Pagina 281 di 456 PrimaPrima ... 181231271280281282291331381 ... UltimaUltima
Risultati da 2,801 a 2,810 di 4557
  1. #2801
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    22,425
     Likes dati
    46,241
     Like avuti
    21,159
    Mentioned
    159 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Aiutano, ma sono troppo complicate e rare per le ... bisogna.
    Fa molto medioevo Cristiano moderno , mi piace .

    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  2. #2802
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    22,425
     Likes dati
    46,241
     Like avuti
    21,159
    Mentioned
    159 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    da sommare all'Etruria dei Boschi, alla gestione allegra di MPS e BancaMarche (entrambe presìdi del PD) e coop-rosse varie ma... come al solito andrà tutto a finire a "tarallucci e vino" come da itaglianissima tradizione di un paese di m....enta
    Una specialità di questo paese culinaria infatti sono i salti in chiulo alla menta .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  3. #2803
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,169
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Dì la verità, che vorresti essere di Bolzano per poterla votare.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #2804
    Lumbard
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Lach Magiùr
    Messaggi
    11,759
     Likes dati
    757
     Like avuti
    871
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Dì la verità, che vorresti essere di Bolzano per poterla votare.
    io vorrei essere di Bolzano solo per godere delle tranvate che rifilano agli itaglioti con la "scusa" dello statuto speciale

  5. #2805
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,169
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Incominci ad ammettere.
    Conosco i miei polli.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #2806
    Lumbard
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Lach Magiùr
    Messaggi
    11,759
     Likes dati
    757
     Like avuti
    871
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    se fossi a Bolzano penso che voterei qualcuno del Süd-Tiroler Freiheit

