata l’altro giorno.
    Un lettore. : “Vivo in Giappone, e vi dico come si costruiscono qui gli edifici (antisismici): travi e pilastri di SOLIDO ACCIAIO. Niente cemento armato e altre schifezze. Puro acciaio. Resistentissimo, flessibile al punto giusto, impossibile che collassi”. Un altro: “I criteri antisismici italiani per le nuove costruzioni sono equivalenti a quanto si faceva in California ed in Giappone negli anni 70 ed 80. Adesso in questi due stati non viene realizzato praticamente piú nulla in calcestruzzo, nemmeno i viadotti stradali. Le costruzioni sono tutte in acciaio o legno per le piú piccole. Il calcestruzzo è confinato alle sole fondazioni, ma anche lí i criteri di costruzione sono ben differenti. Ho provato a parlarne con qualche ingegnere e qualche geometra; solo uno ha risposto “lo so, ma se presentassi un progetto di quel tipo non mi verrebbe approvato”, gli altri hanno fatto spallucce. Molti semplicemente non hanno conoscenza di tecniche antisismiche. Moderne”.
    Appunto. Ma i nostri palazzinari-tipo, che hanno la seconda elementare anche se magari sono miliardari, non sono capaci di costruire in acciaio e (i piccoli fabbricati) in legno. Possono imparare? Ma no, non possono – non hanno la cultura – e nello stesso tempo non vogliono imparare: il loro business sta nel cemento armato con mescole di sabbia, nelle macchine movimento terra, nei subappalto mafiosi a poppare denaro pubblico. E’ da lì che ricavano i soldi, è lì che sono ras e padroni – e la nuova tecnologia rischierebbe di dare la corona ad altri, che sanno usare l’acciaio. I palazzinari-tipo (fate voi qualche nome) perderebbero il dominio del solo mercato dove sanno muoversi.
    E allora, ecco che le ‘leggi antisismiche’ sono quelle che in California, Giappone e Cile sono scadute da 50 anni. Sono stati loro a suggerirle: a politici tanto ignoranti da non capire che sono arretrate, e hanno il loro tornaconto clientelare, perché possono raccomandare “per il posto” qualche muratore generico ignorante come una scarpa, qualche povero cafone della mescola che non si può nemmeno immaginare acquisti la vertiginosa perizia dei suoi colleghi americani degli anni ‘10.
    Competenze e professionalità avanzate
    E non parlo solo del Sud arretrato. Quando fu costruito il grattacielo Pirelli Milano (1958), firmato dalle archistar Gio Ponti e Pierluigi Nervi, la città si vantava: “Il solo grattacielo al mondo costruito in cemento armato!”. Che scemi gli altri che i grattacieli li facevano in acciaio dal 1902. Come siamo più furbi noi. A fare una cosa che “appare” moderna, ma non lo è. Che ha “una bella linea” e “fa’ la sua figura”: apparenza e non sostanza.
    Incompetenza professionaleGuardate che tutti i settori in Italia sono diventati così: dalla magistratura alle università, dal giornalismo agli insegnanti che non superano gli esami di cultura generale, da Equitalia al personale pagatissimo della presidenza del consiglio che non sa l’inglese, giù fino al geometra comunale fino all’assenteista pubblico che si copre la testa con una scatola per timbrare il cartellino altrui, è – da settant’anni – tutto un accettare un po’ meno competenza di quella richiesta, un venire a patti con la mancanza di professionalità, di rigore etico, di intelligenza che sono strettamente necessari per adempiere alla mansione. Uno scadimento vistoso della ‘qualità’ di tutto: del lavoro, ma anche delle persone, della qualità della vita: incapace di cortesia e gentilezza, la società italiana è rozza, maleducata, invivibile per gli stessi italiani.
    Persino la Chiesa è scaduta a tal punto, che un monsignore – il noto Galantino – ha potuto proclamare che Sodoma fu salvata dalla preghiera di Abramo (mentre fu incenerita), e restare al suo posto: ora, è evidente che non ha nemmeno letto né capito la Bibbia. Dopo un tale esempio di incompetenza professionale, vacuità e superficialità (ammantata per giunta di “modernità alla Papa Francesco”), vi potete scandalizzare se il palazzinaro mafioso che ha costruito la scuola di Amatrice ha usato sabbia e polistirolo, e cemento armato sui tetti? E la costruzione è stata dichiarata antisismica da apposita burocrazia?
    Tout se tient. Se i vescovi non sanno la Bibbia, i palazzinari non sanno le tecnologia dei fabbricati in acciaio.
    Il Business straccione dei profughi

    Vogliamo parlare del business degli immigrati, che fa’ ricchi i soli noti e dà “lavoro” alle clientele sicule del ministro Alfano? Vogliamo spiegare una volta per tutta che la “accoglienza” dei “profughi” è un affare straccione – oltre che cialtrone – che si sono accaparrati albergatori non-professionali? La Sicilia dovrebbe fare miliardi col turismo, come lo fanno le Canarie o le più rustiche isole greche. Ma i siciliani, semplicemente, non sono stati capaci. Non hanno la professionalità, non sanno né vogliono fornire servizi di qualità, piscine, wifi eccetera che ormai in qualunque isola greca sono la routine. Peggio: il turismo non vende soggiorni alberghieri, “vende” una popolazione e la sua cortesia, la capacità di mettersi nei panni degli altri, un minimo di attenzione collettiva – che alla Mauritius come a Karpatos, si chiama “civiltà quotidiana”: Un amico siciliano che lavora a Milano, irritatissimo, mi ha detto: torno ad Acireale e non ho potuto fare il bagno ai bambini, perché il mare è inquinato. Dai liquami della fogna che butta a mare come nel 17mo secolo. Acireale! Una meta che dovrebbe essere nei circuiti internazionali mondiali, ha il mare merdoso: della merda dei siculi, ai quali la merda in mare non sembra intollerabile residuo arcaico. La “modernità”, invece, è farsi governare da un invertito: vedete che abbiamo superato i pregiudizi arcaici! Non siamo più macisti! E’ come la signora Cirinna e i suoi reggicoda giornalistici “La legge (delle nozze gay) renderà finalmente l’Italia un paese più moderno e civile!”.
    No, moderno e civile sarebbe il paese se Acireale avesse il depuratore. Se i templi di Agrigento non fossero assediati da palazzoni di 8 piani abitati da mafiosi che i templi, li vogliono vedere solo loro, anche se manco sanno cosa sono. E non le orribili case abusive che hanno bruttato ogni metro quadro di litorale perché i siciliani vogliono avere la casetta lì, e d’estate riempire le straducole abusive di quintali di gusci di cozze che puzzano al sole perché nessun servizio pubblico viene a raccoglierle. Se avesse una popolazione gentile che davanti a un turista si chieda: di cosa ha bisogno?, e non: come posso fregarlo?
    Ebbene: tutto ciò manca. Per cui ci sono decine, centinaia di hotel ‘familiari’, di alberguzzi di poche stanze e di nessuna qualità, messi su con pochi capitali e pochi mezzi, gestiti da gente che non ha la professionalità, non si aggiorna, non si informa su come si fa turismo moderno nel ventunesimo secolo, e mette prezzi pure spropositati perché “come si mangia bene da noi non si mangia a da nessuna parte del mondo”. Orbene, questi albergatori sono professionalmente dai falliti e incapaci; i loro “hotel” non sono proponibili sui siti web internazionali, non reggono la competizione globale con le pensioncine della Grecia. Non hanno mercato. Ma – furbissimi – hanno adottato il business degli immigrati come ultima ancora di salvezza della loro inprofessionalità. 35 euro a notte per persona, metti una quarantina di somali sudanesi eritrei che “fuggono dalle guerre”, e lo Stato ti passa già 1400 euro al giorno. Sai che pacchia. E mica devi offrire servizi all’altezza, mica sono turisti quelli, mica si lamentano del mare pieno di merda o della piscina asciutta o del wc che puzza. Non dovete mica competere sul mercato; ricevete denaro pubblico – che come sempre è la vostra aspirazione suprema.
    Denaro pubblico senza obbligo di corrispondere nessuna ‘qualità’.
    E’’, siciliani, un business straccione. Oltre che cialtrone, straccione: marginale cioè, residuale, un espediente anche se per ora rende. Indegno di voi, se foste i siciliani che dite di essere, popolo “fiero e orgoglioso”.
    Provate a misurare di quanto siamo scaduti in “modernità” rispetto al 1930. C’era un treno attrezzato e pronto su un binario morto, in perennità perennità all’intervento. Oggi tale treno verrebbe, nell’ordine: 1) abbandonato dai sorveglianti pagati per sorvegliarlo; 2) saccheggiato e ripulito del materiale di valore dagli zingari del clan Casamonica, che nessuna magistratura e nessuna polizia riesce a far sloggiare dalla capitale della nazione, per mancanza di professionalità e diligenza; 3) il suo guscio vuoto, diverrebbe bivacco maleodorante di barboni e extracomunitari, dediti a prostituzione e alcolismo; 4) ogni tentativo di sloggiare costoro sarebbe vanificato da accuse de Il Fatto Quotidiano alla brutalità della polizia, l’apertura di un fascicolo contro gli agenti del noto magistrato, interrogazioni indignate del Senatore Manconi (17 mila mensili), compassione e solidarietà mediatica della Caritas, urla e strilli contro Salvini i “settentrionale senza cuore” che è una vergogna per questa Italia che ha il cuore grande così, e non manca mai di far sentire la sua vicinanza e indulgenza a chi la legge la viola, invece di applicarla e farla applicare.
    Certamente: siccome nessuno fa’ il suo mestiere bene e sa farlo come si deve, all’altezza dei tempi, ci si sente tutti indulgenti con chi non sa farlo. Schettino, sei tutti noi! Poverino!