  7. #2807
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    La statistica piegata alla ragione governativa
    di Roberto Pecchioli
    Entusiasmo. La disoccupazione scende ai livelli minimi da sei anni, il fisco scopre come non mai gli evasori fiscali, l’economia, come si dice, tira. Miracoli della campagna elettorale. Nuove menzogne, fake news nella nuova grammatica di lorsignori, ricavate dalla manipolazione delle statistiche: i numeri piegati alla ragion di governo.
    Proviamo a vederci chiaro. L’acrobazia matematica è da trapezisti del circo Orfei, ma la rete di protezione è bucata e, ahimè, casca l’asino equilibrista. Diminuiscono i disoccupati, canta il coro mediatico governativo. Sarà, ma contemporaneamente scende anche il numero degli occupati. Ohibò, chi ha messo il coniglio nel cappello del prestigiatore? Semplice, i dati trascurano l’incremento di coloro che un lavoro non lo cercano nemmeno più. Il gioco è fatto. In un mese sono altri 110.000, ombre scomparse dalla statistica, tanti quanto la popolazione di città come Vicenza. Al governo c’è il mago Houdini, con l’aiutino degli esperti, i quali, attraverso appositi modelli matematici, aggregano, disaggregano, scompongono e ricompongono i dati. Anche la matematica è diventata un’opinione, quella giusta, riflessiva, filo governativa, un’arma da utilizzare nella contesa elettorale.
    Chi si è orientato tra tabelle, ascisse, ordinate ed istogrammi riferisce di un’Italia in cui il Governo di Sua Maestà (UE, BCE, Troika, poteri finanziari) considera occupato anche chi lavora anche una o due ore la settimana. Vogliamo essere ottimisti, valutiamo il loro salario in 10 euro all’ora (un sogno proibito per moltissimi), supponiamo che lavorino, o meglio vengano pagati un’ora al giorno. Il loro reddito è di duecento euro mensili o giù di lì. Occupati sì, ma a conciliare il pranzo di oggi con la cena di domani.
    I calcoli così rielaborati dai soloni di palazzo indicherebbero 173.000 disoccupati in meno su base annua. Nei fatti, esauriti gli effetti del mirabolante jobs act – fiscalizzazione degli oneri unita, guarda caso, a libertà di controlli personali sui dipendenti – la schiacciante maggioranza dei nuovi impieghi è a termine o a tempo parziale. Un articolo del Sole-24 Ore è giunto a ipotizzare la reintroduzione controllata dell’antica schiavitù, mentre Amazon, la piattaforma di acquisti online di Jeff Bezos, divenuto l’uomo più ricco del mondo, brevetta un braccialetto elettronico per monitorare i tempi di lavoro e detta il ritmo degli addetti allo smistamento dei pacchi con il tamburo. Facevano lo stesso sulle navi a remi del trapassato remoto, e si chiamavano galere…
    Torna in primo piano l’alienazione descritta da Marx e lo straordinario affresco cinematografico della catena di montaggio in Tempi Moderni con Charlie Chaplin. Milioni di ore lavorate in meno certificano il fallimento del modello neo liberista e smascherano la menzogna delle fonti ufficiali. In più, un gran numero dei nuovi posti è di bassa qualificazione, dunque di infima retribuzione. Le indagini demoscopiche certificano scarsa fiducia nel futuro, mentre le previsioni degli addetti ai lavori ammettono che la sbandierata ripresa si è già arenata. Lo confermano la frenata degli ordinativi, i dati della produzione, ma soprattutto il verdetto negativo del sentire comune. Possono truccare i dati quanto vogliono, ma se dieci milioni di persone non si curano per carenza di reddito è fallito il sistema insieme con lo Stato che lo difende e l’apparato di consenso che lo sostiene.
    Ci assicurano che 23 milioni di residenti hanno un’occupazione. Mediocre successo, si tratta soltanto del 58 per cento della popolazione in età da lavoro. Il paragone con i paesi guida dell’UE e con gli Usa è imbarazzante. Un ulteriore numero che spaventa è 4.076.000. Sono i dipendenti con numero di ore lavorate settimanali inferiore a 25, tra i quali 600 mila sotto le 10 ore. L’esercito di questi semi-lavoratori è cresciuto di ben 400.000 unità dal 2007-2008, inizio della grande crisi dei mutui subprime. Si tratta di numeri che rendono grottesco, per non dire tragico, lo scarto tra la realtà e la narrazione governativa. Non si azzardino a raccontarci che per molti lavoratori gli orari ridotti sono una scelta e che, in ogni caso, è sempre meglio di niente.
    Forse qualche membro delle caste di potere aprirebbe gli occhi se frequentasse, magari in incognito, i centri per l’impiego, le agenzie interinali (quelli che “somministrano” esseri umani alle imprese) e le mense di carità. Ma anche no, giacché troppi sono servi consapevoli di quest’ordine sociale ignobile, il cui Vangelo è il PIL, prodotto interno lordo. L’indicatore riunisce ogni attività svolta per denaro; per aumentarlo hanno scelto da qualche anno di inserirvi i proventi di attività illecite come la prostituzione e la criminalità. Se sono tanto abili nel determinarne l’incidenza sul PIl, perché non riescono a stroncarle o almeno a tassarle?
    Con altrettanta pignoleria, i nostri eroi stimano in ben 200 miliardi di euro (quasi 400 mila miliardi delle vecchie lire) la cosiddetta economia non osservata, ossia il lavoro nero, il sommerso e illegalità varie. Sfuggirebbero così al fisco, alla previdenza e ai versamenti sanitari quasi tre milioni di persone e 100 miliardi di imposte, inevitabilmente caricate sulle spalle dei contribuenti. In particolare di quelli che attraverso la ritenuta alla fonte non possono sfuggire, di coloro che non si avvalgono, come fanno le grandi società di capitali e le entità finanziarie, dell’opera di brillanti professionisti specialisti in elusione, di quelle imprese non in grado di schermare attività e redditi nei numerosi paradisi fiscali di cui abbondano le periferie dell’impero del denaro.
    Una volta di più, insieme con le bugie, si conferma che la vera evasione non è quella delle piccole e medie partite IVA. Un quarto di esse lambiscono ormai la soglia della povertà, dunque la loro evasione è di mera sopravvivenza. Anche a tacere l’immensa portata delle elusioni legali a vantaggio dei grandi, resta da sapere che cosa si stia facendo per far pagare il dovuto ai giganti della rete informatica, alle piattaforme digitali, al commercio elettronico, alla vasta area dei servizi finanziari, alle società-schermo estero su estero, a tutto ciò che viene celato nella zona grigia delle transazioni regolate nello spazio virtuale deterritorializzato.
    La sola IVA sottratta all’erario, ma pagata a caro prezzo dai consumatori finali incisi dall’aliquota del 22 per cento che potrebbe diventare 25 (ce lo chiede l’Europa!), sarebbe pari a 36 miliardi di euro, più o meno come l’IRPEF evasa dall’economia sommersa, cui vanno aggiunti oneri previdenziali e versamenti sanitari.
    Altra tassa occulta non meno devastante è quella della stretta creditizia. Le aziende faticano ad ottenere finanziamenti, nonostante le banche siano destinatarie della massa di denaro virtuale pompata da BCE, gli impulsi elettronici che creano moneta dal nulla. In tale scenario, sono inevitabili i problemi di liquidità, con la conseguenza di ritardati o mancati versamenti di contributi e imposte. Il gatto si morde la coda, riparte all’attacco il Leviatano Equitalia con ruoli, cartelle, sovrattasse, sanzioni, interessi.
    Chi conosce il panorama economico nazionale meglio di tutti è il potere finanziario. Disinteressato alle balle elettorali, si prepara ad una nuova stagione di acquisti a basso costo. La razzia di quel che resta dell’azienda Italia ha come protagonista il più grande fondo privato del mondo, Bridgewater, che avrebbe già investito 3 miliardi in titoli italiani, scommettendo sul vento ribassista che presto tornerà a soffiare su Piazza Affari. Si tratta, come sempre, di operazioni allo scoperto, scommesse sulle difficoltà post elettorali previste – o forse organizzate – dalle loro altezze i mercati internazionali. Nel mirino della nave pirata di Ray Dalio Unicredit, Intesa San Paolo, Eni, Enel, Unipol, Terna, Generali, Leonardo, i gioielli di famiglia scampati ai lanzichenecchi in 25 anni di razzie. Segue a ruota AQR, che ha già investito un miliardo e mezzo sull’Orso, cioè sul ribasso della nostra economia, puntando, sembra, Saipem e Tenaris. La britannica Marshall lavora ai fianchi le banche Ubi e Bpm.
    Il governo, ma con esso l’intero sistema di potere dello Stivale, meglio farebbe a non illudere i cittadini con promesse, a smettere di diffondere sostanziali falsità sulla fine della lunga crisi e dire francamente le cose come stanno, assumendo le responsabilità relative. Tra mille criptiche espressioni della neolingua anglo tecnica, bail in, jobs act, fiscal compact, temiamo fortemente che si avvicini il momento del game over. Il gioco è finito, ma per disgrazia non si tratta di un gioco. Come nei Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, “la commedia è finita”.
    https://www.riscossacristiana.it/la-...rto-pecchioli/