    Provate solo a immaginare il ministro di Crollalanza negli anni ’30, se avesse trovato il treno non pronto. O se fosse arrivato ad Amatrice davanti alla scuola antisismica crollata e costata quasi un milione di denaro pubblico. Avrebbe avuto indulgenza per il podestà? Avrebbe chiuso un occhio perché membro del Partito? Al contrario. Eppure era pugliese. La non-professionalità, il non fare le cose al meglio e anche più del meglio, non godevano di alcuna manica larga. Il Fascimo era moderno. L’Italia democratica no, è arretrata.
    Non si può accusare “la corruzione”, davanti alla scuola crollata. Giungo a dire: magari, fosse ‘solo’ la corruzione, perché si potrebbe correggere e punire. Ma quando la ‘corruzione’ è così evidentemente autolesionista – come quella di Schettino, dal fancazzista pubblico che si copra con la scatola di cartone, del capostazione pugliese che manda due convogli sul binario unico – si deve ammettere che la corruzione non è se non la conseguenza. La causa primaria, è un’altra. Come definirla? Come definire questa incuria nell’adeguarsi alle esigenze del proprio mestiere? Questa furbizia che consiste nel risparmiare cemento armato mescolandoci più sabbia? Questo non collegare le cause agli effetti, se pure immancabili, che metteranno in mostra la tua incapacità professionale e la tua delinquenza morale? Come definire questa imprevidenza, questa incapacità di mettersi nei panni altrui?
    C’è un solo modo di definirla: è stupidità. La speciale ottusità italiana mista di egoismo calloso e di rozzezza arretrata, di inadempienza ai propri compiti e imprevidenza, che da chi la pratica viene – oltretutto – chiamata “furbizia”. Ohimé, siamo un popolo poco intelligente. E che da troppo tempo ha smesso ogni sforzo per diventare migliore, competente, rigoroso e onesto nel mestiere – perché “Mica siamo più nel fascismo”. Sì, siamo “in democrazia”: e l’ignorante dice la sua. Beninteso, gli ignoranti esistono in tutti i paesi. Ma solo in Italia gli ignoranti sono arroganti, imperiosi, impongono il loro standard, hanno voce in capitolo, vincono i concuorzi, vanno in Parlamento e in tv, impongono il cemento armato dove occorre l’acciaio; solo qui, invece di essere messi a tacere, vengono accontentati nelle loro esigenze da ignoranti – come vedo si fa’ con quelli di Amatrice che vogliono “la ricostruzione delle case così com’erano”, e gliela daranno gli altri ignoranti.
    E’ troppo facile (se non siamo stupidi) vedere che la ‘democrazia’ ha contribuito alla nostra stupidità. Il decentramento amministrativo, gli ottomila comuni, le Regioni, hanno dato l’ultima zappata. Il decentramento ha senso in paesi dove le competenze sono numerose e diffuse in basso, dove la gente sa esercitare l’autonomia, dove i palazzinari non hanno la seconda elementare,i preti conoscono il latino e i vescovi hanno letto almeno una volta la Bibbia. Nei paesi dove non c’è stato addestramento rigoroso al proprio mestiere qualunque sia, l’ottusità e l’ignoranza più callosa sono la norma plebea, l’arretratezza salta agli occhi, le risorse intellettuali scarse, le professionalità alte scarsissime, è necessario lo Stato centralizzato, che raduna le poche, preziose professionalità migliori in alto per usarle e anche valorizzarle, non lasciarle sprecare dalla massa dei callosi ignoranti incapaci di prevedere, ma imperiosi ed arroganti a imporre le loro volontà di pancia e di intestino.
    Una simile società ha bisogno di uno Stato centralizzato: che capisca la modernità, la insegni e se necessario la imponga con la forza. Uno Statoautoritario. Capisco che sono parole al vento. Quindi al prossimo sisma. A ricordare come eravamo moderni negli anni ’30, e come siamo neandertaliani oggi.

    Non sono affatto d'accordo sulle conclusioni, ma si sa io parlo da Padano (e la Padania sarebbe ben altra cosa...), Blondet da itagliano.
    E quindi come soluzione non può che vedere uno sctato unitario, più centralizzato che mai e ... nostalgico.
    Dalla Svizzera non ha imparato nulla, ma si sa al di là del confine sono persone europee vere, simil-padane.



    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #2132
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    OT.
    Segnalo, a titolo informativo, che per puro caso stanotte intorno alle 4 ho dato una sbirciata.
    E ho trovato 35 visitors.
    Marescialli in straordinario notturno pagati inutilmente perchè in questo periodo non c'è quasi nulla da controllare.
    Itaglia.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #2133
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da Freezer Visualizza Messaggio
    Caso controverso , ma interessante , c'era pure la foto di uno strano bozzolo che pareva materializzarsi in giro , se non fosse stato uno scultore forse non avrebbero coperto subito la faccenda così o magari poteva avere un'incidente ...
    Nel libro di caponi c'è la foto del bozzolo, in rete non si trova, almeno io non sono riuscito a trovarla.

    Nel libro di GOOD - rivelazioni da altri mondi, ci sono tutte le fotografie del caso caponi.

    Filiberto nel suo libro parla anche dei man in black presenti sul suolo "italico". La magistratura ha insabbiato tutto, così dice caponi, alla fine è dovuto scendere a compromessi e a negare la storia.

    Avrebbe mostrato una foto dove è ritratta la figura che lui avrebbe fatto. Questa foto lo avrebbe screditato.

    Però Filiberto a mio avviso non è convincente del tutto, una ambiguità di fondo permane. Questo lo si evince dal libro che ha scritto.

  4. #2134
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    Due cose reaganiane ai prof privilegiati che scioperano pure
    di Federica Dato
    Gli insegnati della scuola pubblica sono francamente insopportabili. L’emblema dello statalismo peggiore, manifesto del dipendente pubblico viziato e incosciente di come giri il mondo. E se consideriamo che sono una delle figure fondamentali per la crescita della nostra società la cosa da triste si fa drammatica. Perché mentre nessuno nega che chi maneggia gli adulti del domani (se lo fa bene) meriterebbe stipendi molto più alti, che la sua formazione dovrebbe essere agevolata, che i presidi dovrebbero essere selezionati in maniera molto più accurata e che troppo spesso si trovano a lavorare in condizioni impossibili, è più difficile che si ammettano un paio di verità: i docenti sono sovente impreparati, reagiscono male a corsi di aggiornamento, la loro preparazione dovrebbe essere testata di continuo e il loro stipendio, così come la loro assunzione, determinato dal merito. Non è che se uno fa il concorsone… la meritocrazia, quella dovrebbe valere. Ma in Italia è utopia.
    Oggi parliamo di loro, della categoria più stucchevole degli ultimi anni, giacché in piazza Plebiscito hanno manifestato contro i trasferimenti della Buona scuola. Bollettino di guerra, che denunciano con forza a Repubblica (sembra una barzelletta ma qui fan gli scandalizzati davvero): un’insegnante è caduta ed è intervenuta l’ambulanza che l’ha trasportata in ospedale per le cure. Alcuni prof denunciano: “La polizia a un certo punto ha indossato i caschi, come in assetto antisommosa, e ci ha messo le mani addosso”. Prima dei disordini, un’altra insegnante era svenuta per il caldo.
    Loro, che non paghi di desiderare il posto fisso (anacronismo totale), si lamentano perché lo vogliono pure sotto casa. Un po’ come dire che uno vuol raccogliere arance nel centro di Milano, non dove crescono. Il grande corteo composto da duecento “deportati”, sì, si definiscono tali, è iniziato alle nove di mattina. Loro, punteggio alto e trasferiti al Nord, urlano contro la scuola renziana. E qui non si tratta della riforma, se questa sia buona davvero o pessima, del fatto che neppure i delegati sindacali hanno avuto la faccia di presentarsi a dare appoggio al gruppo (ché fin per loro forse di fronte a chi non ha lavoro le proteste dei privilegiati suonano come troppo). Si tratta di un concetto basilare, logico, ovvio: il lavoro lo si prende dove c’è. Nel dettaglio dove ci sono gli alunni, le aule, i corridoi da riempire. Se non lo si vuole ci si licenzia o si dice no all’offerta preziosa e si va a fare altro, un “altro” qualsiasi ma non lo stipendiato di Stato inoperoso perché in un luogo in cui il datore di lavoro ha deciso che non occorri.
    Non ci sarebbe discussione, eppure riusciamo a discuterne. Una pantomima pietosa. Offensiva rispetto all’Italia produttiva, a quella che vorrebbe esserlo e a chi ha voglia di lavorare davvero. Ah, come ci manchi Reagan. Ché il presidente americano licenziò in tronco 11mila controllori di volo che si rifiutavano di lavorare. Per noi sarebbero pochini undicimila dipendenti pubblici in meno in un paese dalla spesa pubblica malsana spropositata. Noi che abbiamo in Calabria più forestali del Canada. Ma sarebbe un inizio. E questi signori dovrebbero istruire i nostri figli. Ah, le tragedie italiche.
    Due cose reaganiane ai prof privilegiati che scioperano pure - L'intraprendente | L'intraprendente

    Le Olimpiadi senza oro: spesi 70 milioni, incassati 7,5
    Gli introiti pubblicitari un decimo dei costi tra diritti e produzione. Ascolti buoni ma inferiori al passato
    Laura
    Quasi 70 milioni di euro di spese. E soli 7,5 milioni di introiti pubblicitari. Lette, così, nude e crude, le cifre del bilancio economico delle Olimpiadi che si avviano a conclusione mostrano una perdita pesante per la Rai.
    Molto pesante. Praticamente si è incassato solo un decimo di quanto si è pagato. E questo va certamente a pesare sulle casse dell'azienda di Stato e sul bilancio di fine anno. Anche perché gli ascolti televisivi, pur registrando una buona performance, non sono da scrivere nell'album dei successi. Però - l'azienda lo sottolinea con forza - garantire la visione gratuita dei giochi olimpici a tutta la popolazione è uno dei compiti del servizio pubblico. Anche a costo di dover integrare i costi dell'evento con gli introiti del canone.
    Quando, nel 2012, i giochi di Londra se li aggiudicò Sky, le polemiche infuriarono e si gridò alla scandalo perché la visione sarebbe stata riservata solo agli abbonati, tanto che alla fine la tv di Murdoch cedette parte dei diritti alla Rai per coprire i principali eventi. Comunque quest'anno, a Rio, la tv di Stato ha totale ed esclusiva copertura, anche perché Sky si è ben guardata dal ripetere l'esperienza olimpica che non aveva portato il successo sperato.
    Dunque, vediamo i numeri più in dettaglio. I costi complessivi dell'operazione Rio si aggirano sui 68 milioni di euro: di questi 60 sono serviti per l'acquisto dei diritti di trasmissione e 8 per la produzione. In base all'accordo con Sky stipulato nell'era di Luigi Gubitosi direttore generale (che prevedeva la spartizione: giochi invernali di Soci alla tv di Murdoch e quelli estivi alla Rai) 30 milioni furono consegnati cash e 30 in cambio merce (scambio di spazi pubblicitari), oltre alla concessione della visione dei canali olimpici sulla piattaforma satellitare. Degli 8 milioni per la produzione, 3 sono stati usati per il personale (trasferte e soggiorno) inviato in Brasile: 180 addetti tra giornalisti, tecnici e impiegati. E cinque per i costi industriali di realizzazione dei servizi. Un risparmio comunque rispetto a Pechino 2008 quando le spese di produzione si aggirarono sui 10 milioni e quelle per i diritti tv sugli 80 (e anche allora il bilancio fu fortemente negativo).
    A fronte di tali spese, gli incassi pubblicitari ammontano ad appena 7,5 milioni. Poco in assoluto, in linea con le previsioni secondo gli strateghi della raccolta pubblicitaria dell'azienda che ne avevano previsti solo 7. Questo perché gli investitori pubblicitari si sono concentrati sugli Europei di calcio che hanno preceduto di pochi giorni le Olimpiadi portando nelle casse di Rai Pubblicità 60 milioni di euro. Comunque, visti i listini degli spot (si vendevano pacchetti complessivi da uno o due milioni di euro o passaggi giornalieri da 60-100mila euro), poche aziende si sono fatte avanti.
    E gli ascolti? Analizziamo i risultati Auditel dei tre canali dedicati all'evento. Se li rapportiamo alle medie stagionali, il successo sembra indubitabile: Raidue, rete olimpica principale, ha raddoppiato i suoi numeri ed è diventata primo canale nazionale durante quasi tutti i giorni delle competizioni (dal 6 agosto). Per RaiSport1 e Rasport2 che di solito si fermano ad ascolti decimali si parla di enormi percentuali di crescita. Dal 6 al 17 agosto la media del secondo canale, rete olimpica principale, nell'intera giornata è stata del 15,58 per cento di share e 1.222.000 spettatori. Per RaiSport1 media del 4,45 con 348.000 e per RaiSport2 del 3,6 con 288.000. Rispetto alle Olimpiadi di Londra si nota una flessione significativa: la media di Raidue fu all'incirca del 21 per cento e rispetto a Pechino (24 per cento) la differenza è ancora più marcata: meno 8,5 punti.
    Comunque, per consolarsi, la Rai ricorda che l'ascolto medio del pubblico è cresciuto di più del venti per cento rispetto agli stessi giorni della scorsa estate. Altissimi i numeri per alcune sfide come il tiro a volo: picco di 6 milioni pari ad un eccezionale share del 32,4% durante la gara per la medaglia di Giovanni Pellielo l'8 agosto. Non sono mancate le critiche sugli aspetti televisivi: come osservato da più parti, si poteva fare molto di più dal punto di vista della grafica, delle spiegazioni, della vivacità dei commenti e del coordinamento.
    Conclusioni: pochi incassi a fronte delle alte spese, ascolti così così, resa televisiva appena sufficiente. Questa è la Rai di Campo Dall'Orto. Il voto datelo voi.
    Le Olimpiadi senza oro: spesi 70 milioni, incassati 7,5 - IlGiornale.it

    Antonio Chimisso
    Prima della finale nel fioretto per la medaglia olimpica, Elisa Di Francisca ha dichiarato: "La scuola della Russia non ci raggiungerà mai. Non hanno fantasia, sono costruite e prevedibili. Hanno il fisico sì, ma le puoi inquadrare". Poi la Di Francisca quella finale l'ha persa contro l'atleta russa Inna Deriglazova. La Prevedibilità ha battuto la fantasia ma soprattutto la presunzione. Siamo alla sindrome del cucchiaio ormai, quella di Pellè che non è Pelè. Sul podio, per la medaglia d'argento, Di Francisca è inoltre salita con la bandiera Ue. Secondo posto, seconda scelta.







    La bella e la bestia.

    L'invidia levantina è sempre in agguato.

  5. #2135
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Non so se questo thread sia il posto giusto.


    Ci pagano per non farvi capire cosa succede oggi in Italia.

    Dichiarazioni shock di Sergio Colabona, noto regista TV

    Dichiarazioni shock di Sergio Colabona, noto regista TV ? Conoscenze al Confine


    Dichiarazioni shock di un regista di trasmissioni di successo quali La Fattoria,Tutti Pazzi per la Tele, Affari Tuoi, È nata una stella e Il Grande Fratello 9. Il suo nome è Sergio Colabona, e ha rilasciato affermazioni shock ad NTV News.
    Il servizio inizia con la presentazione del suo libro “Fine Trasmissioni”, il quale descrive cosa accade dietro le quinte dei reality show e non solo. Ma dal minuto 20 inizia una sorta di autodenuncia per tutto ciò che ci fanno credere e per come ce lo fanno apparire.
    Queste le sue parole nell’intervista: “Io mi autodenuncerei, si sta facendo una televisione che obbiettivamente ci sta portando un po’ tutti ad un degrado culturale, e per primo sono colpevole io ed altri come me, perché accettiamo tutti quanti di stare dentro un sistema al quale non abbiamo il coraggio di opporci, anche perché ci fa comodo. Ci danno i soldi per non farvi pensare, per farvi credere che i motivi della depressione siano altri, per non farvi mettere a fuoco determinate problematiche culturali e sociali. Stiamo facendo una televisione che non rispecchia più i valori culturali del nostro paese.”



    Poi, quando viene chiesto al noto regista cosa consiglierebbe ai giovani che desiderano entrare nel mondo della televisione risponde: “Scordatevi di portare idee vostre perché qui non le vogliono, se invece sapete “leccare” bene, se sapete sottomettervi ed “abbassare la testa” quando conviene, potete fare molta carriera. Non bisogna essere onesti.
    Ormai non c’è più ombra di dubbio, oggi la tv non è più come una volta, quando il suo obiettivo era fare cultura, ora è pilotata nelle mani di poteri che la gestiscono (finanziano e corrompono) dall’esterno per manipolare le masse, per vendere prodotti e soprattutto per vendere “fumo”…
    Purtroppo una buona parte degli italiani è sotto coma televisivo, vive nel mondo messo in scena dalle tv, ed è distaccata dalla realtà. Molte trasmissioni sono studiate ad hoc per non far pensare, per creare il più possibile persone possibile deboli mentalmente, fourviabili, quindi dei non-pensanti, perché quelli che pensano fanno paura a questo sistema….


    E' POSSIBILE VISIONARE ANCHE IL VIDEO.


    Noto Regista Italiano si Autodenuncia: ci pagano per non farvi capire cosa realmente succede.


    PER NOI nessuna novità sono cose già note e risapute, ma per la la media sono dichiarazioni sconvolgenti.

  6. #2136
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    PER NOI nessuna novità sono cose già note e risapute, ma per la la media sono dichiarazioni sconvolgenti.
    Sconvolgenti purtroppo un par de balle!
    Dichiarazioni che nessuno legge e quelli i cui occhi ci cadranno sopra per sbaglio le considereranno null'altro che il raglio di un somaro che magari rivendica due ore di straordinario non retribuite.
    Siamo in itaglia, caro mio!
    Condizionamento senza limiti, facile risultato per un popolo decerebrato e felice di essere ignorante e di conseguenza corrotto e marcio.
    Un popolo finito.
    Terronizzato.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #2137
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Sconvolgenti purtroppo un par de balle!
    Dichiarazioni che nessuno legge e quelli i cui occhi ci cadranno sopra per sbaglio le considereranno null'altro che il raglio di un somaro che magari rivendica due ore di straordinario non retribuite.
    Siamo in itaglia, caro mio!
    Condizionamento senza limiti, facile risultato per un popolo decerebrato e felice di essere ignorante e di conseguenza corrotto e marcio.
    Un popolo finito.
    Terronizzato.

    D'accordo 21. Ma io per sconvolgenti anche se l'ho omesso, intendevo parole grosse non veritiere, appunto fatte e dette da denigratori di tali bei programmi. Insomma la gente non vuole che vengano dette "cattiverie" contro tale tv. Questo è il pensiero della massa.

    Poi che il regista italico sia uscito con tale dichiarazione, mi lascia indifferente perché ormai è tardi pentirsi quando dal sistema si ha ottenuto. E' una visibilità in più la dichiarazione fatta.

    La tv odierna è l'oppio dei popoli, basta vedere le tante fiction italiche di livello infimo e anche le varie telenovele come tengono incollati gli italici. Ad esempio IL SEGRETO, made in spagna, l'ultima tutta made in italy RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE con la ferilli che da operaio diventa sindaco, una donna nella fiction giusta, caparbia, onesta, femminista, con una forte personalità, ecc ecc.

  8. #2138
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Non volevo riprendere te e le tue parole, me ne guarderei bene!
    A mia volta le ho usate per andare avanti nel discorso.
    Una domanda sorge spontanea: ma tu quelle trasmissioni le guardi avidamente?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #2139
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Per fare le casette ci vorranno mesi sette.
    Per il casotto mesi otto.
    Agli abitanti semi-delinquenti di quelle zone, tutte rigorosamente rosse, rimane sempre la preghiera a Santa Teresa d'Albania...
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #2140
    email non funzionante
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da psico Visualizza Messaggio
    Nel libro di caponi c'è la foto del bozzolo, in rete non si trova, almeno io non sono riuscito a trovarla.

    Nel libro di GOOD - rivelazioni da altri mondi, ci sono tutte le fotografie del caso caponi.

    Filiberto nel suo libro parla anche dei man in black presenti sul suolo "italico". La magistratura ha insabbiato tutto, così dice caponi, alla fine è dovuto scendere a compromessi e a negare la storia.

    Avrebbe mostrato una foto dove è ritratta la figura che lui avrebbe fatto. Questa foto lo avrebbe screditato.

    Però Filiberto a mio avviso non è convincente del tutto, una ambiguità di fondo permane. Questo lo si evince dal libro che ha scritto.

    Tipico di tutti coloro che sono toccati da certi fenomeni vedesi il caso Meyer .
    Considerato che ci sono molti fatti simili che rimangono nascosti o semivisibili , penso che il mondo come lo conosciamo sia una fiction , personalmente lo notato pure in altri campi come quello delle arti marziali interne .Si intravvedono tracce di un qualcosa di potente ma ormai inaccessibile ai più , il resto è uno show .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 
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