    L'Ong "legata" a Soros ha scelto: "Votate Bonino"
    L'Ong "Avaaz" ha invitato i romani a votare per Emma Bonino. Il seggio è conteso per il centrodestra da un esponente pro life. Ecco lo scontro in corso
    Francesco Boezi
    Avaaz è una Ong che si occupa di principalmente di diritti umani. In vista delle elezioni politiche italiane, questa piattaforma fondata a New York nel 2007 ha pubblicato questo post: "Voti a Roma? Poche centinaia di voti potrebbero decidere chi ci rappresenterà in Senato. La campionessa dei diritti civili Emma Bonino del centrosinistra sfida l'organizzatore del Family Day Federico Iadicicco di Fratelli d'Italia. Ogni voto sarà pesantissimo!", viene sottolineato su Facebook. L'organizzazione in questione, insomma, ha direttamente invitato gli elettori romani a preferire la candidata della coalizione di centrosinistra al candidato della coalizione di centrodestra nel collegio di Roma1, che è valido per il Senato della Repubblica.
    Il candidato del partito guidato da Giorgia Meloni, però, ha replicato a sua volta con un post: "La piattaforma progressista Avaaz, una delle più operative del mondo nella promozione dell'agenda di sinistra e LGBT, legata al finanziere e nemico dichiarato dell'Italia George Soros, attacca frontalmente la mia candidatura a Roma dalla sua pagina Facebook, seguita da 1 milione e mezzo di persone", ha scritto Federico Iadicicco sul suo profilo Facebook. E ancora: "La mia colpa? Essere l'unico che può davvero mettere i bastoni tra le ruote alla "figlioccia" di Soros Emma Bonino (mia sfidante diretta a Roma). Che dire: felice colpa!...questa sfida si fa sempre più entusiasmante. Ogni giorno che passa, cresce la nostra possibilità di vincere contro il centrosinistra. Ogni giorno che passa, è fondamentale che ognuno di voi si senta per favore personalmente coinvolto in questo vero e proprio scontro di Civiltà", ha chiosato.
    I due candidati, in effetti, si trovano su posizioni antropologicamente e politicamente opposte. Iadicicco, che è un esponente contiguo al mondo pro life e il responsabile del dipartimento famiglia e vita di Fdi, lotta da anni contro l'approvazione di alcune leggi che promuovono i "diritti" sostenuti da Emma Bonino. E il collegio in cui si gioca la partita per palazzo Madama, sulla base di quanto riportato da alcuni recenti sondaggi, risulta essere combattuto proprio tra questi due esponenti.
    Ma perché Iadicicco ha associato Avaaz a George Soros? Questa inchiesta dell' "Off Guardian" ha messo in evidenza come sia "Res Publica" sia "Move on", cioè le due organizzazioni dalle quali è nata Avaaz, come si legge tra l'altro qui, abbiano avuto tra i loro finanziatori il magnate ungherese. Emma Bonino, del resto, è un membro della Open Society Foundation. Sembra quasi, insomma, che la partita tra la visione "sorosiana" dei diritti civili e quella promossa invece dal centrodestra venga disputata, almeno simbolicamente, nel Collegio di Roma1 per il Senato.
    L'Ong "legata" a Soros ha scelto: "Votate Bonino"




  8. #2808
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    22,425
     Likes dati
    46,241
     Like avuti
    21,159
    Mentioned
    159 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Dì la verità, che vorresti essere di Bolzano per poterla votare.
    Potrebbe essere un'interessante perversione .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  9. #2809
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,169
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Elezioni, Prodi sceglie 'Insieme' e investe Gentiloni: 'L'Italia che vogliamo' - Elezioni 2018 - ANSA.it

    Questo, unito alle certezze espresse da Genticojoni alla Merkel poche ore prima, è un gran brutto segnale.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #2810
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,169
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Per la cronaca non credo che ci sia qualcuno che a tutt'oggi abbia capito come votare, anche ammesso che abbia deciso il chi. Le schede sono fatte apposta per creare casino.
    Ma la cosa buffa deve ancora venire. Alla fine ci sarà da ridere anche nell'attribuzione dei seggi.
    Non credo che nessun solone della politica sappia come fare.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
Pagina 281 di 456 PrimaPrima ... 181231271280281282291331381 ... UltimaUltima

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito